venerdì 3 settembre 2010

Sul fronte degli asini

La supplente

Agosto
Buon genetliaco! Come sta il mio egittologo prediletto?
Ti scrivo per condividere teco il gaudio magno: ho rassegnato le dimissioni dal dipartimento. Dimissioni ufficiose, evidentemente, giacché il tignoso cattedratico che ho servito e riverito per un lustro tondo s'era ben guardato dal regolare la mia posizione con un qualsivoglia contratto. Ti rendi conto? Cinque anni della mia unica vita dilapidati alla corte di un barone senescente – trascorsi a completargli le ricerche, a espandergli le bibliografie, per tacere di tutte le sessioni d'esame che mi sobbarcai in sua vece, e tutto per cosa? Per vedermi sgraffignare un assegno di ricerca dalla prima figlia di un sodale del congiunto della collega di un ateneo lucano? Così mi sono affrancata dalla schiavitù: ora almeno avrò tempo per finire quel lavoro sugli scoliasti del Millecento – ma no, non temere, non verrò inghiottita dal Maelstrom della disoccupazione. Nel mentre che cerco un'occupazione confacente alla mia formazione (impresa ardua, lo concedo), ho accettato a partire da settembre una di quelle supplenze nelle scuole medie che da anni mi offrono e che ho sempre snobbato. Per una come me, avvezza a interagire con studenti ultraventenni, sarà senz'altro un'esperienza curiosa, ma (mi auguro) formativa. Chissà che non riesca a introdurre qualche diavoletto preadolescente ai misteri della filologia medioevale.

Settembre
Saluti da un'ormai ex giovane promessa della filologia. Scusa se non ho risposto alla tua cartolina con qualcosa d'altrettanto kitsch, ma ero praticamente rinchiusa in un monastero apuano dove mi sono portata avanti con la mia ricerca sugli scoliasti – e nessuno smerciava cartoncini illustrati. So che riderai nel leggerlo, ma è stata un'estate meravigliosa. Comunque, è finita.
So che friggi di condividere le mie impressioni sul mio nuovo ambiente di lavoro. Ebbene, i colleghi sono più o meno la congerie di frustrazione e pressapochismo che presagivo. Tu che sei il solito materialista mi dirai che è una questione di stipendio, che nessun ingegno men che mediocre può rimanere a lungo in una posizione professionale così mal remunerata. Come se l'università, da cui provengo, fosse più generosa coi suoi giovani addetti... diciamolo, i lavoratori dell'intelletto sono svalutati ovunque. Ma in nessun contesto mi era capitato di percepire una rassegnazione così disperata come nella sala insegnanti da cui provengo dopo una riunione di tre ore. E dire che i prepuberi non mi sembrano quei selvaggi descritti a tinte così fosche dagli organi di stampa. Non che li conosca ancora molto, le lezioni sono cominciate da appena una settimana – ma mi paiono grosso modo vivaci come lo erano i miei compagni ai nostri tempi. Rammenti? Se seppi conquistare i vostri favori smerciando compiti e ripetizioni, non dovrei faticare troppo ad attirare la loro attenzione, ora che ho un bagaglio ben più ricco di nozioni da offrire. Già ora mi sembrano ben disposti nei miei confronti: quando gli racconto del medioevo mi ascoltano per ore intere, alcuni a bocca aperta. Non so quanto riescano effettivamente a seguirmi, ma si tratta di seminare: qualcosa crescerà.

Ottobre
[...] quanto ai miei studenti, dopo un paio di settimane trascorse a raccontar loro i fatti miei, ho pensato che fosse tempo di verificare le loro competenze linguistiche, e ho impartito loro il primo tema. È stato uno choc.
Più di metà della classe è praticamente analfabeta! Per alcuni di loro sembra troppo ambizioso anche l'obiettivo di tracciare segni consequenziali lungo le righe di un foglio protocollo: vanno su e giù tracciando grafi mostruosi. Li si direbbe tratti a forza da una caverna, non da scuole elementari di un certo prestigio. Persino i più bravi non hanno idea di cosa sia la punteggiatura: alcuni ficcano virgole e punti alla rinfusa tra le parole di un tema già composto, come pittori informali che ritocchino la loro opera scuotendo il pennello delle ultime gocce di tempera. Ovunque strafalcioni, termini dialettali, anglismi storpiati... alcuni di loro quando non sanno compitare una parola la sostituiscono col disegno, o con le orribili “faccine” mutuate da internet e dalla telefonia cellulare: il risultato sono rebus inintellegibili che mi fanno rimpiangere i manoscritti che sfogliavo quest'estate.
Correggere quei brogliacci è un'impresa disperata – non di rado l'inchiostro rosso delle mie correzioni sovrasta il nero e il bleu delle loro bic incerte. Ma poi, che senso ha segnalare i loro errori per iscritto? Tanto non sanno leggere.
Peraltro, è una faticaccia che non mi aspettavo. Tutto il tempo che speravo di dedicare alla rifinitura del mio saggio sugli scoliasti se n'è andato in queste disperate e (temo) inutili correzioni. Ho faticato anche a trovare il tempo per rispondere alla tua mail, come vedi. Scusami ancora, tua [...]


