martedì 17 agosto 2021

Colonizzare costa


Le immagini e le notizie dall'Afghanistan sono agghiaccianti: questo va detto prima di ogni altra cosa. C'è qualcosa di peggio di un regime integralista e oscurantista? Forse c'è, ed è l'aver alimentato per qualche anno la speranza che un regime del genere non avrebbe prevalso; aver creato una bolla di modernità che non avrebbe mai potuto difendersi da sola e adesso scoppia, e questo ci fa più male. Ci sono al mondo persone che nascono nella sofferenza e nella prevaricazione, ma a Kabul per vent'anni qualcuno era nato e cresciuto nella speranza, e in questo momento l'ha persa: questo ci riesce molto più insopportabile. Come se non ne fosse valsa la pena. 

Sull'Afghanistan abbiamo litigato in tanti e può sembrare meschino, davanti a una situazione del genere, rispolverare vecchie polemiche. Per me si tratta solo di ripassare quel che penso di aver capito (molto poco) (ma nessuno ha mai capito l'Afghanistan, da Alessandro Magno in poi). 

Contrariamente a quello che i più giovani potrebbero aver sentito dire, gli americani non invasero l'Afghanistan per "esportare la democrazia"; nel 2001 il concetto di una democrazia esportata a suon di missili in un territorio conteso da faide tribali suonava ancora molto balzano. La guerra cominciò come una rappresaglia dopo l'11 settembre e fu presentata come la prima tappa di un'inevitabile (e potenzialmente interminabile) "Guerra al Terrore": si trattava di snidare Bin Laden e punire chi lo proteggeva, e poi sì, certo, togliere i burqa, ma con calma. Chi ne parla in questi giorni commette un perdonabile errore di sovrapposizione: di esportazione della democrazia e "nation building" si cominciò a parlare qualche mese dopo, durante quell'estenuante campagna mediatica che precedette l'invasione dell'Iraq e che nelle intenzioni dei promotori e dei finanziatori doveva convincerci tutti che deporre Saddam Hussein era un'ottima cosa. 

In questa fase fece molto parlare di sé un think-tank americano, i cosiddetti neocon, che diventarono molto interessanti (più che popolari) anche per la loro bizzarria: nascevano evidentemente conservatori, non avevano ancora messo via le spillette dei Bush e persino di Reagan, e però, per via di una specie di convergenza evolutiva, avevano sviluppato una specie di variante del trotskismo: la rivoluzione democratica permanente. Una posizione abbastanza infida per noi pacifisti senza-se-senza-ma che osteggiavamo la guerra in quanto guerra: di colpo diventavamo i difensori dello status quo, di tutte le dittature che non avevamo il coraggio di abbattere. George W. Bush il coraggio ce l'aveva e molto presto il Medio Oriente si sarebbe riempito di democrazie. Nel frattempo l'Afghanistan era stato occupato e, anche visto che Bin Laden non vi si trovava, i neocon si dedicarono a dimostrare come l'esportazione della democrazia stesse dando i suoi frutti: a Kabul erano ricomparsi i giornali, qualche donna si era tolta il burqa, eccetera. Come potevamo noi pacifisti duri e puri opporci agli indubbi passi avanti? Personalmente non mi sono mai opposto a niente. Ero scettico, non capivo come avrebbe potuto funzionare. In effetti non ha funzionato, ma questo non significa che avessi ragione; semplicemente non capivo: e si è poi visto che non capivano neanche i neocon, e che in generale nessuno ci ha mai capito molto. 

Per loro la democrazia era un valore in sé, a-storico, che si poteva tranquillamente esportare e che si misurava con parametri abbastanza chiari: numero di testate nelle edicole, quantità di volti femminili non coperti nelle strade della capitale. Per me è il risultato di determinate fasi storiche e addirittura circostanze geografiche: tanto per cominciare occorre che in una nazione prenda coscienza di sé un ceto borghese (in Afghanistan non è successo e non si capisce nemmeno come potrebbe succedere in tempi brevi); poi questo ceto deve ribellarsi alle gerarchie precedenti, clero compreso (ma se in Afghanistan il clero era rappresentato dai talibani, era questa la classe emergente sul tribalismo precedente: certo, era emersa grazie ai finanziamenti dei Sauditi). Sarebbe inoltre stata necessaria una scolarizzazione di massa, una rivoluzione industriale, eccetera. Insomma non è che ritenessi in assoluto impossibile l'esportazione della democrazia: ma credevo che servissero risorse immense, laddove gli stessi americani non ritenevano necessario mantenere che un piccolo contingente.

