venerdì 8 aprile 2011

Uomini e talpe

Gli ultimi giorni dell'umanità 

- Io credo che chiunque abbia gli occhi per vedere, e non per piagnucolare, possa valutare da solo che uomini sono questi Bossi, questi Maroni, che di fronte a un'emergenza umanitaria gridano foera di ball, fanno portare cucine da campo a Lampedusa ma non le montano, aspettano che una folla affamata distrugga tutto e poi portano spazzini e telecamere per mostrare al loro elettorato che siamo alle invasioni barbariche; lasciano una ventina di marinai a pattugliare un enorme braccio di mare e poi stringono le spalle di fronte a una tragedia evitabile; tanto in mezzo c'è sempre una Malta o una Francia su cui puntare il dito, come lo punta sul compagno il bambino sorpreso dalla maestra. Non sono criminali, questi bambini che sventolando fazzoletti verdi sono arrivati a responsabilità di governo e ora giocano con la vita dei loro simili? Fino a che punto il proprio tornaconto elettorale li giustifica di fronte all'orrore, quanto costa esattamente in vite umane vincere le elezioni in Brianza? Chiunque ha occhi per vedere e non per piagnucolare può vedere quanto siano criminali, e quanto assassina sia la loro negligenza.

Eppure odiarli è difficile. Sono un po' troppo banali, questi amministratori locali del male; non fanno che incarnare i nostri difetti, trarli alle estreme conseguenze. La paura per lo straniero non l'hanno inventata loro; loro non hanno fatto che aprirci la loro piccola impresa, la loro fabbrichetta, trent'anni fa. Col senno del poi fu un ottimo investimento: da allora il sud del mondo ha quasi raddoppiato le bocche da sfamare, mentre il nord alzava le barricate; il nodo prima o poi doveva venire al pettine. Chiunque può calcolare quanto abbiamo perso in umanità, negli ultimi vent'anni di sbarchi: quanto rapidamente si è spenta quella solidarietà genuina che mostravamo per i primi albanesi e i cossovari, appena abbiamo capito che non erano piccoli fuochi, ma le prime scintille di un incendio mondiale. I nostri governanti non fanno che interpretare al meglio quello che siamo diventati: animali tutto sommato mansueti che quando li si preme ai confini hanno ancora qualche energia per mostrare i denti.

Ma gli intellettuali? Non devono mica farsi eleggere. Nessuno pretende che si facciano interpreti dei nostri istinti più bassi. Anzi, dovrebbero mirare un po' più in alto per definizione; nell'eclissi della nostra coscienza, conservare per noi il ricordo della luce, e ricordarci sommessamente che potremmo essere migliori di così, potremmo essere uomini e non bestie. E invece guarda che bel servizio ci rende Ceronetti, col suo temino xenofobo che nessuno gli aveva chiesto, ma che molte bestie apprezzeranno. “Non ho prove provabili”, scrive, “ma ho il senso del pericolo, in comune con tutti gli animali”. Ed è tutto quello che gli serve per tenere la sua concione: l'istinto animale del pericolo. La sua “pulce nell'orecchio” non è un dato preciso, né un'informazione verificabile, nulla. Ceronetti ha il senso di ragno di Peter Parker, sente un complotto islamico dietro le spalle e ci vuole tenere informati, grazie Ceronetti, ma avrebbe potuto dircelo qualsiasi boccalone al bar. Sì, però vuoi mettere con uno che al bar ti cita Kafka e il cavallo di Troia? Ed eccolo qui, il più bell'argomento contro la cultura: se dai da leggere Kafka a una capra, ne brucherà le pagine e resterà capra; se lo dai a un scimpanzè rischi che te lo tiri in testa: lo hai dato a Ceronetti, guarda cosa ne fa.

La questione israeliana. Ma io qui credo che ci sia un refuso. Avranno tutti copiato e incollato male, andiamo, non è possibile che un pregiato scrittore lasci sulle colonne di un quotidiano questa frase, nel 2011: “Se Israele accogliesse tre o quattromila palestinesi, Gerusalemme, il supremo esito del 1967, sarebbe subito, com’è già in parte, casa loro”. Si possono dire cose molto brutte su Israele, ma ci vive già più di un milione di arabi con diritto di cittadinanza. Voglio dire che lo sanno anche le talpe. O non lo sanno? E di cosa hanno discusso, per tutti questi anni, le talpe, sul giornale?

