mercoledì 14 luglio 2010

Ritorno del Coccodrillo à Pois

Copiare è ok, ma

In margine al pezzo già lunghissimo di venerdì, alcune osservazioni:

1. Per chi non l'abbia letto (vi capisco): in sintesi, gli articoli 'in memoria' di Lelio Luttazzi pubblicati dai quotidiani all'indomani della sua scomparsa erano tutti troppo simili. Identiche le informazioni (e fin qui non ci sarebbe nulla di male), identiche le imprecisioni, i modi di dire, persino gli errori di ortografia. Si parla di dozzine di organi di informazione. Gran parte riceve dallo Stato i contributi per l'editoria. Gran parte etichetta le sue pagine con la dicitura © riproduzione riservata.

2. La fonte principale degli scopiazzamenti erano due agenzie di stampa. Nei commenti è stato fatto presente che è normale per i quotidiani attingere dalle agenzie; che pagano per farlo: insomma, la riproduzione è “riservata” a loro. Giustissimo. Purtroppo anche le due agenzie sembrano essersi scopiazzate a vicenda. Il problema è alla radice. Se è normale che i giornalisti peschino dalle agenzie, da dove pescano le agenzie?
Nel caso di Luttazzi è a questo livello che è successo un guaio, perché l'agenzia ha diffuso una frase che lasciava intendere che il personaggio non fosse stato completamente scagionato da una “vicenda di droga”. Luttazzi invece da quella vicenda è saltato fuori pulito, malgrado i venti giorni in galera abbiano contribuito ad allontanarlo dai palcoscenici tv. A poche ore dalla sua scomparsa, i quotidiani di tutt'Italia hanno scritto che la vicenda aveva dei contorni “mai chiariti” (???) e che le colpe “non erano tutte sue”. Perché lo avevano letto sull'agenzia. Ma l'agenzia da chi lo aveva saputo? Se n'è accorto DestraLab: la fonte della frase incriminata sarebbe un pezzo di Repubblica del 2003, dove si legge identica (e nello stesso pezzo, finalmente! c'è l'accento giusto su rentrée). Ricapitolando: un quotidiano scrive un'inesattezza, l'agenzia la ricopia, tutti i quotidiani copiano l'agenzia (e hanno il diritto di farlo), Luttazzi viene infamato per l'ennesima volta. Se succedesse a me non sarei contento.

3. Di chi è la colpa? Un'agenzia non è un'enciclopedia: il suo ruolo era quello di dare succintamente la notizia che Luttazzi era morto. Poi, per spiegare chi fosse questo signore, ha aggiunto un profilo biografico: ma siccome non è un'enciclopedia, ha messo insieme informazioni trovate on line alla bell'e meglio, tanto poi i quotidiani le avrebbero vagliate. Ma era già giovedì, e venerdì si scioperava; faceva caldo; di questo tal Luttazzi non si ricordava bene nessuno... insomma, è andata così. Magari di solito va meglio. Magari. Perché poi è inutile lamentarsi che nessuno compra i giornali. Per quale motivo l'utente medio dovrebbe voler spendere per leggere la copia non corretta di qualcosa che è già gratis on line? Qual è il valore aggiunto?

4. Un giornalista che copia così, o ha molta fretta (troppa), oppure è convinto che nessuno se ne accorgerà. Si comporta come se il tasto “cerca” di Google fosse suo esclusivo privilegio, quando ormai sta nella homepage di vecchi e bambini. I giornalisti forse non hanno capito che con internet non cambia soltanto la paginazione, ma anche il rapporto coi lettori. Il lettore del cartaceo ha scelto proprio quel quotidiano, e difficilmente può sfogliarne un altro per accorgersi che i contenuti sono identici. Il lettore via internet ha un approccio diverso. Non necessariamente più intellettuale. Ma provate a pensare agli utenti di youtube. Come si comportano? Quando trovano un video interessante, ne cercano di simili. Se ne trovano uno identico, lo riconoscono subito e cliccano oltre. Non sono intellettuali, sono nonni o bambini, e a volte siamo noi. Su internet ci comportiamo così. Il lettore che trova un articolo interessante su Luttazzi può rimanere incuriosito dalla vicenda e cercarne altri che la illustrino meglio. Ci mette pochi secondi, e ancora meno ad accorgersi che i testi sono simili o identici. Un quotidiano su carta può permettersi di copiare, ma un quotidiano on line che copia così è spacciato.

