venerdì 18 luglio 2014

Papi Silvio è innocente, Papi Silvio è indecente

Potrei anche non ricordarmi bene; è passato del tempo e un mondo di cose più serie a cui pensare. Comunque:

La sera del 27 maggio 2010, una signora che credo si chiami Michelle Conceicao - e che in seguito ammetterà di essersi prostituita - sta scrollando nervosamente la rubrica del suo telefono, alla ricerca di un numero che corrisponda al nominativo PAPI SILVIO BERLUSCONE. Si tratta del cellulare del presidente del consiglio dei ministri, on. Silvio Berlusconi. Però se mi chiedete se sia un reato dare il proprio numero di telefono a una prostituta - anche solo lasciare che il vostro numero finisca sulla sua rubrica - beh, no, non è un reato, ci mancherebbe, no.

Michelle Conceicao sta cercando l'on. Silvio Berlusconi perché ha un problema: una sua conoscente, Kahrima El Mahroug, è trattenuta presso una questura, sospettata di furto. Non ha i documenti con sé. In questo caso chi non si adopererebbe per un'amica. La Conceicao non è forse, propriamente, un'amica di Kahrima (verranno violentemente alle mani qualche giorno dopo), ma comunque cerca di avvertire la persona più potente che conosce: e si dà il caso che abbia in rubrica una persona davvero molto potente. Papi Silvio Berluscone.

Anche Silvio Berlusconi non è, propriamente, un 'amico' di Kahrima El Mahroug: l'ha vista a qualche festa - il che non costituisce reato. Ovviamente sa che frequenta Michelle, evidentemente sa che mestiere fa Michelle; ma non sa (questo è cruciale) che Kahrima è minorenne. Quando riceve la telefonata, Berlusconi potrebbe fare compiere tanti passi per aiutare questa ragazza; il passo che decide di compiere è far chiamare la questura per informare il personale che Kahrima non dev'essere arrestata: ragioni di Stato. Si tratta infatti della nipote di Hosni Mubarak, allora presidente egiziano. Tutto questo costituisce reato?

No, se in quel momento Berlusconi è davvero convinto che Kahrima sia la nipote del presidente di un Paese amico. Infatti in tutti i gradi del processo ha dovuto sostenere questa versione: quella sera ne era convinto. Anche i parlamentari della maggioranza che lo sosteneva dovettero affermarlo, in una votazione che rimane a verbale. Per tutti loro Kahrima è stata, per qualche tempo, una probabile nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Per questo motivo era meglio che uscisse dalla questura al più presto, accompagnata da Nicole Minetti. Quest'ultima, poi, pur sapendo ormai che Kahrima è minorenne, decide di affidarla alla Conceicao, forse non la più affidabile tra le tutrici.

In seguito Berlusconi fu accusato di avere avuto rapporti sessuali con Kahrima, detta Ruby; addirittura di aver commesso l'odioso reato di favoreggiamento della prostituzione nei suoi confronti. Per difendersi raccontò diverse cose, che ora forse non risultano: depilatori laser e altre sciocchezze. Raccontò - e la cosa è discutibile in sé - che non avrebbe mai potuto intrattenere relazioni con prostitute, in quanto fidanzato: e in capo a un paio d'anni in effetti una fidanzata spuntò. Tenere nascoste le fidanzate è forse un reato? Ma ci mancherebbe altro. E millantare di averne una quando non è vero? Per carità, toccherebbe aprire carceri contigue a ogni bar sport. Cerchiamo di essere persone serie.

Dunque può benissimo darsi, come ha stabilito il giudice in appello, che Berlusconi non abbia commesso nessun reato. Probabilmente non è un reato fare pressioni per liberare una persona, se tu pensi che quella persona sia la nipote di un importante alleato del tuo Paese. Non è un reato lasciare un numero privato a una prostituta; non sarebbe nemmeno un reato andarci a letto - a meno che non si tratti di minorenni - ma Berlusconi dice che non lo sapeva - e comunque non risulta che ci sia mai andato. Fine. E la famosa persecuzione giudiziaria? Pare che non esista; forse bastava trovarsi dei buoni avvocati, e dopo vent'anni di procedimenti a suo carico B. finalmente li ha trovati. Bene. Tutto qui?

