mercoledì 20 febbraio 2008

Walter è OK, noi siamo OK, Alleluja!

Ex voti?

Oggi ho scoperto che le verità dipendono anche da chi le afferma. L'ho scoperto leggendo la seguente affermazione di un politico italiano:
"Il trasferimento in Italia di un modello statunitense si fonda più sull'indicazione del nuovo come speranza che sulla politica come soluzione dei problemi"
Beh, che dire - sacrosanto. Il problema è che il politico in questione è Ciriaco De Mita, che in 45 anni di onorato servizio in Parlamento tutti questi problemi non è che li abbia proprio risolti, eh.

La lettura dell'episodio in chiave "nuove speranze vs vecchie cariatidi" potete farvela su qualche altro blog, o al limite da soli. Io ne propongo un'altra, giusto per variare un po': la deriva protestante del PD.

Cosa significa protestante? Banalmente, significa che al concetto cattolico di "perdono dei peccati", che rende gli italiani quei lagnosi peccatori sempre pronti a pentirsi, sostituisce il concetto protestante di "grazia". Per Lutero l'uomo non si salva in virtù delle opere buone che può commettere (e che comunque sono una goccia nell'oceano della malvagità universale), ma solo perché Dio gli dona la Fede. Se hai la Fede, sei salvo. Incollo da un vecchio pezzo mio:
Quando andai in Scozia, mi capitò di andare a un paio di liturgie della locale chiesa protestante. Solo un paio di volte, per cui sarò costretto a generalizzare.
In quella situazione caso quel che mi ha stupito di più sono le parole degli Inni. In quella chiesa non facevano che cantare: Dio è grande, Dio è con me, ho trovato la via, wow. Una cosa entusiasmante, sul serio. E il sermone del pastore era sullo stesso tono.
Ora, non so se avete presente le canzoni che si cantano in una qualunque chiesa cattolica la domenica, ma vi garantisco che all'80% sono variazioni sul tema: Dio mio, che razza di povero piccolo peccatore che sono. Quando poi il prete attacca l'omelia, non fa che ribadire il concetto: ragazzi, quanti stupidi peccati avete fatto questa settimana? Perché non date più retta a quel che dice Gesù, eh, non avete sentito il Vangelo?
Una liturgia piuttosto demoralizzante, specie se ripetuta per tutte le domeniche di una vita. Ma i cattolici sono fatti così: hanno bisogno di sentirsi nel Peccato, è parte della loro quotidianità. Quello che li spinge a migliorarsi, e nei casi peggiori a tormentarsi, è l'idea di doversi liberare dal Peccato.
Come i cattolici vivono nel Peccato, i Protestanti vivono nella Grazia. Loro, se vanno in chiesa la domenica, è per sentirsi parlare della Grazia. Quanto al Peccato, non è più così difficile da individuare. È Peccato tutto quello a cui hanno rinunciato da quando vivono nella Grazia. Può essere il sesso, la droga, l'alcol, o qualsiasi altro impedimento che è stato superato, è stato vinto.
La mia ipotesi è che il PD - anche a causa dell'americanofilìa del suo segretario - stia scivolando in una deriva protestante, oltremodo favorita dalla marcia trionfale di Barack Obama, il personaggio più messianico in circolazione (via Gilioli). Tutto ciò che dice Veltroni mi sembra che suoni semplicemente: "Io sono ok, voi siete ok, se abbiamo fede ce la possiamo fare!"

Sì, ma perché "deriva"? Che problema c'è ad essere protestanti? Beh, se dovete farvi eleggere in una nazione di cultura cattolica, qualche problema c'è. Per questo lo scetticismo di De Mita nei confronti del nuovo corso non è liquidabile tanto alla leggera. De M. rappresenta un tipo di elettore insofferente alle promesse a lungo termine, più incline al do ut des immediato, verificabile entro i confini della propria circoscrizione elettorale: il fedele cattolico che a Dio non si permette di chiedere niente, ma è continuamente affaccendato a mercanteggiare davanti all'altare del Santo del Paese: se mi fai questo favore t'accendo la candela, se mi fai questa grazia ti faccio un regalino... Molto prima di andare al voto, l'Italia era la terra degli ex voto. Una riforma nel senso protestante del termine potrebbe essere un po' prematura.