Novembre
Dal fronte degli asini nessuna novità. Anzi, ti dirò: per qualche tempo ho temuto che a me inconsapevole fosse stata affibbiata una classe di minorati. Ma il collega al quale ho esibito i brogliacci ha scosso la testa e mi ha, per così dire, rassicurato: il livello dei miei studenti non si discosta molto da quello delle altre classi, così come il nostro istituto non si discosta dalla media nazionale. Con una profonda rassegnazione, di cui ora comprendo meglio le cause, mi ha spiegato che l'abbassamento della competenza linguistica dei bambini è un fenomeno ormai riconosciuto, e in parte riconducibile all'inserimento nella scuola elementare di altre materie, come la lingua straniera o l'informatica, che hanno sottratto ore importanti alla lingua italiana. L'afflusso di bambini stranieri da alfabetizzare ha completato il quadro. Il collega si è perfino provato a consolarmi! Mi ha detto che meno sono pratichi del linguaggio scritto, più tendono ad affidarsi alla comunicazione orale, per cui diventa relativamente più semplice catturare la loro attenzione raccontando delle storie. Me ne ero già accorta, si bevono tutto! Ma descrivendo le mie avventure medievali non ero consapevole di partecipare a mia volta a un'operazione di regressione culturale... dunque è quello che sono diventata? La maestrina dalla penna rossa che racconta favole a bimbi con la bocca aperta? No, questo no.
Ho fatto un esame di coscienza: forse avevo preso questo lavoro sottogamba, credendo che si trattasse di svolgere mansioni già ben definite, a cui avrei potuto dedicare solo una piccola parte del mio tempo e del mio intelletto. Avrei dovuto capire subito che le cose non stavano così. Ma credo di avere ancora tempo per rimediare ai miei errori.
Così ho fatto a me stessa un giuramento: alfabetizzerò questi somari. Li bombarderò di grammatica, li tempesterò di dettati: loro sbaglieranno e io li correggerò, dovesse essere l'ultima supplenza che accetto. Tu mi conosci: non pretendo di saper fare di tutto, ma quel poco che so fare voglio farlo bene.

Dicembre
Carissimo, buon Natale! Io non l'ho mai atteso con tanta energia da quando a undici anni mia zia mi aveva promesso la Barbie Monaca. No, stavolta non ho in programma alcuna vacanza-studio in un eremo, ma ho qui a casa una pila di quaderni da correggere che sfiora il soffitto.
Il fatto è che finché non cominci a fare questo mestiere non puoi capire che lavoraccio sia correggere. Per spiegartelo devo fare affidamento ai tuoi ricordi di scuola: rammenti i pomeriggi trascorsi davanti a qualche esercizio nemmeno troppo lungo o complicato, ma comunque noioso e ingrato? Ricordi come bastasse una breve versione, o qualche espressione matematica, o un capitoletto di storia da studiare, a riempire di angoscia quelle ore che in teoria avrebbero dovuto essere le migliori della nostra vita? E la fatica impiegata non tanto a tradurre dal latino o a risolvere le operazioni, no, ma a trovare la forza morale di alzarsi dal letto, spegnere un telecomando, zittire la radio, chiudere la rivista ed estrarre un libro dallo zainetto... ecco, ti devo confessare che le ultime settimane mi sembra di averle trascorse così, a ingannare il tempo mentre la Pila dei Compiti in Arretrato si allungava, in piena regressione puberale. I miei pomeriggi sono inghiottiti da buchi neri di vergogna: addirittura mi capita di bloccarmi ore intere sul divano, davanti a stupidissimi programmi per casalinghe, perché la prospettiva di correggere per la centodecima volta la q di “aqqua”, di “cuadro”, perfino di “squola”, mi schianta. Quello che più mi pesa è appunto il dover ripetere infinite volte le stesse correzioni: mai come ora il rapporto di un insegnante di italiano per ogni sessanta studenti mi è apparso in tutta la sua inicuità. E dire che molti pensano al nostro come a un lavoro creativo! Una catena di montaggio, piuttosto. Almeno funzionasse bene, almeno producesse qualcosa di buono.

