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venerdì 11 settembre 2026

La legge che si denuncia da sola

Buongiorno Leonardo.

Non è un gran bel giorno per me.

Di cosa ti preoccupi?

In parlamento stanno discutendo di una legge terribile, sicuramente anticostituzionale, che mi costringerà a espormi in pratiche di disubbidienza civile. E a parte questo, si tratta di una legge terribilmente stupida, che mi costringe a dubitare della buona fede e/o dell'intelligenza di chi l'ha scritta e di chi la voterà.

Ti riferisci al Disegno di legge Delrio sull'antisemitismo.

Proprio quello.

Eppure l'antisemitismo è un problema concreto.

Indubbiamente, ma nessun problema, per quanto grave, giustifica reazioni stupide o peggiorative. Anche il riscaldamento globale è un problema, no? Immagina che qualcuno suggerisca di risolverlo tenendo aperti tutti i frigoriferi. Non dovrei far presente che non è una soluzione, che anzi il bilancio energetico peggiorerebbe, e che soprattutto si tratta di una misura ridicola? 

Ora però ti tocca spiegare perché il disegno di legge sarebbe così stupido... io ho dato un'occhiata e non mi sembra che contenga nessuna sciocchezza paragonabile a quella del frigorifero aperto.

La stupidità si annida nei dettagli. Il testo usa come riferimento la definizione di antisemitismo dell'Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (da qui in poi IHRA).

Certo. Si tratta della definizione di antisemitismo più accreditata presso gli organi internazionali.

Si tratta anche di un testo tragicamente stupido. 


Questo lo dici tu.

Lo dicono in tanti... ma oggi voglio farne a meno. Voglio farti leggere la definizione IHRA come se fosse un testo anonimo, misteriosamente inciso sulla pietra. Voglio dimostrarti che la stupidità è intrinseca al testo stesso: che può essere osservata e misurata da chiunque lo legga, senza bisogno di chiedere a esperti. È un testo scritto male, e ci sono solo due motivi per cui un testo può essere scritto male. Uno è la malafede. 

L'altro è la stupidità?

Precisamente. Anche se spesso le due cause si intrecciano. Un eccesso di malafede può portarti a commettere qualche stupido errore. Anche un eccesso di stupidità può indurti a comportarti in malafede per cercare di occultarlo. Del resto non mi interessa appurare i motivi storici o ideologici per cui la dichiarazione IHRA è tanto stupida. Voglio semplicemente dimostrarti che lo è. È un insieme di frasi così mal congegnate che finisce per contraddirsi da solo. Leggi pure e vedrai.

Va bene, comincio a leggere... "Nello spirito della Dichiarazione di Stoccolma che afferma: “Con l’umanità ancora segnata da antisemitismo e xenofobia la comunità internazionale condivide una solenne responsabilità di combattere questi fenomeni dannosi” la commissione sull’antisemitismo e sulla negazione dell’Olocausto chiese alla Plenaria dell’IHRA, che si teneva a Budapest nel 2015, di adottare la seguente definizione operativa (di lavoro) di antisemitismo..."

Ecco, per esempio, di chi stiamo parlando?

Beh, c'è scritto: della comunità internazionale.

Rappresentata da chi?

Dalla commissione sull'antisemitismo e sulla negazione dell'Olocausto.

Nominata da chi?

Ma non lo so... ci sarà scritto da qualche parte.

Valeva la pena di scriverlo anche qui, non trovi? Almeno in una nota. Non c'è scritto.

Comunque si tratta di organi internazionali, probabilmente faranno capo all'ONU...

Non c'è scritto. Anche la "Plenaria dell'IHRA" sembra un po' spuntare dal nulla: da chi è composta? Da chi è nominata?

Avranno voluto eliminare i dettagli per brevità.

Va bene, andiamo avanti.


Hai notato? C'è scritto "non giuridicamente vincolante". E invece in parlamento la stanno usando per fare giurisprudenza. Renditi conto del paradosso. Ma ti rileggo questo passo incredibile. L'antisemitismo sarebbe "una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei". Sul serio. Nella definizione ufficiale c'è scritto così.

Ok, è senz'altro una traduzione infelice, ma...

"Vediamo l'inglese, suppongo che l'originale sia stato stilato in inglese. "Antisemitism is a certain perception of Jews, which may be expressed as hatred toward Jews". Chi è che si esprime così? Chi è che confonde "perception of" con "hatred toward"? Sono due concetti diversi. Si potrebbe al limite sostenere che un determinato tipo di percezione conduca all'odio...

