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sabato 19 febbraio 2011

Frustami un po' più a destra

Professor Ricolfi, buongiorno. Sono la Sinistra italiana. Di solito sono un concetto astratto, ma a volte mi impossesso del corpo di un blogger a caso. Volevo ringraziarla per le sue critiche di martedì scorso, ne avevo davvero bisogno. Io amo molto le critiche, come lei ben sa, e questa settimana rischiavo di andare in bianco.

In effetti è stata una settimana strana. Domenica c'è stata la manifestazione delle donne, un successo insperato, che ha reso immaginabile lo strano asse Vendola-Bindi: finalmente un ticket interessante per le primarie di coalizione, che prima o poi si faranno (nel frattempo è uscito allo scoperto anche Renzi, una faccia relativamente nuova, con idee discutibili ma stimolanti). Lunedì sono usciti dei sondaggi che mi davano vincente anche senza Fini sul groppone, roba seria, eh? Mannheimer, dico, era da parecchio che non succedeva. So benissimo anch'io che non è proprio merito mio: Berlusconi continua a friggere nel bunga-bunga, i suoi sostenitori perdono tempo in bizantinismi giudiziari e non riescono più a comunicare niente di realmente interessante ai loro elettori. Fini è spompato, non regge il pressing parlamentare; anche i leghisti hanno i loro problemi col federalismo promesso che non c'è, i respingimenti promessi che non ci sono, insomma a me basta poco per fare bella figura. Se poi è anche la settimana di Sanremo, e invitano Benigni... beh, per le mie quotazioni è tutto grasso che cola. Cosa chiedere di più? Ferrara che fa il coglione? Magari qualche leak in cui Berlusconi viene ridicolizzato da un ambasciatore americano? Insomma, caro Ricolfi, è stata una settimana troppo buona per me. Primavera in anticipo. Per fortuna che c'era il suo editoriale a riportarmi a terra, a ricordarmi le mie precise responsabilità nel disastro del Paese.

Perché sì, a volte rischio di dimenticarmelo, che è tutta colpa mia. Berlusconi, per esempio: al potere ce l'ho mandato io. Con la mia supponenza. Con la pretesa, sempre quell'odiosa pretesa, di rappresentare il meglio del Paese, quella che mi ha inimicato non il peggio, ma il grosso degli italiani. È vero, professore, è proprio vero, è tutta colpa mia, e anche se i sondaggi per una volta me la danno buona, questa non è una scusa per interrompere la mia abituale autoflagellazione. Così, a ripensarci, le iniziative di Renzi e Vendola non sono che la dimostrazione che la sinistra è litigiosa e non riesce a trovare un vero leader (la Bindi infatti si è smarcata subito). E i diplomatici che stroncano Berlusconi hanno qualche severa parola anche per gli ulivisti incapaci che lo hanno lasciato vincere. Insomma, mea culpa, mea maxima culpa...

Mi stavo dunque cospargendo di cenere come di consueto, quando gli occhi mi sono scivolati su una notizia interessante: ha presente, professore, gli allevatori (quasi tutti leghisti) che da anni mentono sulle quote latte e dovrebbero pagare un'euromulta? Ecco, il governo gli ha concesso un'altra proroga di sei mesi. I soldi intanto li mette il governo che, a quanto pare, li attingerà da un fondo stanziato anche per "l'assistenza e la cura dei malati oncologici". Fa un po' impressione, no? I soldi delle cure oncologiche per le quote latte. Ora, senz'altro anche in questo caso si può trovare un modo di dare la colpa a me, ma come? Probabilmente con la mia tradizionale snobberia non sono riuscito a convincere gli allevatori disonesti a scegliere me: non ho offerto loro nessuna scappatoia, magari la mia pretesa superiorità morale mi ha impedito di fottere qualche denaro pubblico all'erario per loro, sottraendoli a vedove od orfanelli. Mea culpa, mea maxima culpa... Però, prof. Ricolfi, lei ammetterà che in questo caso almeno un po' di colpa ce l'hanno anche i leghisti? Voglio pensare che sì.

E allora mi spieghi questa cosa: perché non leggo mai, sulla Stampa, o sul Corriere, sul Sole un editoriale come il suo, ma rivolto ai leghisti, o ai berlusconiani? Un pezzo che ricordi le loro responsabilità morali, prima che giudiziarie, il loro essersi adagiati sulle peggiori abitudini del Paese, il populismo, il qualunquismo, il clientelismo...