Gennaio
Sei stato ben impietoso a rilevare il mio errore... sì, è successo, ho scritto “iniquità” con la c. La tua sorpresa è anche la mia, sai che non sono abituata a refusi del genere.
Ma cerca di capirmi. Passo ore intere a correggere sciocchezze, ad accorciare lunghe frasi asintattiche e raddrizzare passati remoti e congiuntivi storpiati – alla fine è normale che qualcosa mi sfugge.
Non so se ti è mai capitato di ripetere una parola a voce alta, o anche solo mentalmente, finché essa non perde il significato e non rimane che una nuda veste di sillabe scorticate: è la stessa cosa che mi capita dopo una sessione intensiva di correzioni di grammatica. A volte ho la sensazione che quel poco di ortografia che riesco a infondere ai miei ragazzi, lo sto perdendo io.
Loro per altro non hanno colpa se hanno avuto insegnanti mediocri e remissivi come i miei colleghi, che spesso interpretano il mio impegno come il zelo superficiale di una neofita che non ha ancora capito come vanno le cose a questo mondo, per esempio l'altro giorno il mio collega, te ne avrò parlato, uno di quelli con cui almeno ci si può parlare, mi ha detto testuale: “Vacci piano a correggere la punteggiatura”. E io: perché dovrei andarci piano? È il mio mestiere. E lui, scuotendo la testa: certo che è il tuo mestiere, ma se vai avanti così rischi di bruciarti. Cioè, siamo alle minacce, capisci? Basta l'arrivo di una nuova supplente per farli sentire scomodi sugli scranni sfondati delle loro cattedre, e dire che io all'inizio un po' ci contavo sulla loro collaborazione, e invece no, non mi hanno aiutato niente.

Febbraio
è successa una cosa bruttissima. Pochi giorni dopo lultima mail che ti avevo scritto mi è venuta un influenza pesissima, le scuole sono dei focolari di virus non indifferenti. Sono stata a casa dieci giorni e ne ho aprofittato per mettere giù quella ricerca medievale di cui ti parlavo, ti ricordi? Be' la rivista di studi medievali a cui o spedito il mio pezzo me là mandato indietro. Quell'oca della direttrice, una mia ex compagna di corso che se non era per le fotocopie dei miei appunti era ancora dietro a laurearsi, mi scrive che la ricerca “non soddisfa i nostri standard editoriali”??? ed è sempre la stessa rivista che da quando ci lavora lei scazza una bliografia su tre, e hanno il coraggio di criticare, la mia sintassi! Un articolo a cui lavoro da un anno, lo letto e riletto finche non mi e venuta la nausea, senzaltro puo essermi sfuggito un errorino, ma i correttori di bozze ci stanno X questo o no???

Marzo
Caro,
finalmente buone notizie: ti ricordi che ero stata a casa da scuola per 10 giorni? Bhè non me lo sarei mai aspettato, ma la collega di italiano che mi aveva sostituito é passata a farmi i complimenti e ma detto che erano da anni che non le capitava di insegnare a ragazzi cosi preparati in ortografia e in sintassi, e con un lessico cosi ricco e vario, ha proprio detto così! Mi a anche chiesto qual'è il mio segreto e io gli ho detto che non cè nessun segreto, gli faccio scrivere e gli correggo, gli faccio scrivere e gli correggo, 6 mesi così si vede che qualcosa serve, e tra l'altro io non avevo notato tutto questo milioramento, ma se lo dicono i colleghi penso che probabilmente e vero. Insomma in questo periodo mi sta dando più soddisfazione la scuola che la ricerca!!! ki lavrebbe mai detto??? bacioni

Aprile
Non sto bene
Non e tanto la scuola, la scuola è ok, i ragazzi sono forti, ma i compiti i compiti mi danno la nausea non riesco + a leggerli. O smesso di portarli a casa
Sono sempre stanca vado a letto alle 8 di sera mi sveglio alle 7 sono stanca lo stesso
Pensa che nel frattempo alla rivista anno silurato la tipa che mia rifiutato l'articolo!!!
Il mio professore a detto ke quello sarebbe il posto giusto X me ma io penso ke nn posso propormi in questo stato, faccio tanti errori, hai notato? E appena cerco di correggerli ancora la nausea
Il mio collega un giorno mi a detto secondo me ai perso dei gradi va dall'oqulista, ci sono andata, mi a detto ai perso un grado devi rifare le lenti
Non succedeva da quando andavo alle medie ma già, adesso ci sono tornata
Magari la prossima volta mi mettono lappparecchio per i denti ;-)
Scusa smetto perche mi viene ancora la nausea.
Ciao