5. Con un po' di tempo sui quotidiani sono arrivate anche i famosi contenuti di qualità: per esempio l'Unità di sabato aveva un bel ricordo di Fazio. Nel frattempo il Corriere pubblicava questo pezzo di Grasso, che ci dice una cosa interessante: Luttazzi ogni tanto querelava (vincendo) quelli che lo davano ancora per implicato nel famoso scandalo. Avrebbe quindi querelato anche il Corriere di due giorni prima? Ma dunque i quotidiani hanno le risorse per fare informazione di qualità: il problema è che non sono tempestivi, ovvero, non sono abbastanza “quotidiani”. Può anche darsi che lo sciopero di venerdì abbia complicato le cose: in ogni caso il mio quotidiano ideale è quello che a cadavere caldo ha già nel cassetto il pezzo di Grasso. Il caro vecchio coccodrillo, esatto.

6. Se la prendono in tanti col Post perché molti suoi articoli sono semplicemente citazioni da altri organi di stampa: ma al Post non fanno altro che rendere esplicito il meccanismo con cui tutti i quotidiani producono i loro “contenuti”.

7. Il problema non è che i quotidiani copiano. Continueranno a farlo, perché è troppo facile, e l'alternativa (produrre contenuti originali) troppo costosa. Il problema è che il sistema permette la diffusione di notizie incontrollate, come l'infamia su Luttazzi. Quello che vorrei dai quotidiani è il cosiddetto fact-checking: copiate pure le agenzie, ma verificate ogni singola affermazione che fanno (e già che ci siete, sì, anche un controllo all'ortografia). Quando un'informazione non si riesce a verificare (non era certo il caso della fedina penale di Luttazzi), è meglio fare come al Post: citare la fonte.

8. Venerdì citavo Wikipedia. In realtà l'articolo su Luttazzi di su Wikipedia Italia è ben lontano dall'essere perfetto. Non si tratta di allungare la polemica tra contenuti liberi amatoriali (wiki) e contenuti professionali coperti da copyright. Wikipedia per me è soprattutto un metodo. Nei primi anni ci rovesciavamo dentro tutto quello che sapevamo, senza preoccuparci troppo di spiegare perché lo sapevamo, chi ce l'aveva insegnato. Col tempo Wiki ci ha insegnato l'importanza delle fonti. In teoria (ed è una teoria ancora lontana dalla realtà, ma non importa) tutte le informazioni inserite su Wiki dovrebbero rimandare a una fonte. Questo rende a tutt'oggi Wiki una risorsa impagabile: non per i contenuti, che possono essere scarsini, ma per le fonti a cui punta. Per esempio, io non riuscivo a capire come si conciliava la “caduta in disgrazia” di Luttazzi dopo lo scandalo del 1970 col fatto che continuasse a lavorare in Rai fino al 1976. Nessun quotidiano me lo spiegava. Invece nella pagina di discussione su Wiki qualcuno ha spiegato che a partire dal 1970 Luttazzi smise di essere un personaggio tv: il varietà che aveva condotto fino all'anno prima cambiò conduttore. Ma quel che è importante, è che questa affermazione puntava a una fonte: una pagina della Rai con l'organigramma dei varietà dal 1954 al 2006. Ecco, questa è un'informazione verificata. Questa si può copiare.

9. Perché il problema non è copiare. Copiare è ok. Il problema è copiare le cose giuste. Sapere dove trovarle e sapere come verificarle. A quel punto copiare diventa così impegnativo che l'alternativa – produrre contenuti originali – diventa quasi preferibile.

15 commenti:

  1. un giornalista che copia così ha molta fretta e sa che i suoi lettori non useranno il tasto "cerca" per pulire la memoria di luttazzi, al massimo andranno su youtube alla ricerca di hit parade...
    s.