Caro Ricolfi, ho una teoria. Lei un pezzo così non lo scrive perché sa che non servirebbe a niente. Criticare la Destra è perfettamente inutile: ci sguazza, la Destra, nelle critiche degli opinionisti. Chiunque sollevi una benché minima obiezione si ritroverà iscritto nel registro dei radicalchic, a che pro? Così alla fine se continuate a criticare soltanto me, non è per parzialità, ma perché sono l'unica che vi ascolta, l'unica che vi dà retta. Perché alla fine, caro Ricolfi, i primi a credere nella superiorità della sinistra siete proprio voi, che alla sinistra continuate a rivolgere le vostre critiche, mentre alla destra cosa vuoi mai, alla destra è inutile parlare, ormai ci parla solo chi è a libro paga.

Ma chissà se è poi vero. Chissà se a destra sono così sordi alle critiche. Chissà se non lo sono anche un po' diventati col tempo, a furia di non riceverne mai da quelli da cui avrebbero potuto anche ascoltarle. Pensi a Berlusconi, a come si è ridotto. Non è anche responsabilità di chi poteva rimproverarlo al momento giusto e non lo ha fatto? Perché in fondo era più comodo, più gratificante, più vantaggioso prendersela con me? Forse sì. Ma a questo punto so cosa obietterà: non è stata colpa vostra, sono stato io a dare troppa corda a voi critici, a ringraziarvi troppo, a intrappolarmi in un autoerotico autodafé. E quindi cosa dovrei fare? Fottermi delle vostre critiche e mandarvi, magari, virilmente a fare in c... ma non è il mio stile, dai, non sarei credibile. Sono la sinistra. Sono lamentosa e compassionevole - no, diciamo la verità. Sono masochista, sono cresciuta mentre crollava il Muro di Berlino, e quel trauma me lo porto dentro, così ho bisogno delle vostre frustate settimanali.

Caro Ricolfi, conosce quella barzelletta del sadico e del masochista? Sono amanti. Il secondo dice al primo: "Fammi male". Il primo gli risponde: "No!" Il secondo gode. Forse, caro Ricolfi, sono pronta per quell'ultimo, supremo piacere. Chiuderò gli occhi e voi sparirete: li riaprirò e sarò sola, senza più flagelli e frustini, senza peccati originali da scontare, con qualche responsabilità per tutto il casino che è successo, tanto lavoro da fare, tanto Paese da provare a rimettere in piedi. Non sarà facile. Ma prima o poi deve succedere. Questo nostro giochino morboso non è più divertente da un pezzo.

15 commenti:

  1. Da ex votante del CaiNano, un Perfetto lo accetti? Ma solo quando ho capito che non stavi parlando come Dalema (che all'inizio forse questo piccolo "qui quo qua" ci sta) ma come Sinistra. :)

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  2. E vai tranquillo che B. ce lo teniamo fino al letto di morte. Come Franco. A meno che non muoia prima Bossi e i vari colonnelli verdi non siano finalmente liberi di far ció che in cuor loro vorrebbero, ma per cui non hanno né il coraggio, né il potere. Diversamente non c’ è speranza per gli italiani, cui per svegliarsi non bastò una guerra atroce, ce ne volle una strapersa. La fame è la soluzione finale.

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  3. E' lo stesso motivo per cui le trasmissioni giornalistiche "cosidette di destra" sono una palla incredibile?

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  4. Gent.mo Professore,
    forse non se ne è accorto, ma secondo me, chi le ha scritto non è la sinistra italiana, ma il centro che si camuffa o camussa da sinistra. Cordiali saluti da Giovanna

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  5. Questo pezzo a L'Unità non l'hanno preso? Comunque chapeau.

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  6. da qualche post a questa parte ti voglio bene anche più del solito. :D

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  7. Con la sua consuenta abilità dialettica, Leonardo vuole far ricadere la responsabilità degli insuccessi della sinistra ai commentatori politici. Sembra una buona argomentazione, ma stringi stringi è simmetrica alle argomentazioni dei berluscones che giustificano il loro padrone per la sua diffidenza per i giudici in quanto i numerosissimi reati che gli sono contestati nel corso del tempo dimostrerebbero a loro dire che egli è un perseguitato.
    Più banalmente, sedicenti dirigenti di sinistra hanno sbagliato tutto in questi ultimi 17 anni, come si potrebbe argomentare se solo si entrasse nel merito. Ma è più comodo assolverli dalle loro responsabilità sulla base del fatto che sono stati tanto criticati: ma che argomentazione è?