Maggio
Il dottore mi a detto che se voglio posso ricominciare a scrivere un po X esercitarmi, e io pensato subito d scrivere a te. Scusa se trovi degli errori, ok???
È stato 1 esaurimento ha detto lui, X lo stress.
Io nn sapevo di essere sotto stress ma lui Signorina si fidi ognuno si esaurisce a modo suo lei si è esaurita il linguaggio
Mi a detto Ci sono quochi che per il troppo lavoro perdono il senso del gusto
e giardinieri perdono il senso dellodorato
lei uguale a perso la cosa ke + aveva coltivato fino da piccola, il gusto X le parole
ma tornerà, ho chiesto, lui ha stretto le spalle
poi a suonato il campanello, erano due miei studenti!!! portavano un mazzo di fiori allora ho detto: menomale ke nn sono giardiniera! loro nn anno capito.
Mi anno anke scritto un biliettino:


Alla nostra cara professoressa, 
per la pazienza e la dedizione che ci ha mostrato durante quest'anno
con l'augurio di una pronta guarigione.
La classe III K


Post Scriptum: ci manca tantissimoooooo! Ma l'anno prossimo torna lei, vero?

Ma mentre cercavo d leggerlo mi e venuto da vomitare e poi mi sono messa a piangere!!! ke vergonia

27 commenti:

  1. Coraggio, Leonardo. Passerà anke quest'anno scolastiko. La liberazione è vicina comunque

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  2. I post epistolari sono sempre i tuoi migliori, Leonardo.

    Andrea

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  3. Bellissimo :)
    -Brendon (che ha finito la sQuola appena 9 anni fa, e ai suoi tempi la grammatica era ancora piuttosto diffusa...)

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  4. nella prossima puntata, la prof si lascia filmare dagli alunni col cellulare mentre le mettono le mani nelle mutande.

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  5. Non c'è verso Leonardo: chi non ha passato almeno un anno dal lato sbagliato della cattedra non capirà mai. Chi non ha provato rimane convinto che saprebbe svolgere tutto il programma, pisciando fiotti di sapere sui pargoli che, si sa, a quell'età sono come delle spugne e assorbono tutto. Ma riuscirebbero anche a farsi ben volere, sapendo condire le lezioni con leggerezza, stando in sintonia con i ragazzi, mica come quei vecchi prof muffosi di una volta! No, figurati! Ma senza farsi prendere la mano eh! Perché sai, a quell'età i ragazzi hanno tanto bisogno di regole. E via così, pedagogia spicciola, fiumi di parole. Ma questo linguaggio da talk show cosa c'entra con noi? Non lo so. Non so neanche se sto commentando il post giusto.

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  6. Da anni non usavo maiuscole e punteggiatura.
    Forse il mio analista non sarà contento, forse è solo il mio super-Io che riemerge, ma sento di nuovo l'ordine morale dentro di me.

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  7. Bellissimo pezzo.
    Ora però dicci se avevi in mente "Fiori per Algernon" quando lo hai scritto o se si tratta solo di una somiglianza casuale.

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  8. @Pasquale: non è il primo "algernon" di leonardo. gli riescono benissimo, e questo:

    http://leonardo.blogspot.com/2008/07/fiori-per-algernon.html

    è perfino meglio!

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  9. Bel post, ma un po' sotto i tuoi standard abituali. E decisamente non a livello dei "fiori per algernon" passati. Tra l'altro, se permetti una piccola critica credo che tu ormai abbia usato troppe volte questo espediente, inizia ad essere un po' prevedibile e a dare un certo senso di ripetitività.

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  10. Non so se fosse peggio lo stile barocco e affettato della prima lettera o quello dell'ultima, comunque io non avevo mai letto niente del genere di tuo, Leonardo, e quindi mi sono divertita assai assai. E poi adesso finalmente capisco come mai l'insegnante di italiano di mio figlio fa tutti quegli strafalcioni, quando scrive le sue comunicazioni sul diario.

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  11. (@Lia hai ragione, è un po' come con i figli: chi non ne ha ancora fatti pensa di sapere tutto sul come si devono educare. Dopo, ogni certezza crolla.)

