domenica 20 settembre 2009

Tra un Berlusconi e l'altro

Colpetto di Stato

Io ci andrei piano a considerare l'uscita di Brunetta come l'esternazione di un nano frustrato; il berlusconismo - ormai dovremmo saperlo - trionfa proprio quando si lascia sottovalutare. Brunetta non sarà un genio, ma quando parla di golpe sta lanciando un messaggio mirato ed efficace.

La parola “golpe” non dovrebbe suonare così esagerata a chi rammenti che giovedì mattina – prima che la battaglia di Kabul prendesse il sopravvento – l'homepage di Repubblica era dominata da questo fondo, L'alleanza trasversale che lavora al dopo-Silvio. Massimo Giannini vi annunciava la possibile nascita di un “governo di salvezza nazionale” a cui starebbero lavorando “parecchi, nell'ombra e a cielo aperto”, arrivando a ventilare un possibile ruolo attivo nel 'complotto' da parte di Tremonti, nientemeno! e concludendo così: “Sembra fantapolitica. Forse lo è”. Ah, però.

Fantapolitica o no, non credo ci sia bisogno di un medium per captare i pensieri e i sentimenti di Berlusconi nei confronti di un progetto del genere. Dal suo punto di vista si tratterebbe di qualcosa di ben più grave del ribaltone di Dini alla fine del '94: di un golpe. Puro e semplice.

Un golpe di fatto, così come di fatto la nostra ormai è una repubblica presidenziale: Berlusconi si considera legittimato dal voto degli italiani, che sulle schede hanno messo la croce su “Pdl Berlusconi Presidente”. Non hanno espresso preferenze, non hanno votato per questo o quel parlamentare più o meno vicino a Fini o a lui. Hanno votato per lui, mettendo il segno sulla lista di candidati che ha fatto comporre a sua immagine e somiglianza. Ora l'idea che il voto di venti o trenta di questi tizi, che a lui devono tutto, possa metterlo in minoranza, deve risultargli intollerabile. Ancorché costituzionalmente ammissibile.

Lui del resto ha già spiegato chiaramente cosa farebbe in una situazione del genere: sciogliere le camere e rimandarci alle urne. Se solo potesse farlo: ma compete a Napolitano. Cominciare a parlare di golpe a gran voce ha un senso preciso: il corpo elettorale berlusconiano, magari un po' distratto dall'influenza o dall'Afganistan, deve sapere che c'è chi trama per tradire il Capo che hanno regolarmente eletto. Brunetta ha rispolverato la parola, golpe: nei prossimi giorni la useranno un po' tutti. Si tratta di attivare una pressione mediatica su Napolitano affinché faccia la cosa giusta: indire nuove elezioni appena Berlusconi si dimettesse. In alternativa, avremmo cinque canali tv e venticinque portavoce pronti a gridare al golpe e ad accusare il Presidente della Repubblica di essere colluso coi golpisti – in fondo è già successo con Scalfaro, con toni magari un po' più morbidi, ma invecchiando è normale incattivirsi.

La “fantapolitica” di Giannini non risponde alla domanda fondamentale: a chi giova? A chi converrebbe montare un governo di solidarietà nazionale, di fatto una specie di CLN anti-berlusconi, per finire la legislatura? Fini, Casini, D'Alema, hanno veramente tutta questa voglia di sostituire Berlusconi proprio nel momento in cui si scoprirà che alla fine della crisi mondiale l'Italia resta al palo? È la sindrome di Prodi, il bisogno disperato che sentiamo di subentrare a B. anche solo per un misero biennio, il tempo sufficiente per salvare la nazione, rimettere in ordine i conti e fargli vincere di nuovo le elezioni? Nel frattempo B. riprenderebbe tutto lo smalto che si è appannato a Palazzo Chigi. Le orge tra Palazzo Grazioli e Villa Certosa passerebbero finalmente in secondo piano, mentre le sue redazioni tuonerebbero contro i golpisti un giorno sì e l'altro pure, tenendo altissimo il livello dello scontro. Contro Fini, o l'anti-B. di turno, verrebbero scoperchiati i dossier più fantasiosi, Mitrokhin e Telekom docent. Se davvero Napolitano osasse resistere fino al termine naturale della legislatura, l'esilio di B. da Palazzo Chigi non durerebbe comunque più di tre anni. E allora a chi conviene buttarlo giù oggi, quando controlla più della metà del cielo degli italiani? A lui. Soprattutto a lui.

Magari Berlusconi ha già in agenda il giorno delle dimissioni. La sentenza sul Lodo Alfano potrebbe essere il pretesto giusto. L'Avvocatura di Stato ha già messo le mani avanti.

E' anche una sorta di riflesso condizionato: messo in difficoltà, Berlusconi reagisce trasferendosi nel campo che conosce meglio, quello della campagna elettorale. Governare lo annoia, ma le campagne lo esaltano e ormai è sicuro di saperle vincere. Lo precede Bossi, che ha già ricominciato a parlare elettorale in estate, con le bordate identitarie su dialetti e bandiere, fino alla riscoperta di un vecchio evergreen: la secessione.

***

Ma nel caso che Berlusconi cadesse, non dovremmo essere contenti? Il punto è il come. Credo che qui ci sia un equivoco tra Berlusconi, persona fisica, e il berlusconismo, sistema di potere. Alcuni, a mio parere erroneamente, pensano che il secondo sia interamente fondato sul primo, e quindi, per così dire, a scadenza. B. può infuriare finché vuole, ma quanto gli resta ancora? Cinque anni? Dopo crollerà tutto come un castello di carte, alla mercé di chi è riuscito a sopravvivere nei pressi del castello senza farsi troppo male (i soliti: Fini e Casini). In realtà non è così. I sistemi di potere tendono a sopravvivere a chi li ha messi in piedi. Il collante non è il supposto carisma dell'Uomo, ma una ragnatela di interessi: per essere chiari, finché la Mediaset mantiene la sua concentrazione mediatica, non c'è motivo per cui non debba preservare un apparato politico in Parlamento e al governo. Ne va della sua sopravvivenza. Berlusconi tra l'altro ha molti eredi, tutti giovani e bravi: nessuno di loro credo abbia mai accennato a voler fare politica, ma neanche il padre, se per questo, fino al '93. All'occorrenza però la Mediaset sa che può cucire un partito di maggioranza addosso a qualsiasi candidato: perché non dovrebbe farlo?

