martedì 19 settembre 2006

- io respiro, e tu?

Cristo! Io non nego a nessuno il diritto di avere paura. Chi non ha paura della guerra è un cretino. E chi vuol far credere di non avere paura alla guerra, l’ho scritto mille volte, è insieme un cretino e un bugiardo. Ma nella Vita e nella Storia vi sono casi in cui non è lecito aver paura. Casi in cui aver paura è immorale e incivile. E quelli che, per debolezza o mancanza di coraggio o abitudine a tenere il piede in due staffe si sottraggono a questa tragedia, a me sembrano masochisti.

Branco di smidollati, addio.

Oriana Fallaci, negli uomini, apprezzava soprattutto il coraggio. Lo ha detto lei, in un'intervista che stanotte non trovo.

Tra tante cose che ha scritto, questa mi sembra essenziale: perché riassume molto bene quello che OF pensava di me che scrivo, di te che leggi, insomma di noi occidentali di oggi, che intorno ai discorsi di OF amavamo disputarci. Che la detestassimo, o che l'ammirassimo alla follia, una cosa è certa: lei, da parte sua, ci disprezzava.

E più della Rabbia, più dell’Orgoglio, forse quello che ci pungolava di più era questo enorme, massiccio Disprezzo, per una generazione di... mah, come ci chiamava, lei? Smidollati? Forse avrebbe usato un’altra parola, più anglo-vernacolare (Cazzo, strafottuti bastardi), ma ci siamo capiti. Oriana Fallaci negli uomini apprezzava soprattutto il coraggio, e il coraggio negli uomini d’oggi hai un bel cercarlo, non lo trovi. Effetti collaterali di una troppo lunga pace: così OF s’era ridotta a cercare il fiore selvatico del coraggio in esotici teatri di guerra, il Vietnam, la Grecia, il Libano. Laggiù gli uomini erano ancora uomini, e le donne pure. Ma da un po’ di tempo persino la guerra aveva perso il suo fascino. Nel suo bel coccodrillo Bernardo Valli ricorda la delusione della prima campagna del Golfo, quando Oriana si era trovata davanti la nuova guerra chirurgica, asettica, senza teatro e senza coraggio. La fine della generazione epica dei reporter di guerra, temerari e tutti d’un pezzo. La fine degli uomini. A quel punto, per Oriana, non restava che chiudersi nel suo studio e disprezzarci tutti quanti.

Questo disprezzo, diciamo la verità, è abbastanza fondato. Vogliamo riepilogare cos’è stata, Oriana Fallaci, dall’11 settembre in poi? La Cassandra dell’Occidente? La barda del conflitto di civiltà? Per me OF è stata, soprattutto, la resa del neo-fascismo occidentale. Cerco di spiegarmi.

Il vecchio fascismo, quello del 1919, all’inizio era ben poca cosa. Un giornalista impetuoso e uno spettro da agitare. Lo spettro era il comunismo, la rivoluzione bolscevica; il giornalista Mussolini: e all’inizio ebbe vita grama. Trombato alle elezioni, persino incarcerato. Ma alla lunga la spuntò. La fortuna ha qualche riguardo per i coraggiosi.

Il nuovo fascismo, nel 2001, aveva tutte le carte in regola per risorgere alla grande. Dopo decenni di riflusso, aveva finalmente trovato lo spettro giusto da agitare: l’Islam. Non restava che trovare l’Uomo. E in teoria sul mercato gli Uomini non mancavano; di aspiranti neo-mussolini e neo-hitler, coi loro nuovi Mein Kampf, ce n’erano parecchi. Ma all’atto pratico, tutto quello che ci siamo trovati è stata questa Vecchia Zia Rimbecillita, con la sua Rabbia, il suo Orgoglio, la sua personale Apocalisse. Se il neofascismo era tutto qui, possiamo tirare il fiato (ma attenti alle prossime generazioni).

La tempistica è impressionante. L’11 settembre un gruppetto di terroristi dirotta quattro aerei devastando World Trade Center e Pentagono; l’Occidente (smidollato) ammutolisce.
Due settimane dopo, in una provincia dell’Impero, un leader populista azzarda un paio di affermazioni da conflitto di civiltà. Si chiama Silvio Berlusconi, esalta la "superiorità" della "civiltà occidentale" su quella dei Paesi musulmani e afferma che l'Occidente è destinato a continuare ad "occidentalizzare e a conquistare i popoli". A quel punto il neofascismo poteva aver trovato il suo primo piccolo duce…

…Sennonché, nel giro di poche ore, SB si rimangia tutto. Non lo voleva dire. È stato frainteso. Non l’ha mai detto. Negli anni successivi, Berlusconi diventerà un timidissimo sostenitore della Guerra al Terrore di Bush, e più volte insisterà sulla necessità del dialogo ad oltranza con l’Islam. Perché a fare la guerra vera all’Islam ci vuole il coraggio, e il coraggio uno non se lo può dare. Per 5 anni Berlusconi si limiterà a presiedere il governo smidollato di un Paese di smidollati. La sua carriera di neoduce è già finita alla fine del settembre 2001.

