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lunedì 31 dicembre 2007

Non di soli feti

Per una Sana Inquisizione

Santità, Le scrivo per farLe umilmente sapere che nel 2007 mi ha molto deluso. Come del resto nel 2006. In verità aveva iniziato a deludermi nel 2005, ma al tempo ero propenso a considerarLa con la benevolenza che si riserva agli esordienti.
Santità, chi le scrive è uno dei tanti cristiani – senz'altro uno dei peggiori – che non può più soffrire di sentirsi minoranza in casa sua. Non è forse l'Italia un Paese di salde radici cristiane? Non è Roma la capitale della Cristianità? E allora perché noi cristiani dobbiamo sentirci, giorno dopo giorno, una minoranza sotto assedio? E perché i nostri pastori non fanno nulla di concreto per difenderci? E perché Colui che dovrebbe guidarli, il Vicario di Cristo in terra, sembra piuttosto assorto in preoccupazioni mondane, come ripassare le declinazioni del latino o provarsi le nuove frangette rosse che piacciono tanto a quella vecchia zia di Zeffirelli? Eh? Sto parlando di lei, Santità: crede che ci basti un'enciclica, mentre qui fuori i barbari ci inquinano le sorgenti?

Santità, la prego, volga uno sguardo al suo povero gregge italico, che come ogni trentun dicembre si ritrova sbalordito davanti alla televisione e constata una volta di più l'amara verità: la Chiesa ha perso. L'Italia è pagana. Forse non ha mai smesso di esserlo, in ogni caso negli ultimi anni ha smesso di vergognarsene e lo proclama a testa alta. Fino a qualche tempo fa gli oroscopi erano un passatempo da parrucchiere, ora ormai sono una presenza istituzionale in tutti i canali. Compreso quelli di Stato. Compreso quello in quota CEI, e Lei che fa? Cosa ne pensa? Niente, lei continua a prendersela con gli atei. Ma Santità, si può sapere dove li ha visti tutti questi atei in Italia? Magari ce ne fossero. Almeno gli atei sono razionalisti, ci si può discutere. In fondo gli atei e i monoteisti hanno centinaia di cose in comune, basti pensare a tutti gli Dei a cui non credono. Ma in Italia non ce n'è, si fidi, hanno tutti almeno un cornetto al collo, e cosa vuoi discutere con qualcuno che crede ai poteri invisibili del corallo? O ai poteri di Venere nello Scorpione? O nella sfiga? O nel malocchio? O nei maghi che conoscono in anticipo i numeri del lotto, e invece di giocarseli te li vendono in offerta speciale? Ci vuoi anche discutere, con questi qui? L'unica è bruciarne un po'. Potremmo cominciare con gli stregoni – gli indirizzi sono sulle pagine gialle.

Santità, i suoi uomini continuano a prendersela con Odifreddi, e intanto Wanna Marchi è a piede libero. Si rende conto? Magari nessuno le ha mai parlato di Wanna Marchi, mentre le hanno raccontato che Odifreddi è una grave minaccia; è possibile essere così mal consigliati? Odifreddi non è che un cane sciolto, sconosciuto ai più, mentre la Marchi rappresenta l'Italia profonda, l'Italia crapulona e bottegaia, l'Italia credulona e felice d'esserlo, l'Italia pagana, la Babilonia, la Grande Meretrice! E Lei, Santità, vive al centro di tutto questo e... di cosa si preoccupa? Delle radici cristiane dell'Europa, mentre qua fuori i santoni ancora ci curano con gli estratti di mandragola? Contro gente come questa, andrebbe rifatto un tribunale della Santa Inquisizione, e subito. E Odifreddi, lo si potrebbe cooptare come membro esterno. C'è tanto da imparare dagli scettici come lui.

