Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi. Noi no. Donate all'UNRWA.

sabato 22 novembre 2008

Blog Is Dead #378

And Spoons Are Not Feeling That Good Either

>Hey dude!

>What's up, doc?

>Been lookin' for U on Facebook but haven't found U

>Of course
>I guess I'm not there

>YOU'RE NOT ON FACEBOOK?

>No
>Is it serious, doc?

>Always thought of U as a kind of a geek
>on the internet 24/7


>In fact I already know so many ways to waste my time,
>So I don't think I need FB

>So what? Are U already on the next big thing?

>Well... no
>I'm just writing on my old blog actually.

>So... you're still into blogging

>Right.

>And what do you post? Videos? Podcasts?

>Text. Just plain text.

>TXT???

>Oh, sometimes I've got some pictures too.

>And you still have readers?

>More than ever, I have to say.

>But I heard the blog was dead.

>Oh yes, so many times.

>No, this time it's serious,
>I heard it was killed by facebook.


>Really? Didn't know.

>You need some updates, aint'you?

>Sad but true
>Please help me

>For instance
>Are you still using spoons?


>Yes, why
>Please, don't tell me spoon is dead

>Dead and buried

>Shit
>And the killer was?

>The corkscrew

>???
>I cant'understand
>Please explain

>Can't explain, you know how trends go.
>One day it's spoon, next day it's corkscrew


>But how can you eat soup with a corkscrew

>Of course you can't. Corkscrew is not for eating soup.
>Are you kiddin' me?


>Never.
>I'm going to throw away my spoons right now.
>But please, tell me more.

>Well, This is not 100% sure, but
>Have you got any umbrellas?


>Of course. Should I throw them away too?

>Yup.

>And replace them with?

>This ain't been fixed yet
>When I discover U'll be the 1st to know,
>I promise


>Can I suggest a sewing machine?

>What?
>Are you foolin'me? 


>Sorry,
>for a moment I thought I've caught how trends go

>You're a desperate case I guess
>I'm leaving now, someone's calling on my Intercom
>Bye

Bye

(Poor boy, still on Intercom
Nobody told him it was killed by Myspace)

mercoledì 19 novembre 2008

21st Century Schizoid Anchormen

Ciao, sono il tuo telegiornale delle Tredici!

La tua finestra sul mondo! Peccato che il mondo faccia schifo. No, sto scherzando, è tutto molto divertente.
Nei primi dieci minuti ci saranno interviste a dei politici presi per strada che si rimbeccano. Questo è molto noioso e non interessa effettivamente a nessuno, ma il Direttore sostiene che c'è una legge che lo costringe, e che comunque se un giorno sbagliasse il minutaggio licenzierebbero lui la moglie e i discendenti fino alla settima generazione. Ehi, sembra che a qualcuno sia successo davvero.

Apprezza almeno lo sforzo dei miei operatori: anche se i politici che parlano sono quasi sempre le stesse mezze calze, loro si sforzano di trovare ogni giorno un'inquadratura diversa. Così almeno ti mostriamo un po' di Città Eterna a ora di pranzo; e poi anche loro riescono più spontanei, più naturali. Le loro dichiarazioni sembrano estorte a forza dopo ore di pedinamenti, e questo se vuoi è paradossale, perché la loro mansione di Portavoce consiste appunto in questo: uscire da Montecitorio, sparare una cazzata anche breve che comunque noi taglieremo, e andarsene per i fatti loro. Bella vita, eh? No, in realtà dev'essere frustrante.

Ecco, finalmente siamo arrivati alla Cronaca, che poi è quello che c'interessa (anche se in realtà non ce ne frega niente). Dunque. C'è un tale in un quartiere di una città che ha ucciso un bambino. Pare gli sia saltato alla gola. L'assassino è uno straniero originario dell'... dell'Anatolia. Notizia tremenda, eh. C'è davvero da aver paura ad andare in giro, con tutte queste brutte facce... Stacco. Pare che in Italia ci sia un'emergenza razzismo. Lo dice una ricerca di un'università. Pazzesco, ma ti rendi conto! Il razzismo! In Italia! La ricerca dice che i mass media tendono a dare risalto ai crimini commessi da stranieri bla bla bla... a questo punto ti saresti già annoiato, quindi abbiamo montato sopra l'intervista a uno psicologo che l'anno scorso ha detto ai nostri microfoni che razzismo è brutto, razzismo non si fa.