Ai primi d’ottobre dello stesso anno, il Corriere della Sera aveva pubblicato La rabbia e l’orgoglio. L’operazione è subito chiara: c’è in Italia un ventre molle che non ne può più del politically correct, che odia l’Islam (ma soprattutto lo teme), che ha apprezzato le uscite neofasciste di Berlusconi ed è rimasto deluso dalla sua pronta smentita; una moltitudine di lettori che non hanno ancora il coraggio di affermare a voce alta che i musulmani sono cattivi e puzzano. Aspettano qualcuno che li sdogani, ma non c'è? Non c’è un solo giornalista in Italia che abbia il coraggio per cavalcare quest’onda d’odio, come Mussolini cavalcò l’incubo rosso nel 1920? Parrebbe di no. Siamo un popolo di smidollati, che leggono giornali scritti da smidollati. Per trovare un editorialista disposto a dichiarare il conflitto di civiltà, il Corriere si riduce a bussare all’attico di Manhattan, alla Vecchia Zia.

E la Vecchia Zia si sobbarca. Non per denaro, sarebbe sciocco anche solo pensarlo. Lo fa perché ci vuole coraggio, e coraggio la Zia ne ha avuto da vendere, fino alla fine. Alla sua età, poi, forse anch’io tra un cancro e una fatwa punterei sulla fatwa. Ma non faccio testo, sono un pacifista e i pacifisti, si sa, sono smidollati in partenza.

Sarebbe piuttosto il caso di notare, a Zia morta, quanto siano smidollati i suoi presunti fiancheggiatori - per i quali a dire il vero non ha mai avuto molte parole gentili. A partire da Bush, che prima lancia una Guerra Infinita e poi la finanzia col contagocce, trasformandola in un Vietnam a bassa intensità, senza gloria né infamia. Per continuare con i vari leader europei sempre con la scusa pronta: Berlusconi ieri, Ratzinger oggi – e sembra di sentirla dalla tomba, la Vecchia Zia atea, “Santità, tiri fuori le palle!”. Per proseguire coi Direttori e gli Editori, che alle spalle della Vecchia Zia hanno lucrato non poco, e oggi con un giro di parole sono già pronti ad accodarsi al governo nuovo, smidollato come quello vecchio. E per finire con le piccole Oriane Fallaci in trentaduesimo che nei forum e nei blog continuano a rovesciare improperi contro i pacifisti smidollati che non capiscono la necessità di una Guerra all’Islam – un popolo di guerrafondai che in 5 anni non ha mai pensato seriamente alla possibilità di arruolarsi: come se mancassero le trincee. Smidollati della peggio razza. Gente che amava Oriana, senza meritarsela. Non credo che lei li abbia mai veramente ricambiati.

Del resto chi se ne frega, adesso non c’è più. Magari è da qualche parte a intervistare uomini coraggiosi. Gente con le palle. Mohammed Atta, Al Zarqawi, tipi così. Nemici, certo. OF ha sempre intervistato i suoi nemici, gliele ha sempre cantate chiare. Mica come noialtri smidollati, che giorno per giorno, un respiro dietro l'altro, ci rassegniamo a vivere.
I'm breathing ... Are you breathing too? ...It's nice, isn't it? It isn't difficult to keep alive, friends - just done make trouble - or if you must make trouble, make the sort of trouble that's expected. Well, I don't need to tell you that. Good night. If we should bump into one another, recognize me.

16 commenti:

  1. Beh, bellissima quest'altra faccia della Fallaci. Che poi altra faccia non è, lei era così :coraggiosa e libera. Non ero d'accordo con le sue tesi degli ultimi anni. Le ho sempre trovate pericolose e troppo risolute. La risolutezza non sempre è sinonimo di coraggio. Ci vuole coraggio anche a dire di no ad una guerra non solo a farla. In compenso adoravo Oriana per quello spirito di libertà che trasudava dai suoi scritti. Quella voglia di dire quel che pensava in faccia a tutti e "vaffanculo il mondo"! Questo mi piaceva di lei e che on ho mai trovato nel giornalismo di oggi. Il "cantarle chiare2, non fa proprio parte del DNA dei nostri media . Con lei muore un grande pezzo del nostro giornalismo, e mi fanno schifo e ribrezzo le "leccate di culo" di questi giorni da parte dell'opinione pubblica che l'ha sempre ritenuta una pazza. Oriana era semplicemente liberta, e con i suoi scritti ci insegnava ad essere liberi. Vai poi a vedere, che forse i pazzi, erano altri...

