Va bene, allora proviamoci con una dimostrazione per assurdo. Ponete che un membro del governo sia coinvolto in uno scandalo – sì, lo so, è assurdo. Che scandalo? Mah, poniamo che si scopra che fa affari con la camorre. Che tipo di affari? Uff non ne ho idea. Diciamo che è socio di un'impresa che evidentemente ricicla denaro sporco, intestata a una parente di un boss della 'ndrangheta. Che tipo di impresa? Ma tiro a caso, guardate: una bisteccheria. Mi rendo conto che queste cose non potrebbero succedere, però vi chiedo la cortesia di immaginarlo. Come reagirebbe il governo, un governo di questa repubblica?
Ma ovviamente chiederebbe e otterrebbe immediatamente le dimissioni del tizio: voglio dire, se non siamo bambini piccoli sappiamo tutti cosa significa essere soci di un boss. Anche essere soci di un parente prossimo di un boss, che apre una bisteccheria in una città apparentemente lontana dai suoi interessi. Sappiamo tutti cos'è il riciclaggio di denaro, e quindi il tizio nel giro di poche ore si dimette e attende che l'inchiesta faccia il suo corso. Ma a questo punto vi chiedo un'ulteriore sforzo di fantasia.
Immaginate che non succeda così. Che al governo, per una qualche congiunzione astrale, si sia installata una gang di personaggetti piagnoni e prepotenti, che approfittino del caso per mettersi a lamentare una persecuzione della magistratura nei loro confronti – sì, capisco l'obiezione: chi li voterebbe, dei simili gaglioffi? Ma mettiamo che siano i residui di una lunga battaglia culturale perseguita da gruppi industriali (ed editoriali) che pur di non far vincere un centrosinistra avrebbero promosso anche la Banda Bassotti. Sono ipotesi campate per aria, mi rendo conto: ma per favore, immaginate che a un certo punto succeda. La Banda Bassotti vince le elezioni e poi si lamenta perché i magistrati si accorgono di certi loro addentellati con la camorra. I pm che provano a indagare vengono deferiti a un'Alta Corte composta da 15 giudici: tre nominati dal Presidente della Repubblica, tre sorteggiati in base ad un elenco formato dal parlamento in seduta comune, sei giudici e tre magistrati "requirenti" estratti a sorte. Ora, lasciamo pure stare il fatto che per introdurre questa Alta Corte bisogna scalpellare un bel po' di Costituzione, e che lo stesso ministro Nordio non ci abbia ancora saputo spiegare se e dove le sentenze di questa Alta Corte siano appellabili; lasciamo stare tutto. Abbiamo una giuria formata da sei membri politici, dai quali è lecito sospettare una certa malevolenza nei confronti di un imputato che stia dando fastidio alla maggioranza di governo (partiamo dal presupposto che se al governo c'è la Banda Bassotti, al parlamento ci sia una maggioranza che la sostiene; e al Quirinale un presidente che se la fa piacere. È fantascienza, lo so).
E poi ci sono nove togati, invece, sorteggiati tra tutti i magistrati "che abbiano i requisiti di legge per ricoprire l’incarico". Così, completamente a caso: magistrati estrapolati improvvisamente dalle loro famiglie, dalle loro inchieste, e catapultati a Roma per giudicare dei colleghi. Che ne dite? Magari, per la legge dei grandi numeri, potrebbe ritrovarsi nell'Alta Corte un nucleo di magistrati preparati, competenti e al di sopra delle parti; ma anche dotati di sufficiente autorevolezza per reggere la pressione dei membri politici. Tutto è possibile, del resto. Ma è molto possibile il contrario: che i membri togati dell'Alta Corte non abbiano né la preparazione né il carisma per contrapporsi ai membri politici. Così alla fine un'Alta Corte del genere potrebbe essere usata, da un governo colluso con la criminalità, per bloccare ogni inchiesta della magistratura nei suoi confronti. Altri motivi per istituirla, in effetti, quest'Alta Corte, non mi vengono in mente.
Mi si obietterà che sto esagerando, che nessun membro del governo si assocerebbe mai a malavitosi in società a scopo riciclaggio, e che nel remotissimo caso che ciò accadesse, si dimetterebbero subito, magari si autosospenderebbe tutto il governo in attesa che un'inchiesta assolutamente indipendente dalla politica facesse luce sulla questione. Che dirvi. Me ne rendo conto. Ma così come le nostre case dovrebbero essere a prova di terremoto, la nostra costituzione dovrebbe essere a prova di camorra. Se non la pensate così votate pure Sì, che altro ancora posso dirvi.


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