Ok, e veniamo all'Orribile Processo. Di' la verità, cominciavi a temere che non ne avremmo parlato, eh? Oggi pare che l'Imputata Bionda abbia scambiato uno sguardo con l'Imputato Scuro. Forse era uno Sguardo d'Intesa, ma potrebbe anche essere uno Sguardo di Disapprovazione, in effetti l'unica sarebbe fartelo vedere, ma in quel momento il cameraman s'era distratto, comunque fidati. È tutto? Sì, perché le deposizioni erano noiosissime e noi non vogliamo farti cambiare canale, soprattutto adesso che tra tre minuti c'è la pubblicità. E quindi... beh, abbiamo pensato di approfondire mostrandoti la fila di gente che c'è fuori! Una fila di gente che vorrebbe entrare a vedere l'Orribile Processo, non lo trovi morboso? Abbiamo attaccato la dichiarazione di un vip che lo trova morboso. Oddio, vip... in realtà è un poeta di cui nessuno conosce un verso, ma ha una raccomandazione di ferro della Congregazione Opere Mariane. E poi abbiamo intervistato i vecchietti in fila. Sono sempre morbosi, i vecchietti.
No, in realtà mi stanno simpatici.

A questo punto, senza nessun preavviso, comincia lo spezzone preferito dai bambini e dalla quota cacciatori della Lega: gli animali! I nostri piccoli grandi amici! Purtroppo non riusciamo più a mostrarti l'orso Knut, si è mangiato gli ultimi tre cameramen che si sono avvicinati. Pensavamo di farti vedere un cucciolo di foca orfano allattato a biberon, ma all'ultimo momento c'è arrivata un'agenzia: in un quartiere di una città un bambino è stato morso alla gola da un cane! Sì, vabbè, povero bambino, ma soprattutto... povero cane! I cani, sapete, sono buoni di default, e se per caso a uno scappa di sgozzare un bambino, chissà che infanzia di privazioni e crudeltà si porta dietro. Poi i bambini, diciamolo, certe volte non sanno veramente trattare i cani. Schizzano da tutte le parti, li eccitano... vogliamo un po' parlare della responsabilità di chi non li addestra?

Sì, lo so, è la stessa notizia di prima. Ci siamo accorti che il tizio che mandava suoni gutturali era un “cane pastore dell'Anatolia”, embè? No, ma se tu leggi un'agenzia con scritto “pastore dell'Anatolia”, pensi prima a un cane o a una persona?
Come? Ma certo che funziona così:

straniero sgozza bambino = colpa straniero; 
cane sgozza bambino = colpa bambino. 

Lo trovi strano? Non è affatto strano. È molto semplice: nel consiglio di amministrazione abbiamo tre padroni di cani e nessuno straniero. Adesso però veniamo alle cose serie. Pubblicità.

Automobili, compagnie telefoniche che cercano di strapparsi i clienti esausti, banche che non hanno più nemmeno un soldo per pagare i figuranti ma t'implorano lo stesso di aprire un mutuo, pillolazze che assumi al primo acquazzone e poi non prendi più influenze fino al 2031; quindi se nei prossimi 23 anni un tipo interessante t'invitasse al ristorante... oh, ma andiamo, e ci credi pure? E la prossima volta cosa ti venderemo? La polverina che scioglie le calorie? Certo, come no, abbiamo brevettato una sostanza che infrange le leggi della Termodinamica e invece di usarla per possedere il mondo te la vendiamo sotto le feste di Natale a prezzi modici!

Fine del momento serio.
Costume e Società. Allarme dei medici: la gente prende troppi antibiotici! Ma ogni antibiotico non fa che selezionare un virus più forte, e andando avanti così tra qualche anno i virus vinceranno... chissà poi se era così interessante questa notizia, mah. Nel frattempo comunque ti abbiamo mostrato tre minuti di gente che starnutisce e tossisce sotto la pioggia e un sacco di pilloline dai colori sgargianti; speriamo che sia passato il messaggio giusto.