 ...o che l'odio possa modificare la percezione.

Ok. Ma sono comunque due concetti diversi. Chiedi a uno psicologo, a un filosofo, a un antropologo. Se uno studente mi scrivesse una cosa del genere, sottolineerei e inserirei un grosso punto interrogativo, perché qui qualcuno non è riuscito a spiegarsi bene. Ma nota anche il seguito: le "Manifestazioni di antisemitismo" sono dirette verso gli ebrei e "i non ebrei". Cosa vuol dire? In che modo commetto antisemitismo se offendo un "non ebreo"? 

Beh, metti che un tizio non ebreo venga scambiato per un ebreo, e molestato per questo motivo. Si tratterebbe comunque di una manifestazione di antisemitismo.  

Ah, dici che intende questo?

Forse sì.

Forse sì. Diciamo che non è chiarissimo. Ma andiamo avanti.

"Per orientare l’operato dell’IHRA le seguenti spiegazioni possono servire come esempi:"

Spiegazioni che "servono come esempi"? Sul serio?

Dai, qui è soltanto tradotto male. In inglese stavolta fila, sono examples che servono da illustrations.

Ma perché è tradotto così male? Voglio dire, avevano tutto il tempo e le risorse per...

Stai deviando. Avevi promesso di concentrarti sul testo. 

Va bene. 

Ecco, questo è cruciale. Ti dimostra quanto sia stato rimaneggiato il testo, da persone non molto esperte. La frase precedente serviva a introdurre immediatamente degli "esempi" di manifestazioni antisemite: uno quindi si aspetta gli esempi... e invece segue questa prolessi. 

Cos'è una prolessi?

Un'anticipazione di un'obiezione dell'interlocutore. L'obiezione sarebbe: ma queste manifestazioni non sono antisemite, al massimo sono anti-israeliane. Peccato che non abbiamo ancora letto di che manifestazioni si tratti. Si sente proprio che qualcuno è intervenuto che aveva più fretta di prevenire delle obiezioni che di consegnare un testo convincente.

Comunque è indiscutibile, lo Stato di Israele è concepito come una collettività ebraica.

Certo. 

Quindi se offendi lo Stato di Israele... stai offendendo una collettività ebraica.

Va bene. 

Nessuna obiezione?

Leggi dopo. 

"Tuttavia le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite".

E questo cosa vorrebbe dire?

Beh, mi sembra chiaro. Che puoi criticare Israele, basta che lo critichi come criticheresti qualsiasi altro paese. 

E se Israele fa delle cose che nessun altro paese fa?

Ma in che senso...

Cioè io posso criticare Israele perché, poniamo, ha la bomba atomica. Ce l'ha la Russia, la Russia è criticabile, quindi anche Israele è criticabile. Oppure il costo della vita è molto alto. Anche in Norvegia è molto alto, e se posso criticare la Norvegia... posso criticare anche Israele. Va bene. Oppure è una società con un certo tasso di segregazione razziale, anche il Sudafrica lo era fino a qualche anno fa, per cui posso forse sostenere che in Israele viga la segregazione razziale...

Ehm... no.

No cosa.

Il paragone col Sudafrica non mi sembra molto... insomma, la situazione è oggettivamente diversa.

Ah, dici che le modalità di segregazione previste dalla legge israeliana sono troppo diverse da quelle adottate dal vecchio regime sudafricano?

Mi sembra di sì.

E ti viene in mente un altro Paese in cui la segregazione avvenga con le modalità previste dalle leggi israeliane?

A occhio no. È una situazione molto peculiare.

Infatti.

L'unico Stato ebraico, al centro del Medio Oriente... è chiaro che ci siano elementi di assoluta eccezionalità.

Perfetto, quindi secondo l'IHRA non posso criticarlo. 

Ma non intendeva questo.

Sicuro? Dice che posso criticarlo solo come criticherei un altro Paese: e siccome le cose che Israele fa sono eccezionali, io non lo posso criticare senza ricadere in una modalità antisemita. E nota che stiamo parlando di un documento che definisce uno stato di eccezionalità, perché l'antisemitismo è un fenomeno peculiare, con caratteristiche evidentemente diverse da qualsiasi altro fenomeno razzista o xenofobico. Insomma, in un documento in si definisce uno stato di eccezione, viene messo per iscritto che non si può giudicare lo stato di eccezione. E andiamo avanti.