Un'idea (maliziosa) che mi sono fatto, è che i neocon non capissero la democrazia perché la confondevano con la loro condizione: erano un piccolo think tank generosamente finanziato, e quindi erano portati a considerare la democrazia come l'espansione del concetto: a Kabul non c'è? Sarà sufficiente aprire a Kabul un analogo piccolo think tank, coi quotidiani e il bar con le ragazze senza velo. E in effetti almeno a Kabul la cosa era fattibile. Si poteva anzi finanziare un'intera classe di funzionari, e scambiare l'indotto per la ripresa economica afgana. Probabilmente i sovietici negli anni '70 fecero qualcosa di abbastanza simile (a proposito di convergenze evolutive), e infatti in questi giorni sono rispuntate le foto delle ragazze di Kabul vestite alla moda degli anni Settanta. E però l'Afghanistan non è solo Kabul, anzi alla fine una delle poche costanti della storia afgana è che alla lunga la provincia trionfa sempre sulla capitale. Inoltre: come si chiama quel fenomeno per cui un potere X si conquista il favore della classe Y destinandole soldi a pioggia? 

Si chiama corruzione. 

Gli americani hanno provato a comprarsi un po' di Afghanistan, per un po' di tempo. Non ha funzionato e appena hanno trattato la resa (già durante l'amministrazione Trump), nessuno ha più voluto difendere qualcosa che senza i loro soldi non avrebbe comunque più funzionato. E del resto bisogna riconoscere a Trump, prima ancora che a Biden, che la situazione era insostenibile: gli USA stavano occupando l'Afghanistan da vent'anni. Come si chiama quel fenomeno per cui occupi un altro Paese per decenni interi, cercando di cambiarne un po' la cultura, quel tanto che ti basta per non aver continuamente la sensazione che i maggiordomi ti stiano fregando?

Si chiama colonialismo.

E c'è un motivo per cui a un certo punto è andato in crisi. I grandi imperi colonialisti sono caduti come frutti marci, dopo la seconda guerra mondiale, quando le nazioni che l'avevano combattuta (e vinta, ma a che prezzo) si sono trovate di fronte a banali questioni di budget. Gli inglesi non potevano più permettersi l'India, i francesi non potevano più permettersi mezza Africa. Scolarizzare popoli interi - che invariabilmente si sarebbero ribellati? Militarizzare immense regioni lontanissime dalla madrepatria? Non era più economicamente sostenibile. Anche quando non volevano mollare l'osso - i francesi e i portoghesi soprattutto - a un certo punto hanno dovuto arrendersi. Il colonialismo oggi richiederebbe risorse immense e sono incompatibili con la democrazia interna, ed è successo almeno un paio di volte che invece di esportare cultura e democrazia abbiano importato rivoluzioni o colpi di Stato. Gli americani, che in Vietnam subentrarono ai francesi, questa cosa in teoria dovrebbero saperla. Ma il complesso militare-industriale ha forse qualche interesse a dimenticarla, ciclicamente. Faccio notare che, perlomeno dal loro punto di vista, la missione afgana non è stata così inutile: c'è gente che ci ha fatto carriera, e di armi se ne sono vendute e comprate parecchie.

Ricapitolando: gli americani(*) andarono in Afghanistan perché dopo l'11/9 dovevano fare qualcosa. Ci restarono perché la situazione laggiù tende sempre a ingarbugliarsi, e lasciarono intendere che avrebbero tentato di esportarvi la democrazia. Quel che ragionevolmente potevano fare era alimentare la corruzione di un protettorato, ma anche questo a un certo punto era economicamente insostenibile, e così se ne sono andati. Chi in questi anni è cresciuto laggiù sperando che ci fossero margini per fare qualcosa di più, ora è prigioniero di uno dei regimi più oscurantisti del mondo. Chi invece è rimasto quassù deve ammettere di non avere capito abbastanza l'Afghanistan. Il fatto che nessuno abbia mai veramente capito l'Afghanistan (neanche gli afgani, forse) non è di nessuna consolazione.

(*) Beh sì, per un po' ci siamo stati anche noi, ma credo che l'istinto gregario sia sufficiente a spiegare il fenomeno.

20 commenti:

  1. se gli USA radono al suolo l'Afghanistan, non c'è da capire il secondo, ma i primi. E il motivo è molto semplice: gli USA sono un narcostato, e i talebani che distruggevano i campi di papavero da oppio andavano cancellati. Se hanno accettato di ritirarsi è perchè hanno avuto garanzie che non lo faranno più, semplice.

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  2. Le materie prime spiegano solo fino a un certo punto. Gli Usa non hanno più così bisogno di petrolio ma continuano a tenersi i sauditi (senza i quali probabilmente si sarebbero risparmiati Al Quaida e talebanesimo, ma evidentemente temevano cose peggiori). Anche i narcotici ormai si possono sintetizzare.