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  8. consueta abilità dialettica a parte, Leonardo dice semplicemente cose che in molti stiamo cominciando a pensare seriamente: ci siamo autofustigati abbastanza in questi ultimi 17 anni, mi pare, e abbiamo voltato e rivoltato le nostre responsabilità come calzini, più e più volte. adesso basta. ora sarebbe arrivato il momento di agire in maniera propositiva e di cambiare atteggiamento, possibilmente.

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  9. @zoe. Quindi è sostanzialmente d'accordo con Ricolfi sul fatto che sia ora di cambiare approccio. Leonardo mi piace, ma alle volte si lascia fregare da se stesso (come in questo caso) e non coglie l'opportunità

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  10. comincio a perdere ogni speranza. il discorso di Ricolfi è l'apoteosi del ri-trito, è una minestra riscaldata così tante volte che ormai scompare in mezzo alla muffa, è una specie di mantra che conosciamo a memoria e che sapremmo recitare pure al contrario, bendati, e in equilibrio su una gamba sola sopra un autobus in un'ora di punta. basta per favore, basta. alzate i vostri pesanti culi da lì davanti alle vostre scintillanti tastiere e scendete in piazza la prossima volta, piuttosto (ad esempio, tanto per iniziare) e, soprattutto, cominciate a dire qualcosa di sinistra. tutti quanti. tutti quanti, dico. grazie.

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  11. Già basterebbe dire qualcosa. Hai messo in evidenza proprio ciò che premeva a me: discorsi triti e ritriti e risposte trite e ritrite. Sarebbe il caso quantomeno di provare a cambiare le parole

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  12. Vincenzo - Sullof, mi sembra che la tesi di leonardo sia tutt'altra - poi magari ho inteso male io.(dove sarebbe lo scaricare tutte le responsabilità si commentatori?)

    Però mi sembra che certe reazioni confermino propiro ciò: che siamo talmente abituati al fatto che l'arbitro sia il presidente di una delle due squadre, e che l'altra debba giocare in salita; che i due pesi e le due misure li abbiamo talmente interiorizzati che in fondo ci sembrano naturali e sempiterni, mentre agli sdoganatori del peggio tutto pare concesso.
    Certo che il paese non è comnposto solo da mafiosi, evasori e bordelli, ma sottovalutare il fatto che questo sia una fetta non trascurabile (e che andrebbe "conquistata"? Come, adeguandosi?) e farne un pretesto per criticare chi si pone il problema mi sembra veramente irresponsabile.

    Da appartenente di quella "sinistra" che si sbatte, dal basso, nonostante le difficoltà personali, è la continua morale da parte di chi infinitamente più responsabilità e mezzi (per dire, se il bimbo s'ammala non c'ho i soldi per la babysitter, e ad ogni occasione mi vedo iscritto in folta copagnia tra i radical chic che commenterebbero dai salotti, da parte di chi almeno questi salotti sa come son fatti)

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  13. @Grullo
    Sinceramente, non capisco come il mio commento possa essere interpretato come hai fatto che avrei cioè interiorizzato che la contesa avvenga regolarmente. Dove l'avrei detto?
    Dico cose diverse, citandone una che conosciamo tutti, il non avere regolamentato il conflitto d'interessi quando ciò si poteva fare tranquillamente, di avere garantito a Berlusconi le tre reti generaliste. Dopodichè, non ha molto senso lamentarsi per le condizioni della contesa, se ne lamenteranno quando gli attuali dirigenti saranno sostituiti, essi non possono lamentarsene per il semplice fatto di non essere le vittime ma i responsabili. Se il principio di responsabilità non fossse fuori moda anche a sinistra, questi potrebbero piuttosto badare ai nipotini, dimostrando forse maggiori capacità in questa lodevole e gradevole attività.

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  14. Scusa Vincenzo, mi sono espresso male- non intendevo attribuirti in toto ed arbitrariamente questo pensiero: è una sensazione generale.
    Hai presente la ferocia delle critiche (spesso strumentali, talvolta assurde), da destra e da sinistra, al governo Prodi per ogni cosa minima, e, ad esempio, la reazione assopente ("si, son cose che capitano") per il disastro del passante di mestre? Gente bloccata in macchina per parecchie ore: con Prodi sarebbe stata una continua invocazione della forca, con berlusconi "beh, mica è colpa sua" - eppure alla fine tutto ciò sembra normale.
    Ecco, qualcosa del genere

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