Ora io vorrei tanto poter fare a meno di Berlusconi anche da stasera: ma scalzarlo dal potere lasciandogli in mano il sistema berlusconismo sarebbe un errore fatale. Lo stesso, peraltro, che abbiamo già fatto nel '94 e nel 2006. Se gli lasci le corazzate, lui combatterà. Lo ha sempre fatto, e che altro dovrebbe fare? E quando ci avrà lasciato combatteranno i suoi, che gli devono tutto.

E allora? E allora mi sono fatto questa idea, che senz'altro troverete reazionaria. Io credo che la fine di Berlusconi non possa essere pacifica. Bisogna accettare l'idea che il berlusconismo è stato un sistema criminale, che si è nutrito dello Stato per fare i propri interessi a scapito di quelli dei cittadini, e che come tale va smontato con la forza. Altrimenti continuerà a colpire, con Berlusconi o con chiunque gli succederà.

42 commenti:

  1. "La "fanatapolitica di Messina", forse intendevi di Massimo Giannini...

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  2. Cioè prevedi il ritorno alla lotta armata? Chi dovrebbe opzionare l'uso della forza?

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  3. Dio che lapsus. Grazie.

    No, non prevedo la lotta armata. Però la via giudiziaria mi sembra inevitabile.

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  4. Caro Leonardo,
    mi meraviglio di te! Non ti sei accorto che non del Brunetta s'e' trattato, ma di Paolo Rossi che lo stava parodiando? E se non gli e' riuscito meglio, e' semplicemente perche' il soggetto non e' dei piu' parodiabili. Ohibo'!
    ciao,
    Sandro Damiani, Spalato

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  5. anche "fanatapolitica" è un gran bel lapsus.

    Analisi lucida e ben condivisibile.
    Aggiungerei solo che già nel 1983, in un'intervista a Playboy, il giovane Berlusconi (pur usando toni simpaticamente ironici e provocatori, farciti di boutades) delineava per se stesso un futuro, importante, in politica.
    Giusto perché non si pensi davvero che quell'uomo, per salvare i suoi interessi, si sia deciso a scendere in campo dall'oggi al domani.

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  6. Ah, per "forza" intendevi quello... beh, io sono in trepidante attesa, allora.

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  7. Il berlusconismo esiste solo con il legame tra potere politico ed interessi Mediaset. Questi possono camminare mano nella mano solo se fusi nella stessa persona, per questo credo anch'io alla possibilità della successione familiare della leadership del pdl. Si tratterebbe comunque di una discontinuità rispetto alle consuetudini democratiche e alle attese degli elettori. Ma ci stiamo abituando.

    D'accordo anche con "L'Avvocatura di Stato ha già messo le mani avanti". E' una mossa tanto goffa da sembrare scritta dagli sceneggiatori di centovetrine. Goffa per diversi aspetti:

    - per il parlare apertamente di dimissioni, ipotesi mai contemplata prima;
    - perché è difficile immaginare che l'avvocatura dello stato ignori il ruolo della consulta;
    - perché palesemente pone il primo mattone di un'argomentazione fallace ("se la consulta boccia il lodo allora Berlusconi si dovrà dimettere, quindi bocciandolo la consulta si renderà complice di un colpo di stato");

    Noto infine che il parlare con disinvoltura di golpe rende esplicito il fatto che da qualche parte, tra il 2001 ed il 2006, se ne sia consumato un altro, di colpo di stato, che ha posto fine alla repubblica parlamentare.

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  8. credo che per limitare ed elimare la concentrazione mediatica di mediaset ci sia sono un mezzo: internet e la banda langa.
    Per veder diminuire il potere mediaset bisogna prima sbarazzarci di telecom che è la vera palla al piede di questo paese che blocca lo sviluppo econimico e tecnologico.

    ciao
    PS
    ti considero più acuto ed intelligente di molte "firme" di repubblica o corriere

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  9. "E' una mossa tanto goffa da sembrare scritta dagli sceneggiatori di centovetrine."

    Probabilmente è così, ma funziona. E' lo stile Cologno Monzese, rozzo ed efficace.

    Io non credo che questa generazione di italiani possa modificare le sue abitudini al punto di sostituire mediaset con la banda larga (faccio meno fatica a vedere i carri armati a Cologno). E' una questione di way of life e per il way of life si combattono le guerre.

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  10. (Ancora una volta) pienamente d'accordo con la tua analisi, leonardo.
    Magari fino a qualche anno fa, di certo prima del pidielle, se B. fosse inaspettatamente uscito di scena (non per ultimo, perche' ci ha un'eta'), mancando un'altra figura sufficientemente carismatica penso che le varie fazioni avrebbero potuto azzannarsi tra di loro e tirarsi fango fin quasi ad autodelegittimarsi.
    Ma mi pare che ora sia troppo tardi per sperare in qualcosa del genere e la via che suggerisci mi sembra l'unica che si possa considerare dignitosa per l'Italia. Anche se a vedere che questa dovrebbe essere l'Italia del dopo-Mani pulite, non mi sembra che sia cambiato tanto.