"In qualità di profughi da guerre, lo scenario di guerra è da trovare. Le folle di veri profughi le conosciamo: prevalgono le donne e i bambini, ci sono immagini strazianti di vecchi che si trascinano… Qui l’anomalia è sbadigliante: di vecchi neanche l’ombra, e di aneliti a trovare lavoro non ce n’è spreco". 

Il Novecento è davvero la nuova Bibbia. Messo di fronte a un fatto nuovo, l'intellettuale cosa fa? Va a controllare se rientra nella casistica dei Sacri testi. C'è una folla di profughi? Andiamo a sfogliare il Libro dei Profughi del Novecento, dunque... ecco, ci sono soprattutto donne, bambini, vecchi che si trascinano. Invece nelle foto a colori del giornale, qui, sono baldi giovanotti, e allora fermi tutti: l'intellettuale ha scoperto un'impostura, un complotto. “ Il mio non è che un sospetto fondato”. Fondato sul suo senso di ragno, che gli anni hanno reso acutissimo.

Per fortuna che noi animali europei abbiamo ancora un forte istinto, lo si vede dalle bandiere ai balconi. “Un senso di inconscio risveglio dell’istinto difensivo mi pare di leggerlo in questa perdurante spontanea esposizione del tricolore. C’è come un grido silenzioso dell’anima profonda. Queste bandiere non celebrano un passato, ma sono talpa che non vuole diventare casa loro e grida aiuto. Ma a chi, se nessuno comprende?” Meno male che Ceronetti comprende. Lui è collegato con l'anima profonda, ne sa interpretare i gridi silenziosi, per esempio quell'arcano, intraducibile “Foera di ball”, finalmente trova in lui il fine esegeta, il traduttore. Abbiamo bisogno di più gente come lui, che metta in belle parole i nostri istinti, che suoni il suo tamburino istoriato con fregi Novecento mentre noi scaviamo i fossati e alziamo i recinti.

“Difficile, più che mai, capire; ma intelligere è essenziale. E una volta compreso prendere decisioni giuste è difficilissimo. Volerle giuste e umane, e insieme battere un nemico oscuro, un’armata disarmata, che ha per unica micidiale arma il numero, è una canzone di gesta.”

Parole desuete, parole buffe, il consueto bric-à-brac letterario che ha sempre il suo mercato, per dire cosa? Niente, è destino di ogni temino poco ispirato risolversi in tautologia. Ceronetti aveva rivendicato nella prima riga il suo istinto del pericolo, “comune agli animali”; nell'ultima riga si lascia sfuggire che soluzioni umane al problema non ce ne sono. Insomma l'umanità è un lusso, grazie Ceronetti, ma a quel punto perché Kafka, perché Omero, perché le canzoni di gesta, perché pagarti un vitalizio? Non sarebbero soldi meglio spesi in barricate, filo spinato, alta tensione?

Ma forse no. Anche quando saremo lupi - e il giorno non è così lontano - avremo sempre bisogno di un lupo anziano e un po' più ispirato che ululi alla luna. Com'è da millenni, e la luna resta luna. E i cani restano cani. I più bravi, i più brillanti, se gli tiri Kafka te lo riportano.

17 commenti:

  1. Affiggerò il primo paragrafo di questo post in ufficio, vicino alle scrivanie di quel 1/20 della forza lavoro che costituisce l'"angolo leghista".

    (il resto lo linkiamo, per amore degli alberi :)

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  2. Leonardo ti leggo sempre ed è anche un piacere ed un onore ascoltare le tue teorie, ma ogni tanto mi chiedo se pensi di vivere nel magico mondo dei puffi. L'umanità è brutta, cattiva, subdola, egoista, non tanto diversa dalle altre specie animale, anzi proprio perchè più intelligente è capace di crudeltà ancora più efferate... devo proseguire?
    Si, rimangono dei casi di bontà fine a se stessa, ma sono dei casi isolati.
    Forse essendo animali ci interessiamo solamente della ristretta cerchia dei nostri familiari o conoscenti. Il resto che si arrangi. Suona brutto ma è così, e non da oggi.