Poi c'è il super-mega-concorso che sta facendo perdere il sonno agli italiani, che spendono un sacco di soldi per vincere il super-mega-jack-pot. Abbiamo intervistato uno psicologo che dice di stare attenti, che uno rischia di perdersi tutti i risparmi, giocando a questo super-mega-concorso con il super-mega-jack-pot. Che sciocchi, eh, questi italiani che... ma ti ho già detto che c'è un super-mega-jack-pot? No, sai, non vorrei mai venir meno al dovere di cronaca. Dunque, dicevamo, mi raccomando, non dilapidate i vostri risparmi per vincere questo SUPER-MEGA-JACK-POT. Così lo vincerà qualcun altro. Magari proprio dal tabacchino sotto casa tua, perché chi lo sa, in fondo potrebbe avercela lui, la scheda che vince il SUPER-MEGA-JACK-POT.

E adesso che c'è... ah, già, modelle. C'è rimasta la marchetta alle ultime due case di moda importanti, poi se Dio vuole la stagione Autunnoinverno è finita. Siccome però notizie da abbinare agli outfit non ne abbiamo, pensavamo di risolvere anche stavolta il problema così: mostriamo solo le modelle più ossute e intervistiamo uno psicologo che dice che comunque l'anoressia è un problema legato alla famiglia. Quindi beccati altri due minuti di modelle ossute... Ehi, ma hai visto che bel pellicciotto quella lì... ah, è foca? Però. Proprio bella, eh. Certo, ne dovresti perdere di chili per entrarci. Però col nuovo prodotto che scioglie le calorie, chissà.

E questo è tutto. Ciao dal tuo Telegiornale, la tua finestra del mondo.
Sì, lo so, sono schizzato. E mi piaccio così.
No, non è vero, mi faccio schifo.

lunedì 17 novembre 2008

6-6-6, the number of the Beast

Non ci 6

Caro Ministro Gelmini, ho appreso che lei è contro l'ideologia del 6 politico. Siccome sono un insegnante, la cosa non può che farmi piacere. Caro Ministro, continui così.
Tenga duro. Ignori quella folla ipocrita di colleghi, studenti e sindacalisti che da due giorni non fa che chiedersi: “ma che c'entra il 6 politico?” Il 6 c'entra. Eccome se c'entra.

Perché è vero, sarà almeno da 39 anni che nessun istituto o università ne assegna uno. Sono anche molti anni che nessuno ha il coraggio o la sfacciataggine di chiederli. Eppure la diabolica tentazione di affibbiare un sei agli ignoranti senza più nemmeno interrogarli, risparmiando fegato e fatica... ebbene quella tentazione è sempre qui, presente in mezzo a noi, talvolta incarnata nelle forme più insospettabili.
A volte persino in circolari e testi di legge!

Le faccio un esempio, caro Ministro, tratto da un decreto che forse non ha letto (mica si può legger tutto nella vita), che all'articolo 3 comma 3 recitava:

Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

Queste due righe, lette a caldo, erano in grado di portare il panico in un qualunque consiglio di classe di terza media: infatti, per quanto i docenti vi s'ingegnassero di leggervi altro, il contenuto sembrava ben chiaro: chi prende un cinque ripete l'anno. Fine. Come, bastava un cinque? Un solo cinque? Sì. Dura lex, sed lex. Sed dura!

“Oddio, e chi li avverte i genitori, adesso?”
“Vuol dire che ne dobbiamo bocciare cinque, sei per classe? Su cinque classi fanno già una classe in più l'anno prossimo!”
“E dove li mettiamo, nel corridoio?”
“Non si può, lì ci fanno già gli allenamenti di atletica...”
“Ma no, cos'avete capito? Il DL non dice mica che dobbiamo bocciarne cinque o sei”.
“Ma veramente...”
“Leggete bene. Il DL non vi obbliga a bocciare nessuno. Vi chiede semplicemente di prendere i cinque e trasformarli in sei”.
“Come, tutto qui?”
“Certo che è tutto qui”.
“Ma in questo modo...”
“Il rendimento medio della scuola italiana migliorerà in un sol colpo, vedrete”.
“Ma non è giusto”.
“Vedrete le statistiche, l'anno prossimo! Saremo tutti più bravi di un punto secco”.
“Ma questo... è il sei politico”.
“Se intendi che è un sei introdotto dai politici, sì, in effetti possiamo chiamarlo così. Ma questa più che politica è economia: guarda cosa succede con le galere”.
“Che c'entrano le galere con le scuole?”
“C'entrano sempre. Se inasprisci le leggi e non costruisci galere, il risultato che ottieni è liberare detenuti per reati gravi per far posto a detenuti per reati leggeri. Allo stesso modo, se inasprisci la selezione scolastica ma non costruisci una sola aula in più, e non paghi un solo docente in più, puoi anche raccontarti che vuoi una scuola più selettiva; in realtà stai solo inaugurando un diplomificio per asini”.

