E insomma, nel 1983 i monitor erano in bianco e nero. Una partita a Space Invaders costava cento lire. E nelle scuole di Seattle usavano i registri elettronici (in bianco e nero) (ma elettronici).
Siamo nel 2011, abbiamo monitor a colori, milioni di colori, anche in 3d, possiamo giocare a tutti i giochi che vogliamo, e il mio fottuto registro scolastico è ancora di carta! Di carta! Voglio un conflitto termonucleare globale qui ora adesso!
Ho una teoria (#76): la scuola italiana è come l'impero romano, non passerà mai all'automazione finché può contare sulla forza bruta degli schiavi (cioè la mia). (Si commenta di là, come sempre).