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  11. mi viene voglia di risponderti: questa generazione è persa meglio puntare alle prossime!
    ma chi se frega di mediaset e di quella schifezza del digitale terrestre, il vero freno dell'innovazione è telecom. Se si abbatte telecom ed internet arriva ad ogni casa allora dovrebbe fare in conti con una vera concorrenza.
    Il mezzo è messaggio: se la televisione muore, finisce anche il potere mediaset/berlusconi.

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  12. Sarà anche stato (e sarà anche) un sistema criminale, si sarà anche nutrito (e si nutrirà ancora) dello Stato a scapito degli interessi dei cittadini. Sarà vero tutto questo, anzi personalmente credo che lo sia, anche se sull'aggettivo "criminale" credo ci sia da riflettere.
    Ma per quanto incredibile possa sembrare, se non ricordo male Berlusconi ha ottenuto e (pazzesco) ottiene tutt'ora un amplissimo consenso elettorale: cioè, in poche parole, molte, moltissime persone gli hanno dato il loro consenso perché governi.
    Invocare l'uso della forza (militare o giudiziaria, ma comunque non promanazione della volontà popolare) per smontare un sistema che possiede un cospicuo avallo da parte degli elettori mi sembra esprima una concezione della cosa pubblica che non si discosta di molto da quella del berlusconismo, nella misura in cui trova la giustificazione ultima di ogni gesto solo nel desiderio e nella capacità di schiacciare con la propria forza chi non riesce ad opporvisi con la dovuta efficacia.
    E' questa la "salvezza" che dovremmo aspettare? E' questo il senso dello Stato degli anti-berlusconiani (di destra o di sinistra, poco importa)? Chi decide cosa e chi va abbattuto e quando? In tutto questo, il corpo elettorale cos'è, un orpello fastidioso da ridurre al silenzio e da guidare con la forza, vista la sua incapacità di discernere il bene dal male? Ma soprattutto, al blogger viene vagamente in mente a cosa queste idee possano preludere?
    Ma sì, in fondo è giusto così: la massa rozza e drogata di scemeggiati televisivi è incapace di intendere e di volere, quindi mano alle armi: mentre loro si abboffano di tette e surgelati davanti alla tv, noi prendiamo le armi e facciamogliela vedere a quei quattro porci.
    Poi governiamo, che lo sappiamo noi cosa e quando e come va fatto: e poi, già che ci siamo, quelli che non sono d'accordo leviamoceli dalle scatole e mandiamoli da qualche parte (o leviamoceli dalle scatole e basta).
    E poi, visto che tanto la massa informe non capisce niente, si fa solo quello che diciamo noi e basta.
    Vogliamo continuare? O la storia di questo genere di evoluzioni storico-politiche è già stata scritta sufficienti volte?

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  13. Secondo me c'è un grosso fraintendimento. Mi sarò spiegato male. Non chiamo alle armi nessuno.

    Ma nemmeno posso bermi la storia del consenso. L'amplissimo consenso elettorale è una diretta conseguenza della concentrazione mediatica. Gli italiani non sono stati messi nelle condizioni di decidere serenamente, tutto qui (da qui a chiamarli "massa rozza e drogata di scemeggiati" ce ne passa).

    Se i mezzi con cui è stato costruito questo consenso sono stati i media, trovo poco sensato pensare che si possa mandare a casa Berlusconi lasciandogli in mano i media. O ci teniamo Berlusconi o ci prendiamo (con la forza dello Stato, mica le molotov) i "suoi" media che, vorrei ricordare non è che siano proprio esattamente suoi: se ne è impossessato in barba al diritto.

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  14. In linea di massima potrei anche concordare, ma una Norimberga del Berlusconismo in un Paese che una Norimberga non l'ha fatta neanche per il Fascismo dopo la Seconda Guerra Mondiale senza sentirne mai - oggi come allora - la necessità è un'utopia che traballa da sola anche senza tirare in ballo la mostruosa e ancora perfettamente efficiente macchina del consenso Assiro-MIlanese.

    Per diventare (e nemmeno del tutto*) antifascisti gli italiani hanno dovuto subire una guerra: per diventare antiberlusconiani che cosa dovranno subire?

    (*) - I Tedeschi grazie a Norimberga hanno avuto la possibilità di tirare una riga: di qua il bene, di là il male e così di "archiviare" il Nazismo prendendone le distanze. In Italia niente del genere: nessun processo, nessuna "archiviazione"

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  15. Io mi accontenterei del distacco critico che gli italiani hanno maturato nei confronti del fascismo a partire dal '40 - e soprattutto dopo il 25 luglio.

    Se il re avesse accettato le dimissioni di Mussolini ma gli avesse lasciato a disposizione Eiar Minculpop e cinegiornali, forse le cose avrebbero preso una piega diversa.

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  16. A proposito del distacco critico:

    "L’intelligenza non avrà mai peso, mai
    nel giudizio di questa pubblica opinione.
    Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
    da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
    un giudizio netto, interamente indignato:
    irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

    di questo popolo ormai dissociato
    da secoli, la cui soave saggezza
    gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

    Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
    alzare la mia sola puerile voce -
    non ha più senso: la viltà avvezza

    a vedere morire nel modo più atroce
    gli altri, nella più strana indifferenza.
    Io muoio, ed anche questo mi nuoce."


    ma queste sono parole delle solite èlites di merda...

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  17. Sapere che non sono il solo a temere l'avvento di PierS mi tranquillizza.
    Ma, Leonardo, pensi davvero che un qualunque governo "nostro", o perlomeno un qualunque governo deciso a ristabilire il primato del parlamento, avrebbe la forza (e la voglia, soprattutto) di smontare Mediaset?
    La vedo molto dura.
    Il potere corrompe, lo sai.