Lo vede, Caro Ministro? Non importa cosa diciamo o facciamo per scacciarlo: il 6 politico è sempre in mezzo a noi. Per esempio, il sei politico si legge chiaramente tra le righe dell'articolo 3, comma 3, del Decreto Legge 137 del 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1/9/2008, e firmato da Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio), Maria Stella Gelmini (Ministro della Pubblica Istruzione), Giulio Tremonti (Ministro dell'Economia) e Renato Brunetta (Ministro della Funzione Pubblica).
Lei comunque si dice contraria. Ne prendo atto.
Ne prenda atto anche lei.
Si levi di mezzo.

venerdì 14 novembre 2008

Questo è Intrattenimento

Se anche questa sera voglio stare a casa

Drin, drin
“Pronto, ma chi è?”
“Sono Arci, disturbo?”
“S-no, aspetta... solo un attimo... devo pausare... ecco”.
“Cos'è che devi fare?”
“Ma niente... stavo guardando una cosa sul... sul lettore. Dimmi”.
“Ma hai sentito di Genova?”
“Eh?”
Il processo! Hanno condannato quelli che sono entrati alle Diaz”.
“Ah, bene”.
“Ma bene un cazzo! Hanno preso solo i pesci piccoli! Tutti i graduati scagionati...”
“Ahi”.
“Io non ho parole. Non le ho più, veramente”.
“Eh”.
“E neanche tu, mi sembra”.
“Ma infatti cosa vuoi che ti dica, guarda... è uno schifo”.
“Altroché”.
“Ma mica da oggi”.
“Infatti io non ne posso più. Ne ho parlato anche con Aurelio. Te lo ricordi Aurelio”.
“Come no”.
“Lui dice che siamo a Vienna ormai. Il congresso, capisci?”
“Che congresso?”
“Il congresso di Vienna! 1814! La restaurazione in tutta Europa! È lì che siamo tornati!”
“Beh, in effetti”.
“Per cui lui sostiene che bisogna ripartire da lì”.
“Che in pratica vorrebbe dire...”
“Insomma, stiamo rifondando la Carboneria”.
“Tu e Aurelio”.
“Ti chiamavo infatti per sapere se ci volevi stare”.
“Eh?”
“Sta tranquillo, chiamo da un anonimo occultato. Comunque se ci stai d'ora in poi dovremo comunicare con un codice crittografico che...”
“Scusa, eh. Però non mi sembra una cosa seria questa. Cioè, mica si fonda in due o tre, la Carboneria”.
“Ah, ma non credere che all'inizio, nel 1814, fossero molti di più”.
“Sarà, ma comunque...”
“E anche in seguito, c'è poco da scherzare, sai? La prima generazione, tutti alla forca. Il carcere duro nei casi fortunati. Però da qualche parte bisogna pure iniziare. E allora, ci stai o no?”
“Ci devo pensare”.
“Balle. Sì o no, avanti. Non posso mica perder tempo, sto chiamando tutto l'indirizzario del duemilaetré”.
“Vedi, il punto è che ho tantissima roba da fare, tu non hai veramente idea di quanta”.
“Bravo, spezzati la schiena per Tremonti”.
“C'è questo mutuo maledetto che...”
“Bla bla bla”.
“E ho anche messo famiglia, sai”.
“E che futuro le prepari, ci stai pensando?”
“Arci, ma ti rendi conto? E' mezzanotte, sono qui sprofondato sul divano e tu mi telefoni per chiedermi di unirmi a una congiura e ti devo dire sì o no subito? Non posso pensarci almeno fino a domani?”