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  2. E questo è niente: guarda un po' csa si fa al Sole 24 Ore (e non solo lì, credo)
    "Sta prendendo piede un "new journalism" che consiste nel prendere un articolo del Washington Post, tradurlo (senza citarlo), tagliare qualche riga dove si parla delle sanzioni subite da un generale per le opinioni espresse in modo troppo rude, prendere queste opinioni (da Wikiquote, senza citare la fonte) e poi firmare il tutto e sbatterlo non solo sul nostro sito, ma anche - dopo - sul quotdiano. Un lavoro che a casa mia, in altri tempi, si sarebbe potuto definire "farsi inviato con le piume altrui"."

    La fonte è qui: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5913

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  3. rentrée non tournée, quello è abatantuono

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  4. Mumble mumble... Parli e ragioni da filologo! ;-)
    Complimenti, bel post.

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  5. una mia cara amica ha lavorato per un certo tempo nella sede newyorkese di una nota agenzia di stampa italiana. Gran parte del suo lavoro, mi raccontava, consisteva nel ribattere in italiano le notizie di agenzia Usa.

    Scherzando, ci dicevamo che, in una sorta di abisso borgesiano, probabilmente esiste un solo giornalista, in Arkansas, che scrive tutti i pezzi che vengono pubblicati in tutti i giornali del mondo.

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  6. Non ha nessun senso ma devo dirlo:

    é la seconda discussione Luttazzi/Copiare nell'arco di poche settimane...

    Ricorsività.

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  7. Anche al Tg2 mi pare abbiano letto lo stesso articolo (o qualcosa di molto simile). Comunque c'era la frase "colpe non del tutto sue". Spero che gli eredi li querelino, per lo meno è necessario un articolo riparatore...

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  8. Sono d'accordo su tutto, meno che su una "cosa": "Wikipedia Italia" non esiste, esiste "Wikipedia in lingua italiana" (è solo una precisazione, perché l'analisi su "cos'è WP" è perfetta, a mio modo di vedere :D ).

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  9. anche questa intervista di Stella del '95 è utile per capire e si trova sempre grazie a Google: http://archiviostorico.corriere.it/1995/agosto/28/drogai_acqua_sciroppata__co_8_9508282659.shtml

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Un esempio che ho notato insieme ad un amico oggi. Articolo di bassa qualità - ad essere buoni - di Federico Rampini (uno bravo, quando vuole) sulla Repubblica di oggi:
    http://www.repubblica.it/scienze/2010/07/15/news/gravit_non_esiste-5595002/?ref=HRERO-1
    "Originale" del New York Times di 3 giorni fa:
    http://www.nytimes.com/2010/07/13/science/13gravity.html?_r=1

    Una scopiazzatura maldestra con un bel "RIPRODUZIONE RISERVATA" in fondo.

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  12. Leonardo l'origine di tutto sembra l'Adnkronos.
    Vedi questo articolo:
    http://www.leggo.it/articolo.php?id=71823

    L'Adnkronos lo intervistò infatti nel 1993 in occasione dei sui 80 anni.
    E quell'intervista è citata da Repubblica:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/04/27/lelio-luttazzi-80-anni-in-jazz-ho.html

    ma anche da quotidiano.net:
    http://qn.quotidiano.net/2003/04/26/4345073-IL-PERSONAGGIO.shtml

    ciao, alpistacchio

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  13. Un gran bel gioco!
    Oggi il coccodrillo per "...Damato, giornalista
    sempre a caccia di nuove sfide".
    E questo e' il risultato:
    http://www.google.it/#hl=it&safe=off&q=%27%27dove+scoppi%C3%B2+la+polemica+per+la+messa+in+onda+di+una+finta+esecuzione+di+un+condannato+a+morte+sulla+sedia+elettrica%22+&aq=&aqi=&aql=&oq=%27%27dove+scoppi%C3%B2+la+polemica+per+la+messa+in+onda+di+una+finta+esecuzione+di+un+condannato+a+morte+sulla+sedia+elettrica%22+&gs_rfai=&fp=8d49fd4c5dd0fde1
    Ti leggo con piacere!
    Mario

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