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  18. Analisi molto interessante, e fondata su ragionamenti che filano.
    Mi chiedo però quale sia la "forza" che si può usare con ragionevole prospettiva di successo. Io credo che davanti alla doppia evenienza canellazione del lodo Alfano/sentenze sfavorevoli non mollerebbe affatto il potere. Prima ancora userebbe i suoi avvocati/parlamentari per varare d'urgenza qualsiasi tipo di legge per salvarsi o dilatare le date perchè il benedetto "terzo grado di giudizio" non arrivi prima della Signora dal nero mantello. Poi credo che messo allle strette il blocco di potere -e lui stesso- userebbe anche la piazza e la violenza. Alcune tifoserie -che hanno assaltato commissariati, quando è stato ucciso Sandri- sono massa paramilitare già pronta all'uso, come a Cagliari contro Soru per l'affare rifiuti e come in Campania contro le discariche (e qualcuno vorrei che mi spiegasse come mai prima c'erano questi delinquenti a fomentare il disordine dichiarandosi indisponibili e poi, arrivato Lui quasti sono spariti dalla scena).
    Stefano

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  19. Concordo sul fatto che Brunetta non l'abbia sparata grossa inutilmente e che una manovra per fare cadere il Governo ci sia.
    Ma queste manovre sono sempre attive, solo che fanno più paura quando Governo e partiti non sono più in sintonia perfetta.
    Credo che tornare alle elezioni oggi sia realmente a tutto vantaggio di Berlusconi, per l'inesistenza di valide alternative. Alternative che potrebbero presentarsi tra poco tempo, quindi Berlusconi stesso deve prendere una decisione al più presto.

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  20. x Leonardo:
    sulla pressione a Napolitano dandogli del golpista, ci sono già le prime avvisaglie: Libero lo ha accusato praticamente di essere un traditore della patria perchè non ha interrotto il viaggio di stato in Asia e avrebbe costretto a posticipare il funerale di stato a dopo il suo rientro. Ovviamente (come nei casi Boffo e Fini) tutto il CDX ha preso le distanze da Libero, ma intanto il sasso è stato gettato. E poi Napolitano è un comunista, lo si può sempre accusare di qualsiasi crimine della storia dall'omicidio dei Romanov in poi, oppure ritirare fuori la storia del presidente messo su dal golpe del 2006 in cui furono rubati mille miliardi di voti a Berlusconi....

    x l'anonimo di Telecom: mettetevi il cuore in pace, il 60% degli italiani non ha più della terza media, il 90% si informa non sui tg, ma sui 10 secondi di tg che vede mentre fa zapping, e il 10% si informa sui giornali. Anche se dai la banda larga a tutti, avrai una metà di italiani che continuerà a non usare il computer per troppa ignoranza, e l'altra metà che all'80% guarderà solo siti e video "paratelevisivi" (se guardi il calcio sul web o sul divano, rimani sempre analfabeta), e sarà solo quel 10% di ex-lettori di giornali che cercherà informazioni, ovvero la solita infima minoranza che non cambia niente

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  21. anche il fatto che il consenso elettorale di Berlusconi provenga direttamente dai media mi sembra un cliché quanto meno da ridimensionare: io mi interrogherei piuttosto sulla totale insipienza e incapacità dei suoi avversari, sul senso di stanchezza generato dal fatto che quella che dovrebbe essere l'alternativa politica è un coacervo di personaggi che (nella migliore delle ipotesi) sta in giro da 2 o 3 decenni e del quale, francamente, si stenta a comprendere la ragione di esistere, eccetera eccetera.
    e poi: a che titolo lo Stato dovrebbe "riprendersi" Mediaset? soprattuto: per farne cosa? per smembrarla? non mi sembrerebbe una gran cosa, considerato che, anche se l'idea può fare orrore, c'è un sacco di gente che ci lavora e ci campa su. o forse si dovrebbe "riprendersi" Mediaset per "liberarla"? ottimo: rifacendosi a quale modello? a quello della Rai? che è da decenni terra di conquista del potere (ricordo l'esistenza di un bizzarro fenomeno, tutto italiano, di nome lottizzazione) e cassa di risonanza del potere di turno?
    infine: pur volendo concordare sul fatto che Berlusconi si sia "impossessato dei media in barba al diritto" (?) vogliamo per favore interrogarci sulle ragioni che hanno reso tutto questo possibile, ovvero una politica connivente che si è spesa per sanare situazioni di abuso inconcepibili in qualsiasi democrazia occidentale (penso per esempio al vergognoso problema dell'occupazione delle frequenze televisive nazionali, che Berlusconi ha sì portato avanti nell'illegalità più totale, ma che NESSUN PARTITO, e sottolineo NESSUN PARTITO si è mai lontanamente sognato di provare al ostacolare o punire)?
    allora, il problema qual è: il presunto totale controllo dei media da parte di Berlusconi (mi risulta che non ci sia solo la tv berlusconiana in giro, mentre per quanto riguarda la stampa se si vuole leggere qualcosa di anti-berlusconiano non c'è che l'imbarazzo della scelta), o la totale mancanza di moralità, di senso di responsabilità e del pudore che ha caratterizzato la politica italiana degli ultimi 20 anni e che ha costituito l'humus di cui il berlusconismo si è nutrito?

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  22. Beh, Maria Vittoria, se il consenso elettorale di Berlusconi non è dovuto al controllo dei media, il problema non si pone: Berlusconi ha vinto elezioni regolari e ce lo teniamo.

    Se invece entriamo nell'ottica della "Salvezza Nazionale" (salvezza da cosa? Da Berlusconi, presumo, visto che si tratta di metterlo in minoranza) evidentemente diamo per scontato che Berl. sia un vulnus per la democrazia.