La mia generazione non è che abbia avuto tutte le fortune del mondo, eh, possiamo anche dirlo.
Certo, ad altri è andata pure peggio. Noi siamo pur sempre quelli troppo giovani per le pere e troppo vecchi per il crack. Non ci hanno nemmeno fatto respirare il ddt. In compenso siamo stati irradiati da tantissima televisione a colori che, si è scoperto in seguito, faceva male.
E si vede. Prendi un trentenne di successo a caso (uno dei 15 trentenni di successo di cui si fregia l'Italia): uno scrittore o politico o musicista o che ne so. Grattalo un po', e vedrai cosa salta fuori: Goldrake e Fonzie, Fonzie e Goldrake. Tutto qui? Quasi sempre tutto qui. Eppure.
Eppure, a furia di prendere sberle dalla Realtà, a un certo punto sembravamo esserci svegliati pure noi. E proprio quando cominciavamo a capire che il mondo aveva bisogno del nostro impegno. Proprio quando cominciavamo a sensibilizzarci, a responsabilizzarci, a organizzarci. Proprio quando ci apprestavamo a raccogliere il testimone dai quarantenni spossati, proprio quando sembrava giunta finalmente l'ora di uscire di casa...

“Se proprio insisti ti richiamo domani”.
“Oh, grazie. Adesso ciao, eh?”
“Ma senti. Cosa stai guardando?”
“Io? No, niente”.
“Come niente. Quando ti ho chiamato, hai detto che mettevi in pausa qualcosa”.
“Mah, sai, è una serie americana che ho scaricato”.
“Una serie?”
“Sì, è la quarta serie di un telefilm che... qui da noi in chiaro stanno ancora mandando la terza... devo dire che mi sta prendendo”.
“E di che parla?”
“Mah, è un gruppo di straordinari eroi che lotta per la salvezza del loro mondo, ma... detta così, suona ridicola”.
“Mentre invece...”
“Mentre invece ognuno di loro ha una storia molto incasinata, gli elementi fantastici sono finalizzati alla caratterizzazione psicologica, ci sono degli incastri narrativi particolarmente complessi, insomma è scritta davvero bene, certe volte ti viene l'invidia, davvero...”
“Ti sento molto entusiasta”.
“Beh, guarda, mi ero messo lì a guardare un episodio alle sette, e poi...”
“E' mezzanotte ormai”.
“Cacchio, vuol dire che sono qui sul divano immobile da cinque ore”.
“Non devi andare in bagno?”
“No. Anche perché non ho bevuto niente. Disidratato”.
“Gli americani sanno il fatto loro”.
“Ah, ma quando ti capita di vederla, capirai. Cioè, magari i primi due episodi ti sembra una stronzata. No, diciamo che fino a metà della prima serie è una stronzata. Ma poi....”
“Ti prende”.
“Se vuoi ti passo la prima serie, c'ho il cofanetto... comunque sul mulo trovi tutto, eh”.
“Grazie, ma non credo che avrò il tempo”.
“Ah già, dimenticavo, la Carboneria”.
“Sì, quella m'impegnerà molto, temo”.
“Allora mi richiami domani?”
“Forse”.
“Solo magari cerca di suonarmi verso le sette, perché dopo...”
“Non vuoi essere disturbato”.
“Mi mancano ancora sei episodi. Così dopo non ci penso più”.
“Ma dopo ne troverai un'altra”.
“Un'altra così? No, questa è davvero l'ultima”.
“Dici sempre così”.
“A domani allora, eh?”
“A domani”.

...Proprio quando sembravamo finalmente cresciuti, flop! Atterrarono in un colpo sui nostri salotti centinaia di serie americane, tutte meravigliose e intriganti, tutte più intelligenti di quanto non sembravano, tutte scaricabili gratis, tutte per noi. Direi che anche stavolta il Risorgimento è rimandato.

mercoledì 12 novembre 2008

Tollererete caro, tollererete tutto

Alla fine mi sono ricordato.
C'è un motivo per cui la visione di una frotta di fasci che invade una tv mi suona familiare. Ma certo. Il glorioso attacco di Forza Nuova ad Adel Smith, gennaio 2003! Una pagina gloriosa dell'eterna sfida tra il bene, il male e il ridicolo. Per dire, più o meno immediatamente dopo Lepanto viene l'attacco di Forza Nuova ad Adel Smith.
E dire che non se ne ricorda più nessuno. Me ne stavo scordando anch'io. Meglio ravvivare la Fiamma della Gloria con ciò che scrissi allora.

Tollerando tollerando

Ha ragione il Presidente
Galan: il Veneto è una regione tollerante. Fin troppo.