    Ciao.

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  2. Chris,
    esprimere forti opinioni disinformate non mi sembra buon giornalismo, e soprattutto non mi sembra una qualità umana rara. Dopo l'11 settembre ha scritto solo spazzatura razzista senza un minimo, e dico un minimo, di ricerca dietro le sue asserzioni. Qualsiasi editore serio si sarebbe rifiutato di pubblicarla. Solo grazie al suo illustre passato in Italia è diventato un caso editoriale.

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  3. Spiace considerare questo il solito pippone di sinistra di Leo. Il solito perché il nostro ama smontare qualsiasi personaggio di destra abbia un minimo di risalto internazionale. Lo fa da par suo: Leo sa scrivere, e sa argomentare, affabulando se del caso. Come in questo.

    Comunque

    1: Berlusconi aveva parzialmente ragione. La civilta' occidentale *E'* superiore a quella musulmana. Se non avevate le prove prima, ora dopo quello che e' successo al Papa spero qualcuno si sara' convinto

    2: La Fallaci aveva invece ragione da vendere. Vedere interviste e libri scritti sul mondo arabo. Lei ne capiva, in fondo, molto piu' della sinistra che si ostina a difenderli. C'e' un fondamentalismo strisciante e oramai allargato a qualsiasi classe politica, (non solo tra i deboli e gli ignoranti - quello lo dicono a voi comunisti tanto per farvi abbaiare) che vuole veramente "conquistare Roma", e ha ancora il dente avvelenato per le crociate - che detto tra noi, non erano neanche sbagliate. Allora ci si capiva meglio: agli arabi che inneggiavano la guerra santa, i cristiani rispondevano con le sante crociate, solo che erano altri tempi ed ora sono improponibili. Da noi. Dagli arabi ancora parlano di guerre sante, ovviamente. Noi invece ce la prendiamo con chi ci accusa di essere smidollati. Lo sono tutti quelli come te, Leo, e la gente che non comprende che lo scontro di civilta' e' presente e va combattutto magari non con le armi, ma va combattuto o risolto in qualche modo. Non certo con l'immigrazione e l'integrazione, ovviamente (se qualcuno volesse dire sciocchezze del genere).

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  4. Quella di cui parli è alleanza tra barbarie. Scontro di civiltà è quello tra chi semina odio e chi costruisce pace, indipendentemente dai confini geografici.

    Leonardo (autore) è ottimista sul fallimento del nuovo fascismo. L'omonimo commentatore, detto tra noi, conferma il contrario.

    S.

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  5. Caro omonimo, ai tempi in cui le crociate si facevano sul serio, i fedeli che dopo aver indossato il saio crociato non partivano per la Terrasanta erano da considerarsi scomunicati seduta stante.

    Il minimo che si possa dire di te, e di altri apprezzatori dell'ultima Fallaci, è che il saio lo avete indossato 5 anni fa; eppure siete ancora qui a rompere i coglioni.

    Ma andate, su, che di sicuro non vi trattengo io. O aspettavate che vi guidasse l'Oriana? Ma lei era un'anziana signora malata. Non è stato molto coraggioso, da parte vostra, mettersi tutti in fila indiana dietro di lei.

    Se il Papa avesse le palle, vi avrebbe scomunicato da lunga pezza, pappemolla.

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  6. Attenzione però, l'argomento "e allora se vuoi la guerra armati e parti" è tanto banale quanto "fa il comunista e ha due macchine".
    Non è facile partire per la guerra di civiltà contro i bruti mussulmani. Da italiano puoi solo:
    1. Arruolarti nell'esercito, passare le dure selezioni per entrare in un corpo d'elite e di lì passare ulteriori dure selezioni per far parte del contingente per l'Iraq o l'Afganistan (in Libano si va su mandato ONU per mantenere la pace, quindi niente crociata, please). Cosa non facile per un guerrafondaio magari poco allenato e sovrappeso e magari con famiglia.
    2. Vincere una green card, andare in America, star là tanti anni quanti bastano per avere la cittadinanza e poi arruolarti nell'esercito americano.
    3. Fondare una "brigata internazionale", come quelle della guerra di Spagna, e partire lancia in resta per l'Iraq o per l'Iran.
    4. Unirsi a qualche unità partigiana locale, se ce ne sono, il che presuppone buona conoscenza della lingua, delle persone e del luogo.

