mercoledì 20 giugno 2012

Waiting for my break

Io, per dire quanto ne ho piene le palle del terremoto, in questo momento sto in mutande.
Mi rendo conto che non è che sia questo scoop, ma dovete pensare invece a quanto sia coraggioso, di questi tempi, in queste plaghe, salire in casa propria al primo piano e mettersi in mutande, toh, irridendo la scossa che potrebbe costringerti a uscire nudo in strada o - se il pudore prevale - a cadere nudo tra i rottami del tuo geniale investimento immobiliare. C'è gente che ogni giorno rientra nella zona sismica per lavorare otto dieci e ore e finché non torna in una casa sicura non va in bagno, sul serio c'è gente così, e a costoro, poveri, io dico amen: in caso di big one, mi identificherete dalle mutande. D'altro canto sono un grafomane ed è sempre stato statisticamente molto probabile che le mie ultime parole fossero un'assoluta scemenza.

Qui c'è la solita afa del secolo, molta gente sbaracca le tende e torna in case non sicure ma dotate di air conditioning. Se non ci vivi non puoi capire come la paura di un terremoto possa cedere il passo all'insofferenza per l'umidità. A parte questo non ho molto da dire, ma in mezzo ai vecchi post non pubblicati ho trovato una lista buttata lì; a fine maggio era partita una catena sui dieci pezzi migliori degli Anni Novanta. Così ora, per dire quanto ne ho piene le palle, scriverò un pezzo su questo argomento di cui frega pochissimo anche a me, figurarsi voi, ma se viene il Big One ci tengo a farmi trovare in mutande mentre parlo d'altro con ostentata indifferenza.

I miei dieci pezzi preferiti degli anni Novanta, come se la cosa interessasse a qualcuno

Gli anni Novanta si riconoscono dal fatto che si compravano i CD. Io per la verità già pochissimi, la mia cultura musicale era sin d'allora il sintomo di un'offerta inflazionata, era il calore che d'inverno si prende gratis il barbone sulla grata della metro, era il frescolino che si prendono gli anziani al centro commerciale senza acquistare niente. Anche ai centri commerciali ci si poteva fare una cultura musicale dignitosa ai tempi, adesso non so. Tengo le cuffiette tutto il tempo.

Zooropa, 1993.
Giusto per mettere le cose in chiaro, io negli anni Novanta ero musicalmente già vecchio, ancorato a miti già messi in discussione e poi traditi, e poi ripresi in casa con la stanchezza con cui si riannoda l'unica storia dignitosa che sei riuscito a mettere su. Quando si misero a lavorare a Zooropa gli U2 ormai non erano più i rocker irlandesi che avevamo amato in parrocchia, non erano più molto rocker e nemmeno molto irlandesi, ormai vivevano nella terra di nessuno tra un aeroporto e l'altro ed è lì che composero ed eseguirono Zooropa, e si sente, e la cosa è molto anni Novanta. Gli U2 di quel decennio forse furono le ultime rockstar, se ha un senso la parola, quelli che a ogni disco dovevano cambiare volto e progetto, tradire qualche fan e recuperarne altri che li avevano fanculati, per esempio, dopo Rattle and Hum. Oggi nessuno ha più il coraggio di disorientare così quei poveretti che ancora portano avanti la nobile tradizione di comprarti i dischi; anche gli U2 hanno smesso di fare le rockstar, ho sentito che hanno un circo itinerante ma è molto caro. Zooropa, la prima volta che l'ho sentita accovacciato in un vagone passeggeri, pensavo a tutto tranne che avrei ancora ascoltato nella vita un disco degli U2; quando dal ghettoblaster un tizio che aveva paura di addormentarsi sul treno e perdere la coincidenza per Saint Tropez, Zooropa sboccò fuori come un fiume in pena ispirandomi pensieri come: Ce l'hanno fatta di nuovo, quegli stronzi! Ora ci tocca ascoltarli anche per tutti gli anni '90. Non è andata proprio così. Il testo parla di come ci si sentiva negli anni 90, nei lounge dei terminal o accovacciati nei corridoi dei treni per il mare.