    Chiedi se il problema è "il presunto totale controllo dei media" o la "totale mancanza di moralità" degli italiani negli ultimi 20 anni: a me non risulta difficile collegare le due cose.

    Il tuo punto di vista non mi è tanto chiaro: dici che siccome NESSUN PARTITO è riuscito a combattere l'occupazione abusiva delle frequenze... dobbiamo lasciare tutto come sta? O non dobbiamo, per caso, fare quello che nessun partito finora è riuscito a fare? E' nel medioevo che le prepotenze consolidate diventavano diritto.

    C'è un sacco di gente che lavora a Mediaset: sì, d'accordo. Non si tratta di lasciarli su un marciapiede, ma di trovare loro un datore di lavoro senza conflitto d'interessi.

    In definitiva: Berlusconi in questi anni non ha giocato pulito, e non credo sia possibile mandarlo a casa giocando pulito con lui.

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  23. Eppure e' cosi' semplice...
    mandarlo a casa, intendo.
    Il CdSN dovrebbe semplicemente subentrare a gamba tesa dando applicazione alle direttive europee per cui Rete4 va sul satellite in 1 settimana.

    Poi le Rai si divincolano dal potere politico... insomma, cercando di farle assomigliare a una TV di stato straniera...
    Poi in quattro e quattr'otto si fa una legge sul conflitto di interessi particolarmente aggrssiva (a mali estremi...) che lascia a MrB da scegliere se tenersi Mediaset, Mondadori, il Giornale oppure la pubblicita'. Solo uno.

    Insomma ... tutte cose "normali" o da paese civile... nulla che abbia l'odore di Ceausescu o Pinochet.

    Senza l'impulso della propaganda mediatica MrB si sgonfierebbe prima del primo mese di battaglia. Non c'e' bisogno di null'altro che di una coalizione "trasversale" che stia insieme per fare 3 leggi e dare loro applicazione

    :)
    Andrea

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  24. D'accordo con te, Leo. Però una seria legge sul conflitto d'interessi e sulla concentrazione editoriale e mediatica finirebbe per colpire anche soggetti diversi da B. che non la prenderebbero mica bene. E poi occorre una classe dirigente che abbia davvero a cuore le sorti del paese e non sia preoccupata solo dal modo in cui riuscire a tornare al governo. Gente che sia pronta a fare leggi del genere fosse anche l'ultima cosa che fa nella vita, e io non li vedo questi politici.

    Certo non possono essere quelli del PD, che hanno detto chiaro e tondo, per bocca di Violante in parlamento, di aver fatto un patto col B. che i suoi interessi non si toccano, ecco qua...
    http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y&feature=related

    Perciò, Leo, la via parlamentare è ostruita, e non rimane, secondo me, che l'altra, la rivolta.

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  25. Il dramma e' che un eventuale legge seria sul conflitto di interessi/concentrazione mediatica colpirebbe l'opposizione tanto quanto Berlusconi. Perche' se B esiste grazie a Mediaset, e' altrettanto vero che il PD esiste grazie a Repubblica/Espresso. Questo e' il motivo vero per cui non si e' mai fatta e non si fara' mai.

    Se anche il "golpetto" brunettiano fosse vero (e non lo e': e' solo l'ennesima stilettata interna tra gerarchi, probabilmente in direzione del solito Fini, che "culturalmente" di golpe se ne intende), il successivo "comitato di salute pubblica" non farebbe altro che traferire gli asset piu' privilegiati di Mediaset a una controllata dell'area DeBenedetti/Agnelli.

    Siamo nel XXI secolo, l'antitrust non si puo' fare a Roma, come non si puo' fare a Londra o a Berlino. Va fatto (e puo' essere fatto) a Strasburgo, invocando la lotta a Murdoch.

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  26. io penso che le uscite de il giornale, le uscite dei vari brunetta, dei leghisti, ecc.
    siano pretattica in attesa dello scontro eventuale
    non so se v'è capitato un tg rai nelle ultime settimane... sono imbarazzanti, più imbarazzanti di quanto lo siano mai stati
    berlusconi non lascerà facilmente: farà un casino. distruggerà tutto pur di restare in sella.
    davvero qualcuno si scandalizzerà quando spareranno a palle incatenate su napolitano? ma se di pietro lo fa tutte le settimane (e non è l'unico)
    qunado si andrà (eventualmente) alal resa dei conti berlusconi sarà l'unico davvero pronto: mentre di qua (qualunque cosa sia) ci si starà menando tra iddivvù e piddì, tra rifondazione e sinistra e libertà, tra radicali e resto del mondo...
    insomma diciamola tutta: berlusconi aveva un progetto per l'italia (è ovvio che lui tenda a confondere i suoi interessi con quelli dell'italia) e ha raccolto intorno a sé persone e apparati e li ha fatti filare come voleva lui.
    qua non c'è un progetto condiviso né un'unione d'intenti: ci si divide sulla tattica quando non c'è neanche una strategia comune
    volerà parecchia merda (mi sia consentito l'eufemismo) e lui sta posizionando i ventilatori

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  27. No Leonardo, non dico che dobbiamo lasciare tutto come sta: dico che mi sembra qualunquista e semplicista illudersi che, cacciati Berlusconi ed i Berlusconiani, l'Italia diventi il paese delle meraviglie.
    Dico che di un repulisti ci sarebbe sì bisogno: ma da "eliminare" sono moltissimi personaggi, a destra, a sinistra, sopra, sotto, di lato e chi più ne ha più ne metta: perché nessuno mi convincerà mai che la causa della totale mancanza di moralità degli italiani sia Berlusconi, piuttosto credo che quest'ultimo ne sia un semplice precipitato (e non lo dico per neoconservatorismo, inteso alla tua maniera, ma perché mi sembra evidente che un sistema che tollera e foraggia l'illegalità in tutte le sue forme non possa che partorire il berlusconismo, che non a caso si è affermato in Italia, e non in Scandinavia, né in Francia, né in Giappone eccetera eccetera).
    Questo è il mio punto di vista.
    Grazie del proficuo scambio di idee, buona giornata.

