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lunedì 31 agosto 2026

PiErre, creativo, da qui non esci vivo

(Parte IX dell'intervista alle Solite Stronze che ormai dura da un mese)

Prima di passare alla parte più infernale dell'album, un piccolo appunto: alla fine di Mi chiami solo quando hai dei problemi, quando prendi una telefonata, per un attimo, solo per un attimo, ho sentito l'influenza di Elio e le Storie Tese. Ci sono anche gli Elii nella vostra foto di famiglia?

Senz'altro. Dobbiamo tanto agli Elii, fanno parte della nostra educazione musicale. 

Altroché. Ne approfitto per esprimere tutto il cordoglio possibile per la scomparsa di Rocco Tanica.

Ma non è affatto scomp...

Per noi lo è. 

E vabbe'. Veniamo a Sangue sulle passerelle.


La mia preferita. L'intro, almeno. L'intro spacca. Quasi Doolittle. Il resto della canzone, vabbe'.

Un inno alla rivolta, se mai ne avete scritto uno...

Sì, era una cosa che volevamo fare da sempre, ma di solito l'autoironia ci fregava. E anche stavolta ho paura che ne sia rimasta troppa.

In effetti rimane il dubbio che anche la rivoluzione sia uno spettacolo come tanti, e che la passerella continuerà a mostrarne.

La Design Week, la Fashion Week, la Revolution Week.

"Non è un pranzo di gala... ma il menu è interessante". 

Anche musicalmente, all'inizio sembra che debba spaccare tutto, ma poi...

E arriviamo ai due ultimi brani, che come avete detto prima sono in realtà i più antichi.

Sì. Credo in Dio è un pezzo di Azzolina che esisteva già prima delle Solite Stronze, ma funzionava bene come finale di questo album. 

E Vieni in una grotta ha un testo che addirittura risale al 1750!

Ah sì? 

Sì, è la Canzoncina a Gesù Bambino AKA Tu scendi dalle stelle di Sant'Alfonso Maria de' Liguori.

Ma pensa. Beh, onestamente per noi il testo era un po' un objet trouvé, cioè è abbastanza chiaro che assume un significato profondamente diverso.

Come vi è venuto in mente di comporre una canzone natalizia?

Oddio, non so quanto suoni natalizia... però è l'unico caso fin qui in cui siamo stati sollecitati dal mondo reale: un invito a partecipare alla playlist di Natale di Memoria Polaroid

Un invito che ci ha fatto molto piacere, ma ci ha anche mandato nel panico. Le abbiamo provate tutte.

Jingle Bells, O Tannembaum, gli Wham... non funzionava nulla, era un periodo in cui non riuscivamo a concludere niente, finché a un certo punto è spuntato fuori questo tappeto sonoro postpunk di cui sono abbastanza soddisfatta.

Il testo è direi l'unico in cui si accenna – se ho capito bene – al tema della maternità.

Forse non hai capito bene. 

Parlavi di un tappeto postpunk. Potrebbe essere questo il futuro delle Solite Stronze? Dopo il punk, il post...

Non credo, sinceramente, non è così automatico. E in generale, lo sai che non ci piace fare piani per il futuro.

Fuck the future. Tra l'altro, ci siamo sciolte.

Di nuovo?

Stavolta è diverso, l'anno scorso avevamo sciolto il gruppo, stavolta ci siamo sciolte proprio come individue, almeno io mi sento personalmente liquefatta.

Lady esagera, ma devo dire che due anni fa, quando pubblicammo il primo, c'era comunque un po' di euforia, ci sembrava di aver capito come funzionava il meccanismo e che avremmo avuto ancora tantissime cose da dire. Invece stavolta siamo esaurite, non so quando e se ci tornerà la voglia di mettere insieme delle canzoni.

Mi dispiace.

Bugiardo. E comunque, se succederà, saranno canzoni completamente diverse, cioè io in questo periodo ho solo in testa il drum'n'bass, se hai presente.

Quindi possiamo aspettarci un'evoluzione inaspettata.

Non sarà un'evoluzione, e non sarà inaspettata se puoi aspettartela. 

Ah già.

Ti stai liquefacendo anche tu.

È il caldo. Passerà.

Forse. O più probabilmente no. 

Primavera, Estate, Autunno, Inferno.

Lo trovate su Youtube.

È davvero bellissimo.

Ma piantala. 



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