sabato 23 marzo 2013

Dalla parte del pescecane


La frode (Arbitrage, 2012, Nicholas Jarecki).


Robert Miller (Richard Gere) è un pescecane di Manhattan, un signore degli hedge fund, un patriarca, un pescecane, un sessantenne tirato al massimo con la moglie noiosa (Susan Sarandon), la figlia in affari che vuole mettere il naso nei bilanci e poi si scandalizza se sono falsi, l'amante artista (Laetitia Casta) che lo tampina al blackberry, e neanche un soldo in cassa. Neanche uno. Li ha tutti inghiottiti una miniera di rame in Russia, incidenti che succedono a voler rischiare in casa di Putin. Ma può ancora farcela, può tenere unita la famiglia e non perdere l'amante e vendere la cassa vuota a qualcuno che abbocchi, però deve stare attento a non mollare nemmeno per un istante ed è difficile, la corda è già tirata al massimo. Dopo pochi minuti lo ritroveremo disperso in campagna con una costola rotta e un omicidio da occultare. E tiferemo per lui. Sul serio (continua su +eventi!Questa è la vera, incredibile truffa che l’esordiente Nicholas Jarecki gioca allo spettatore: ritrovarsi nei panni insanguinati di un capitalista truffatore e adulterino, e sperare di farla franca. Confidare nella debolezza della legge, nel potere degli avvocati, dei soldi, anche imprestati. Robert non può mollare. Non è egoismo, poverino, anzi fosse per lui si costituirebbe immediatamente, ma non può, ha dei doveri nei confronti dei clienti, degli investitori, un sacco di gente perderà i suoi dividendi se il poliziotto Tim Roth riesce  a incastrarlo. Tieni duro Robert! Sembra una di quelle partite a scacchi che stai dando per perse, ti è rimasto solo un Alfiere che sa dare buoni consigli, la migliore Torre del foro di Harlem e un povero Pedone da sacrificare, eppure, eppure, quando tutto sembra perso basta azzeccare una mossa, indovinare una finta dell’avversario, e puoi recuperare. Purché all’ultimo momento non si muova la Regina…

La frode è stata una delle più grosse sorprese al botteghino americano dell’anno scorso, con una delle medie più alte di spettatori per sala. Jarecki, che firma anche la sceneggiatura, sa il maledetto fatto suo: per due ore costringe lo spettatore a sostenere il suo Robert negli abissi della sua coscienza, mettendo in scena questioni morali senza inutili moralisti; nel frattempo tratteggia una mezza dozzina di personaggi interessanti e non bidimensionali. È uno di quei film per cui ti viene in mente l’aggettivo “televisivo” e non è un offesa: sembra il pilota di una serie che seguiresti, ti piacerebbe sapere cosa succede a Robert e alla moglie, al Pedone nero e alla sua ragazza, alla figlia pedante e al poliziotto che ce l’ha coi ricchi, come il nostro caro Mariano Bonifazi. Senza pretese autoriali, uno dei film più riusciti che ho visto quest’anno – e comincio ad averne visti un po’.
La frode è al Cinema Fiamma di Cuneo (21:10); al Cinelandia di Borgo San Dalmazzo (ore 15:20; 17:35; 20:30; 22:45); al Cinema Bertola di Mondovì (20:15; 22:30); al Cinema Italia di Saluzzo (22:15).

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