C’è un tale Adel Smith,
abruzzese di origini egizio-scozzesi convertitosi all’Islam, che sostiene di poter confutare la religione cristiana. Con una combriccola di amici (tra cui un ex brigatista, Massimo Zucchi) fonda un’associazione dal nome indovinato: Unione Musulmani d’Italia. Comincia con il chiedere la distruzione dell'affresco di San Petronio dove Maometto è dipinto tra le fiamme dell'inferno; diffonde volantini in cui considera la Comunione un "rito antropofago".
Pittoresco com’è, viene nominato da Bruno Vespa rappresentante televisivo dell’Islam italiano. E da lì in poi, ci si può immaginare come tutti i talk show politici non vedano l’ora di ospitarlo per tollerarlo un po’.

Quando arriva in Veneto, Adel Smith trova la gente molto ben disposta nei suoi confronti. “Qui sono tutti gentilissimi con noi”, dice, e c’è da credergli. Negli studi di Teleserenissima (Padova) ha un primo scontro a chi si tollera di più col leghista Pelanda.
Smith fa quel che può per dare una buona immagine di sé e dei Musulmani d’Italia: oltre a confutare come sempre la religione cattolica, annuncia che le torri gemelle sono state abbattute da Bush per darsi un tono, ecc.Vince lui, che si prende per primo un ceffone. Poi, certo, replica con calci e pugni, ma era stato l’altro a non tollerarlo per primo.

Fatto questo, Smith se ne poteva pure tornare in Abruzzo o dovunque. Invece riceve un invito da un'altra emittente locale, Telenuovo (Verona), caso mai qualcuno cominciasse a farsi dei dubbi sulla tolleranza dei veneti.
Poi è successo che per fatalità passassero di lì 23 valorosi attivisti di Forza Nuova.
Dico “valorosi” perché si sa, gli attivisti di Forza Nuova sono guerrieri con la testa sulle spalle e non attaccano mai se non sono sicuri di essere in una situazione, diciamo, di parità col nemico: dodici contro uno. Siccome Smith e il suo compare erano in due, ce ne sarebbero voluti 24, ma ne mancava uno. A questo punto qualcun altro si sarebbe tirato indietro, ma loro no: dando prova di una determinazione e di un coraggio fuori della norma, il manipolo di valorosi eroi si è fatto sotto il campanello di Teleserenissima. “Pronto, siamo di Forza Nuova, vorremmo irrompere in una vostra trasmissione in diretta, abbiamo anche ortaggi e uova marce”.

Anche in questo caso, l’atteggiamento del personale di Teleserenissima è stato improntato a una massima tolleranza e disponibilità al confronto: ai 23 valorosi eroi è stata mostrata la strada più breve verso lo studio dove stava parlando Adel Smith.
Il conduttore dapprima non ha mostrato, se proprio dobbiamo dirlo, quell’atteggiamento tollerante che ci si aspetterebbe da un operatore dell’informazione: per esempio, ha chiesto loro che non si coprissero il volto mentre si avvicinavano ai due musulmani d’Italia e iniziavano a pestarli. Ma poi si è ammansito, e alla fine ha caldamente consigliato ai valorosi di andarsene prima che arrivasse la polizia.

Tutto questo sabato. Nei giorni successivi scopriamo che questo match di tolleranza è solo il primo round della prossima campagna elettorale. Smith, infatti, dichiara che l’Unione Musulmani si candiderà alle elezioni; il segretario di Forza Nuova, dopo aver proposto una decorazione per i suoi valorosi, annuncia che i sei arrestati, "che difendono i valori della patria e del cattolicesimo" saranno
candidati a Treviso, altra città rinomata per la sua tolleranza nei confronti di tutti i cittadini, a partire dal primo.

Gli unici a non tollerare Smith, a quanto parte, sono i musulmani, che già dopo la prima serata a Porta a Porta lo avevano
cacciato fuori con infamia dalla moschea di Roma. “È un personaggio preoccupante, sedicente presidente di un’associazione che al massimo rappresenta 4-5 persone. La condanna per la sua aggressione non deve far dimenticare che è una figura che fa della provocazione la sua ragion d’essere” (Hamza Piccardo, segretario dell’Unione Comunità Islamiche, sulla Repubblica di domenica). “Siamo dispiaciuti. Dispiaciuti per la violenza inaccettabile… ma anche per la scelta fatta dai media di avvallare un’immagine dell’Islam, quella di Adel Smith, che non corrisponde al vero volto dell’Islam” (Hamdi Guerfi, Imam di Verona, sulla Repubblica di domenica).
Si vede che è gente arretrata, che non ha ancora capito il valore della moderna tolleranza.
Nel frattempo, Teleserenissima aveva già invitato Smith a un’altra serata. Giusto perché non si pensasse che Verona non lo tollera abbastanza.