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  28. In cima ai miei dubbi esistenziali, dopo i classici "chi siamo" e "perché esistiamo", c'è "perché Giannini è vicedirettore di Repubblica?"

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  29. Non ci sono poteri buoni,se non quello che il popolo ha e decide di non esercitare. Decide? Si, decide.
    Mediaset ha avuto un ruolo fondamentale sul lungo raggio.
    L'opposizione massima al sistema la fa un ex comico televisivo, dice tutto.
    L'affossamento della Rai è parte integrante del programma P2.
    La banda larga in Italia fa schifo e il web pullula di antiB. - sarà un caso.
    Prendere il potere in Italia facendo crimine meglio di quanto avesse fatto la prima repubblica e appoggiandosi in parte sui principi e sugli uomini di questa deve essere stata cosa comunque semplice.
    Tornando al principio, in altri paesi scenderebbero in piazza ad ogni lodo.Le nostre piazze sono i centri commerciali.
    Il confronto è tra un prezzo e l'altro, al massimo, o tra chi ha più pollici.
    La sinistra non ha più nulla da proporre.Non ha risposte, non fa domande. Chiede il voto,pubblicitariamente.
    La gente vuole vincere.Votare è giocare,sperando di vincere.
    Il bipolarismo come una partita di calcio su cui scommettere.
    La sinistra non sa nemmeno vendersi, né svendersi.
    Il mestiere dell'intellettuale al contrario di molti altri nel nostro paese, in primis quello del farabutto, non si tramanda di padre in figlio.

    PSB porta lo stesso cognome, agli italiani potrebbe bastare.

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  30. PSB è troppo idiota. Oddio è vero che c'è stato Bush jr...

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  31. Ho detto mesi fa, quando Veronica Lario accennò alla possibile malattia del futuro ex-marito, che la situazione attuale italiana mi ricorda parecchio quella finlandese a cavallo degli anni '70 e '80, durante la malattia dell'allora Presidente Kekkonen. E fino a ora il copione è proprio quello.

    Non sarei per nulla sorpesa, quindi, se prossimamente, Berlusconi fosse costretto di dimettersi per i motivi del salute (veri o presunti), visto che sta diventando veramente troppo imbarazzante nel piano internazionale, anche ai suoi alleati. A cogliere il potere, almeno inizialmente, non sarà l'opposizione, ma il meglio preparato degli alleati - e qualcuno che lo vorrà fare, nonnostante il momentaccio, ci sarà, visto che i politici ambiziosi ci saranno anche in Italia. E ora come ora, mi pare, i più probabili successori sembrano proprio Fini e Casini. I quali potranno, anche, rimanere in potere tranquillamente nel caso sapranno negoziare coi giovani Berlusconi, Agnelli/Elkann ecc., con una visione decisamente più "anglosassone" - giudicando sulle interviste - sui legami del potere economico e quello politico dei loro padri e nonni.

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  32. Una intervista a Camilleri sul elpais.com, se masticate anche solo un po' di spagnolo assolutamente da leggere.

    (via Rush Hour)

    p.s.: Ignorate il titolo, è assolutamente marginale rispetto al testo.

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  33. Non si capisce Berlusconi se non si giudica con un minimo di severità il sistema-paese Italia e la sinistra. Se in Italia ci fosse stata una classe dirigente o un'opposizione di sinistra autenticamente liberale Berlusconi non si sarebbe nemmeno avvicinato al potere politico. In un altro paese sarebbe bastato, ad esempio, puntare i piedi sulla norma, tutt'ora in vigore, che vieta a chi è in possesso di concessioni pubbliche di essere eletto in Parlamento. Un paese di cultura liberale non avrebbe mai accettato che diventasse Presidente del Consiglio l'uomo più ricco del paese per giunta padrone di tv e giornali, una tale concentrazione di potere è ritenuta pazzesca nei paesi di cultura liberale, la democrazia è basata sul criterio dell'equilibrio dei poteri e sul principio che gli uomini sono tutti necessari ma nessuno è indispensabile. Ma sia la cultura moderata che quella di sinistra sono sottilmente illiberali e non potrebbero essere altrimenti visto che la prima è stata per decenni intrisa di fascismo e di cattolicesimo e la seconda è stata influenzata dall'ideologia comunista. Tutte culture che ritengono che l'uomo politico possa violare le regole della convivenza democratica in nome di un investitura della Provvidenza, del supremo interesse del Paese o in quanto interprete della Storia. Nella cultura liberale tutti gli uomini sono necessari ma nessuno è indispensabile, in queste culture invece si ritiene che il politico è un mestiere da fare a vita, il caso di Blair in Italia è impensabile. i nostri uomini politici sono destinati ad incartapecorirsi come Andreotti sugli scranni del Parlamento. E qui veniamo a Veltroni, D'Alema, Bersani leader del secolo scorso, orfani dell'ideologia non riescono a proporre valori nuovi e visioni alternative al populismo imperante, incapaci per mancanza di attitudine personale a parlare all'elettorato preferiscono parlare fra di loro di partito liquido e partito solido, di laici e di cattolici e di alleanze politiche. Alle intemperanze di Berlusconi e Bossi rispondono con una cautela eccessiva, insopportabile utilizzando un linguaggio datato da cui traspare la paura di essere giudicati estremisti. L'unica iniziativa politica consiste nell'intrecciare improbabili alleanze trasversali sulle quali si riversano tutte le speranze. Berlusconi ed il berlusconismo vanno battuti sullo stesso terreno, quello della comunicazione, ma questo potrà avvenire solo quando avremo un leader che avrà acquisito pienamente gli strumenti della società liberale e che soprattutto non avrà remore nel rispondere alla violenza dialettica di Berlusconi e Bossi con toni ed argomenti altrettanto decisi contrastando e battendo l'egemonia politica e culturale degli ultimi 15 anni.