Santità, all'inizio del 2008 vogliamo finalmente porci il problema delle cosiddette “previsioni astrali”? Vogliamo dire che è un rito pagano e repellente, e che nessun editore o responsabile di rete cristiano dovrebbe averci a che fare? Se lei va al balcone a ordinare di bruciare tutte le riviste astrologiche nei chioschi, io son pronto; soltanto, è meglio se me lo dice un po' per tempo, così mi tengo da parte la benzina, con quel che costa. Perché anche in questo 2007 mi è capitato di vedere in tv persone sorridenti dichiarare che loro non assumerebbero mai un Ariete o un Sagittario o un vattelapesca; e sono sicuro che non scherzano. Ne vogliamo parlare? Se le stesse persone dicessero che non assumono neri, o musulmani, o circoncisi, cascherebbe giustamente il mondo; in quest'Italia hypocritally correct la segregazione razziale è proibita e la segregazione religiosa un'eresia; invece la segregazione zodiacale è perfettamente tollerata. Andate poi a lamentarvi della fuga dei cervelli – se la selezione del personale la fanno coi tarocchi, di cosa vi stupite? In Italia, nel 2007, c'è gente che perde opportunità di lavoro perché è Scorpione. Nessuno dice niente, e intanto tutti si toccano le parti basse. È uno schifo, Santità, uno schifo.

Santità, prima ancora di essere cristiano, io sono un monoteista. E so cosa significa. Banalmente: c'è un solo Dio, e il resto sono stronzate. Idoli. Vanno bruciati, e va bruciato chi si ostina ad adorarli: perché chi è tanto stupido da adorare pezzi di legno, o addobbi dorati, o astri lontani anni luce, o è in malafede o ignorante senza redenzione.
Prima della sua elezione avevo udito mirabilie sul suo conto. Mi aspettavo dunque da lei lo zelo del vero Monoteista. Il Mosè che fonde il vitello d'oro e lo fa bere agli ignoranti. O il Maometto che torna alla Mecca e spazza via tutta la chincaglieria pagana intorno alla Ka'ba. O almeno il Gesù che frusta i mercanti al Tempio. Invece lei si preoccupa degli... aborti. Ma Santità, col dovuto rispetto, che problema saranno mai gli aborti? Non ci sono più, forse non ci sono mai stati, e comunque se esistono non possono più essere nel Limbo e quindi probabilmente stanno in Paradiso. Problema risolto, direi. Vogliamo dunque cominciare a preoccuparci anche dei poveri cristiani post-partum, bambini e adulti, costretti a destreggiarsi in un mondo di ignoranza e superstizione? Non si vive di soli feti, Santità. Suo devoto
Leonardo

giovedì 27 dicembre 2007

la leggenda di San Giuliano il digiunatore

Un giorno da leone

Caro Gesù Bambino, che vedi tutto: non ti sarà sfuggita l'ultima iniziativa di Giuliano Ferrara.

Da qualche giorno sta facendo una dieta di soli liquidi, che probabilmente gli gioverà. Il pretesto è una specie di moratoria contro l'aborto, bla bla. Il vero motivo per cui Ferrara si sottopone a questa innocua privazione è chiaro a ogni povero di Spirito: Ferrara ha intenzione di vedere Dio entro la fine dell'anno, e metter fine alla manfrina dell'“ateo devoto”, che oggettivamente fa ridere. Ormai lo dice a chiare lettere: “E' un mezzo di contatto subliminale”; e chi dovrebbe contattare, se non Tuo Padre? Bene, sono abbastanza sicuro che durante un calo di zuccheri ci riuscirà (è il vecchio trucco degli anacoreti), e sono altrettanto certo che da quel momento le porte di Santa Romana Chiesa si spalancheranno definitivamente per questo figliol prodigo. Del resto sono fatte per questo, quelle benedette porte, no? Per spalancarsi. Bene, molto bene. Salvo che io non vorrei esserci, in quel momento. Per questo ti scrivo, Gesù Bambino. Ti saluto. Mi prendo un po' di ferie.