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  3. Non sono sicura che la democrazia possa esistere solo laddove vi sono borghesia e scolarizzazione di massa.
    Forme embrionali di democrazia sono esistite anche in società contadine (es: la repubblica degli Escartons), anche se naturalmente si trattava di forme di governo assai diverse da ciò che noi chiamiamo "democrazia occidentale".
    Diciamo che in Afghanistan sarebbe servita una forma di governo diversa dalla democrazia occidentale, ma per realizzarla sarebbe stato necessario usare più fantasia: comunità agricole cooperative (pseudo-kibbutz?), delle forze dell'ordine organiche al sistema, ecc... e non è detto che avrebbe funzionato, così come non sappiamo se lo stato Rojava (anche lui si fonda su basi simili) funzionerà.
    Di sicuro i neocon, abbagliati dalle meravigliose sorti e progressive, erano le peggiori persone per guidare un esperimento democratico in Afghanistan.

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    1. Però ora il Rojava materialmente sta funzionando così: i curdi fanno da proxy per gli USA, in cambio sgraffignano dai giacimenti (tutti quelli al di là dell'Eufrate) che gli USA hanno sottratto ai siriani.
      Questa cosa andrà ammessa, prima o poi.

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    2. Adesso che la risacca dei brividi d'estasi in te provocati da questo commento fuori tema si è ritirata dal tuo corpo, posso ricordarti che stiamo parlando di forma di governo e non di sfruttamento delle risorse (sebbene gli argomenti possano essere correlati).

      Quando a scuola discutevate delle città stato etrusche, suppongo tu ti sia alzata dicendo "Gli etruschi sfruttavano i metalli della Toscana costiera, questa cosa andrà ammessa prima o poi".
      Sviscerando invece pregi e difetti del sistema britannico basato sulla common law, tu invece avrai commentato "Gli inglesi succhiano il petrolio del mare del Nord, questa cosa andrà ammessa prima o poi".

      L'unità politica di base del Rojava sono dei villaggi ad economia cooperativa, con risorse collettivizzate; il braccio armato ha grande interesse a difendere tali villaggi poiché è ad essi correlato sia economicamente che affettivamente (le famiglie).
      Purtroppo nonostante la costituzione Rojava parli di rispetto ambientale, le imprese occidentali che producono pannelli solari o pale eoliche sono restie ad investire in tale regione, così visto che i kurdi hanno il petrolio... beh... lo sfruttano, come gli inglesi nel mare del Nord.

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    3. Parliamo di ordinamento. Il Rojava è uno "stato" fintanto che i curdi servono servizievolmente gli interessi USA (ed è solo condizione necessaria, possono servire e gli americani possono comunque abbandonarli). Come la vuoi chiamare: sovranità limitata o stato fantoccio?

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    4. I curdi sono già stati abbandonati dagli americani un paio di anni fa e per evitare di essere asfaltati dai turchi hanno dovuto stringere um accordo con Assad. Fossero stati totalmente fantoccio, sarebbero collassati quando Trump li abbandonò.

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    5. I curdi hanno avuto sempre un rapporto abbastanza cordiale con Assad, infatti c'erano enlcavi YPG in territorio SAA e viceversa, hanno condotto insieme campagne contro l'ISIS, e resistito insieme ad Aleppo, etc.
      Sono stati abbandonati a loro stessi dagli americani già due volte. Quando un'insalata di proxy curdi ha preso Afrin, hanno resistito, direi al solito, con valore, ma quel poco che non hanno perso, Tall Rifat, lo conservano grazie al sostegno (e però in accordo con) SAA-Russia. E quando l'esercito turco propriamente detto ha creato quella sottospecie di fascia di protezione; quello è Rojava vero e proprio, e lì i turchi temo si siano presi tutto quello che hanno voluto.

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    6. Buongiorno.
      Non era mia intenzione suscitare una gara o domandarmi se i curdi fossero valorosi oppure no ;)
      Non c'è dubbio alcuno che il Rojava si regga (anche) grazie all'aiuto statunitense (nonostante le pugnalatine alle spalle che di tanto in tanto l'amministrazione USA loro riserva) e che senza il supporto USA i curdi sarebbero in seria difficoltà. Vorrei però far notare che esistono numerose organizzazioni statali o pseudo statali che beneficiano dell'aiuto di un alleato potente.
      I curdi sono poi in buoni rapporti con Assad... poiché entrambi costretti a ciò: prima della guerra parlare o scrivere in curdo nei posti sbagliati era penalmente perseguibile, quindi proprio amore non è.
      La cosa secondo me interessante è che se l'Afghanistan di Karzai era stato costruito a immagine e somiglianza delle democrazie occidentali, la forma che lo stato (o pseudo-stato) del Rojava si è dato è assai diversa, ma comunque con un'innervatura democratica e laica. Questo mi premeva sottolineare: una forma dello stato costruita più in base alle esigenze locali che scimmiottando il modello statunitense.
      Poi magari anche loro domani crolleranno, oppure dureranno mille secoli: difficile a dirsi.

