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domenica 2 novembre 2003

Forse non è la prima in assoluto (la disputa è annosa), ma l’Università degli Studi di Bologna (Alma Mater) è senz’altro una delle più antiche e celebrate.
La prima facoltà (diritto) è stata aperta dall’insigne giurista Irnerio intorno al 1088: a ruota sono seguite filosofia, astrologia, logica, retorica, ars notaria, medicina, teologia (1364), economia e commercio, lingue, il DAMS (1970 ca.), scienze della comunicazione (1994). In questo millennio scarso di vita, l’Alma Mater si è sempre tenuta al passo con le tecnologie: è stata una delle prime facoltà italiane ad aprire un sito web negli anni Novanta, e questo sito, dopo alterne vicende, è oggi uno strumento di lavoro pratico e funzionale.

Orbene, mi è capitato nei giorni scorsi di capitare in una pagina dei Bandi di Concorso, e di scaricare un bando – con annessa domanda d’iscrizione.
E ho capito qualcosa,
(qualcosa che i webdesigners non mi perdoneranno, sed magis amicus veritatis):
ho capito che il Comic Sans ha vinto.

Le domande d’iscrizione – documenti ufficiali, da consegnare affrancati con preziose marche da bollo – sono infatti scritti in Comic Sans. Ma ora – mentre i lettori pratici di grafica e webdesign stanno già digrignando denti e gengive – bisogna spiegare agli altri poveri mortali cos’è il Comic Sans.

Molto semplice: il Comic Sans è il font (=carattere) con cui sto scrivendo in questo momento. Di solito io scrivo in
Verdana. Ma oggi ho capito che il font del futuro è il Comic Sans.

Vi piace? Un po’ sì, è vero? Forse vi è già capitato di usarlo. Magari ci avete scritto le partecipazioni del vostro matrimonio. Su, confessate. Non mi scandalizzo, io. Non più.

Il Comic Sans è un font relativamente giovane, al centro di una feroce controversia tra i grafici e il resto del mondo. I grafici, infatti, lo odiano. Al punto di avere attivato una campagna internazionale di denigrazione, attraverso un sito internet (Ban Comic Sans: eliminiamo il Comic Sans). In un primo momento i grafici se l’erano presa direttamente con l’inventore del Font, Vincent Connare (forse lo stipendiato più odiato della Microsoft dopo Bill Gates). Connare si è difeso, spiegando che lui aveva semplicemente disegnato un font ‘simpatico’ da usare per fumetti e cartoni animati, e non si aspettava di trovarlo sui Menu dei ristoranti, come in seguito è accaduto.

Il problema è proprio questo: che mentre i grafici di tutto il mondo lo odiano, il resto del mondo lo ama alla follia, e lo usa in qualsiasi situazione, il più delle volte a sproposito. Perché? Perché… è troppo ‘simpatico’, troppo ‘carino’. Disgustosamente carino.

E anch’io, per molti anni, ho condiviso questo autorevole parere. Finché l’altra sera, mentre navigavo sul sito Internet di uno dei più prestigiosi atenei del mondo, non mi è capitato di pensare: ma in fondo, i grafici, cosa ne sanno? Possibile che milioni di utenti in tutto il mondo siano così deficienti? Non potrebbe essere il contrario, e cioè che la specializzazione e la spocchia degli operatori del settore impedisce loro di capire il valore di questa innovazione (così come gli anatomisti del Millequattro si scandalizzavano all’idea di sezionare un cadavere e rivedere le idee di Aristotele?)

È vero, è un font un po’ troppo… ‘carino’. Ma è anche un font estremamente leggibile (anche in corsivo, come vedete). Forse quando ho cominciato a usarlo vi sentivate un po’ spiazzati, magari mi sentivate parlare con la voce di Bart Simpson, ma adesso non ci fate più caso: mi state leggendo, come fate di solito, ma con un font un po’… un po’ più carino.

In fondo le innovazioni che suscitano scandalo nei professionisti e nei benpensanti sono sempre le migliori. Pensate a Galileo, agli Impressionisti, a Elvis Presley. Che polemiche, che reprimende. Ma alla fine avevano ragione loro, e noi viviamo in un mondo descritto da Galileo, dipinto dagli Impressionisti, ritmato da Elvis Presley. E da ieri compiliamo documenti ufficiali in Comic Sans. E dopodomani leggeremo l’Encyclopaedia Britannica in Comic Sans.
Grafici, arrendetevi. Certe battaglie sono prese in partenza. Gli ideatori della campagna Ban Comic Sans non lo sanno, ma la Storia ha già scolpito la loro lapide. Indovinate in che caratteri.

Quanto a noi, è tempo di mettersi dalla parte dei vincitori. We love Comic Sans!


(Fu Fred qualche anno fa a lincare Ban Comic Sans… Fred, non t’incazzare).

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