martedì 15 maggio 2001

(Ieri Blogspot non funzionava.
Inoltre, la mia opel posteggiata in luogo insolito al risveglio si è trovata bersagliata da qualcosa come una quarantina di piccioni incontinenti.
Al lavoro mi è sanguinato il naso senza preavviso su camicia e jeans, rendendomi disgustoso ai miei colleghi per otto ore.
Ai jeans si è anche scucita la cerniera.
E poi che altro? Ah, sì, era lunedì, 14 maggio 2001)





La trasmissione tv più stupida dell'anno non è Domenica In, non è Sanremo. Com'era facile immaginare, anche stavolta vincono le maratone elettorali.

Lo spettacolo più inutile
Non è questione di rai o mediaset. Non sto a lamentarmi perché Ferrara ha fatto l'imbecille coi fogliettini o Mentana si è preso gioco di un rappresentante di lista calvo. Considerato che nessuno aveva niente da dire, c'è da rimproverarli? Tanto valeva portarsi le ballerine.
E invece no, ci tenevano tanto a darci gli exit poll. Gli exit poll!
(Non infierisco sul min. Bianco che in diretta ha parlato di "exit polls").
Da quanti anni sappiamo che gli exit poll non ci azzeccano mai? Fossi un esperto abacus, me li terrei per me, e poi direi al giornalista avido e impaziente i primi numeri che mi vengono in mente. Pur che siano diversi dai dati exit poll Avrei più probabilità di indovinare. E non è escluso che all'abacus si comportino così davvero. (E chi li paga?)
Per poi assistere a un paio d'ore di prevedibilissime schermaglie su chi ci crede e chi no. È chiaro che chi sta vincendo dirà "Ho vinto" e chi sta perdendo "Aspettiamo"…
E il contorno di giornalisti irritatissimi per il ritardo dei seggi. Volevano dare subito i risultati e nessuno li aveva. Da qualche parte si stava ancora votando, addirittura. Tutta colpa del ministro. E dagli al ministro che ha impedito ai giornalisti una bella diretta spettacolare. Quelli della rai erano i più carogna. Avevano già fiutato il vento. Che brutta gente.
Ma anche se le elezioni fossero terminate in orario. Anche se gli exit poll fossero attendibili. Anche se i giornalisti tv fossero professionali… Insomma, anche se le veglie elettorali tv fossero ben fatte, esse rimarrebbero pur sempre uno spettacolo stupido. Intrinsecamente stupido. Che senso ha farsi venire l'ansia per delle proiezioni statistiche quando tra ventiquattr'ore tutti sapremo i dati reali? Lo trovate emozionante? Spettacolare?
Ecco, probabilmente la risposta è questa. La veglia elettorale dovrebbe essere uno spettacolo, una sacra rappresentazione, un rito. La democrazia che si manifesta, prima dietro il velame di offuscate proiezioni, poi all'alba nella sua completezza. Sarà così. Ma in Italia resta uno spettacolo osceno. Sarà per il basso livello sia degli officianti, sia giornalisti che politici. Due classi di privilegiati che si legittimano a vicenda.
Ma il primato di oscenità resta ai politici della Casa (delle libertà). Giubilare per i risultati è comprensibile (si trattava solo di exit poll, ma passi). Stizzirsi perché i dati non si conciliano con quelli dei loro sondaggi privati è già sintomo di arrogante ottusità. Se le proiezioni avessero continuato a smentirli, avrebbero cominciato a gridare al broglio, complice il caos dei seggi. Stavano già minacciando di farlo.

Io lo sapevo che dovevo andare a letto presto. È stato Riccardo a rovinarmi. "Dai, ci diamo solo un'occhiata. Sono curioso per Democrazia Europea…"
Democrazia europea… pffff.

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