"L’antisemitismo spesso accusa gli ebrei di cospirare per danneggiare l’umanità, e se ne fa ricorso di frequente per dare la colpa agli ebrei quando “le cose non funzionano”."

Un po' goffo, non trovi? È proprio un modo di esprimersi approssimativo, che uno studioso non userebbe. 

Forse era uno studioso che cercava di esprimersi nel modo più semplice possibile. "L’antisemitismo si esprime nel linguaggio scritto e parlato..."

Bisognava assolutamente specificare che il linguaggio può essere "scritto e parlato".

Ti stai attaccando al capello. 

È scritto male. E spiegami cos'è questa frase:


È una frase che introduce una lista di esempi di antisemitismo.


Ed è la seconda che incontriamo. Prima di arrivare finalmente a questi benedetti esempi. In mezzo c'è stata una prolessi che ha aggiunto un'ulteriore definizione di antisemitismo, da aggiungere a quella che si leggeva all'inizio. Questa pagina è un pasticcio. È evidentemente stata rimaneggiata da qualcuno che voleva assolutamente aggiungere delle cose, ma non sapeva dove aggiungerle senza strappare il testo, né era in grado di ricucirlo dopo. E pensa a quanto è inutile, e goffo (in italiano soprattutto), quel gerundio assoluto: "Considerando il contesto generale".

Va bene, ma ora voglio proprio vedere cosa avrai da dire sul primo esempio:


Non è un esempio. 

Ma dai.

Un esempio è "un caso concreto, un comportamento o un oggetto che serve a spiegare una regola, chiarire un'idea o fare da modello". Se per dire qui mi avessero presentato il caso di un tale X, che nel tal luogo e nella tale ora avesse "incitato, sostenuto o giustificato l'uccisione di ebrei o danni contro gli ebrei", ecco, questo sarebbe stato un esempio. Ma gli "esempi" della definizione IHRA non sono esempi: sono modalità, sono pratiche, atteggiamenti, comportamenti, quel che vuoi, ma non "esempi". 

Sarà anche scritto male, ma il contenuto è chiaro è indiscutibile.

Tautologico, oserei dire. Chi odia gli ebrei in quanto ebrei è antisemita. Ok, andiamo avanti.


"Per esempio, specialmente ma non esclusivamente".

Ho capito, ho capito, non ti  piace come scrive.

È scritto male! Però almeno qui c'è una cosa che assomiglia a un esempio: "il mito del complotto ebraico mondiale". Il problema è che non chiarisce fino a che punto posso criticare una lobby internazionale sionista (come ad esempio l'AIPAC), senza ricadere nella casistica del "mito del complotto ebraico mondiale". Qualcuno potrebbe benissimo impugnare questa definizione e sostenere che non posso, tout court. E però Israele qualche mezzo di comunicazione lo controlla, o no?

Non lo so. Penso che gli organi di informazione israeliani siano quasi tutti di proprietà privata.

E i proprietari potrebbero essere... ebrei?

Immagino di sì.

Sei sicuro di non avere appena affermato qualcosa di antisemita? Ebrei che controllano mezzi di comunicazione!

Vabbe' ma non è questo il punto. Sta definendo un atteggiamento complottista che indubbiamente esiste.

Lo sta definendo in un modo veramente molto vago. Scusami eh, noi viviamo in Italia. Molti organi di stampa sono proprietà o emanazione di gruppi privati che perseguono i loro interessi. Posso dire questa cosa?

Certo.

E se uno di loro, dico in linea puramente ipotetica, fosse ebreo, o comunque perseguisse una linea filosionista, potrei dirlo? 

Ma non è questo il punto...

Posso dire che lo Stato di Israele ha potuto contare, in Italia, su una stampa compiacente? Lo posso fare o secondo l'IHRA è antisemitismo? E anche se fosse antisemitismo, diventerebbe una bugia? Sai qual è il vero problema qui?

Sento che stai per dirmelo.

È che questi "esempi" – che esempi non sono – non tengono in nessun conto un fattore chiave dell'informazione. La verità. 

"Quid est veritas?"

 Senti, hai presente i Protocolli dei Savi di Sion. 

Certo che li ho presente. E spero concorderai che si tratta di un documento antisemita.

Infatti. E perché?