Friday i'm in love, 1993.Non so, vogliamo starne a discutere? Non era il decennio dei Cure e non era la canzone migliore dei Cure, e nemmeno ho intenzione di riascoltarla nei prossimi 200 anni neanche se la coverizza il clone di Johann Sebastian Bach recuperato da un frammento di DNA impigliato tra le corde di un clavicembalo ben temperato; ma si può far finta che non sia uscita? Vogliamo suggerire di avere gusti musicali più raffinati, canzoni d'amore più intelligenti da sfoggiare? Fammi controllare, che giorno è? Mercoledì? Mercoledì non me ne può fregar di meno, guarda.


Jamie, 1994.
Jamie cominciò a sentirsi in radio dopo quella cosa paraculissima che era Buddy Holly, e fu il momento in cui di colpo ho smesso di pensare che i Weezer fossero un gruppo scemo da una botta e via, e ho cominciato a pensare che fossero la Cosa Nuova Del RnR, insomma il momento in cui sono passato da una deficienza all'altra; ma mi piace pensare di aver incocciato anche solo per un futile istante il vero gusto musicale, e mi piace pensare che sia quel momento in cui nell'inciso Jamie smette di battere 4/4 e se ne va per i fatti suoi.



Aicha, 1996.
Per come si erano messi gli anni 90 io avrei potuto anche diventare tutt'un'altra persona, per esempio adesso potrei essere un panzone che ascolta rai a palla in autoradio, invece non mi ricordo neanche esattamente cos'è il rai e perché mi piaceva. Mi piaceva perché era diverso ma familiare ma diverso. Si ascoltava molto in Francia, finché quella cosa non troppo interessante che è il rap francese se lo mangiò, fine della storia, oggi se mettete su Cheb Mami io vi chiedo che roba è, e il bello è che non faccio finta, mi sono totalmente dimenticato di cosa sarei potuto diventare. Aicha non è neanche la mia canzone preferita di Khaled, ma le altre non mi ricordo più come si chiamano e mi costa fatica cercare, inoltre descrive due personaggi dei miei anni 90: il panzone d'area magrebina, magari un po'mbriago che cerca di rimorchiare ma ha disposizione solo un frasario del nonno del nonno, e la fanciulla che cerca di emanciparsi, spero tu ci sia riuscita Aicha. Magari hai cinque bambini, un classico; e se torno al quartiere nemmeno ti riconosco. Poteva andarci meglio, sì, inutile discuterne.


Seekers who are lovers, 1996
Anche i Cocteau Twins erano, come me, un relitto degli anni 80, che come me si svegliò verso il 2000 con l'aria piuttosto sbattuta e molto rumore nelle orecchie. In quel periodo, se mi aveste conosciuto, ve l'avrei propinata commentando il frastuono con aria di intenditore, e vi avrei spiegato che la BBC session era molto meglio della versione studio, niente coretti leziosi e così via. Ma dovete anche capirmi, non c'erano ancora i blog a cui affidare tonnellate d'opinioni non richieste. Quando mi è venuta l'idea di fare questa lista ho pensato subito a loro, ero incerto sul pezzo giusto e allora ho dato un'occhiata su youtube: il primo commento è: "this song is sexy as fuck. this BBC version is the greatest - you can hear what everyone's doing. it's not syrupy soup as on the LP". Ecco, basta, mi era sufficiente incontrare qualcuno che la pensasse come me, ora non annoierò più nessuno. Vedete come l'Internet ci ha reso persone migliori, alcuni.



The Rockafeller Skank, 1998
Gli anni '90 erano anche quelli strani in cui andavo a ballare, qualcuno sostiene che è successo anche nel decennio successivo ma è una menzogna e non ci sono prove, né testimoni sobri. E si andavano a ballare cose scemissime a un certo punto, ci fu una specie di riconciliazione tra rochettari anche post-grungi, truzzi ricollocati nel tessuto produttivo e dj coi postumi della summer of love, e l'ex batterista degli Housemartins riciclatosi spacciatore di campionamenti da due soldi è l'epitome di tutto ciò. C'è senz'altro qualcosa di meno banale che meritava, ma Funksoul brother ha sempre funzionato, con chiunque ci fosse in quel momento in sala, ed è tutto quello di cui avevamo bisogno in quel momento. Sì, parlo al plurale per darmi un contegno, ma la verità è che ho veramente ballato questa roba. L'ho anche messa su alle feste.




