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martedì 28 aprile 2026
Gli sposi promossi (in Quarta)
Le abbiamo attese a lungo, le nuove Indicazioni nazionali per i licei: quelle che qualche giornalista sbrigativo continua a chiamare “programmi”. Le abbiamo attese al varco, soprattutto da quando un anno fa, le Indicazioni per le scuole primarie e secondarie di primo grado diedero a molti osservatori la sensazione di un imperioso ritorno all’ordine: alle poesie a memoria, al latino, a una Storia più rigorosamente occidentale, e così via.Così, quando finalmente abbiamo potuto scorrere le bozze, forse siamo rimasti un po’ delusi. Anche stavolta si ha la sensazione di un documento composito, non solo stilato da mani diverse (com’è giusto che sia), ma da autori che tra loro non sempre dialogano, o forse a un certo punto hanno deciso di non dialogare: non condividono nemmeno l’ortografia. Di spunti interessanti ce ne sono parecchi, ma stavolta ad attirare l’attenzione dei giornalisti è stato lo spostamento della lettura dei Promessi sposi dal secondo anno al quarto. Un dettaglio tutto sommato secondario, ma decisamente in controtendenza rispetto a quanto potevamo aspettarci. Lo stesso Valditara ha messo immediatamente le mani avanti, confessando le sue “perplessità” sulla specifica questione. Le indicazioni (lo dice il nome) non sono obblighi: gli insegnanti possono continuare ad affrontare il romanzo di Manzoni nel momento in cui preferiscono (in teoria potrebbero anche saltarlo del tutto). Ma intorno alle Indicazioni ruota l’editoria scolastica, che trova nell’incessante opera riformatrice dei ministeri un’ottima occasione per giustificare nuove edizioni aggiornate e corrette; e l’attesa dei genitori, che i libri li comprano, e in generale si aspettano che a scuola l’insegnante segua un determinato “programma”, molto spesso tarato sui ricordi delle loro esperienze scolastiche... (continua su Rivista Studio)
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