Proprio perché metteva per iscritto "il mito del complotto ebraico mondiale".


Questo era un motivo. Ma ce n'era un altro, altrettanto importante: era un falso. Ti propongo un esperimento mentale. Immagina di essere James Bond e di scoprire che esiste un'associazione segreta che trama per conquistare il mondo. 

La Spectre.

Quella, o Mignolo e il Prof. Cosa farai?

Beh, per prima cosa rapporto ai superiori. 

Bene. E ora immagina che questa associazione abbia sede a Tel Aviv. Puoi ancora fare rapporto o diventi antisemita?

È un esperimento assurdo. La Spectre non esiste. 

Il fatto che non esista non significa che non possa esistere da qui all'eternità. Io voglio bene in generale a tutti, ebrei compresi, ma devo voler più bene alla verità, e non posso neanche in linea di principio limitare la mia responsabilità di osservarla, capirla e denunciarla. Sarei antisemita se mi inventassi le prove di un complotto mondiale sionista. Ma se per caso le trovassi, e le verificassi, io in tutta coscienza non mi considererei un antisemita. Con buona pace dell'IHRA.

Ma in effetti se ci pensi l'IHRA parla di "insinuazioni mendaci". 

Per come è scritto, sembra voglia affermare che qualsiasi insinuazione su un complotto mondiale sarà mendace per definizione. 

Non è così chiaro...

Mentre dovrebbe esserlo. Parliamo della definizione ufficiale internazionale eccetera eccetera. Andiamo avanti. 


Fermo. Qui so già cosa stai per dire.

È ridicolo, dai.

In effetti per com'è scritto sembra che non faccia molta differenza se un crimine è reale o immaginario. 

Un bel lapsus.

Comunque, a parte lo stile involuto, il senso è chiaro. Una categoria di persone non può essere ritenuta colpevole di quello che ha fatto una persona. O un gruppo di persone. 

In sostanza sta dicendo che non posso accusare tutti gli ebrei di quello che commettono gli israeliani. 

Si può applicare anche a questo caso, ma è più generale. 

Bene. Teniamocelo per detto e andiamo avanti. 


Io avrei scritto "intenzione genocidiaria", altrimenti è ambiguo... 

Ti attacchi al capello.

...E sono tra quelli che disapprovano il termine Olocausto, spero che non sia antisemitismo anche questo. Avrei preferito Shoah. 

Ricordami che differenza c'è.

La shoah è una catastrofe, una devastazione. L'olocausto è un sacrificio religioso. 

Quindi insomma se lo chiami olocausto stai implicando che sia stato richiesto da Dio?

E che abbia ottenuto un risultato. È un'idea che non posso condividere, e che trovo anzi piuttosto pericolosa. 

L'idea che...

Che il sacrificio di milioni di ebrei sia stato il prezzo da pagare per ottenere uno Stato ebraico. Una visione millenarista che fornisce una giustificazione storica anche alla persecuzione nazista. Non lo accetto. Sono peraltro in buona compagnia

Però alla fine in Greco – sto googlando –  holokauston significa "tutto bruciato", non molto diverso da Shoah. La tua è una sovrainterpretazione...

Non direi, ma andiamo avanti. 


C'era bisogno di questo punto? Cosa dice in più del precedente? Chi nega la Shoah/Olocausto è antisemita, era abbastanza chiaro. Però qualcuno ha sentito la necessità di definire e distinguere "gli ebrei come popolo" e "Israele come stato". Peraltro, cosa significa accusare uno "stato"? Al massimo accusi un governo, una classe dirigente, una classe sociale, al limite il popolo intero.

Gli antisemiti spesso si esprimono male. 

Non è un buon motivo per imitarli. 

Se insegui un pirata della strada, facilmente supererai i limiti di velocità...


Ecco, questa è fantastica. Hai presente Theodor Herzl?

Il fondatore del sionismo. 

Sai da dove veniva?

Europa centrale, mi sembra.

Era ungherese. Suddito austro-ungarico. Ora ti faccio una domanda. Secondo te Theodor Herzl era più fedele alla causa sionista o agli interessi dell'Impero Austro-ungarico? Occhio a come rispondi, perché secondo la definizione IHRA potresti essere considerato un antisemita...

Ma è un caso limite...

