Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi. Noi no. Donate all'UNRWA.

venerdì 30 novembre 2001

Sabato è la giornata mondiale della lotta alla AIDS...e questo sito aderisce all'iniziativa mondiale Link and Think

Del resto è facile, quando si può contare sul potentissimo motore di ricerca di Vita...

Anche se qualcuno qui è convinto che io abbia sempre qualcosa da dire su tutto, in realtà non ho quasi niente da dire sull’AIDS. E per fortuna, aggiungerei.
La prima cosa che mi fa venire in mente la Giornata mondiale di lotta all’AIDS è “’azz, è da un po’ che devo fare il test”.

Quand’ero giovane volevo andare a fare il test ma mi vergognavo, così un giorno partii senza dire niente a nessuno. Giunto alla stazione piccola, incrocio la mia cara, carissima amica G. con qualche altra sua sodale, che mi fa: “mi accompagni a…”
“No, mi dispiace, guarda devo andare”.
“Dove?”
“A… all’ospedale”.
“Ah. Vai a fare il test? Bravo bravo”.
L’avrei strozzata (come molte altre volte)

Che poi uno crede che facendo il test le ragazze si tranquillizzeranno, perché si sa, loro sono molto più adulte e responsabili… Col cacchio! Se glielo dite, si terrorizzano...

Il dialogo tipo:
“Vabè, ma tu sei proprio sicuro, eh?”
“Certo, ho preso tutte le misure, non vedi?”.
“Sarà…”
“E in ogni caso puoi star tranquilla, ho fatto il test”.
“Che cosa?”
“Ho fatto il test dell’accaivù, sono negativo, è vero, l’ho fatto l’anno scorso, ma tanto poi non…”
“Ma perché hai fatto il test?”
“Così, perché mi andava di farlo”.
“Stai mentendo”.
“Cioè, non l’avevo mai fatto e pensavo fosse ora di…”
“Mi nascondi qualcosa di terribile”.
“Insomma, l’ex della mia ragazza l’aveva tradita con una che da ragazzina stava con uno che… ma comunque era solo per essere tranquilli”.
“E adesso sei tranquillo?”
“Abbastanza, sì. Comunque se vuoi lo faccio di nuovo”.
“Eh, magari”.
“Se vuoi possiamo andarci assieme, sai”.
“Ma dove si fa?”
“Perché, tu non l’hai mai fatto?”
“No, io no”.
“Perché non l’hai mai fatto?”
“Perché… così”.
“Ah”.

Ragazzi, ragazze, non vergognamoci di fare il test.
(Magari del contrario).

Make love singing songs

Ieri sera stavo aspettando i miei amici là fuori, persi nella nebbia, quando ho sentito qualcosa come un gemito da sotto il letto. Ho dato un’occhiata. Era la mia chitarra, che piangeva dolcemente.
Cosa c’è adesso, le ho chiesto. "Ma niente", fa lei. "Ho dato un’occhiata al mondo". “Ah sì?”, le ho risposto. “E hai fatto caso che gira?”
Ma ha suonato il telefono e l’ho lasciata lì sola a strillare. “Stiamo arrivando”, dicevano i miei amici. In questi casi so come va a finire: che mi tocca aspettarli tutta notte. E allora sono uscito.

Sono andato a trovare questa amica che mi dice sempre: “Sai, se avessi bisogno di qualcuno, quello saresti tu”, perciò evidentemente non ha mai bisogno di nessuno. E infatti ogni volta che ci vediamo lei attacca con discorsi del tipo: “Cerca di capire che è tutto dentro di te, e che nessun altro oltre a te può farti cambiare… e che in realtà tu sei una piccola cosa, e che la vita comunque va avanti, con o senza te”…
Finché io (che questi argomenti li reggo solo fino a un certo punto) non la interrompo con una grassa risata, e poi “Pensa per te”, le dico. Anzi: “Ho una parola o due da dire sul modo in cui ti comporti, e tutte le bugie che dici su come potremmo essere felici se solo chiudessimo gli occhi”.
(E mentre fingeva di non capire io insistevo): “Devo lasciarmi dietro tutte le rovine della tua vita, perché anche se non l’hai capito, le tue idee non possono fare altro che causare ancora miserie”. E me ne sono andato (sbattendo la porta).