    Saluti
    Mauro

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  3. Io temo una cosa, cioè che a volere essere del tutto sinceri, dovremmo ammettere che, in termini mondiali, siamo -io, tu, e chiunque legga- degli sfruttatori. E che traiamo beneficio da una sorta di apartheid, che al momento funziona soprattutto alla frontiera ma che potrebbe benissimo funzionare anche all'interno del territorio nazionale, se le discriminazioni tra italiani e stranieri su lavoro, sanità, alloggi, voto, etc. dovessero estendersi e istituzionalizzarsi.
    Io credo che l'unico ruolo possibile per un governo degno di guardarsi in faccia sia quello di amministrare in modo decente e ordinato il nostro declino.
    Io penso che la Lega abbia perfettamente coscienza di questo stato di cose, e che rappresenti deliberatamente, magari in modo cialtrone ed incapace, i nostri oggettivi interessi in quanto sfruttatori.
    Ed è una cosa disgustosa.
    Spero di sbagliare.

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  4. Il vero problema è che, per quanto si cerchi di difendere i confini, i barbari, da sempre nella storia, sono sempre riusciti ad entrare. E portano con sé la loro cultura e, nella fattispecie di Lampedusa, la loro religione. Io opero con molti nord-africani. Non hanno fretta. Loro fanno molti figli e soprattutto la pensano tutti allo stesso modo. Fra un ventennio saranno -democraticamente- la maggioranza in Italia e senza nessuna integrazione ci imporranno la loro volontà. E se a noi non piace saranno loro a dirci, in arabo, "fora dal ball" e sarebbe già una prova di generosità. Non vuoi chiamarlo "cavallo di Troia"? Non ha importanza. Ma per certo tutte le tue belle considerazioni che fai adesso non potrai più farle, a meno che, certo. non continui come adesso ad esprimere pedissequamente il loro pensiero. Comprati un caftano e impara l'arabo, ti sarà utile. Franco Bertolacci blacmacigno@yahoo.it

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  5. Povero Franco, e poveri quanti non capiscono che la Storia, sì, quella con la S maiuscola, è la storia degli uomini che si muovono. L'uomo si è spostato dall'acqua alla terra prima di esistere, e si sposta sulla terra e sull'acqua da che esiste. I confini sono una consolazione illusoria che si dissolve ogni giorno sotto i nostri occhi, e tutti siamo stati i barbari di qualcuno e gli arabi di qualcuno: nessuno può fermare davvero nessuno. Capirlo e accettarlo ci aiuterebbe tutti quanti.

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  6. Non sono daccordo con tante cose che scrive qui leonardo, ma Franco Bertolacci, secondo me devi comperare un calcolatrice che funzioni.
    Te lo dice uno che di dinamiche di popolazione ne ha studiato un pò...
    Andrea

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  7. Caro Kimboz, vuoi forse dirmi che anziché un ventennio riusciremo a resistere qualche anno di più? Oppure, come tanti pensano, non saremo più un paese così interessante da invadere? Accetto l'obiezione, ma potresti anche supportarla con qualche numero.
    Caro IZ, anche se a malincuore devo darti ragione. Ma ammetterai che abbandonare la propria storia con tutto il retaggio di usi, costumi, abitudini e esistenza personale è comunque una sensazione che farebbe soffrire chiunque...
    Franco Bertolacci blacmacigno@yahoo.it

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  8. Non appena trovo le equazioni ti faccio un conto preciso.
    A occhio non si può trattare di meno di 10 generazioni per un processo quale tu descrivi...
    Però così sono troppo impreciso, non appena trovo i testi di dinamica di popolazione di dò i numeri "propri".
    Andrea
    P.S.: 20 generazioni sono approx 200-300 anni. Direi più che sufficienti per superare la prima generazione, che di solito ha più problemi ad integrarsi

