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domenica 27 gennaio 2008

Sabato a scuola non si trovava un videoregistratore, neanche a pagarlo. Tutti prenotati da mesi. Nei corridoi echeggiavano voci stentoree, gridi disperati. “Achtung Juden!” “H'raus!” “Tod und Verzweiflung!” E' un'altra Giornata della memoria.


Servirà a qualcosa? Questi ragazzi ricorderanno? O anche questi ricordi non sono destinati a perdersi come lacrime nella pioggia martellante di Scusa se ti chiamo amore e/o Alien vs Predator 2?

Dopo anni di martellamento a furia di Schindler's List e Il Pianista e La Caduta, credo di sì, credo che qualcosa resterà. In fondo sono piccoli, s'immedesimano in tutto.

Così a volte penso a me stesso più vecchio, mentre faccio una fila nella nebbia. A un certo punto un giovane seduto a un banchetto mi chiede COGNOME E NOME.
“Randolla Matteo”.
“Randolla... un suo parente non faceva il maestro alle medie di *****, per caso?”
“Veramente ero io”.
“Era lei? Il Prof Randolla?” Si alza di slancio, rivelando due metri di eleganza un po' marziale. “Professore, sono io! Galavotti Enea, si ricorda? La terza effe del duemiladieci!”
Queste cose io le odio, perché i nomi e i volti sono il mio punto debole, così corrugherò un attimo la fronte e poi la distenderò facendo finta di ricordare, e nel frattempo continuerò a frugare nei resti della mia memoria, alla ricerca dei medesimi occhi verdi, di un naso analogamente schiacciato, e di quel nome, Enea, Enea, Enea.
“Ah, bene, Enea, vedo che ti sei sistemato!”
“Se n'è accorto, eh?” E si tocca le spalle, indicando un distintivo o una mostrina di cui in realtà io ignoro il significato. “E se tutto questo va a buon fine ci dovrebbe anche essere una promozione”.
“Beh, in bocca al lupo”.
“Professore, devo dirle, in questi anni ho pensato molto a lei”.
“Ah, sì, beh...”
“Vede, ne ho discusso anche con i miei coetanei, e siamo arrivati alla medesima conclusione: gli anni delle medie sono stati i più formativi”.
“Ah, però. Chi se l'aspettava”. (Io, no. Io pensavo di gestire un parcheggio tra le elementari e il liceo).
“Sì, perché in quegli anni hai la mente e il cuore... come dire... teneri. Si plasmano su quello che trovano, capisce. E io ho avuto una grande fortuna a incontrare lei”.
“Ah, davvero?”
“Ho ancora vivide nella memoria le immagini che ci proiettava, tutti quei film... a volte penso che tutto quello di buono che ho fatto nella vita lo devo a quei film”.
“Tutto questo è molto commovente, Enea, ma fa un po' freddo, la fila è lunghissima e sento che dal fondo qualcuno ci sta maledicendo”.
“Ma non si preoccupi. Senta (mi prende sottobraccio, la sua uniforme di ufficiale si strofina sul mio pigiama liso). Noi adesso qui dobbiamo dividervi in gruppi di sei e poi mettervi in fila. Lei cerchi di stare in fondo alla fila. Sempre in fondo”.
“Ma perc...”
“Poi vi portano nel piazzale della palestra, e sparano al torso del primo della fila. La pallottola trapassa e ne ammazza altri quattro, ma a volte l'ultimo si salva, capisce? Se riesce a fare il morto fino a sera può scappare”.
“Ma farà freddo!”
“I cadaveri scaldano”.
“Ma Enea, posso farti una domanda seria?”
“Dica pure, prof”.
“Perché tutto questo orrore, perché?”
“Cosa vuole che le dica, stiamo esaurendo le munizioni, dobbiamo fare economia. O preferirebbe che vi strangolassimo? Converrà che questo è un metodo più pietoso”.
“Ma...”
“E lo abbiamo preso da un film, sa? Quello in bianco e nero lungo lungo, ha presente? Che gran film! Credo proprio che ce lo abbia fatto vedere lei”.
“Sì, però...”
“Aveva ragione, sa? Anche dai film si può imparare. E noi abbiamo imparato tutto. Ora, se non le spiace, devo esaurire questa coda. In bocca al lupo, professore”.
“In bocca al lupo, Enea, e grazie”.
“Ma grazie a lei. E si ricordi. Stia in fondo alla fila. Sempre in fondo”.


- Giornata della memoria 2004.
Reazioni:

14 commenti:

  1. La memoria. La memoria è solo dei pochi sopravvissuti. Gli altri se hanno culo capiscono, sennò diventano come il Galavotti, appunto.

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  2. Post molto toccante.
    C'è solo da augurarsi che non accada mai più...

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  3. Una verosimile profezia.
    Agghiacciante!

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  4. E' inutile lambiccarsi pensando che l'orrore abbia spiegazioni, o sia prevedibile, o evitabile. Sicuramente nel corso della storia dell'evoluzione umana si saranno prodotte varianti più pacifiche dell'essere umano attuale, ebbene non sono sopravvissute. L'unico motivo che ci ha evitato guerre disastrose, in tempi recenti, è a mio parere la sovrabbondanza di risorse, l'enorme ricchezza collettiva prodotta dal petrolio che ci ha temporaneamente distratto dal nostro passatempo preferito: massacrarci a vicenda.

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  5. Concordo in pieno con mammifero bipede. E aggiungerò che, siccome siamo più o meno al picco dell'offerta mondiale di petrolio (e lo riconoscono ormai anche le compagnie petrolifere), temo che purtroppo queste cose potremmo rivederle.

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  6. e pensare che c'è gente che ancora nega l'esistenza dell'olocausto

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  7. a "noi" (qualunque cosa voglia dire) ha evitato 'ste cose negli ultimi sessant'anni, ma non ha evitato "guerre disastrose" in rwanda o nell'ex jugoslavia o nel dardur o (tò, questa è fresca fresca) in kenia... sono portato a pensare che ci è stato evitato qualcosa del genere solo per caso: una serie di fortunate coincidenze. perché se si guardano i comportamenti degli automobilisti nel traffico o di certa gente allo stadio sembra più "naturale" (qualunque cosa voglia dire) fare a pezzi il vicino di casa col machete che non cedere il posto a sedere a una donna incinta. anche le riunioni di condominio insegnano molte cose sulla natura umana... se mentre ricordiamo ci sforzassimo di capire...

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  8. Be', qui c'è un rendez-vous di catastrofisti e nessuno mi chiama?!?
    Condivido anch'io il discorso sull'abbondanza.
    @marcell_o: mi sa che citando Kenia e Darfur dai ragione a Deserteur e Mammifero riguardo alle risorse...
    c'è chi se le piglia e chi no, e gli effetti sociali sono diversi.

    Speriamo bene, va',
    con 'sto scenario Blueprint...

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  9. Molto bello questo post, davvero.
    Devo dire grazie a stelladisale per averlo linkato :)

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  10. Sinceramente a me questo post ha fatto un effetto... collaterale: mi sono immaginato un distintivo ASL, un camice bianco da ufficiale sanitario e il racconto un po' colorito di una "normale" eliminazione di pensionati improduttivi!

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  11. Intenso, drammatico, toccante. La storia non sembra aver insegnato molto agli uomini...la barbarie è ancora presente oggi!

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  12. Beh, è veramente un bel pezzo. davvero un bel pezzo.

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  13. Troppo, troppo bello e scritto bene!
    E non è un'ipotesi fantascientifica, no...
    è solo uno dei nostri possibili futuri...
    Sei davvero in gamba!

    una collega

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