Caro Gesù, mio Buon Pastore: io sono uno delle 99 pecorelle che non hanno mai dato pensieri ai tuoi cagnoloni – a parte quando schitarravo i salmi in chiesa con una certa foga, ai bei tempi del Vaticano II. Per il resto ho frequentato con profitto anni di catechismo, arrivando puntuale a ogni sacramento. Ho pregato, sin da bambino, e ho letto le Scritture. Tutte. Senza smettere di credere in te, il che è già un miracolo della fede. Proprio per questo motivo so bene che c'è più gioia in cielo per una pecorella smarrita e ritrovata che per 99 come me, che beeelano beeelano la loro devozione da una vita. Proprio per questo motivo so che nelle cucine pontificie sono già indaffarati a condire il vitello grasso. Tutto giustissimo, ma io stavolta non ne assaggerò. Il mio amore per il prossimo ha evidentemente un grosso difetto: se domani entrasse da quella porta Bin Laden, sinceramente pentito, me ne rallegrerei. Ma Giuliano Ferrara, Santo Dio, no. C'è incompatibilità.

Caro Gesù, che tornerai sulla terra per giudicare i vivi e i morti, mi rendo conto che il motivo del mio traviamento è sciocco e gretto, però Ferrara veramente non lo reggo. Non so neanch'io il perché. Probabilmente l'insofferenza nasce dall'averlo visto sempre in cattedra. È da quando sono al mondo che me lo trovo in una posizione di privilegio, a farmi lezioni d'ogni tipo.

Quando ho cominciato a pensare d'essere di sinistra, lui era già là, nella foto di famiglia, senz'altro merito fuorché un cognome illustre. Poi si è convertito alla socialdemocrazia e ha voluto insegnarla a tutta una generazione. Siccome è stata la stessa generazione che ha tirato le monetine a Craxi e ancora ne va fiera, forse il maestro non era così buono, ma che importa? Il tempo di fiutare il vento, e si è fatto liberale. È stato il cervello dietro a Berlusconi, e in quanto cervello si è trovato ad avere molto tempo libero. Allora si è messo in testa d'essere un giornalista, e a molte persone perbene e ragazzi ambiziosi è convenuto credergli. Nell'anno in cui il capo del governo poteva contare su due canali nazionali filogovernativi ed era proprietario privato di altri tre, Ferrara ha occupato stabilmente la prima serata del settimo. Nel frattempo scrive un giornale a spese mie, in cui ha insegnato il laicismo ai laici, il radicalismo ai radicali, l'America agli americani, il conservatorismo ai conservatori, la democrazia ai fondatori del PD e... e adesso è venuto il momento di spiegare il catechismo ai chierichetti. Mi pare giusto, ma non ci sto.

Caro Gesù, ti rendi conto? Lui che non sa distinguere una virtù cardinale da una teologale, gli Efesini dai Tessalonicesi, Sant'Antonio da Padova da Sant'Antonio Abate, domani salirà in cattedra e m'intimerà di convertirmi e credere al Vangelo! A me, cresciuto a Vespri e Lodi mattutine! Fino a questo momento tu eri l'unico con cui potevo parlare senza che lui ci si mettesse in mezzo. Ma da domani sarà diverso. Domani, quando proverò a dirti le preghiere, sentirò la sua presenza non discreta. Probabilmente disapproverà il modo in cui m'inginocchio o incrocio le mani, mi darà dell'ingenuo o del fighetto, o del gnégnegne... le solite cose. Non mi dirà nulla che non so già, e lo dirà con un sacco di parole brutte e strane, annoiandomi come un qualunque prete di campagna, ma con un sacco di ammiccamenti a cose e persone che non conosco e non m'interessano. Non m'insegnerà niente.

E dire che nella mia vita ho imparato da tutti: meccanici, casalinghe, venditori porta a porta. Addirittura qualche volta persino dagli insegnanti. Tutti mi hanno detto qualcosa che ancora non sapevo. Tranne lui. Lui in fin dei conti parla solo e sempre di sé, perché dovrebbe interessarmi?

