lunedì 4 febbraio 2002

Mi si nota di più se mi accascio
"No, no, non ero arrabbiato. Ero stupefatto, poi ero sul palco, poi ho parlato. Ho parlato molto?". No, non molto, due minuti. "E cosa ho detto esattamente?"

Secondo me Moretti non voleva davvero. Non dico che non abbia fatto bene. Ma secondo me a quest’ora si sta dando pugni in testa per la stizza. Certe cose le pensiamo tutti, certe cose le diremmo tutti se ci facessero salire su un palco dopo un comizio di Fassino e Rutelli, però poi ci pentiremmo. Forse.
Dico forse, perché Moretti io non lo capisco bene. Con tanti amici che mi citano l’Autarchico a memoria, io l’unica volta che l’ho visto mi devo essere addormentato. Vero che certe sere a Santa Margherita avrei preso sonno anche con Die Hard 2, ma insomma, è un personaggio che non sento tanto mio. Anche questa barba integrale che mi è cresciuta adesso non c’entra niente, mi torna solo utile per simulare con gli studenti età mai vissute.

“Dovete sapere che quando io avevo la vostra età… più o meno dopo la terza guerra punica…”
“Ma prof, insomma, lei quanti anni ha?”
“Io ho tutti gli anni del mondo, Carbone”.
“Sembra giovane, però…”
“Perché mi nutro del sangue degli studenti importuni. Dicevamo: quando ero giovane io, figuratevi, internet praticamente non esisteva…”

Mi è tornato in mente Moretti per un altro motivo, tutto personale. Insomma, Giuliana aveva fatto questa festa e per telefono si era capito che ci teneva. Aveva chiamato un po’ di gente che conosciamo, ma io non sapevo bene come comportarmi. Sarà stata la tensione, lo stress di un pomeriggio impiegato in scrutini di ragazzi conosciuti una settimana prima, sarà stata qualche melanzana fritta o l’uvetta nell’insalata, insomma, la gastrite ha risolto tutti i miei problemi. Sono sprofondato prima sul divano, poi sul letto in fondo al corridoio, poi sul pavimento del bagnetto, poi di nuovo a letto, poi è venuta ora di salutare tutti e andare a casa.

Insomma: una serata perfetta. Anche perché ad accudirmi c’erano sempre un paio di ragazze che si turnavano, e quasi sempre erano ragazze molto importanti della mia vita, anche se non era obbligatorio. E io non dovevo atteggiarmi, non dovevo trovare discorsi: stavo disteso coi pantaloni slacciati e andavo bene così. Loro erano molto carine e molto materne, alcune mi toccavano la pancia, altre mi toccavano in generale.. Insomma: mi si nota di più se mi accascio in un angolo con la gastrite. Adesso che lo so, chi mi ferma più.

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