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  34. leonardo, attento che dopo questo post la tua connessione a internet potrebbe improvvisamente bloccarsi, il tuo telefono rimanere isolato, la sim del tuo cellulare disattivarsi, la corrente elettrica saltare, e qualcuno d'inaspettato poco dopo potrebbe fare toc toc alla tua porta.
    mi raccomando nel caso non aprire a nessuno!

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  35. Sì, vabbè, Leo Rotundo.
    Berlusconi si è preso tutto? E' colpa delle sinistre.
    C'è qualcosa che possiamo fare? Criticare un po' di più le sinistre.
    Cosa devono fare le sinistre per cambiare? Diventare partiti liberali.
    E poi? E poi battere Berlusconi sul piano della comunicazione. Ma se la comunicazione se l'è presa tutta lui, cosa pensi di fare?

    La tua limpida analisi è la stessa che ha fatto Veltroni l'anno scorso. Poi ha preso il venti per cento. Possiamo imparare dagli errori oppure no?

    Prima di pensare di poter rivaleggiare con Berl. "sul piano della comunicazione" bisogna eliminare i fattori che hanno reso "il piano della comunicazione" un pendio in discesa per Berlusconi e in salita per tutti gli altri. Questo senza una cosa come un commissariamento di Mediaset non si ottiene. Non si può più fantasticare di un nuovo leader liberale che otterrà, per incanto, fair play dai canali mediaset e dalla rai occupata dal Pdl.

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  36. Io temo che Leo Rotundo abbia ragione per molti versi.
    Purtroppo pero' non si accorge che la persona (e il movimento) da lui auspicati ci sono gia'. E la loro base elettorale si allarga piu' velocemente di qualunque altra.

    E, Leonardo, temo che abbia ragione su almeno una cosa. L'oppsizione a MrB e' stata fatta quasi solamente dall'Italia moderata e liberale e (ahime' lo dico con commiserazione) non dalla sinistra. O almeno non dai leader della sinistra, che hanno invece fatto sempre il gioco di MrB (D'Alema e Veltroni, sopra tutti). Legittimandolo dai tempi di Craxi in su.

    Veltroni non poteva mai essere una credibile alternativa, visto proprio che fa parte di quella classe politica che sostenne la tolleranza legislativa verso quello stesso strapotere mediatico.

    Quell'adesione ai principi ideali della democrazia di cui Leo Rotundo lamenta la mancanza in Italia. Il senso della legalita'.

    L'Italia e' un paese tradito dalla Sinistra, non dalla Destra. Gli egemoni del PDS/PD/DS sono gli stessi dalla caduta del muro.... e hanno collezionato un fallimento dopo l'altro.

    E' anche per questo che Bersani o Franceschini potranno entrambi solo suggellare il passaggio di consegne da MrB al nuovo centro (Fini-Casini-Rutelli) e mai insidiarlo. Perche' un vero rinnovamente vorrebbe dire Marino. Ma i DS non se lo vogliono permettere.

    Andrea

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  37. Sono d'accordo con Leonardo. Come sul fatto che Marino non potrà mai essere segretario del PD. Faccio notare, ad esempio, che in Argentina, un Paese imparentato e con cui abbiamo molto in comune (P2 compresa), il peronismo è sopravvissuto al bando e all'esilio del suo fondatore, alla sua morte e anche alla dicta-dura. Purtroppo.

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  38. @Leonardo @Grufolo: mi scuso in anticipo per la lunghezza del commento ma i problemi che sollevate sono tanti
    Il problema della sinistra non è diventare un partito liberale ma recepire esplicitamente i principi liberali. Cosa c'è di strano? La sinistra liberale è sempre esistita anche se è sempre stata minoritaria. la sinistra è immobile da oltre un decennio. Il centro destra invece lo abbiamo sottovalutato in quanto ad intelligenza politica e trasformismo, Berlusconi, Tremonti e Bossi oggi fanno l'opposto di quello che facevano dieci anni fa, erano scesi in campo come liberisti volevano privatizzare tutto e tutti adesso fanno i difensori del welfare e parlano di riformismo,anche per questo hanno ottenuto un consenso di massa, popolare. Fini in pochi anni è passato con disinvoltura dall'osannare Mussolini a posizioni che tutti definiscono di sinistra moderata. Il rischio vero è quello che ci stiano tagliando l'erba sotto i piedi. La sinistra non solo non si è mossa in questi anni ma tace, non si tratta di imitare Berlusconi sul piano della comunicazione ma di fare qualcosa di molto semplice, ad esempio negli ultimi 15 anni vi è una una parola d'ordine, uno slogan della sinistra che ci ricordiamo? Berlusconi ha stracciato pubblicamente il programma della sinistra durante l'ultima campagna elettorale, un leader serio e sveglio lo avrebbe attaccato facendolo letteralmente a pezzi. Veltroni ha risposto "Che tristezza!". Che tristezza appunto anche lui. Berlusconi ha più volte sostenuto che la sinistra quando vince lo fa grazie a brogli elettorali, è un'accusa infamante, enorme da elezioni in un paese del terzo mondo, avete mai sentito qualcuno dei nostri rispondergli per le rime? Sono anni che Berlusconi descrive la storia del comunismo unicamente come un romanzo criminale, avete mai sentito qualcuno dei nostri rispondergli ricordando che è un falso storico ridurre la sinistra italiana solo al marxismo-leninismo in quanto il PCI in Italia ha avuto un ruolo atipico svolgendo anche quello della borghesia riformatrice assente in Italia? Basti pensare alla lotta antifascista nel ventennio, alla lotta alla mafia dal dopoguerra fino ad oggi, alla questione morale con Berlinguer (ahinoi quanto tempo è passato!), alla lotta per i diritti civili dal divorzio al testamento biologico contribuendo in modo determinante a rendere questa nazione più civile e moderna. Come ha risolto il problema dell'eredità del PCI Veltroni? Dicendo di non essere mai stato comunista, sminuendo la figura di Berlinguer e rivalutando il suo avversario storico Craxi precursore di Berlusconi. Il prossimo passo immagino sarà tagliarsi i cabassisi. Vi è stato un leader della sinistra che ha risposto in modo duro e "cattivo" a tutta l'immondizia che con i loro discorsi sgangherati Bossi e tutti i somari della Lega Nord gettano da 20 anni sulla storia d'Italia, sulla città di Roma, sul meridione ed i meridionali e sugli immigrati? Cosa c'é? I nostri leader forse non rispondono perché si intristiscono? La verità è che in questi anni Berlusconi e Bossi si sono impadroniti della scena politica rivolgendosi direttamente agli elettori e tenendo in pugno l'iniziativa, gli italiani hanno sentito soprattutto la loro voce, come meravigliarsi se adesso la maggioranza la pensa alla stessa maniera? Il controllo dei media da parte del premier è uno schifo istituzionale ma non spiega tutto.