No.

Berlusconi è innocente. Va bene. Non ha mai incoraggiato una minorenne a prostituirsi. Può darsi. E però rimane, per sempre, Papi Silvio Berluscone. Il presidente del consiglio che una prostituta milanese poteva chiamare quando voleva. Il punto di riferimento della corte dei miracoli delle olgettine e dei loro vari impresari. Non dev'essere processato per questo. Non costituisce reato. È semplicemente un dato imbarazzante, che ne avrebbe determinato la fine politica, in altri Paesi - no, aspetta, anche in questo Paese, se invece di chiamarsi Silvio Berlusconi si fosse chiamato, poniamo, Sircana o Marrazzo. Se a sua disposizione non avesse avuto, oltre a buoni e meno buoni avvocati, la potenza di fuoco di tre emittenti televisive e decine di quotidiani compiacenti. Sappiamo poi, ormai, che parte di quelle emittenti e quella compiacenza se l'è guadagnata illegalmente. Ma cerchiamo di essere persone serie davvero.

Fa molto caldo oggi, trovate? potrei anche pensare di uscire da casa in mutande. Non sarebbe necessariamente un reato. Ma non lo farò. Non aspetterò nemmeno che sia un giudice a stabilire, tra qualche anno, se è o non è un'offesa al pudore. Non credo che sia il giudice a dover stabilire cosa sia o non sia decente: in certi casi il buon senso dovrebbe essere sufficiente, oltre che necessario. Un presidente del consiglio che mantiene le Olgettine; uno che se Michelle Conceicao lo chiama perché ha un problema scatta subito sull'attenti e mobilita il capo di gabinetto di Palazzo Chigi; uno che adopera per certe missioni Nicole Minetti; uno che sostiene di aver potuto scambiare Ruby Rubacuori per una nipote di Hosni Mubarak (personaggio peraltro odioso); uno che, dopo aver saputo che Ruby è minorenne, lascia che sia affidata a Michelle Conceicao; uno così non è decente. È in mutande per strada, se non peggio. Un giudice può anche stabilire che non sia un reato, ma non è questo il problema. Quel signore in mutande non si sta comportando in modo degno del suo ruolo, né, soprattutto, ragionevole. Sembra un maneggione ormai alla mercé delle necessità quotidiane della costosa corte dei miracoli che sta finanziando. Non dovrebbe avere responsabilità di governo. Non dovrebbe essere ancora nelle condizioni di dettare riforme costituzionali.

Riforme, peraltro, che tradiscono ancora lo stile con cui si comportò quella sera: scritte con una certa sventatezza, una certa indecenza, una decisa sfacciataggine. Uno che ti racconta che la tal ragazza è la nipote del faraone, e pretende che tu la bevi, la prossima volta ti racconterà che per un governo democratico può bastare il 37% del parlamento, e se non la bevi si offenderà. Ci scusi tanto, Papi Silvio, ma continuiamo a non fidarci di lei.

27 commenti:

  1. Berluscone è un sessuomane, oltre a essere un evasore di miliardi e un corruttore, ma questo non incide sulla sua capacità di continuare a comunicare simpatia al suo elettorato, anzi, forse la aumenta.

    Non sarà opportuno che uno così abbia funzioni di rappresentanza, ma viene e verrà sempre eletto per la sua capacità di attirare simpatia verso di sè e antipatia verso i suoi avversari. Irrazionalmente come le scelte al supermercato, vince chi è più simpatico e più efficace nell'attaccare e nel mostrare forza. La TV conta, ma anche senza TV personali avrebbe vinto, vedi Grillo.

    Escluderlo non si può fin che ha milioni di voti e parlamentari. E' dura anche volendo.

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  2. "Quel che fa è far chiamare la questura per informare il personale che Kahrima non dev'essere arrestata: ragioni di Stato. Si tratta infatti della nipote di Hosni Mubarak, allora presidente egiziano. Tutto questo costituisce reato? No, se in quel momento Berlusconi è davvero convinto che Kahrima sia la nipote del presidente di un Paese amico."