Uscendo ho incrociato un porcellino che razzolava nel fango.
“C’è gente tutt’intorno che ti rotola a terra”, ho detto io.
“Ma non mi guardi così”, fa lui. “Caro Signore, i veri maiali sono quelli che razzolano in colletto bianco… nelle loro case tutte pulite, non so se mi spiego, che si mangiano il prosciutto con tanto di forchetta e coltello”.
Io gli ho risposto qualcosa, ma non ricordo cosa, perché l’istante dopo mi sono svegliato, in camera mia, al suono della mia chitarra che piangeva, piano.
“Ancora tu? Insomma cosa c’è, mi vuoi spiegare?”
“Io… io non lo so cosa vi ha preso. Con tutti gli errori che fate, qualche cosa avreste dovuto impararla, o no?”
“Eh?”
“E invece vi siete persi, e tutto l’amore che resta chiuso dentro di voi, tutto quell’amore… cioè, io non lo so”.

È andata avanti tutta la notte.
Stamattina ho scoperto il perché.
Oggi tutte le chitarre del mondo piangono dolcemente. Addio, George (Beware the pennies on your eyes).

mercoledì 28 novembre 2001

questa non ve l'aspettavate, eh?Viva gli ananas Del Monte

“Vedi quando ero piccolo…”
“Uh, la prendi alla lontana”.
“Lasciami finire. Quand’ero piccolo, sognavo di fare il chitarrista”.
“Lo fanno tutti”.
“Sì, però intanto studiavo per fare il professore”.
“E cosa sei diventato?”
“Nessuno dei due, ma non è questo l’importante. L’importante è che avevo già due obiettivi: uno di massima e uno di minima”.
“La prosa e la poesia”.
“Se preferisci. Per esempio: se vado a una manifestazione è perché voglio un mondo diverso, più libero e più giusto per tutti…”
“Questa è poesia. E la prosa?”
“…però sugli striscioni non scrivo voglio un mondo più libero e più giusto”.
“Ah no?”
“No. Ci scrivo: Tassiamo le transizioni finanziarie! Sanzioniamo i paradisi fiscali! Riformiamo la normativa sulle rogatorie internazionali!
“E questa sarebbe la prosa. Quindi sei un riformista, non un rivoluzionario”.
“Semplicemente credo negli obiettivi minimi. Che poi a vederli bene non sono affatto minimi, sono enormi. Prendi il Buy nothing day…”
“Sì, ne ho sentito parlare”.
“Voglio dire, non si tratta di abolire il commercio, né le multinazionali”.
“Che non sarebbe una brutta idea”.
“Non m’interessa, tanto non la posso realizzare… però posso dimostrare che sono un consumatore consapevole”.
“Perché per un giorno non consumi e il giorno dopo consumi il doppio?”
"È la stessa logica dello sciopero. Non sciopero per rovinare la mia impresa, sciopero per far sentire ai dirigenti le mie ragioni. E il giorno dopo torno a lavorare”.
“Se intanto non ti hanno licenziato per ingiusta causa”.
“Lascia stare… non voglio abolire le multinazionali, voglio solo far sentire la mia voce. T’immagini se i diagrammi mondiali delle vendite precipitassero per 24 ore… ai piani alti qualcuno si chiederebbe: ‘Cos’è questa, una guerra? Il Papa ha indetto un digiuno?’. ‘No, Sir, è stato il buy nothing day’.
“Benissimo, fa lui. Lunedì prossimo facciamo un laying off day. Ne licenziamo uno su dieci e siamo pari…”
“Non è così che vanno le cose”.
“Ah no?”
“No. Prendi il caso Del Monte”.
“Ach! Occhio a citare una multinazionale! Ti fanno un culo tanto”…
“La Del Monte è meno multinazionale di quanto sembri. È controllata dalla Cirio”.
“Sì? L’uomo del Monte tifa Lazio?”
“C’era questa piantagione di ananas in Kenya, dove i contadini lavoravano a contatto di pesticidi proibiti dalla legge, per un salario inferiore alla soglia della povertà…”
“E che ci vuoi fare? Il mondo ha bisogno di ananas”.
“Poi c’è questa piccola organizzazione pisana, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Piccola ma cazzuta. Hanno fatto un sopralluogo e hanno visto com’era la situazione”.
“E poi? Hanno annunciato che boicottavano? Sai che roba. Anch’io boicottavo la Del Monte”.
“E perché lo facevi?”
“Ma… sapevo che andava boicottata, e…”
“Forse la boicottavi anche tu a causa delle notizie messe in giro dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo”.
“E allora? È cambiato qualcosa?”
“Sì, perché oltre a boicottare sono andati a parlare con la Cirio e la Coop”.
“La Coop? Buoni quelli”.
“La Coop distribuisce l’ananas del Monte. Però ha un’immagine etica molto forte da salvaguardare”.
“Potrebbe salvaguardarla trattando meglio i dipendenti… o costruendo meno ipermercati…”
“Fatto sta che alla fine i contadini hanno vinto”.
“Cosa?”
“Sì, la Cirio ha sostituito i dirigenti sudafricani della piantagione, ha aumentato i salari e diminuito i pesticidi”.
“Di quanto?”
“Non lo so, non mi ricordo. Ho letto tutto su Linus, qualche mese fa… ci hanno fatto anche un servizio su Report…, ma su Internet non ho trovato molto”.
“Qualcosa del Manifesto, immagino”.
“Fa lo stesso se è il Carlino?”
“Ma, insomma, vuoi dire che il boicottaggio è finito?”
“Sì, è finito”.
“Cioè, adesso io posso comprare il succo di pompelmo rosa Del Monte, se voglio?”
“Puoi farlo. Anzi, più ne bevi meglio è. Facciamo un po’ di pubblicità a una multinazionale, per una volta”.
“Il pompelmo rosa della Del Monte è il più buono del mondo”.
“Anche se forse quello equosolidale della CTM è ancora meglio…”
“Ah, perché adesso dovrei anche mettermi a bere il pompelmo equosolidale?”
“Non sei obbligato, però…”
“Cioè, non si finisce mai. Con questi obbiettivi minimi non si finisce mai”.
“Bravo, hai capito qual è il punto. Non si finisce mai”.
“E alla fine secondo me uno si stanca”.
“Si stancano anche i rivoluzionari, poi vanno a scrivere i giornali per la moglie di Berlusconi. L’importante è avere ottenuto qualcosa prima di stancarsi, anche solo un kenyota intossicato in meno. Tutto qui”.
"Tutto qui. Lo sei poi diventato, un chitarrista?”
“Ci sto lavorando”.

