giovedì 17 luglio 2008

Ite retro

Piccolo testamento

Il qui presente, nel pieno benché effimero possesso delle proprie dignitose facoltà mentali,
qualora un incidente o una patologia lo costringessero in un letto, assistito da costosi macchinari da cui dipenderebbe la sua vita, in uno stato d’incoscienza protratto per tre anni almeno,

chiede

– che non si dia risalto mediatico alla cosa: la gente nasce e muore tutti i giorni;
– che i politici restino a distanza: sarebbe un Paese migliore se le leggi non si facessero pensando sempre al caso particolare;
– che gli opinionisti si tengano le loro opinioni: grazie, ho già le mie (in particolare, sarebbe carino da parte di Giuliano Ferrara lasciarmi morire in pace, visto che è una vita che mi affligge con opinioni non richieste);
– che i cantanti facciano i cantanti. O vogliono dire una preghiera? Va bene, ma in silenzio, non in prima pagina.
– che i preti facciano i preti – che pensino cioè a consolare vedove e orfani, e non a inventarsi bislacche etiche pro-life che, per quanto ho potuto appurare, dal Vangelo non risultano. E io il Vangelo un po’ l’ho letto, Santi Padri. Comincia con un vecchio Santo che chiede di morire; prosegue con un uomo, figlio di Dio, che a un certo punto decide di morire. Proprio così: il padre gli lascia la libertà di scegliere, e lui decide. Quando un amico lo prende in disparte per dissuaderlo, lui gli risponde: Vade retro Satana. Non so se mi sono spiegato: Vade Retro Satana, perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini. Pecco certo di superbia nel paragonare il mio piccolo sacrificio a quello del Figlio di Dio: lui doveva mondare tutti gli uomini dal peccato originale, io vorrei soltanto che i macchinari, il tempo, le risorse e l’affetto che si spendono sul mio caso disperato vengano rivolte ad altri malati, più bisognosi di affetto, risorse, tempo e macchinari. Ma la vita è un dono, l’unico che mi resta, e dei doni si dispone a piacimento. Capisco che dire di No a un dono possa essere interpretato come un segno di scortesia: il mio però più che un No è un Grazie, mi è piaciuto, ma in queste condizioni non mi va più, ne ho avuto abbastanza, datene piuttosto un po’ di più agli altri che ne hanno avuto meno.

– E quindi: che si stacchi la spina ai macchinari.
– Che si stacchi l’eventuale sondino che mi nutre. Qualora il dottore incaricato avesse difficoltà con la sua coscienza, chiuda gli occhi e faccia finta di toglierlo a Giovanni Paolo II.
– Che mi si somministri per favore qualche oppiaceo, nell’eventualità che pure nell’incoscienza io stia provando un po’ di dolore. Se non si può fa lo stesso, ma ho sempre pensato che prima di morire mi sarebbe piaciuto provare qualche sostanza da cui mi sono saggiamente tenuto lontano da giovane.

È tutto? Sì, direi che è tutto.
E se poi l’anno dopo si scopre la cura? Beh, mi stupirei del contrario. È la storia della mia vita, no?

27 commenti:

  1. Dichiaro ufficialmente che questo è il mio testamento biologico :-P

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  2. ...sopratutto mi piace il pudore.
    E l'ironia (auto). Ed il senso del limite. Che poi è anche l'ironia, alla fine... vabbè, mi sto incasinando

    Ciao

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  3. Semplicemente quanto di meglio e pacato si possa leggere sull'argomento.
    Complimenti davvero.

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  4. Caro leonardo, la maggior parte delle volte non commento i tuoi post perché mi immagino che forse ti romperebbe uno che ti dice solo "bravo" magari preceduto da un "ammazza quanto sei", e mi limito ad approvare in silenzio od a linkarti sul tumblr (aargh)

    ma stavolta non mi posso esimere, in particolare l'analisi del Vangelo in quelle poche righe l'ho trovata fulminante. complimenti davvero

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  5. D'accordo, su tutto.
    Per avere un po' più di tutela, in un quadro legislativo a dir poco confuso: segnalo il modulo per fare il testamento biologico preparato dalla Fondazione Veronesi: http://www.fondazioneveronesi.it/testamento_biologico.html

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  6. pensavo di aver visto e letto tutto sul caso di eluana, ma la lettera di celentano e' stata la goccia ...
    si fa fatica a non augurargli un destino uguale.

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  7. "E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell`uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi,"

    Neanche si rendono conto che parla di loro...

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  8. Personalmente, aggiungerei al risalto mediatico....la proibizione di scrivere utilizzando il nome proprio e diminutivi vari, il tutto per cavalcare l'onda del facile sentimentalismo. E' una delle cose più irrispettose e detestabili: "Eluana", "Maddie", Tommy" ecc.
    Ma come si permettono? Ma come osano appioppare diminutivi a persone impossibilitate a difendersi? Avvoltoi.

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  9. Giuliano Ferrara non può lasciarti morire in pace perchè difendendo la tua vita difende in realtà la propria umanità.

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  10. In più, finché vivo pago le tasse che lui succhia per campare.

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  11. @nervinfranti: Hai perfettamente ragione, anche io trovo rivoltante questo modo di fare.

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  12. bravo. sai sempre usare le parole giuste

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  13. Quella non è mica in coma, però. Ha una vita più movimentata della mia, a momenti.

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  14. da buona disinformata mi ero persa la storia su Giovanni Paolo II .

    Sottoscrivo in pieno il tuo testamento.

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  15. non posso far altro che allungare la fila dei complimenti...e sottoscrivere il tuo testamento!

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  16. Il tuo Sito è segnalato su "45 Blog", avvisa i tuoi amici!
    http://www.quarantacinqueblog.blogspot.com/
    Se hai anche tu altri siti o Blog da segnalare, lasciami un commento oppure mandami una email.
    Ciao, Max.


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    Ciao, grazie e buona giornata.

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  17. non posso che quotare Malvino e Uglypostcards.

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  18. O.T. Serve la mobilitazione URGENTE di tutti i blogger.

    Morireinitalia

    Firma anche tu. Fai girare la petizione.Grazie.

    Il link AL BLOG DI VIOLET

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  19. Bel post, complimenti. Non ho molto da aggiungere, quoto tutto e continua così! (non ho mai commentato un tuo post, ma sono un tuo fedele lettore da pareeeecchio. Ora ho fatto outing e bon! ^^)

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  20. @nervinfranti, quello che denunci è un malcostume diffuso anche nella vita quotidiana: il tecnico che è venuto a fare manutenzione del pc (professionale nello studio dove lavoro) ha pensato bene, di sua spontanea iniziativa, di modificare il nome del mio computer in rete moncandomi 'stefania' in stefy colla y.

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  21. Se in questi giorni avete la possibilità e la voglia di farvi un giretto sul sagrato del Duomo, a Milano, provate a dare un’occhiata ai tanti messaggi appiccicati sulla parete sopra il mucchio di bottigliette. Ce n’è uno che con una banalissima domandina mette in riga tutti, paladini della Vita ad ogni costo e fanatici del testamento biologico:

    “…E SE FOSSE CAPITATO A VOI?”

    Ecco, appunto.

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