You turn the screw, 1998.
Senza Antenna 1 anche ai Cake non avrei mai dato più dei tre minuti che misi a guardare il video di I will survive, invece se metti in fila quanti dischi hanno mandato fuori, quante belle canzoni ci sono dentro, quanti stili hanno costeggiato senza smettere un istante d'essere Cake, e quanto poco ciò sia fregato a tutti, capisci che erano avanti, già pronti a quell'incredibile spreco di talento che sarebbe stato il decennio successivo, e anche solo per questo la top 10 se la meritano davvero, anche se non sapresti dire con che pezzo e in che posizione. A me questa piace più di altri, voi arrangiatevi.

4 big speakers, 1998
A un certo punto degli anni Novanta la situazione era così incerta, così aperta - stasera mi piglio un due di picche da una pancabbestia o da un'imprenditrice? - che la risposta alla domanda "qual è il tuo gruppo preferito" era una cosa oggettivamente disperata come  "i Cardigans". Io però qui non ce la faccio a mettere i Cardigans, non riesco proprio a capire cosa mi facesse impazzire in quel poprock leccato il giusto, forse a quel tempo ci voleva della faccia tosta a stare tra i Roxettes e i Black Sabbath, ma è come quella gente che passeggiava in tondo gridando al cellulare, in seguito abbiamo smesso di ritenerlo un fatto degno di nota e di rilevanza culturale. Abbiamo anche smesso di ascoltare i Garbage, ve li ricordate i Garbage? Se uno pensa ai Garbage in heavy rotation nei centri commerciali, può capire perché i Cardigans potessero sembrare un'alternativa di un certo livello. Se ricanticchio dentro me gli immortali successi dei Cardigans, mi accorgo che oggi se li potrebbe cantare pari pari Britney o Lady Gaga, e allora? Allora, giusto per restare in Iscandinavia, ci metto i Whale (gli Whale?) I pezzi tirati de(gl)i Whale mi piacevano in un modo insano, volevo solo picchiare la testa contro il muro, o, in macchina, contro il volante. C'era il problema che questo disco ad Antenna1 qualcuno se lo era fregato - quella radio era un porto di mare! - quindi a un certo punto nessuno richiese più 4 big speakers, i dj dell'indotto cominciarono a temere che nessuno l'avrebbe capita e ballata, sicché essa cadde nel dimenticatoio. Poi arrivò Napster, e all'inizio cercar canzoni era come disseppellire i tesori, se nel frattempo ti eri dimenticato il titolo del pezzo o l'artista la ricerca era ancora più affannosa e divertente. Quando finalmente la trovai, la misi a palla nelle cuffiette, ma non c'era più nessun muro e nessun volante, stavo lavorando in un open space ed ero, come molto spesso negli anni Novanta, un perfetto deficiente. Non l'ho più ascoltata. No. Bugia. Due o tre ascolti l'anno, dai. In settembre di solito.




Waiting for a break, 1999.
Cioè questa roba era il meglio che si è ascoltato negli anni '90? Poveretto, chissà la merda. Effettivamente non so neanche chi siano e non li ascolto mai, però qui descrivono esattamente chi era l'abitante degli anni '90 di cui più avevamo paura, anche nel senso che avevamo paura di diventare come lui, anche nel senso che ormai era troppo tardi per non diventarlo. Qui c'è una traduzione.



The free design, 1999
Quando ormai gli anni Novanta cominciavano ad essere un po' avanti coi decimali, e nelle iterazioni sociali sempre più aleatorie, sempre più disparate e disperate, la domanda "tu che musica ascolti" cominciava a richiedere una risposta netta senza incertezze e stucchevoli puntini di sospensione, proprio in quel complicato momento gli Stereolab mi soccorsero e gliene sarò infinitamente grato, ma non abbastanza per ricordarmi dei titoli delle loro canzoni - e sì che loro si sforzano e ne inventano di veramente belli, ma gli Stereolab nei Novanta erano un flusso continuo che usciva da Antenna1 e si scioglieva immediatamente nel nastrone che tenevi sempre lì pronto sul momento, ben consapevole che nessun disturbo radio, nessun woofer o blip o drip o persino un'interferenza di Radio Maria avrebbe potuto rovinare un pezzo degli Stereolab, anzi. Secondo voi dovevo prendere il telefono coi tasti grossi e chiamare Max, chiedergli scusa come si chiamava il pezzo degli Stereolab che hai appena messo su? Ma per piacere. The free design è già di una fase successiva, me lo ricordo bello forte nei cuffioni del negozio, era quel momento in cui sembrava che questi signori fossero capaci di tutto, la sbobba la volete più jazz? ve la facciamo più jazz, che problema c'è. Vennero anche alla festa dell'Unità di Modena ma l'acustica era pessima. C'era ancora la corista che poi è morta (ci sono già due morti in questa didascalia, finiamola qui).