martedì 27 novembre 2001

Non si butta via niente
Redazione di Leonardo, una sera qualunque.
"Allora, il pezzo di stasera? Chi ha delle idee, forza."
"Che ne dite di recensire il deludentissimo film dei registi italiani su Genova?"
"No, per un po' basta noglobbal, vi prego".
"Ma lo avevo già pronto!".
"E tu dallo a polaroid, che non si butta via niente".
"E se parlassimo di pinguini? Alle ragazze piacciono i pinguini!"
"E se parlassimo di ragazze?"
"A loro non piacerebbe".
"Potremmo fare una lista di tutte quelle che negli ultimi 20 giorni mi hanno detto: Perché sai, io non voglio farti del male.
Sarebbe divertente".
"Bravo, e già che ci sei accludi nomi cognomi e indirizzi".
"Ma perché qui sopra non si legge mai un pezzo su quanto sia bello/brutto avere 30 ed essere sposati/conviventi/padri?"
"Perché non abbiamo 30 anni e non siamo né sposati né padre né niente".
"Sfiga".
"Ah, e poi ricordati che Ketty vuole un pezzo sul sul sesso".
"Su cosa?"
"Sul sesso".
"E cos'è?"
"è ... è difficile da spiegare... "
"La solita roba da webdesigners, immagino. Ma io non me ne intendo di quella roba lì, poi mi ridono dietro..."
"Sentite, ma un bel pezzo divertente, come ai vecchi tempi? Questa cosa di Cossiga che sfida Bill Gates, per esempio. Perché non facciamo una scenetta con Bill sequestrato da Gladio... si sveglia ed è legato a una sedia, ha la barba sfatta... sullo sfondo c'è il simbolo di... di..."
"Di un pinguino! Alle ragazze piacciono i pinguini!"
"Ma certo! Un pinguino, il simbolo di Linux! Bill Gates rapito dalle brigate Open Source! Gaaaanzo".
"Questa non fa ridere nessuno".
"Però fa pensare".
"Sì, fa pensare che siamo alla frutta. Andiamo a casa, va'".
"Ah no, mettiamo almeno un link serio".
"Tipo?"
"Qualcosa sul WTO! Non abbiamo mai, mai parlato del WTO. Siamo andati fino a Roma per protestare contro e non abbiamo spiegato nemmeno il perché. Vergogna..."
"Non possiamo mica spiegare tutto sempre".
"E poi ho detto basta! basta noglobbal, hanno stressato la m..."
"Signori, scusate, ma non so se qualcuno di voi si è reso conto che siamo in una guerra, che ci sono i marines a Kahandar e..."