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  9. Prof ascolti: normalmente non posso che darle ragione, non solo in quanto "big fan", ma soprattutto per un processo deduttivo per cui leghista=stupido ciò che dice un leghista non può che essere stupido. Però c'è sempre la possibilità che si facciano le cose giuste per le motivazioni sbagliate. La parola giusto in questo caso non è molto adatta, quantomeno da un punto di vista filosofico (anzi è esattamente l'opposto della giustizia di Socrate), ma non saprei esattamente come definirla, forse semplicemente più aderente alla natura. Non penso certo che io o un qualsiasi italiano meriti la propria fortuna più di un qualsiasi altro uomo nato dall'altra parte del mare ma proprio perchè fortuna penso sia un fatto puramente casuale, al massimo stocastico ma che sicuramente non rispecchia un diritto od un merito maggiore. Penso allo stesso tempo che si debba cercare di preservare la propria fortuna, anzi naturalisticamente la fortuna dei proprio patrimonio genetico, da un punto di vista tecnico i propri geni hanno la priorità sull'individuo. Mi rendo conto di essere molto confuso e di star cancellando millenni di storia e pensiero dell'uomo affidandomi a ragioni puramente biologiche, ma credo che non le si debba nemmeno dimenticare nel momento in cui si afferma di essere nel giusto in quanto più umani e gli altri più sbagliati e stupidi perchè non fanno altro che lasciare che la propria natura segua il suo corso.
    In effetti non ho chiarito nemmeno dentro di me queste cose, a volte non so cosa pensare di me proprio per questo, in fin dei conti volevo solo cercare di esporre il mio problema.
    Quando l'Italia andrà a puttane non potrò che capire gli svizzeri con le doppiette a Chiasso.

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  10. Grazie Leo. Avevo una discussione con un mio vecchio Prof del Liceo da settimane e non mi riusciva di fargli capire quanto falsi fossero lui e le sue posizioni. Grazie davvero.
    claudio

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  11. Ceronetti mi ha fottuto un tema :(

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  12. Cazzo! Sono alquanto sorpreso. Non lo facevo cosi' Ceronetti. Il suo articolo è cosi' sconclusionato e farneticante che mi verrebbe da credere in un falso! E poi immaginare l'attuale arrivo di immigrati come una strategia pianificata allo scopo di creare un califfato europeo di cui l'italia sarebbe la prima preda è alquanto delirante. Cioè sembra la trama di un libro trash di fantapolitica....

    eliakree

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  13. Ma sì, diamoli 'sti numeri sull'islamizzazione.
    Qualche mese fa i giornali titolavano che tra 20 anni (toh, la cifra tonda attira sempre, eh Franco?) i musulmani in Italia saranno il doppio di quanti sono adesso. Gli articoli citavano uno studio di un think tank americano, il Pew Research Center. Grazie a questo raddoppio i musulmani saranno addirittura il ..ehm ..5.4% per cento della popolazione. La notizia è ancora facilmente reperibile in rete. Mi rendo conto che il fatto che il numero sia un'ordine di grandezza sotto quanto necessario a prendere il sopravvento non ecciti motlo chi ama gli scenari apocalittici (infatti lo si capiva solo leggendo gli articoli).

    Claudio il toscoligure (c'è un altro Claudio che mi sembra che abbia commentato)

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  14. Aggiungo che spesso si tende far confusione, ipotizzando che i musulmani siano la maggioranza degli immigrati e/o siano quelli con gli indici di natalità maggiori. Entrambe le affermazioni andrebbero riviste. I musulmani sono meno della somma delle varie professioni cristiane e gli indici di natalità sono comparabili. Es. i senegalesi, in maggioranza cristiani, hanno la stessa natalità dei nigeriani, in maggioranza cristiani (in compenso tutti vengono considerati "immigrati musulmani").
    Claudio il toscoligure

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  15. ho pensato veramente ceronetti fosse ubriaco. o fatto di qualcosa, comunque non lucido. per i contenuti (opinabili) né per la forma... abbastanza stupefacente.

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  16. Visto che oggi sono in ferie aggiungo anche un'ultima cosa: anche in caso di eurabia vittoriosa, non è detto che il "fuori dalle scatole" sia in arabo, visto che molti musulmani presenti in Italia e in Europa, l'arabo non lo parlano proprio (tipo i turchi o gli albanesi). Così, giusto per rimarcare quanto certe visioni siano aderenti alla realtà. Ah, nel post precedente, "Es. i senegalesi, in maggioranza MUSULMANI"

    Claudio il toscoligure

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