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    7. L'area amministrata da SDF non coincide con il Kurdistan occidentale (da cui, se non erro, il nome stesso), la regione, essenzialmente all'interno della Siria, con una forte presenza storica curda; ne comprende una gran parte, con qualche pezzo che è finito in mani altrui, soprattutto turche; tuttavia a questa gran parte si aggiunge un territorio immenso, pari a un terzo della Siria, in cui ≈ mai curdo era giunto prima, occupato militarmente dalle SDF sotto il comando e la protezione del padrino americano.
      Di facciata si voleva scongiurare un ritorno dell'ISIS, che sarebbe motivo nobilissimo se non fosse per la tenacia con cui, su per giù per un lustro, la coalizione sedicente anti-ISIS aveva finto di combattere l'ISIS; in realtà, come ormai ammesso esplicitamente, per rubare il petrolio siriano, anche o soprattutto in modo da strangolare ulteriormente la popolazione.
      Questa occupazione per procura è doppiamente cruciale per lo "stato Rojava": la sua economia "beneficia" dello sfruttamento delle risorse naturali siriane, la sua sopravvivenza riposa soprattutto sull'ipotesi che nessuno sano di mente si metterebbe di traverso al boss.
      Quindi, detto dell'innervatura democratica, del comunitarismo non mediato dalla lotta di classe, della parità dei sessi, del coraggio dei soldati (l'unica eccezione che ricordo, benchè clamorosa, è Iraq 2017), la cosa di cui parliamo si regge essenzialmente sulla stessa vile prepotenza che i curdi hanno lungamente conosciuto sulla propria pelle; per me, lungi dall'essere una compensazione (come magari può essere stato in altri casi), è doppiamente triste.

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    8. Ah, dell'Afghanistan di Karzai penso che ricorderò con nostalgia come ad ogni elezione i media occidentali, dopo aver riportato un assortimento di variazioni sul tema del seggio con 500 votanti nella cui urna si ritrovano diecimila voti pro Karzai o Ghani, passavano diligentemente a celebrare il trionfo della democrazia (in ogni sua forma: dal pollice blu al nuovo record di affluenza, nonostante i malvagi). Più che di "immagine e somiglianza" io parlerei proprio di perfezionamento del modello occidentale mediante l'eliminazione di sciocche finzioni, e dei rispettivi costi.

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  4. attento pero', qualcuno molto astuto ha scoperto che la tua definizione di colonialismo non corrisponde con quella di wikipedia

    https://twitter.com/andreazanardo/status/1427497480908943375

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    1. Temo che quel tipo non sia molto affidabile, visto che ha preso solo un pezzo della definizione di wikipedia, trasformando uno "spesso" in un "sempre" e tralasciando il seguito, ad esempio dove si dice "Il termine indica anche l'insieme di convinzioni usate per legittimare o promuovere questo sistema, in particolare il credo che i valori etici e culturali dei colonizzatori siano superiori a quelli dei colonizzati".
      Non so chi sia quel tizio di twitter, ma sembra più animato da rancori personali verso il prof. Tondelli piuttosto che da altro.
      Se avesse veramente voluto argomentare, avrebbe contraddetto nel merito, elencando i veri motivi per i quali secondo lui la NATO è andata in Afganistan, ma non lo ha fatto, limitandosi all' insulto personale e probabilmente traendo un libidinoso piacere da esso.
      Lasciamolo godere in pace, dunque.

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    2. Sì, è un troll storico, l'Anonimo forse ha nostalgia di quando lo scherzavamo.

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    3. piu' di nostalgia, curiosita': perche' e' cosi' incazzato con te? quando scrive di altre cose sembra molto piu' ragionevole.

      un giorno racconterai cosa e' successo tra di voi all'inizio?

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    4. Ma francamente chi se ne frega: viviamo felici anche senza entrare niente tristi dettagli della vita di un troll frustrato ;)

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    5. Purtroppo non c'è nessun avvenimento romanzesco iniziale (a volte me lo sono chiesto, se per caso non gli avevo fatto qualche sgarbo da giovane, fidanzate in comune ecc.)

      Da quel che ho ricostruito era un po' monomaniaco e mitomane anche prima di incontrarmi. Un giorno ha letto un pezzo mio che gli ha dato molto fastidio, credo perché lo descriveva con una certa precisione e spietatezza, anche se non lo conoscevo ancora. Sta ancora scrivendo in giro per dire che quel pezzo è una minaccia all'esistenza di Israele. Il problema è che sono passati vent'anni ormai, e se qualcuno ancora legge quel pezzo è perché lo lascia in giro lui...

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  5. gli ebrei neocon e peggio di tutti gli isdraeliani (dice il Maestro Leonardo)

    https://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=82935

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