    Esattamente a che titolo Berlusconi può dare disposizioni circa l'arrestare o il non arrestare chicchessia? Quali sono le leggi che dicono che in deroga alle normali disposizioni qualcuno non può essere arrestato per "ragioni di stato"? Chi è che stabilisce se c'è o se non c'è "ragion di stato"? Perché mi sembra una linea di ragionamento piuttosto pericolosa...

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  3. berlusconi è colpevole a prescindere ma più colpevole di lui sono gli italiani che lo hanno votato.
    cmq molto italiana questa cosa per cui oggi ti condannano/assolvono e 90 giorni dopo i giudici si degnano di spiegartene il motivo.

    Matteo Z

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  4. Io credo che molti qui dovrebbero chiedere scusa a papi silvio berluscone.
    Chi vuole iniziare?

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  5. Vi rendete conto che sta scontando una pena da innocente?
    E ora chi lo risarcisce?

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    1. Sta scontando la pena per un altro reato, frode fiscale, per il quale è stato condannato in via definitiva

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    2. amore mio mi sembri un pò confuso....

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    3. sei tu confuso. sentenza passat ain giudicato per frode fiscale. il processo Ruby e all'appello e non ancora in Cassazione.
      d'altra aprte capisco ci si possa ocnfondere, avendo B. in piedi un po' troppi processi. un po' troppe mutande in strada.

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  6. penso che chiunque - per quanto fijo de 'na migmotta sia - debba essere processato ed eventualmente condannato per i reati commessi, non per altro
    perché papi silvio berluscone di reati ne ha commessi, altroché
    ormai ci ho 'na certa età e non so calcolare - in questa legislatura - la finestra temporale tra quando s'è iniziato a parlare di riforme e quando beppe strillo e il m5strilli si sono detti disponibili a discuterne
    non di trattasse di un argomento serio renzi avrebbe avuto tutto il diritto di sfanculare gli interlocutori ritardatari, tuttavia io preferirei che il m5strilli riuscisse a inserirsi nella redazione di queste riforme: difficilmente potrebbero peggiorare, ma non poniamo limiti a beppe strillo!
    non dimentichiamo che i tizi del famolo in streaming si son decisi a partecipare (visto che a vincere non so' stati capaci) solo dopo la sveglia presa alle europee, quanto tempo dopo le politiche? qualcuno mi aiuta a calcolarlo?

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  7. Quello che trovo irresistibilmente comico in questa storia è Berlusconi che salva Ruby dalle grinfie della questura per non creare conflitti con Mubarak e poi invece gli scopa la nipote... ah ah ah, questa i giudici l' hanno bevuta tutta!

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  8. Le olgettine facevano e continuano a fare la fila per andare col berluscone... è una forma deleteria culturalmente di corruzione morale, ma non è un reato, altrimenti, appunto quanti dirigenti tv, capi ufficio, imprenditori e ricconi vari dovrebbero andare in galera?

    Il danno politico, economico e culturale che ha fatto un personaggio come Berluscone all'Italia lo continueremo a pagare per anni e anni. Corrompendo politici, giudici, finanzieri, imprenditori e donne-rese-oggetto da Rappresentante della nazione ha di fatto corrotto o ingannato tutti...

    Resta il fatto che Casaleggio ha dimostrato come è possibile creare un partito del 20% in pochi anni e controllarlo personalmente, senza tv, grazie solo ad un blog e ad un attore famoso.

    Questo dovrebbe farci capire come la democrazia non è solo cercare di ELEVARE, migliorare, potenziare e rendere libera l'informazione e la vita partecipativa, ma è anche accogliere, impersonare e interpretare l'elemento EMOTIVO della rappresentazione sociale e politica, non inferiore a quello razionale, ne dal punto di vista ontologico, ne da quello morale o psicologico. Questa rappresentazione viene prima dei mezzi di comunicazione, i quali, in quanto prodotto ricercato, essi vendono automaticamente.

    E' il principio ispiratore di questa "interpretazione" che può essere moralmente buono, discreto o malvagio.

    Nel caso di Renzi, per citare il nuovo "attore forte", lo definirei moralmente discreto. Si è attorniato al governo dei suoi compagni di leopolda del passato, ha tradito la componente civatiana con cui condivideva gli inizi, ma non l'ha epurata, non l'ha schiacciata. Per ora è stato eletto senza corrompere nessuno e senza dire bugie gravi, almeno se paragonato agli altri due attori.