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  39. nel 2088 il pdl ha ottenuto il 37%. il pdl è la somma di FI stimata intorno al 25% e An stimata intorno al 12%. quando parliamo dell'influenza diretta di berlusconi sugli italiani parliamo di un'influenza, nei numeri, paragonabile a quella che ha il pd. berlusconi ama far credere che il 70% degli italiani sia con lui. non è solo patologia, è consapevolezza che la sua migliore strategia è il vittimismo: cosa può desiderare di meglio che un'opposizione che non fa che vederlo ovunque e lo dipinge come un dittatore e chiama a raccolta tutti per rovesciarlo? governa così, per fasi alterne, da 15 anni, eh.
    bg

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  40. quando nel '99 D'almea tramò per far cadere il governo prodi e piazzarsi a palazzo Chigi nessuno ha uyrlato al golpe... quando nel 2006 e nel 2007 Berlusconi ha provato la sua compravendita di senatori del centro sinistra nessuno ha urlato al golpe... perchè ora per un articoletto di giornale per altro abbastanza farneticante si deve uralre al golpe? non è forse una voluta esagerazione da parte di un esagitato??

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  41. sono pienamente d'accordo . . . io ho 18 . . .mi guardo intorno e siamo soli nella folla. . . l'italia fa skifo . . . .dalla gente che la vive . . .che nn riskia nnt per un minimo di nazionalismo . . per un minimo di amor di patria. . .nn ha manco il coraggio di dire al vicino che sta male per unirsi e lottare tutti insieme.... perkè pensano che va avanti chi frega di più . . . .i giovani parlano di discoteche . . playstation ..merdate varie . . .nn ce ne uno che ti parla di politica.... di come cavolo mvanno amle e cose. . .. gli adulti nn riskiano il posto.. nessuno fa nnt.. nessuno si muove... itneressa solo vedere x factor.. .grande fratello.. quelle cavolo di aprtite di merda di aclcio . . .vedere poi quei aclciatori che per gicoare hanno un botto di soldi . . . .veniamo fregati da semrpe.... io sono povero quindi mi classifico nella classe contadina operaia .. .. però ho un pò di culturA . . .e so che serve un altra rivoluzione... nn una con le aprole.... tipo quelle tipiche degli studenti che hanno scioperano con sti cavolodi striscioni e nn concludono mai nnt... sono disposto a prendere le armi... a salvare i comapgni al mi ofianco per cambiare l'italia... sarò un povero illuso . .. ma molti ci hanno creduto.. molti ci yhanno perso la vita . . . .molti sono morti per noi e noi che facciamo ???? giochiamo alla playstation ?? ci stanno distruggendo cavolo.... siamo come formiche-.... lavoriamo lavoriamo e nn riusciamo manco a vivere.... e loro seduti sulle sedie hanno un botto di soldi ....il capitalismo ha rotto le palle.... studiate marx e capite che è un sistema basato sul fregare qualcuno.... ma a sto punto via i soldi.. viviamo per un economia di sussistenza... basta che viviamo... nn ci servono telefoni .. nn ci serve nnt otlre il cibo. . . . se servirano le costruiremo noi... senza soldi....la scuola italiana fa cacare. . . .distruggerei tutto . . .tutto quello che è dello stato . . .perkè questo stato è un mio nemico . . .e voglio e cerco disperatamente qualcuno disposto a sacrificare... a riskiare il culo per cambiare le cose.... ricordo che in inghilterra aprekki secoli fa...... cambiarono le cose uccidendo un sovrano... considerato intoccabile....lo hanno decapitato .. . .nella rivoluzione indutriale... e via pure ste religioni di merda . . . ti danno uno skiaffo ? porgi l'latra guancia.... gli ultimi saranno ui primi.. ocme a dire fatti fregare in questa vita... tanto poi verrai ricambiato .. poi quando ? quanto ti sei gia fregato i miei soldi da vivo ??? no !! no !!! nn porgiamo l'latra guancia .. prendiamo le armi e distruggiamo tutti.. creamo un italia... uno stato unitario cosa che roa ancora oggi nn è .. . . facciamo qualksoa perkè quado sento l'inno italiano e penso ai partigiani... penso a mazzini....garibardi....giulio cesare...e cosa via. . .. .nn riamngo indifferente... ho i brividi . . .

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