E tutto questo, noi, lo tolleriamo.
Ma a volte mi chiedo se non tolleriamo un po’ troppo. (2003)


...Va bene, storie vecchie. Che senso ha riparlarne?
Il fatto è che se dovessi sintetizzare il dibattito politico italiano negli anni '00 con un episodio, probabilmente userei questo. Proprio perché non ha nulla di serio: finti musulmani si picchiavano con finti cattolici su emittenti televisive ridicole. I posteri diranno di noi che avevamo un'altissima soglia di tolleranza.

martedì 11 novembre 2008

Vabbe', ma di morte lenta

"Cosa volete, il morto?"

L'altro sera ho letto una scritta sul muro di un bagno: "agisci da prepotente e pensa da vittima". Ecco, credo che gli ideologi del Blocco Studentesco siano maturati in cessi simili.
Vuoi andare in testa al corteo ma non ti fanno passare? Agisci da prepotente: cìnghiali! Vedrai che se ne vanno.
Loro non se ne vanno? Chiamano i fratelli grandi e vi fanno un mazzo tanto? Pensa da vittima: ce l'hanno tutti con te perché sei fuori dal coro. E tu dal coro hai fermamente intenzione di star fuori! Almeno finché non te lo fanno dirigere.
Rai3 possiede un video che vi sputtana? Pensa da vittima: quelli vogliono fare le liste di proscrizione! Vogliono consegnare i vostri nomi e cognomi a quelli cattivi coi caschi che poi ci ammazzano. Agisci da prepotente: tutti in massa in via Teulada, dimostrazione di forza. Quando non c'è nessuno, perché altrimenti rischia di non venir bene, come dimostrazione di forza. 
Il risultato di questa tattica è interessante: più guai fanno, e più ci sono video con la loro faccia all'attenzione di giornalisti e magistratura. Più sono esposti, e più reagiscono. Più reagiscono e più sono esposti. In pratica si stanno spingendo a testa bassa in una tonnara di denunce.Va bene, sono ragazzini. Ma chi li spinge da dietro è un criminale - e non è Cossiga. Comunque non è nemmeno l'ultimo arrivato. 
Come finirà? Sarebbe bello che finisse in niente; purtroppo l'esperienza dice che questo tipo di cose finisce quando qualcuno si fa male davvero. Qualcuno chi? Chiunque può farsi male: un giovane di destra, uno di sinistra, un passante apolitico, un poliziotto o un carabiniere (magari uno giovane giovane e inesperto come quelli che furono lasciati in prima linea a Genova) La domanda che conclude il video del Blocco si può leggere in vari modi: Volete un morto? Se proprio v'interessa, ve lo procuriamo: ragazzini da mandare al macello se ne trovano agli angoli di strada. Voi guadagnate un pretesto per tirare un sipario sulla protesta studentesca, e il Blocco ci guadagna quel martire di cui ha un gran bisogno (mica possono continuare a riciclare il rogo di Primavalle, roba da Pleistocene).
A una tattica così suicida, come si reagisce? La prima regola è quella di sempre: non reagire alle provocazioni, mai, per nessun motivo. Se proprio vogliono un Caduto, se lo devono procurare da soli, cinghiamattandosi a morte.
La seconda regola ce la mostra il vecchio pazzo Cossiga, nostro Re Lear: parlare, parlare al vento. Può essere paranoia, o anche solo scaramanzia, ma se parlando di queste cose possiamo anche solo ridurre di un millesimo la possibilità che accadano, facciamolo. In tutti gli spazi dove possiamo dire qualcosa, diciamolo. Per esempio, se mi viene il sospetto che il governo mandi avanti i ragazzini fascisti nella speranza che un giorno o l'altro uno di loro faccia la fine di Placanica, pardon, la fine che doveva fare Placanica, io qui lo scrivo. Se poi non succede, sarò il primo a esserne felice. 
La terza regola: riderci sopra. Vogliono fare i martiri? Sommergiamoli di pernacchie. Coi ragazzini di solito funziona.

(E giu le mani dai Motörhead, pagliacci)

Altri pezzi