    Bugie del livello di milioni di posti di lavoro, rivoluzione liberale, abbassamento delle tasse, pluralismo, ambientalismo, democrazia diretta ecc...

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    1. Nell’incontro tra Renzi e Berlusconi non sono in gioco le riforme, ma il punto di sovrapposizione tra i due princìpi ispiratori dei quali parli tu quando marchi il confine tra razionale ed emotivo.

      Parafrasando Nixon: quando gli italiani guardano Renzi vedono quello che vorrebbero essere, un efficace decisionista risolutore, quando guardano Berlusconi vedono quello che sono, degli impuniti con la doppia morale.

      Il vederlo in galera non è altro che il desiderio di una catarsi collettiva, un condono tombale per tutti i propri peccati, tra i quali svetta l'idea della funzione della giustizia come mezzo giustificato dal fine, più berlusconiani di Berlusconi.
      Serve realizzare quel fine altrimenti il peccato resta senza giustificazione e, in quanto tale, sulle spalle della moralità di chi l’ha commesso.
      Ha vinto lui in ogni caso perché ha piegato la società intera a sua immagine, compresi quelli convinti di volerla cancellare, quell'immagine.

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    2. Renzi efficace decisionista risolutore?
      Ma che film stai vedendo?

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    3. Quello in cui il suo personaggio ha (ostenta) quelle caratteristiche lì.

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    4. quando e´stato eletto? forse mi sono perso qualche cosa?mi sbaglio oppure le elezioni erano europee?

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    5. @Anonimo
      "Eletto" non è il termine corretto per indicare la procedura con cui si diventa presidenti del consiglio. In Italia diventa presidente del consiglio chiunque riceva la fiducia dalle camere: i cittadini eleggono i propri rappresentanti che danno la fiducia a chi ritengono capace di formare il miglior governo in quel momento.
      Quindi Renzi non è stato eletto, ma ha ricevuto la fiducia, quindi ha le garanzie democratiche per governare. Poi può non piacere, ma questo è un altro paio di maniche.

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  9. Qui il problema è che c'è una larghissima fetta di paese, io stesso fino a ieri (non ieri ieri, ieri nel senso di fasi di riflessione) ne facevo parte, che quell'uomo lo vuole in galera da sempre.
    Un desiderio interiore che prescinde da tutti i discorsi politici, che con il passare degli anni ha mutato la sua forma per sopravvivere agli eventi e si è trasformato in un desiderio che non si preoccupa più di essere legalmente supportato.
    Quella fetta ampia di paese dopo aver collezionato una serie infinita di battaglie perse, invece che prenderne atto e accettare la realtà (quell'uomo non andrà mai in galera) ha deciso per la strada opposta, quella lungo la quale si trovano le stazioni morali, più facili da dire a suo sfavore e quindi percepite come impossibili da scavalcare.

    Così con il tempo quella parte di società è finita col farsi zoccolo duro sempre più disposto a cedere una parte della propria libertà morale in cambio della speranza che questa nuova via si faccesse (più) efficace, fino a portare la percezione comune a sovrapporre i piani opportuno/lecito tanto da fonderli.

    La società che lo ha votato perché convinta che la sua morale fosse all'altezza di farsi esercizio del potere non è sola in questo paese.
    Dalla parte opposta si ritrova una società che il medesimo ragionamento lo utilizza per combatterlo ed è una società che la sentenza di ieri non la accetterà mai perché se fino a ieri le sentenze precedenti avevano vanificato i tentativi legali, quella di ieri ha vanificato quelli morali lasciando quella società a questo punto completamente priva di alternative possibili per continuare a sperare nella realizzazione del proprio desiderio.

    Una parte di società che è arrivata a desiderare, finché resta tale nulla di male, di vederlo in galera a prescindere dalla sua colpevolezza e a considerare corrotto un potere giudicante che non realizzi questo desiderio, qui invece scatta il disastro sociale.
    Io non sono (più) così convinto che questa seconda parte di società sia meno pericolosa di quella che lo vuole fuori dal gabbio nonostante sia colpevole.
    E quando la storia recente ha dato anche l'esatta dimensione elettorale di questa seconda società qui, il dubbio si è fatto certezza: è più pericolosa la seconda.
    Perché trova legittimo il piegare il potere giudicante ai propri desideri, cioè esattamente ciò che ha fatto Berlusconi.
    Solo che lui lo ha fatto per salvarsi, loro lo fanno per un'idea insana di società e delle istituzioni.
    In un quadro così trovo infinitamente più giustificato e meno pericoloso il primo.