Un caso limite? I sionisti venivano da tutto il mondo e progettavano di fondare un Paese nuovo. Perfettamente comprensibile, tra l'altro. Se lo dico, divento antisemita? Cioè manca sempre quella maledetta clausola, la verità! Se accuso un cittadino ebreo di essere più fedele a Israele, e non ho le prove, e me lo sto inventando, sono antisemita. Ma se invece posso dimostrare che è così, perché proibirmelo? Perché certi enunciati d'ora in poi saranno sbagliati indifferentemente dalla quantità di verità che contengono, indifferentemente dalle prove che possono confermarli? Sai cos'è questo?

Sento che arriva Orwell...

Mi dispiace, non posso farci niente, o quello o l'Inquisizione, insomma il Parlamento sta istituendo uno psicoreato. Vado a un corteo del 25 aprile, vedo un drappello con le bandiere israeliane, penso: questi vogliono rovinare la festa a tutti, gli interessa più sventolare la bandierina dei quel Paese che festeggiare la liberazione di questo, in cui vivono... eh no! Una cosa così non posso più dirla, e sarebbe meglio neanche pensarla. Ma perché, se mi sembra vera? Almeno dimostratemi che è falsa. Cioè non voglio avere ragione a tutti i costi. Ma voglio essere giudicato per i miei argomenti, per i fatti oggettivi con cui riesco a puntellarli. Non perché certe idee non si possono più scrivere e basta! Fanno tanto gli occidentali ma hanno un'idea di Occidente che è più Torquemada che Galileo, se mi è concesso. Ma senti, ti propongo un esperimento mentale.

Un altro?

Immagina che in Italia esista una lobby, non so, di agricoltori.

Non faccio molta fatica a immaginarla.

Immagina che questa lobby si applichi affinché venga approvata in parlamento una legge che sanziona chi afferma che in Italia esiste una lobby di agricoltori. Vietato affermare che gli agricoltori hanno a cuore i loro interessi! Ciò va contro all'interesse degli agricoltori! Ti rendi conto che questa roba si contraddice da sola? 

Non direi che si contraddice.

Hai ragione, non si contraddice, si autodenuncia. Vedi più in basso:


Quanto fa ridere quel "per esempio"? Cioè la faccia tosta di scrivere "per esempio" quando è l'unico esempio che t'interessa, l'unica cosa che ti premeva scrivere in due paginette di concetti confusi. Sai quel vecchio proverbio: ogni accusa è una confessione.

Non è così vecchio.

Chi ha scritto questa roba non ha veramente argomenti per confutare che lo Stato di Israele sia un'"espressione di razzismo". L'unica cosa che può fare è istituire uno psicoreato. Vietato pensarlo. 

Tu pensi che l'esistenza dello Stato di Israele sia una espressione di razzismo?

Io, se volessi affermare una cosa del genere, cercherei delle prove. Leggi razziste o segregazioniste promulgate dal parlamento israeliano. Esistenza di comunità segregate. Forme di cittadinanza di serie A e B. Pratiche tese a disincentivare il voto di determinate comunità etniche o religiose. Una volta esposte queste prove, a chi le esamina spetterebbe giudicare se sono antisemita o se dico la verità. Perché il contrario dell'antisemitismo non è la propaganda sionista. Il contrario dell'antisemitismo dev'essere la verità.  

La pensi così?

L'alternativa sarebbe ammettere che la verità qualche volta può essere antisemita. 

Ti stai ficcando nei guai... andiamo avanti. 


Questa è una cosa a cui i sionisti tengono tantissimo; allo stesso tempo diventa difficile da spiegare appena esci dai confini fisici o mentali di Israele. Chi è che applica "due pesi e due misure nei confronti di Israele"? Quale altro Paese "democratico" ne occupa un altro da quasi ottant'anni con la complicità dei Paesi più ricchi dello schieramento occidentale? Quale altro Paese si definisce come la patria di tutti gli appartenenti a una comunità religiosa, indifferentemente dalla loro provenienza geografica? Quale altro Paese poteva cacciarsi nella trappola di Gaza e farla franca per tre anni? Ma soprattutto, hai notato che non si parla più di ebrei?

È implicito...

È caduta la maschera, chi ha scritto questa roba non ha così tanto interesse al buon nome degli ebrei. È Israele che conta, è Israele che è uno Stato eccezionale e allo stesso momento non può essere giudicato quando si comporta in modo eccezionale – ne consegue che Israele non può essere giudicato. Come si fa a prendere per buona questa roba? Sono trappole retoriche da due soldi, scritte da gente che ragiona ancora con categorie coloniali...