Come, neanche un pezzo in italiano? Sì, ne ho ascoltati parecchi ma mi sembrerebbe di pesare assieme mele e pere, no, mele e cachi patocchi. Magari un'altra volta, rigorosamente in mutande. Ciao.

11 commenti:

  1. Un fiume in pena è un refuso divertente :)
    Comunque Zooropa è una bomba perché c'è più Brian Eno che U2, secondo me.

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  2. Eheheh infatti voleva scrivere un fiume in penna. Ma si sa per i grafomani il lapsus è sempre in agguato.
    Al

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  3. mai sentito parlare di una roba chiamata grunge? zooropa fu l'inizio della fine x gli u2, il loro ultimo grande album fu achtung baby

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  4. Non so perché, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è: "perché non c'è Beck?". Pensare che non lo ascolto da anni e mi viene in mente che manca. Forse perché i miei novanta li marchiò a fuoco. Ovvio, la lista è la tua, mica devo dire io chi deve entrare, ma i bellissimi flash dei 90 che seguono la selezione mi fanno domandare come fa a mancare. Ora che ci penso non ho sentito la mancanza di seattle e mi manca beck, magari il problema è mio.

    andrea

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  5. Effettivamente Beck è una silhouette che si ricava dal contesto, però per le occasioni che ha sprecato mi sembra anche lui già anni Zero.

    Il grunge, chiedo scusa, ma l'ho preso proprio in controtempo, in un periodo in cui volevo solo ascoltare canzoni allegre e spensierate. Lo suonavo anche per darmi un tono, e in generale mi sembrava più serio delle schifezze che ascoltava la stessa gente un anno prima (GnR), però non ci ho mai creduto veramente, mi dispiace.

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  6. GODI, TROIA:

    SINEAD O CONNOR ///
    http://www.youtube.com/watch?v=iUiTQvT0W_0

    PUBLIC ENEMY + SLAYER ////
    http://www.youtube.com/watch?v=3TkiU3Nw9gI

    JANE'S ADDICTION ///
    http://www.youtube.com/watch?v=jrwjiO1MCVs

    BEASTIE BOYS ///
    http://www.youtube.com/watch?v=NpsvBvwRuf0

    RAMMSTEIN ///
    http://www.youtube.com/watch?v=My0HQ0QkGLQ

    SQUAREPUSHER ///
    http://www.youtube.com/watch?v=jB7wdNALtN0

    CHRIS ISAAK ///
    http://www.youtube.com/watch?v=Xp5mOZ9GxAc

    OVAL ///
    http://www.youtube.com/watch?v=cj3OFvrcoQA

    JEFF BUCKLEY ///
    http://www.youtube.com/watch?v=gPkvo5xkKZ4

    SONIC YOUTH ///
    http://www.youtube.com/watch?v=reSOp1domrU

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  7. Oh, da affezionatissimo lettore mi godo moltissimo il tuo sbrocco da terremotato, ma non vogliamo certo sfruttarti come si fa con le rockstar, e succhiare il sangue della tua sanità mentale solo per goderci i tuoi pezzi. Quindi, insomma, sbrocca un pochino ma non troppo eh, che qui ci si preoccupa.
    Seconda riflessione: ho spesso la sensazione leggendoti di avere avuto un percorso quasi parallelo al tuo, invece probabilmente é solo convergente: partendo da punti diversi, ascoltando musiche diverse, facendo cose e vendendo gente diverse, siamo grossomodo diventati tardivi padri di famiglia con un modo di pensare piuttosto simile. Uno di noi due pero' lo sa scrivere un pelo meglio!
    Che dire, resisti!