    A margine:
    come contributo alla tesi dell'articolo e alla metafora della nudità di quell'uomo, mi sembra giusto ricordare questo importante momento politico della sua storia:
    http://kontroinformazione.myblog.it/media/00/01/982980491.jpg

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    1. Detta così pare che non essere e non ritenersi un ladro sia un atto di intollerabile superbia.

      Detto questo, mi pare ridicolo scordarsi che il desiderio di vedere Berlusconi in galera nasce soprattutto dal fatto che i lunghissimi anni di governo B. non sono stati altro che un'infinita sequenza di tentativi di salvarsi dai processi, senza che ci fosse nessun altro progetto di lungo periodo per il nostro paese (regalie elettorali e qualche contentino agli evasori non sono un progetto).

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    2. E' evidentemente diverso ciò che voglio dire rispetto alla società che quell'uomo identifica.
      Non ho parlato dei due tipi di società come gli unici esistenti, ma come i due nei quali sono riassumibili le caratteristiche di coloro che, a suo favore o contro, approcciano la "vita Berlusconi" con strumenti e pulsioni ormai quasi esclusivamente emotive.

      Chi sia (per me) Berlusconi è leggibile in passaggi quali:
      "lo vuole fuori dal gabbio nonostante sia colpevole"
      "lui lo ha fatto per salvarsi"

      nei quali esprimo un'idea di lui che non mi pare possa essere vista come innocentista o di uno che si è scordato chi sia e cosa abbia fatto quell'uomo.

      Il mio discorso vuole solo dire che per una larga fetta di paese il discorso si è ormai fatto puramente ed esclusivamente emotivo e che per questo gli uni e gli altri non avranno mai soddisfazione finché i primi non lo vedranno graziato, non basta un'assoluzione, e i secondi non lo vedranno in galera, non basta una condanna ai servizi sociali o un'interdizione.

      Lo dimostra il fatto che tra tutte le sentenze che è riuscito a piegare a suo favore, quest'ultima pur essendo quella riferita al reato più "sciocco" è nello stesso momento quella che sta facendo più rumore.
      Perché è l'unica riferita a un reato (contro la) morale e quindi l'unica che consegna alle due fazioni non uno che ha trovato il modo di uscire dall'ennesima sentenza, ma uno che ha dimostrato sia possibile elevarsi sopra la morale pubblica.

      Il discorso che fai tu lascia intendere che se ci fosse stato (almeno) un progetto di lungo periodo e qualche risultato tangibile per la società, le sue vittorie legali sarebbero state non certo giustificabili ma sicuramente più digeribili.
      Il discorso che faccio io è l'opposto: no, non sarebbero bastati nemmeno i risultati, perché il desiderio di vederlo in galera è diventato un desiderio emotivo e non razionale e come tale soddisfabile solo con la galera.
      Che la meriti o meno, che abbia 80 anni o meno, che sia un risarcimento per i danni fatti o meno.
      C'è un problema di sete di vendetta da risolvere, non di giustizia.

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  10. Si. Fa parte naturale dell'idea di monarca-capo (così cara a noi italiani) anche il fatto che il monarca debba morire violentemente, debba alla fine essere ucciso dal popolo come sacrificio ed espiazione collettiva.

    Da rilevare anche il paradosso insito nella forma stessa di sovranità (anche statale). Il sovrano, avendo il potere legale di sospendere la validità della legge, si pone legalmente fuori legge. [Agamben]. E B. ha sempre rappresentato la parte di un sovrano anche classico, le ville, le donne, la spavalderia, lo stato di eccezione a partire dai suoi monopoli televisivi, mero esplicitarsi della sua personalità, non stumenti essenziali, o errori di craxi, errori di dalema ecc.

    Alla fine della guerra la monarchia vera, a seguito di un referendum è stata cacciata dall'Italia ed espropriata dei propri beni.