Non che non ci abbiano già provato. Forse che Berlusconi non si presentava già come Uomo della Provvidenza? Forse che non ostentava i segni del suo successo, da bravo calvinista? Sì, giusto. Però Berlusconi temperava questo americanismo alla Mike Bongiorno con sane dosi di pragmatismo cattolico. Per esempio, l'enfasi sulle opere. Sapete che i cattolici, a differenza dei protestanti, credono nell'importanza delle Opere. Pur essendo gocce nel famoso oceano di malvagità, esse sono l'unica espressione della nostra fede. Questo punto di vista è bene illustrato dalla breve Lettera di San Giacomo (2,14-18):

A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: "Andate in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: "Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede".

Berlusconi ha capito abbastanza presto che gli italiani, più che alla Fede, guardano alle Opere, o meglio: a chi gli chiede di avere Fede, rispondono "mostraci le Opere". Così l'enfasi sul Nuovo Miracolo Italiano si è sempre accompagnata a proposte concretissime: "un milione di posti di lavoro!" "Abolirò l'ICI!", ecc.. Che poi queste promesse non fossero sempre esaudibili, ha un'importanza relativa: diciamo che gli italiani non si lasciano convincere dalle visioni a lungo termine, ma amano essere coglionati con proposte il più possibile concrete. Spero che al PD ne tengano conto, mentre rifiniscono il programma.

7 commenti:

  1. e a che servirebbe?
    Per certuni quello che fa fa Veltroni non va mai bene, facesse pure le cape d'angelo...
    Che si riesca a imbastire un post contro di lui pure sulla defenestrazione della cariatide De Mita mi sembra davvero il colmo!
    :O

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  2. guarda che V. sta sparando minchiate da nuovo nuovo miracolo italiano perfettamente all'altezza di B. Si è posizionato sul competitor in modo mirabile.

    Anzi: in questa campagna è B. che gioca la parte del realista ed è in difesa, l'ha notato anche D'A.

    Il problema per V. è la credibilità del suo messaggio.

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  3. la campagna elettorale deve ancora iniziare. ci saranno spettacoli pirotecnici da prima serata. cioè, è un po' presto per farne l'esegesi.

    vero è che Walt, finora, tra innumeri uscite platealmente propagandistiche, può esibire, come soli fatti concreti del suo operato, le scelte sulle candidature e le liste.

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  4. La, il messianico "yes we can!"
    Qui, più realista e disilluso.
    Poffare.

    Grullo

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  5. Ho anch'io notato che Veltroni spara "programmate" a salve degne di un Berlusca. Ora e' ancora piu' chiaro cosa rappresenta la campagna elettorale: non un insieme di manifesti che uno puo' scegliere e votare, ma sparate pubblicitarie di tipo ingannevole: non c'e' legame tra la intenzione dichiarata e cio' che sara' poi realizzato, per cui l'unico criterio rimane la simpatia. Se Veltroni dice "Piu' tutto per tutti" giuro che lo voto. Per l'arguzia.

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  6. Mah, per me Veltroni non ha scelta. I numeri gli sono contro, se fa una campagna "normale" perde facile.
    L'unica mi pare proprio quel che sta facendo, ricorrere ai fuochi artificiali superando Berlusconi, le cui promesse mai mantenute di una nuova Italia son comunque 14 anni che funzionano col popolo di cdx.
    E' l'ora di provarle anche noi.

    Obama in quell'immagine mi sembra un Jimmy Carter con le palle, quindi molto più pericoloso.

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  7. Diciamo che il Protestantesimo è la nostra ultima spiagga.
    Considerando che ha trasformato l'Inghilterra, l'Olanda (l'Olanda dico!), la Germania, la Danimarca, la Norvegia e la Svezia (ehi, avete presente la Svezia) nei paesi più civili e avanzati d'Europa se non funziona neanche questo tanto vale scavare un canale lungo le Alpi e isolarci dal Mondo.

    A me che WV faccia il messia va più che bene.

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