D'altro canto, caro Gesù, io so che quando dicevi “Beati gli ultimi perché saranno i primi” ti riferivi anche a quelli come lui, che arrivando all'ultimo momento all'appuntamento con la Fede, ci sopravanzano, proprio come i velocisti nello sprint. Dunque Ferrara, già burocrate PCI e fonte riservata CIA, giunto al Vangelo in zona Cesarini, sarà uno dei primi nel tuo Regno...c'è una scandalosa giustizia in tutto questo, te lo riconosco. Ma d'altro canto devi pur immaginare che la prospettiva di un paradiso dove ogni sera alle otto e mezza c'è lui che mi spiega come stare all'Altro Mondo non mi sembra un'alternativa così interessante al fuoco eterno.

Per questo pensavo di andarmene un po'. Non so neanche dove. Da Maometto no, a meno che non venga lui. Budda, con quella storia delle respirazioni, mi spaventa. Probabile che me ne resti qua fuori nel parcheggio, come fanno tanti. Giusto il tempo di sbollire. Sono la 99ma pecorella, non ho diritto anch'io almeno a un giorno da leone?

lunedì 24 dicembre 2007

just one of my favourite things

(Ho pensato che se in tv continuano a dare Angeli con la Pistola, o Tutti Insieme Appassionatamente, io posso anche postare il pezzo di Natale del 2006, che è ancora buono):

Gli spettri dei Natali passati


Tutti mangiamo il panettone a Natale, ma solo i credenti sanno perché lo mangiano. Non è che il loro panettone sia necessariamente più buono di quello dei non credenti: è semplicemente più ragionevole.
(Cardinale Biffi)

1) Publio Plinio a Domizio Rufo:
"Carissimo, ti auguro con questa epistola di trascorrere un buon Natale del Sole. Non so da voi, ma qui a Mediolanum ormai lo festeggiano tutti: persino i cristiani! Sì, anche quella setta di santoni pseudoebrei, gli adoratori dei crocefissi, dopo qualche resistenza ormai si sono decisi a festeggiare come tutti gli altri.
Non c’è che da apprezzare la saggezza del nostro grande imperatore Aureliano, che volle rendere ufficiale la festa, l’ottavo giorno prima delle Calende di Gennaio. Noi cittadini dell’impero siamo diversi per lingua, razza e religione, ma tutti siamo scaldati dallo stesso Sole, che dopo il freddissimo Solstizio d’Inverno ora ricomincia timidamente a riallungare le giornate. Né Aureliano volle inventarsi una Festa di sana pianta, ma lungamente studiò il problema coi suoi collaboratori, scoprendo che la festa della Rinascita del Sole è la più universale; anche se alcuni lo chiamano Mitra, altri Elagabal, altri Helios: in fin dei conti è sempre lo stesso per tutti, e tutti ugualmente ci riscalda.

Solo i cristiani, nella loro superstizione, sono convinti di non adorarlo. Ho appreso da un mio servo, che partecipa alle loro riunioni, che pure loro mangiano gli stessi dolci impastati con frutta candita e miele: ma non per festeggiare il Sole a cui devono la frutta e i fiori, bensì la nascita del loro Dio, o profeta (essi non hanno chiara la distinzione tra i termini), Gesù Cristo.
Confesso di essere affascinato dall’ignoranza che nutrono per la loro stessa religione. Avendo dato un’occhiata, per curiosità, ai loro libri sacri, so bene che in nessun giorno del calendario è fissata la data di nascita del loro eroe. Stavo quasi per dirlo al mio servo, ma a che pro? Non sa leggere. Ma lasciamolo pure mangiare il suo pane dolce e i suoi canditi, anche se ignora l’autentico significato di ciò che fa".