"Ragazzi, fermi tutti! C'è un'emergenza! Quel sordido colletto bianco di Wile ha parlato male del Buy nothing day!"
"E sai che ci frega"
"Scherzi? dobbiamo rintuzzarlo immediatamente".
"Ma ne abbiamo parlato anche ieri sera... cheppalle..."
"E la volete dare vinta a Wile? Mai!"
"Senti, vorrà dire che lo rintuzziamo domani".
"Domani non si può! Ci sarà da parlare del WTO!"
"E della guerra! Un altro giornalista morto! Non ce ne frega più niente?"
"E di Cossiga, che fa ridere".
"E dei pinguini... i pinguini piacciono a..."

"Sentite, abbiamo già parlato di questo. Non dobbiamo parlare per forza di tutto, non ce l'ha detto il dottore.
Anzi, forse il dottore a questo punto ci consiglierebbe di smettere".
"Senza neanche mettere un link sul WTO?".
"Fatto".
"Però domani Wile lo rintuzziamo, vero?"
"Sì, domani lo rintuzziamo".
"Promesso?"
"Promesso".

lunedì 26 novembre 2001

Ciao Enzo,
Sono Leo, il “più bravo a spiegare certe cose” (bello slogan se facessi l’andrologo), e tutto quello che posso dirti è che:

Non sono mai stato entusiasta del Buy nothing day.
È un’iniziativa che nasce in America (quel day così antipaticamente berlusconiano…), dove comunque i drugstore stanno aperti 24 ore, e un sabato senza far la spesa non è una grossa privazione. (Ma a noialtri poveracci, se ci togli il sabato pomeriggio, di cosa lo riempiamo il frigo? Di discorsi?)
In Italia, poi, il day quest'anno sfortunatamente cadeva proprio nella giornata di raccolta del Fondo Alimentare, per cui non ci è stato nemmeno risparmiato il dissidio interiore quotidiano: facciamo beneficienza o boicottiamo? (Sempre di più si avverte la necessità non dico di un leader ma almeno di un’authority che faccia un po’ di ordine sulle manifestazioni, che stili un calendario: oggi siamo qua per questo motivo, domani non andiamo là per quest’altro: è un’esigenza forte, questa, dalle mie parti e non solo).
Personalmente faccio il possibile per combattere contro il consumismo tutti i giorni, e non aspetto un giorno all’anno per sgravarmi la coscienza; e tuttavia…

Tuttavia la giornata del non acquisto non è una brutta idea, in sé.
Una volta, in tempo di guerra, i re e i presidenti raccomandavano ai sudditi o ai cittadini di lavorare sodo per il benessere della Patria, e chi non lo faceva era un disfattista. Adesso cosa ci chiede Bush o Berlusconi? Di comprare e consumare come se niente fosse. Così supereremo la crisi (crisi? quale crisi?) e salveremo l’Occidente. E il lavoro? Sì, il nostro lavoro è importante. Ma non tanto da farci vincere la guerra. Il consumo, quello sì è importante.
Se stamattina fossimo rimasti a letto non sarebbe poi stato così grave per il Prodotto Interno Lordo. Ma se sabato non andiamo a far la spesa siamo disfattisti, né più né meno.
Noi occidentali contiamo più come consumatori che come lavoratori. La cosa ci può fare più o meno fastidio, ma almeno ammettiamolo. Può darsi che un boicottaggio ben fatto ottenga più risultati di uno sciopero o di una manifestazione. (Che è poi il minimo possa dire un ex obiettore della Bottega d’Oltremare a un ex obiettore di Commercio Alternativo).