    In pratica è impossibile. Quindi il guerrafondaio italiano ha diritto di esserlo anche solo a parole.

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  7. Oh svizzero, c'hai in buona parte ragione, ma dimentichi l'alternativa più facile.
    Non è così impossibile la promozione da esaltato buttafuori di periferia ad esaltato mercenario (e financo a cavaliere di malta, se qualcuno se lo fosse scordato).
    Resta l'accusa fallaciana di smidollamento implicitamente rivolta soprattutto ai seguaci, più che a chi pensa che il medio evo sia passato e stolto sarebbe tornare alle sue logiche.
    s.

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  8. In effetti, Elvetico, credo che l'opzione n. 2 che citi sia più facile di come la riporti.
    Stando ad alcuni articoli che ho letto, uno dei modi per ottenere la cittadinanza americana è svolgere il servizio militare. Arruolarsi nell'esercito americano permetterebbe di ottenere subito la "green card" senza passare dal sorteggio, nonchè di poter ottenere la cittadinanza in tre anni invece dei cinque prescritti.

    Ste65

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  9. Faccio presente che non li sopporto, io, i comunisti con due macchine.

    Difficile arruolarsi? Chiedi a Quattrocchi se non sai come si fa.

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  10. quattrocchi ti mostra come si arruola un vero italiano.

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  11. Sì, ma le compagnie che arruolano mercenari mica assumono il primo che passa. Quattrocchi molto probabilmente era un fior di soldato, degno di far parte delle truppe italiane d'elite (punto 1).

    Non si scappa, in queste guerre condotte col contagocce è difficilissimo fare l'eroe. Ci vorrebbe il battaglione carne da macello con libera iscrizione per chi si vuole immolare per la democrazia e la libertà.

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  12. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  13. Ciao,
    ho segnalato questo post nella selezione dei post della settimana che pubblico sul mio blog. A rileggerci

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  14. Secondo me sopravvaluti il ruolo della Fallaci. E' stata una grande cronista, al punto che ancora oggi il suo modo di scrivere e di fare reportage (dagli anni 80 ai tardi 90) viene studiato sui manuali di giornalismo, avendo segnato quel passo che divideva i Montanelli dai Baldoni.
    Tuttavia è stata "solo" quello: attribuirle velleità politiche mi pare eccessivo dal momento che nel giorno della sua morte Washington post, Le Monde e buona parte della stampa internazionale deve ricordare di che cosa parlasse la Rabbia e l'orgoglio definito un pamphlet di scarso valore letterario e di nullo valore storico-politico e culturale.

    Insomma è stata una grande giornalista e come tanti altri suoi colleghi nutriva opinioni personali e qualche volta si è fatta portatrice di messaggi forti e coraggiosi (perché razzismo e xenofobia difficilmente possono albergare tra i valori intellettuali), ma non per questo avrebbe potuto muovere alcunché di concreto nel teatrino politico.

    Quel gioco si giocava e si gioca tuttora su altri tavoli.



    barrylyndon

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  15. beh, non mi sembra di averne sopravvalutato il ruolo. Ho appunto detto che La rabbia e l'orgoglio è, alla fine dei conti, il rantolo d'impotenza di un neofascismo occidentale che vorrebbe, vorrebbe, ma gn'a'fà.

    Guardate che un movimento di opinione che per arrivare sulle prime dei giornali deve nascondersi dietro una vecchietta malata, è un movimento di opinione dal respiro ben corto.

    Insomma, quelli che in America sono stati chiamati Stupidi Uomini Bianchi, in Italia sono riusciti a qualificarsi anche peggio: le Vecchiette Bianche Incazzose e Rincitrullite.

    Se questo è sopravvalutarla, ok.

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  16. Salve.. io sono un italiano che si è arruolato nell'esercito degli stati uniti d'america.. l'ho fatto per una questione totalmente estranea alla cittadinanza.. io l'ho fatto perche mia moglie e mio figlio sono morti l'11 settembre mentre io ero in italia.. (loro erano americani) a quel punto.. avevo esaurito ogni speranza e non mi rimaneva che la vendetta.. mi sono arruolato e mi sono offerto volontario per l'iraq.. ho avuto la mia vendetta e ho trovato buoni amici.. salute a tutti

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