2) Ebrhardt a Kwenghjil
"Gran figlio di vacca visigota e padre ignoto, come va? Spero che in Hispania faccia meno freddo che qui. Tra un po’, grazie al cielo, le giornate si riallungheranno. Nel frattempo io me ne resto accampato in questa nebbiosa valle padana. E mi si gelano i coglioni.
Mi gelano anche perché la mia Orda ha deciso di convertirsi in blocco a quella religione del menga, il Cristianesimo.
Dicono che conviene farsi amici i vescovi, che sono i veri capi delle città. Mah. Fosse per me avrei giù brindato coi loro teschi disossati, ma forse hanno ragione. Ci vuole gente che sappia amministrare tutto questo casino.
Del resto mi conosci, io di religione mi sono sempre interessato quanto bastava per portare le fanciulle alle orge. Però, boia d’un Thor, non toccatemi Odino! Te lo ricordi, Kwenghjil, quando eravamo bambini e la mamma ci diceva di mettere fuori gli stivali pieni di carote per il cavallo del dio Odino?
Era due giorni dopo il solstizio d’inverno, come oggi. Nella notte lunghissima il dio con la barba bianca portava gli eroi caduti a una battuta di caccia. E quando si fermava alla nostra stalla, dovevamo essere a letto e non fiatare, se volevamo che ci riempisse gli stivali di nocciole al miele e altre leccornie.
E adesso mi spieghi, Kwenghjil? Se mi converto al cristianesimo, cosa ci racconto al mio nipotino? Ha il diritto di credere in Odino anche lui, o no?
Ieri sera l’ho preso davanti al fuoco e ho attaccato con la storia del dio che cavalca nella notte. Si è messo a piangere come un puledrino! Ben ti sta, mi ha detto mia moglie. Basta con queste storie di Dei barbari a cavallo, mi dice, sei vecchio, aggiornati! Se non fossi il vecchione che sono l’avrei impalata lì dov’era! E invece l’ho lasciata fare: ha preso in braccio il marmocchio e (non credevo alle mie orecchie) ha completato il racconto spiegando che Odino era un dio cattivo e feroce, che abitava nei boschi, ma poi ha incontrato un tale San Nikolao, Santa Nicola, non so, che ha convertito pure lui, e da allora è buono e porta i dolci dal camino!
...E poi dimmi se a uno non devono gelarsi le palle. Dove sono finite le tradizioni dei nostri padri? È tutta una schifezza. Meno male che posso mangiarmi ancora le mie nocciole al miele. Le mangio alla tua salute, vecchio scannagalline".


3) Ing. Taddei Barnaba a Dott. Taddei Luciano
"Ciao dutùr, spero che ti passi un buon Natale. Qui a Milano è un freddo cane come sempre (e poi dicono il riscaldamento globale, bah). Ma se Dio vuole, da qui in poi ci si riallungheranno le giornate.
Ti saluta anche tuo nipote – perlomeno ti saluterebbe, se riuscissimo a staccarlo da quella plaistescion rivoluzionaria che gli hai regalato. Che sia l’ultima volta: siamo seriamente preoccupati. Da mezzanotte alle nove del mattino è rimasto lì impalato a dimenarsi davanti al televisore. Al che mia moglie gli ha detto: “Ma devi proprio giocarci da solo? Perché non inviti i tuoi amici?”
Gli amici di mio figlio: un cinese, un turco e un Di Gennaro. Tre ore chiusi nella stanza a dar di matto con quell’affare. A un certo punto blocco mia moglie nel corridoio con in mano un vassoio di panettone: ma sei sicura? Le ho detto io. E se è contro la loro religione?
Ma che religione e religione, fa lei. È un dolce, non lo proibisce nessuno. Appunto, faccio io, è un dolce di Natale, cosa vuoi che sappiano in Cina? Loro mica ci credono, in Babbo Natale. E poi c’è un turco, figurati.
Proprio in quel momento dal bagno salta fuori Giampiero, e alza le spalle: Papà, dice, veramente Babbo Natale viene dalla Turchia. Ma che Turchia e Turchia, dico io, chi te le racconta queste cose? La prof di religione, dice lui. Ci ha spiegato che Babbo Natale è San Nicola, e San Nicola è nato in una città che adesso è in Turchia. Ah, sì? Vorrà dire che l’anno prossimo ti esentiamo dalla materia, visto che la tua prof non sa nemmeno che San Nicola sta a Bari!
E vai!, ha detto lui. Che stronzetto ho messo al mondo.
Alla fine se lo sono sbafato, il panettone. Glie n’è fregato assai, di sapere perché lo mangiano. Che mondo. Che mondo.
Speriamo soltanto che torni un po’ di sole".