Insomma, Enzo, credo che in queste cose bisogna recuperare un po’ di understatement, ch’è sì raro: e siccome tu sei sempre stato il mio campione locale di understatement, ti eleggo mio vate sul campo: va,insegnami a prendere le cose un po’ con leggerezza. Sabato mi sono roso il fegato perché una mezza giornata libera non mi capita da settimane, e sono mesi che devo comprarmi scarpe e stereo. Alla fine sono sceso in via Emilia e ho comprato del tè solidale alla bancarella. E già mi sentivo meglio.

Pro e contro sul Buy nothing day.

venerdì 23 novembre 2001

Un post per Wile

- Perché se lo merita
- perché lui parla sempre di me e io di lui mai
- Perché ha chiesto un feedback
- Perché gli è successo qualcosa, Non so esattamente, ma dev'esser stata grave, e a me dispiace... sono sempre molto impacciato in queste situazioni, e preferisco di solito far finata di niente, ma non vuol dire che non ci sono.
- Perché ha compiuto gli anni: auguri! In ritardo. Gli auguri in ritardo ci fanno sentire più giovani! Ahem... sì, vabbè.
- Perché lui parla sempre di me e io mai di lui, e, a proposito di feedback, io faccio sempre finta di niente, ma i suoi sono importanti per me. E a proposito:
--- grazie, ma non credo di essere "il blog più noto e amato"... magari "il più noto e amato da Wile", e questo è fin troppo sufficiente. Ma se sono noto da qualcuno è anche e soprattutto per la pubblicità che ti ostini a farmi, contro ogni buon senso. Io non posso pagarti! nemmeno in natura! Sono povero anche lì!
--- la "sindrome del diessino-noglobal-depresso" è una buona descrizione, tuttavia il mio decorso un è po' particolare. Non sono stato mai diessino, è questo soprattutto che mi fa incazzare. Se lo fossi stato adesso almeno potrei pentirmi di qualcosa.
--- Tu comunque hai fatto di peggio... sei reo confesso pannelliano... dove andrai a sbattere la testa, adesso?
--- Se sono più alto di Yoda? Mmm. Di sicuro sono più carino.

In realtà non parlo spesso degli altri blog perché m'imbarazza parlare di persone che non conosco, o conosco in modo così particolare. Potrei anch'io mettermi a segnalare questo o quello, col risultato di mandare i miei 30 lettori in un altro blog dove si segnala il mio, e siamo daccapo.
C'è anche una questione di economia. I blog sono tanti, e la vita è breve, e io dovrei iniziare a fare delle scelte.
Non è che mi stia stancando, ma dovrei cominciare a disintossicarmi. Accadono avvenimenti inquietanti, sintomi di dissociazione, tipo e-mail inviate alla Spettabile Redazione di Me Stesso (Proprio così: Spettabile redazione di Leonardo), paranoie da contatore ("Oddio! Oggi ho dieci contatti in meno! Sto diventando noioso!" Poi ci si lamenta se bruno vespa chiama le ballerine, ma io al suo posto potrei fare di peggio...), ecc.
Tutto questo che c'entra con Wile... beh, è anche un po' colpa sua. Prima che passasse lui, io credevo più o meno di essere solo al mondo, con quei due o tre lettori occasionali che mi conoscevano già di persona.
Poi è passato Wile, ha passato la voce, e questo sito in qualche mese è diventato un personaggio virtuale, (molto più interessante del suo autore, probabilmente), con un carattere, delle idee, delle responsabilità addirittura. Scrivere qui diventa sempre più difficile, bisogna documentarsi... spendere notti in ricerche storiche... è un bimbo esigente, mi fa perdere un sacco di tempo...

Io lo ammazzerei anche, che ci vuole? Ma non vorrei fare un dispiacere a Wile.
Farò così. Scriverò post sempre più noiosi, finché lui e tutti gli altri non eleggeranno un nuovo vate.
In realtà è già da un po' che mi sto dando da fare.

Ciao Wile, stammi bene. Ti leggo sempre (anche se non lo ammetto mai). Saluti alla Jena.
Bip bip

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