mercoledì 26 novembre 2003

Non è mai abbastanza tardi

La redazione di Leonardo, per dirla tutta, è un po’ stanca dell’attualità.
Allora abbiamo preso la macchina del tempo e siamo andati a leggere lo storico discorso che il segretario del Partito Moderato Europeo, Gianfranca Mussolini, leggerà durante la sua prima visita a New Yerusalem, nel 2068. (Mussolini, sì, proprio come la famosa nonna).


Signori e signore della Convenzione:
È per me un grande onore essere accolto qui, in mezzo a voi, per porgere, a nome mio e di tutto il mio partito, delle scuse.
(Rumori in sala)
So che vi è tra voi chi queste scuse non ha intenzione di accettarle: chi le considera tardive, e non commisurate alla colpa. E non ha torto. Le scuse postume non rimediano agli errori, non riportano in vita chi è caduto. Per essere franco, signori della Convenzione, le scuse che vi porto non servono a voi. Servono invece a me, e agli uomini e alle donne del mio partito. È scritto in un libro, che voi e io ben conosciamo – un libro che è stata fonte di dolore, ma anche di speranza – che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. E questo è giusto: eppure vi sono pene tanto gravi che la loro ombra oscura la coscienza di intere generazioni. Quell’ombra – l’ombra del dolore causato dalle scelte sventate dei nostri padri – è ancora nel mio cuore, e nel cuore di tanti europei. E se le mie scuse, tardive ma sincere, possono in qualche modo contribuire a far svanire quest’ombra, io sono qui a porvele. È tempo di denunciare le pagine di vergogna che ci sono nella storia del nostro passato.

Il signori della Convenzione non ignorano che il Partito da me rappresentato è nato dalle costole di un movimento politico tristemente famoso: Alleanza Nazionale. E le responsabilità di Alleanza Nazionale nell’ascesa del primo leader cesarista europeo sono state ormai appurate da numerosi storici.
Quando nel 1994 Silvio Berlusconi scese in campo in Italia, agli esponenti di Alleanza Nazionale non parve vero di trovare improvvisamente un potente alleato, dotato di un monopolio mediatico senza paragoni in Europa. Per più di vent’anni AN fu l’alleata più fedele dei cesaristi di Berlusconi. AN fu accanto a Berlusconi, mentre questi ridisegnava l’assetto statale, emanando leggi su misura per sé, e fortificando il suo impero economico e mediatico. Un modello che dall’Italia sarebbe stato importato con successo negli altri Paesi d’Europa e nel mondo. Forse vi sono stati, in altri Paesi, regimi Cesaristi ben più temibili del nostro: ciò non toglie che il moderno Cesarismo lo abbiamo per primi inventato noi.

AN fu al fianco di Berlusconi nella repressione del dissenso – anzi, si distinse per zelo nel reprimere i dimostranti e nell’emanare leggi liberticide. Fu soprattutto, quel che è peggio, complice della creazione di una nuova ideologia identitaria, ben rappresentati dalla triade che cominciò a comparire sui muri del mio Paese verso il 2005: Patria, Famiglia e Crocefisso. Si precisavano così i contorni di un conflitto già in atto che – cominciato l’11 settembre del 2001 come “guerra al terrorismo”, si sarebbe ben presto rivelata per quella che era: una guerra di civiltà, una guerra di ideologia, una guerra di religione.

Gianfranco Fini, mio predecessore e mio prozio, era una personalità complessa e combattuta: riconoscerlo non equivale a perdonarlo. Proprio mentre si adoperava, in Italia, riassorbire i lavoratori di origine straniera che vivevano senza cittadinanza ai margini della legalità, varava leggi proibizionistiche contro le droghe leggere; proprio mentre si recava in questa stessa terra, e riconosceva le responsabilità del Fascismo nella Shoah, tuonava contro quella da lui definita “la malapianta dell’antisemitismo”: fingendo di non vedere, dietro quella “malapianta”, l’espressione del dissenso e perfino della disperazione dei cittadini europei per la crisi del Medio Oriente.

Ma non c’era più spazio, in Europa e in Medio Oriente, per il dissenso: non c’era più spazio per la disperazione. Dopo la seconda guerra del Golfo, in Italia, come negli Usa, non ci fu più spazio che per le fanfare della nuova guerra di civiltà. Incuranti di fermare un terrorismo che doveva e poteva essere stroncato sul nascere, con operazioni mirate contro i finanziatori sauditi, i governanti dell’Alleanza lasciarono campo libero ai terroristi in tutti i Paesi del Mediterraneo, sfruttando il contraccolpo emotivo di ogni attentato per militarizzare sempre più la cittadinanza. In Italia il primo e più sintomatico esempio fu l’ondata di nazionalismo scatenata dall’eccidio di Nassiriyah: ondata scatenata e cavalcata anche da Alleanza Nazionale.

Era solo l’inizio di quella catastrofe che ha segnato il ventunesimo secolo. Catastrofe immane, senza vincitori e vinti, dalla quale soltanto oggi usciamo. E se ne oggi finalmente usciamo, signori della Convenzione, lo dobbiamo a –

Il discorso si interrompe qui perché in quel momento la Terra viene vaporizzata da un astroscavatore di Betelgeuse che stava costruendo una pista da corsa intorno al sistema solare.
In seguito, il capocantiere si è scusato.

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