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  8. leggendo il tuo pezzo mi e` venuto in mente che la domanda "che musica ascolti?" anni fa era davvero comune e spesso sorprendentemente importante nei rapporti sociali, al giorno d'oggi e` diventata pressoche` irrilevante. E ti diro`, da musicista e ascoltatore dei generi piu` disparati penso sia meglio cosi`, ci siamo presi abbastanza sul serio nel secolo scorso! Nessuno si deve vergognare di niente in fin dei conti... e vai fiero di aver ballato Fatboy Slim come io vado fiero di averlo visto al Maffia a Reggio nel 2000 e in un festival un paio d'anni fa.
    Tra i nomi che hai elencato e` quello il cui genere (almeno preso in senso ampio) e` rimasto vivo e vitale ed ancora oggi si evolve, con umilta` e freschezza, gli altri fondamentalmente no!

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  9. Guarda, anche a me da anni nessuno chiede più "che musica ascolti", ma mi viene il dubbio che sia perché sono diventato vecchio e nessuno mi chiede più di sfoggiare i caratteri sessuali terziari avanzati.

    Poi riguardando l'elenco, sembra che io abbia avuto dei 90s di musica lofissima. In realtà no, ho ascoltato musica molto bella, però non era degli anni 90.

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  10. Guarda, sotto sotto sono comunque convinto che ci fosse proprio piu` spocchia in giro sull'argomento (adesso va di moda la fotografia piu` che la musica e si vedono fenomeni molto simili secondo me). Tuttavia l'espressione "caratteri sessuali terziari avanzati" e` troppo bella per non essere utilizzata per cui mi auto-impongo la tua tesi :)

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  11. È buffo leggere una lista dei 10 pezzi degli anni '90 senza alcune cose: i gusti sono gusti, e non dobbiamo metterci per forza classici o pietre miliari - a me riesce difficile non tenere un minimo conto dell'importanza che hanno avuto.
    A quali canzoni mi riferisco? Ok, non ci mettiamo Smells Like Teen Spirit (che a me l'impressione del classico la diede al primo ascolto), e lasciamo Under The Bridge e Give It Away dei Red Hot per una più delicata, bellissima Road Trippin', e possiamo anche preferire Tonight, Tonight o Ava Adore a Bullet With Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, e non siamo obbligati a metterci Zombie, ma Cranberries a parte mi sarei aspettato i gruppi che ho nominato.
    E anche altri: Tricky non ha "canzoni" indimenticabili ma uno stile? Allora qualcosa dei Portishead, o dei Massive Attack.
    I Primus sono troppo strani, perfino Mr Krinkle non ci sta? Amen... troppo violenti i Nine Inch Nails e, di converso, troppo banale la scelta di Hurt? Ok, togliamoli.
    Killing in the name dei Rage è troppo sentita? Però almeno Bullet In The Head...
    E Paranoid Android, poveretta, la trascuriamo? O un'altra del loro repertorio?
    Glli Oasis non li reggo manco io, d'accordo, ma qualcosa dei Blur ci andrebbe (benché la mia preferita sia Out Of Time, del decennio dopo). O sennò la malinconia furiosa di Disco 2000 dei Pulp, se non preferiamo Common People.
    E Beck, hai detto: come atteggiamento sarà 2000s, ma Loser, quella bomba di eclettismo, è 90s.
    Io poi adoravo Belle & Sebastian, con la loro scrittura assassina per cui ascoltare un loro disco e averlo ficcato al cervello almeno 3 settimane era tutt'uno. Come gli U2: ok, Zooropa, ma quel gioiello di Stay? (per tacere di una Miss Sarajevo tanto eterea e delicata quanto sfregiata da un intervento da schiaffi di Pavarotti).
    Ma ancora non siamo al cuore della questione.
    Voglio dire: anche per me il padre era molto meglio, ma ci vogliamo dimenticare di Jeff Buckley?
    E di Bjork non c'era proprio nulla? 3 dischi uno più bello dell'altro?
    E della Regina assoluta, miss PJ Harvey, non nominiamo NULLA?
    Il tutto per non dire che nei 90s Lou Reed tirò fuori un'opera altissima come Magic and Loss, Bowie risorse con Outside e Iggy Pop fece il suo miglior album solista (American Caesar), qualcosa c'era anche qui.

    Opinioni del sottoscritto, certo; però, come spunto, le butto lì...

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