Coloniali?

I dirigenti israeliani non sono passati attraverso la decolonizzazione. Mentre i grandi imperi coloniali europei sgomberavano, e intere generazioni mettevano in discussione le ideologie che li avevano ispirati, loro erano molto occupati a costruire e difendere la loro piccola patria. Per loro "Stato democratico" significa semplicemente "Stato coloniale", e non capiscono perché non possono più trattare i palestinesi come gli inglesi trattavano gli zulù, come i francesi trattavano gli algerini. Basta discuterci una mezz'ora per notare lo choc culturale: tu dici "Stato democratico" e pensi a Kennedy o Mitterrand: loro pensano a Churchill che carcera e scarcera Gandhi a seconda della convenienza. Perlomeno questa è l'unica spiegazione che riesco a darmi per queste tre righe assurde. E va avanti:


Anche qui, hai notato? Ormai non fa neanche più finta. Il problema non è usare "simboli e immagini dell'antisemitismo classico" per accusare gli ebrei, macché, cosa gliene frega degli ebrei. Il problema è usare gli stessi simboli per caratterizzare "Israele o gli israeliani". L'unica cosa che gli interessi. Ti viene in mente un'altra dichiarazione internazionale scritta in un modo altrettanto goffo?


Voglio vedere cosa ci trovi di male in questa.

Ah, beh, questa ormai è un classico. Ha anche un nome specifico: "Holocaust inversion". 

A parte il nome, il concetto è abbastanza chiaro. Paragonare Israele al nazismo è antisemita.

Ok, ma perché?

Devo proprio spiegarti il perché? Gli ebrei sono stati massacrati dai nazisti.

Quindi insomma, non si parla di corda in casa dell'impiccato.

Anche. Ma soprattutto è un paragone assurdo. Israele non è uno Stato nazista. 

E quindi se lo affermassi sarei ridicolo, la gente riderebbe di me, fine. Perché vietarmi di fare una brutta figura? Qualcuno ha paura che io possa trovare prove convincenti?

Saresti offensivo.

Perché non avrei prove, no? Non potrei assolutamente dimostrare che il governo israeliano persegue politiche di espansione dello spazio vitale, politiche di segregazione volte a separare e magari in un secondo tempo eliminare intere minoranze etnico-religiose...

Stai esagerando.

Probabilmente sì, e tra l'altro devo dire che i paragoni col nazismo mi annoiano – sono la risorsa dei polemisti senza fantasia – ma in linea puramente teorica, se io riuscissi a portare delle prove, se le usassi per dimostrare che mentre in Europa la Shoah ci portava a riflettere sull'esigenza di superare nazionalismi e razzismi, in Israele ha progressivamente preso il sopravvento una concezione che vede in nazionalismo segregazionista l'unico modo di trovarsi nel prossimo olocausto... dalla parte della vittima e non dell'esecutore? Certo, se le mie prove fossero poco convincenti, dopo averle esaminate potresti darmi dell'antisemita. Ma perché non vuoi nemmeno starmi a sentire? 
Questa definizione sembra un bambino che a un certo punto comincia a percuotersi le orecchie, la la la la la non ti sento, queste cose non puoi dirmele, non voglio nemmeno pensarci. Pensa anche solo a quant'era maldestro chi ha lasciato nel documento quell'aggettivo: vietato paragonare "la politica israeliana contemporanea". Contemporanea a cosa? Praticamente ci sta dicendo che Israele non potrà mai, per nessun motivo, essere paragonato al nazismo, qualsiasi cosa faccia. E quindi chi impedirà agli israeliani di fare qualsiasi cosa?


Vabbe', dai, questa è la beffa finale. 

Ma è sacrosanto, scusa. Gli ebrei non sono collettivamente responsabili...