    In piccolo è quello che ci vorrebbe per Berlusconi, non una vendetta. Come per tutti i corrotti e corruttori anzichè la galera gli si permetta/obblighi a pagare una multa pari alle somme che ha preso per corrompere così come ai corrotti. Lo si obblighi a restituire quanto ha preso in regime di monopolio. A che serve a lui (o in miniatura) a Galan la galera, al fine riabilitativo sancito dalla costituzione?

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    1. Come dicevo sopra secondo me invece è proprio un problema di vendetta.

      Una sera discutendo in famiglia con un antiberlusconiano di quelli integralisti (ex sindacalista in pensione, unico quotidiano letto Il Fatto Quotidiano, approccio a Travaglio come di fronte a dio, bottiglia in attesa del decesso di Berlusconi, tutto l'armamentario tipico della fascia più estrema dell'antiberlusconismo) per mostrargli la debolezza dei tentativi di spacciarmi per politici i ragionamenti che mi faceva rispetto alle condanne, per lui assolutamente lucidi e razionalmente supportati e per me assolutamente folli e giustificabili solo se letti emotivamente, gli posi esattamente il quesito che hai messo tu in chiusura.

      Gli dissi di immaginarsi detentore del potere unico e assoluto di decidere la pena finale per chiudere definitivamente il ventennio berlusconiano, potendo però scegliere tra queste due uniche alternative, ovviamente di fantasia utili solo a spiegare il ragionamento:

      1) Non va in galera e si chiude ogni ipotesi di reato, ma gli si toglie qualsiasi patrimonio e lo si redistribuisce nella società.
      4,5 miliardi di euro (stima Forbes) immediatamente e direttamente reimmessi nella società, a lui (e famiglia) un appartamento da qualche parte del mondo e un foglio di via.

      2) Lui e famiglia restano proprietari di tutto ciò che hanno accumulato più o meno lecitamente, 4,5 miliardi di euro appunto, la società si tiene i danni fatti e i risultati conseguenti, lui chiude la sua vita con un pigiama a righe.

      Superfluo precisare su quale delle due si sia catapultato senza nemmeno pensarci e con la bava alla bocca.

      C'è davvero una parte di società là fuori che seriamente rivendica il proprio odio con particolare attenzione a marcare che non di iperbole si tratta e che ha davvero da parte una bottiglia da stappare il giorno che quell'uomo passerà a miglior vita.
      Il giorno che quell'uomo morirà io credo che questa società, invece che liberarsi dei suoi demoni, li vedrà esplodere in un delirio collettivo che sarà difficile guardare come fosse una cosa normale, sana.
      Nè più nè meno di quanto sia impossibile guardare come sano il percorso uguale e contrario di quell'uomo.

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    2. L'idea dell'idolatria va a braccetto con quella della vendetta. Sono un pò la stessa cosa.

      Fin che c'è qualcuno che lo odia e lo porta agli onori della cronaca come un personaggio forte (anche se nel male, anche fingendo di schernirlo) gli fa un piacere e lo tiene in vita, proprio perchè il suo scopo è quello di dividere, di essere presente nella rappresentazione emotiva della società come protagonista.

      Ma non sono daccordo che quelli che lo odiano siano più pericolosi di quello che lo adorano. Se gli uni potrebbero votare il primo uraltore di piazza con la bava alla bocca che promette di ucciderlo, gli altri sono capaci di votare un duce e pensare che nonostante tutto faccia cose buone. Un pò la stessa cosa.

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    3. Non è affatto la stessa cosa e lo dimostra il fatto che implicitamente dai delle due fazioni la mia stessa descrizione.
      Per sintetizzare il contorno degli anti li presenti come capaci di votare chiunque promettesse di ucciderlo, per i pro riesci persino ad alleggerirne le colpe mettendoci dentro la buonafede.

      Stiamo evidentemente estremizzando entrambi procedendo per iperboli, ma alla fine ci siamo trovati nello stesso punto.
      A meno che tu non mi stia dicendo che chi vuole ottenere cose buone ma sbaglia leader, sia più pericoloso di chi vuole ottenere l'eliminazione del leader nemico.

      (è chiaro che se estremizziamo/sintetizziamo ulteriormente, il passo logico successivo sarà concludere che l'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio!)