(Un buon Natale di Sole a tutti quanti).

sabato 22 dicembre 2007

Save Private Berlusconi

E al vostro funerale, applaudiremo

Questo Santo Natale non voglio che arrivi senza che io abbia sciolto almeno un cantico per i veri liberali, i difensori della privacy, gli eroi che ci hanno difeso, per un anno intero, dalla morbosità impicciona della stampa schifosa e dei blog maldicenti.

Sto pensando ai politici, agli opinionisti, che quando un cronista bavoso ha provato ad appoggiare un microfono al citofono della vedova e dell'orfano, hanno fermamente protestato, hanno scritto e detto parole di fuoco, ottenendo così che i nostri tg si liberassero di quel pietismo da terzo mondo.

Sto pensando a chi ha avuto il coraggio di non intervistare più Azouz quando lui stesso stava cercando di defilarsi, a chi ha subito cancellato le foto delle gemelline di Garlasco da ogni archivio, evitando loro, in un momento delicato della loro crescita, una brutta figura molto difficile da metabolizzare.

Sto pensando a chi ha fatto il possibile, in tv e sui giornali, per difendere l'immagine di privati cittadini come Meredith, Amanda, Raffaele, Rudy, evitando che ai loro nomi fossero associate le immagini goliardiche che pure erano reperibilissime su Internet.

Grazie, veramente. Senza di voi Azouz, Amanda, le gemelle Cappa, oggi non sarebbero più privati cittadini, ma involute celebrità. Il vostro impegno quotidiano ha migliorato sensibilmente l'opinione pubblica italiana. E anche voi ne avete guadagnato in credibilità.

E oggi che difendete Berlusconi, barbaramente attaccato nella sua privacy, sappiamo che lo fate senza secondi fini, esattamente come avete difeso Azouz, Meredith, Sollecito. Perché per voi non c'è differenza tra uno studente sfigato e il proprietario di tre canali televisivi. Che tu sia leader dell'opposizione o magrebino con precedenti penali, che tu stia facendo boccacce alla webcam o mercanteggiando favori sessuali in cambio di un voto di sfiducia, la tua privacy è sacra, e santo, santo, santo è chi la difende.

Buon Natale, piccoli grandi eroi. Io mi sento veramente al sicuro, con gente come voi su tutti i canali e i giornali. So che posso scrivere quel che voglio, e che nessuno lo userà contro di me. So che se, un indomani, io fossi indagato per una cosa che non ho commesso, voi vegliereste sulla cache di google, affinché qualcuno non ci peschi cose che imbarazzerebbero un innocente. So che qualora saltasse fuori un'intercettazone piccante di una mia telefonata, voi mi difendereste con la stessa olimpica serenità con cui difendete Berlusconi, perché dopotutto c'è una cosa in cui io e Berlusconi siamo veramente uguali, e non è la statura, no, ma è la legge. Che è incredibile, se ci pensi, eppure è così. Io e lui, davanti al giudice, uguali. Che sensazione strana.

Vien voglia di non pagare più le multe. Andranno bene in prescrizione, prima o poi.

venerdì 21 dicembre 2007

Sexa Rubra

Tovarisc Bruno Vespa

La differenza tra me e Berlusconi è soprattutto questa: a lui una signorina così interessa principalmente perché può farci cascare il governo, e questo lo eccita. A me non succede. Di eccitarmi. Perlomeno, di eccitarmi con le crisi di governo. Per il resto siamo più o meno alti uguale, e diciamo sciocchezze al telefono, chiamando i migliori amici "stronzi" alle spalle se lo meritano.

Invece coi giornalisti bisognerebbe avere un po' cautela. Per dire, una dichiarazione come

"Lo sanno tutti, in Rai lavori solo se sei di sinistra o se ti prostituisci"

potrebbe prestare il destro ad alcune polemiche. Anche se lo pensiamo entrambi: cioè, veramente io credevo che si prostituissero un po' anche a sinistra, ma non me ne intendo parecchio.