Certo che non sono "collettivamente responsabili". Nessuno è "collettivamente responsabile". Ma anche un'affermazione sacrosanta, in calce a una pagina piena di sciocchezze, diventa una beffa. Poche righe sopra si stabiliva che lo Stato di Israele trae il suo fondamento dal diritto di autodeterminazione del popolo ebraico. Però se lo Stato di Israele combina un guaio, improvvisamente gli ebrei non c'entrano. C'è sempre questo gioco delle tre carte: non puoi criticare Israele perché è lo stato ebraico, non puoi criticare gli ebrei perché non sono responsabili di quello che fa lo Stato di Israele. Non puoi criticare niente. Inoltre in quanto unico Stato ebraico, Israele ha il diritto di reclamare la propria eccezionalità: e allo stesso tempo non puoi giudicarlo usando pesi e misure diverse da qualsiasi altro Paese, e quindi – torniamo sempre lì – non puoi giudicarlo proprio, non spetta a te: tanto più che è massimamente popolato da cittadini ebraici, che in quanto tali non possono mica essere "collettivamente responsabili". Senti. Sei d'accordo che l'Italia è lo Stato degli italiani?

Mi sembra tautologico, resta da stabilire chi siano gli it...

Ok. Posso giudicare gli italiani responsabili per le azioni dello Stato italiano?

Non funziona così, di ebrei ce n'è tantissimi anche fuori da Israele. 

Anche di italiani ce n'è tanti, che ne so, in Argentina.

Ti immagini che roba, dare la colpa a un oriundo argentino di quello che fa il governo italiano?

Anche gli oriundi hanno il diritto di voto, quindi perché no. Cioè in linea di massima non ci trovo nulla di così assurdo. Il punto è che gli italiani non hanno recintato una regione al confine, non la stanno affamando, non ne stanno eliminando progressivamente gli abitanti; ma se succedesse, e se incontrassi un oriundo italiano a Buenos Aires che ha votato per un governo che commette crimini del genere, non potrei rinfacciarglieli? Lui obietterebbe che comunque l'Italia è uno "Stato democratico", ma appunto: la democrazia implica una condivisione di responsabilità: se hai votato per un governo genocida accetta che qualcuno possa chiedertene conto. Dunque, con un italiano mi comporterei così: perché non potrei comportarmi così con un israeliano all'estero che sostiene il suo governo? Sto cercando di usare lo stesso peso, la stessa misura.

Non tutti gli ebrei si possono definire "israeliani all'estero".

E non tutti gli oriundi italiani risulteranno sostenitori di un governo genocida. Ma immaginati un autogrill in Argentina, immagina di imbatterti in un tipo vestito con simboli tricolore che inneggia al suo governo, e immagina che si tratti di un governo colpevole di crimini contro l'umanità... Posso criticarlo o devo prendermi una testata sul naso e ringraziare?


Hai qualcosa da dire anche qui?

Sono un po' stanco, e forse lo erano anche loro, mi pare che qui sia stato molto consultato Monsieur de Lapalisse... i crimini sono considerati crimini quando sono definiti tali dalla legge, tante grazie... dopodiché se infili anche un banale circuito tautologico in un testo di legge, hai praticamente un nastro di Moebius: per la legge italiana l'antisemitismo è definito da un testo che definisce crimine antisemita ciò che la legge del nostro Paese definisce tale. Non so, non me ne intendo, magari sono incidenti che in giurisprudenza succedono. Devo ammettere che nutro una certa disistima per Delrio, uno che una volta con un tratto di penna cancellò il diritto di rappresentanza a livello provinciale degli abitanti dei comuni non capoluogo di città metropolitana. È come se avesse qualcosa di personale contro l'articolo 3 della Costituzione. 

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Precisamente. Non mi sembra difficile da capire, né da rispettare. Siamo tutti uguali davanti alla legge, sia che nasciamo in un capoluogo, sia che nasciamo un po' più lontano. E non importa se siamo cristiani o ebrei. La legge è uguale per tutti. 

Pensi che il ddl Delrio sia anticostituzionale?

Ne sono abbastanza sicuro. Spero che i deputati non lo votino, e in caso contrario spero che il Presidente della Repubblica glielo rimandi indietro. E in caso contrario spero che vinceremo il ricorso alla Corte Costituzionale. Nel frattempo mi riservo di affermare quel che penso, basandomi sulle evidenze che trovo. 

Ma sei sicuro di avere ragione?

Potrei anche sbagliarmi, su tante cose. Ma come faccio a capirlo se non me lo dimostrate? Di sicuro un bavaglio non mi farà cambiare idea. È quasi sempre una strategia fallimentare, ci sono tanti esempi. Qualcuno ogni tanto dicendo la sua verità si brucia, ma sulla distanza la verità salta fuori sempre, è una sua proprietà intrinseca.

La verità alla fine vince sempre: tu, non necessariamente.

E vabbe', che ci vuoi fare.

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