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  12. Sei un grande, mi pareva di leggere Benni. Dire divertente è poco, anzi qua e là l'ho trovato quasi struggente (almeno per chi si è, anche per poco, trovato in quei panni). Bravo!

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  13. Io credo che le certezze crollino proprio per l' attributo "Certezze" che diamo. Cosa c'è di certo? L' unica certezza è l' incertezza variabile.

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  14. Et voilà, con un tocco di relativismo si risolve tutto.

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  15. Anche se era divertente, ho faticato a giungere alla fine.
    Mi sono immedesimato: sembravo Dorian Gray, o Gaber che perde i pezzi.

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  16. Avete ragione, sono prevedibile, addirittura scrivo due pezzi simili a distanza di tre anni.

    Non chiedo perdono giacché non lo merito, ripetersi ogni 341 post è semplicemente inammissibile.

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  17. Povero Leonardo. Perché non siete altrettanto crudeli con quelli che vi vendono lo stesso libro/film/disco anno dopo anno?

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  18. tranquo, c'è ancora chi crede che l'ignoranza sia una benedizione. oggi sono inciampato in questo:
    http://www.libertiamo.it/2010/09/06/ricomincia-l%e2%80%99anno-scolastico-ragazzi-studiate-ma-non-fate-i-compiti/

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  19. Post bello e divertente, ma veltronianamente alato e quindi, alla fine, sostanzialmente insipido. Però il finale in stile collodiano è commovente. Tuttavia Leonardo dovrebbe sapere molto bene che la Scuola in Italia, come la Sanità del resto, è mantenuta rachitica perché bisogna concordatariamente cibare le analoghe e teniose omologhe strutture vaticane. Quindi la simpaticissima supplente si consoli, perché i cinque anni della sua unica vita dilapidati alla corte di un barone senescente – trascorsi a completargli le ricerche, a espandergli le bibliografie, sono nulla di fronte ai centocinquantanni della nostra unica Repubblica dilapidati alla corte di un monarca medievale – trascorsi a concedergli i concordati, a espandergli gli Art.7, per tacere delle annuali truffe dell’otto per mille.

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  20. Molto bello. Ti leggo da più di un anno e devo ammettere che con il tempo migliori sempre più...

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  21. "gli faccio scrivere e gli correggo, gli faccio scrivere e gli correggo" AHAHAH!!!!

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  22. Caro,
    finalmente buone notizie: ti ricordi che ero stata a casa da scuola per 10 giorni? Bhè (Beh) non me lo sarei mai aspettato, ma la collega di italiano che mi aveva sostituito é (è) passata a farmi i complimenti e ma (mi ha) detto che erano (era) da anni che non le capitava di insegnare a ragazzi cosi preparati in ortografia e in sintassi, e con un lessico cosi ricco e vario, ha proprio detto così! Mi a (ha) anche chiesto qual'è il mio segreto e io gli ho detto che non cè nessun segreto, gli (li) faccio scrivere e gli (li)correggo, gli (li) faccio scrivere e gli (li)correggo, 6 mesi così si vede che qualcosa serve, e tra l'altro io non avevo notato tutto questo milioramento (miglioramento), ma se lo dicono i colleghi penso che probabilmente e (è) vero. Insomma in questo periodo mi sta dando più soddisfazione la scuola che la ricerca!!! ki (chi, cazzo!, chi non ki) lavrebbe (l'avrebbe) mai detto??? bacioni

    INCREDIBILE!

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  23. Algernon o non Algernon è la disperazione del chierico che è perfetta!

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  24. mi fischiavano le orecchie qualcuno mi "nominava" ed eccomi quà

    il pezzo è bellissimo anche se inizialmente mi saliva la voglia di......(i colleghi sono più o meno la congerie di frustrazione e pressapochismo che presagivo) non è lo stipendio misero che rende congerie le sale insegnanti ma il senso di impotenza: un dirigente scolastico spesso despota, arrogante, nepotista e ignorante, genitori irresponsabili, alunni asini e presuntuosi ( cosa dovrei fare da grande un lavoro come il suo? a mille e duecento euro?)- Il vantaggio e che gli alunni sono giovani e se i genitori collaborano si ottengono risultati insperati. Ho tralasciato volutamente il ministro (a) perchè in questo momento non esiste. Da insegnante concludo dicendo che questo lavoro è stressante ma bello e mi da la possibilità di stare molto vicino ai miei figli. Se fosse per la paga sarei già a fare l'idraulico

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