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    4. @Bruno
      Devo riconoscere che anche il mio atteggiamento verso Berlusconi da "politico" è passato ad "emotivo" in quanto vedo in lui (e nella sua ideologia che ha amministrato l'Italia) una delle principali cause del ritardo italiano nei confronti di altri paesi europei. E# così che purtroppo dal ragionamento "politico" si sconfina rapidamente in quello "emotivo".
      Chiaramente le cause non sono tutte imputabili al signor B., ma quel lento processo iniziato negli anni '80 è dovuto ad una certa visione di società basata sull'immediatezza e sulla piccola truffa alla Tremonti.
      Sulle pagine di questo blog a proposito della vita di Adèle si commentava "La Francia è un paese che esiste" portando la Francia come esempio di paese che forse non sarà il paradiso, che sicuramente ha affrontato anche lui la crisi, ma che non è ridotto male come noi a casua di certe piccole differenze dovute ad una amministrazione pubblica e privata che negli scorsi decenni è stata in grado di pianificare. Sul finire del millennio paesi come l'Italia, la Francia, il Belgio erano grosso modo allo stesso livello... poi però l'italia si è impantanata.
      L'approccio emotivo è molto meno razionale di quello politico, ma diciamo che a me l'idea di spogliare Berlusconi dei suoi 4,5 miliardi e mandarlo ramingo per le terre e per i mari darebbe una soddisfazione terribile... però è la vuota soddisfazione della vendetta, che non è in grado di annullare gli errori ma si limita a vendicarli.
      Si, in effetti tutto ciò è emotivo e non politico e costituisce un mio limite... ma nessuno è perfetto ;)
      Non so cosa abbia scelto il tuo parente fattoquotidianista, ma io non avrei dubbi: spogliazione del patrimonio perché chi ha teorizzato per anni che il modo migliore per fare carriera era sposare un milionario, chi ha bruciato soldi pubblici con così tanta leggerezza... deve sentirlo l'odore della mensa della Caritas! (vi ho lavorato per circa 3 anni e vi posso assicurare che non si dimentica)

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    5. Non dico che è più pericoloso, dico che sono uguali nei loro effetti.

      Per uscire di metafora chi vota Casaleggio ottiene gli stessi risultati di chi vota Berlusconi, sia perchè nella pratica lo riabilita abdicando costantemente alla partecipazione al governo e alle riforme, sia perchè anche avendo la maggioranza assoluta non combinerebbe nulla di buono.

      Nell'informazione chi come Travaglio continua a fare una epopea di B ottiene gli stessi risultati di un Minzolini.

      Ma i berlusconiani incalliti, tra i commercianti, i pensionati, i mediaset dipendenti, gli adolescienti da grande fratello, tutti quei "moderati" che di qualunque cosa lo si accusi, dai reati alle scelte e non scelte politiche devastanti lo ameranno e voteranno sempre, anche se gli stuprasse la loro bambina davanti a loro occhi.

      Il livello di ignoranza di costoro e di pericolosità è almeno pari a quella di chi vorrebbe l'eliminazione violenta del nemico, perchè anche quelli vogliono l'eliminazione del nemico con la stessa rabbia, anche se dissimulata. Prova a parlar loro dei comunisti o delle tasse o degli extracomunitari?

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  11. Comunque berlusconi non è stato indagato ne' processato per favoreggiamento della prostituzione, ma per prostituzione minorile ex articolo 600 bis secondo comma, che punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e 18 anni in cambio di denaro o di altra utilità economica,E' l’unico caso previsto dalla legge italiana nel quale il cliente di una prostituta è sanzionato penalmente. Per questo reato in primo grado si era preso 1 anno in continuazione con i 6 della concussione.
    che poi il favoreggiamento della prostituzione tra maggiorenni e consenzienti sia un reato odioso è discutibile, visto che le tutte associazioni di sex workers italiane si battono da anni per la sua abrogazione.

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  12. Quello che onestamente trovo inquietante è la facilità con cui una sentenza possa essere completamente ribaltata rispetto al grado precedente. Se la discrezionalità che l'interpretazione delle legge consente ai giudici è così ampia, affrontare un processo è davvero come partecipare ad una roulette russa.

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