E' proprio questa discriminazione (o di sinistra o troie), che secondo me rischia di infiammare Saxa Rubra. Mettetevi nei panni di tutti quegli stimati professionisti che servono l'azienda da decenni e non sono mai sembrati molto di sinistra. Ieri Berlusconi gli ha dato delle puttane, davanti a tutti. Come reagiranno? Tre scenari:

1) Molti di loro, volendo dimostrare che non si prostituiscono, cominceranno ad assumere plateali atteggiamenti de sinistra. Es.:

BRUNO VESPA (in colbacco): Compagni e compagne, benvenuti a Porta a Porta. Il tema della serata è: Omicidio di Erba, razzismo o lotta di classe?

2) Molti di loro, volendo assolutamente dimostrare che non sono de sinistra, cominceranno ad assumere plateali atteggiamenti troieschi. Es.:

BRUNO VESPA (roteando il borsettino, schiaccia il mozzicone col tacco 12): E diamo il benvenuto a - ding dong! - Giulio Andreotti! Aaaah, caro Giulio, ricordi i bei tempi in cui rimorchiavi in Via Veneto? Ma se non fosse per te, oggi dove sarei?

3) Molti di loro protesteranno formalmente contro l'inciviltà di quel cafone di Berlusconi che non si può permettere, ma scherziamo? Es.:

BRUNO VESPA: Buonasera. A nome di tutti i miei colleghi di Rai1, 2 e 3, desidero protestare formalmente contro l'inciviltà di Berlusconi, che (no, dai, ma come mi viene in mente? Vespa che protesta? Ma ho veramente una fantasia malata).

giovedì 20 dicembre 2007

the orange button refuses to die

Invenzioni senza futuro

Pare che il blog abbia compiuto dieci anni. Io non li ho vissuti tutti, e comunque di solito stavo guardando da un'altra parte.

2001
“Cosa fai, scrivi?”
“Sì, sto provando un sistema per realizzare siti testuali, si chiama... blogger”.
“Fa vedere. Fa schifo”.
“Beh, sì, è molto semplice”.
“Niente flash, niente gif animate, niente di niente. A cosa ti serve?”
“Beh, mi basta scrivere, poi premo il bottone arancione, e pubblica subito. È facile”.
“Sì, ma cosa ci scrivi, i fatti tuoi?”
“Non necessariamente. Ma perché no. Se mi viene in mente qualcosa d'interessante la scrivo”.
“Insomma, un diario personale. Su internet. Hai pensato che potrebbe anche entrare per caso uno che sa l'italiano e leggertelo?”
“Perché no? Magari ci trova qualcosa d'interessante”.
“Seh, come no”.


2003
“Toh, ma chi c'è! Il nostro pioniere dei blog! Ma hai visto che battendo il tuo nome su google ed eri il primo risultato? Come ci si sente?"
"Mah, fa un po' impressione".
"A proposito, l'ultimo post sul Berlusca era il massimo”.
“Grazie”.
“Solo non riesco a capire: perché usi ancora Blogger?”
“Sai, ormai ci sono abituato e...”
“Ma adesso c'è la piattaforma italiana, che fa molti più community, e la community porta più accessi! E puoi anche implementare i commenti! Perché non implementi i commenti?”
“Poi va a finire che litigo per delle cretinate... meglio di no”.
“Senti, da' retta a un cretino: se metti i commenti, il blog ti si aggiorna praticamente da solo. Quelli che prima venivano una volta al giorno, verranno tre volte al giorno”.
“Capirai, tanto mica mi pagano”.
“Loro no. Ma appena si sblocca il mercato pubblicitario, vedrai”.
“Vedrò cosa?”
“Vedrai, vedrai. Certo, negli ultimi tempi c'è una certa inflazione di fuffa in giro”
“Effettivamente”.
“Ma non sarà mica sempre così, no no. Tra un po' ci sarà la scrematura. Non ce la faranno mica tutti. A proposito, senti... tu li fai gli scambi di link?”
“Veramente sono un po' in arretrato con la colonnina. Anzi, stavo pensando di toglierla: un pensiero in meno. Cosa ne pensi?”
“Stai sbagliando tutto”.
“Grazie. Buon Natale”.


2005
“Toh, guarda chi c'è!”
“Ciao”
“Ma senti, è da un bel po' che non vado a vedere... ce l'hai ancora quel blog?”
“Sì”.
“E i feed, ce li ha i feed?”
“Credo di sì”.
“E adesso cosa ci metti? Podcasting, streaming, filmati...”
“Macché. La solita fuffa in corpo dieci”.
“Un blog testuale! Nel 2005! Peeerò”.
“Sai com'è, so fare solo quello”.
“C'hai messo almeno qualcosa intorno? Un myspace, un flickr, qualcosa...”
“No, troppe password da ricordare. Però ho abilitato i commenti, come mi suggerivi”.
“I commenti? Tu ancora leggi i commenti?”
“E a volte rispondo pure”.
“E quindi c'è ancora qualcuno che legge”.
“Qualcuno ancora c'è”.
“Te, comunque, hai sbagliato tutto. Dovevi approfittare del periodo in cui ti leggevano tutti ed eri ben indicizzato, farti fare un contratto come nanopublisher...”
“Meglio così, un lavoro onesto ce l'ho già. Quelle cose lì... non mi danno tanto affidamento”.
“E hai ragione. Del resto ormai i blog sono morti”.
“Sì?”
“Ma sì. C'è troppa gente che cerca di guadagnarci, troppi wannabe...”
“Wannache?”
“Wannabe”.
“Ah. Già. Beh, devo andare. Buone feste”.


2007

“Ehilà, il vecchio blogger! Hai visto che sei tornato nella top 40? Come ci si sente?”
“Più o meno pirla uguale a prima”.
“Ahah, che sagoma! Ma senti, mi daresti il tuo twitter?”
“Non... Non credo di avercelo”.
“Già, dimenticavo, tu sei uno di quegli integralisti uno punto zero”.
“No, è solo che ho poco tempo, e poi...”
“Senti, gran pezzo sul Berlusca ieri. Hai visto che te l'ho anche tumblerato?”
“Eh?”
“Tumblerato, ti ho linkato dal mio tumblr! A proposito, quand'è che ne apri uno anche tu?”
“Mah, credo mai... voglio dire, cos'hanno di nuovo esattamente?”
“Sono fighissimi! Come i blog ma senza tutto il peso dei blog! Niente commenti! Niente archivi! Nessuno che ti disturba con le stronzate! Sono leggeri, hai presente la leggerezza di Calvino?”
“Eh, già, Calvino. Oddio, che ora è. Devo proprio andare. Buone vacanze”.


2009
“Ehilà! Vecchio Blogger! Come andiamo?”
“Benone”.
“Ma sul serio ancora lo usi?”
“Qualche volta sì. Sai com'è...”
“...L'abitudine, sì, lo so, ma di' la verità. L'avrai almeno provato, il nuovo Dr-prsnl?”
“Drpr-che?”
“Il Dr-prsnl! Il nuovo sistema press-button publishing per aggiornare i tuoi pensieri on line!”
“Aspetta. Mi sembra di averne già sentito parlare, effettivamente”.
“E' una specie di tumblr espanso. Puoi ordinare i post secondo le categorie, organizzare un archivio cronologico, pubblicare i commenti dei tuoi lettori... c'è tutto. È fighissimo. Provalo, da' retta”.
“Cioè, in pratica è un sistema per pubblicare on line i miei pensieri, è così?”
“E' così!”
“E se qualcuno per caso passa e li legge?”
“Perché no? E' questo il senso, la filosofia del nxt web”.
“Che sarebbe il tre punto zero”.
“Ma no, stpd. Il tre punto zero è roba dell'anno scorso. E poi era solo un modo di dire. Il nxt web è una cosa seria”.
“Scusa”.
“Certo che voialtri di blogger, non cambiate mai, eh? Quel tasto là, è sempre arancione?”
“Mi piace, l'arancione”.
“Sei un caso disperato”.
“Mi dispiace. Buon anno”.

Il blog ne compie dieci, questo anche meno. Per i bilanci è un po' presto... aspettiamo di averne 18. Buone feste a tutti.

Altri pezzi