giovedì 17 novembre 2016

Un molisano, nel nuovo Senato, varrà cinque marchigiani (ma perché?)

Premessa inutile: vi capita mai di accendere la tv, trovare Affari Tuoi e domandarvi dove riescono a trovare ancora concorrenti valdostani? Una volta ho cercato di fare il calcolo - non ci sono riuscito - in ogni caso Affari Tuoi va in onda da più di dieci anni e calcolando in media un concorrente valdostano ogni venti puntate (tre settimane), ormai tutti i paesi della piccola regione dovrebbero avere la loro quota di veterani dei pacchi. L'idea che ogni sera il concorrente valdostano abbia le stesse chance di giocare di quello della Lombardia, dove abitano quasi 10 milioni di persone, non è bizzarra ai limiti dell'iniquità? Non lo so. Ma so che chiunque abbia scritto la riforma costituzionale, una domanda del genere non se l'è mai posta. Eh, beh, certo, aveva di meglio da fare. Ma giudichiamo dai risultati.

Il modello del nuovo Senato.
Nel nuovo Senato post-riforma, che dovrà rappresentare "le istituzioni territoriali ed esercita[re] funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica", le istituzioni territoriali saranno rappresentate in modo approssimativo e bislacco. Della bizzarra idea di mandare un sindaco per regione abbiamo già diffusamente parlato: per come la giri non ha senso, è un capriccio di un ex sindaco e del suo staff che nessuno è riuscito a far ragionare. In una prima fase c'era anche l'idea molto americana di assegnare a ogni regione lo stesso numero di senatori, alla Lombardia come al Molise: poi si sono accorti che i lombardi sono 30 volte più dei molisani e che a quel punto certe loro tentazioni secessionistiche sarebbero più che motivate (persino io andrei a iscrivermi alla Lega la sera stessa), e finalmente fu reintrodotto nella bozza il sacrosanto principio della proporzionalità, in questo comma (art. 2 della riforma, 57 del nuovo testo costituzionale:)

La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Questo è molto buffo, perché non è vero. Cioè se leggi qui sembra che ogni regione avrà un numero di senatori proporzionato agli abitanti. In ogni parte d'Italia, a tot abitanti dovrebbe corrispondere un senatore. Giustissimo principio, che però viene completamente falsato dall'"applicazione delle disposizioni del precedente comma" che precisa:

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.

Che è come scrivere, in un comma: "il prossimo senato sarà tondo", e nel comma precendente: "il prossimo senato deve avere almeno tre angoli". Cioè se hai 100 senatori da assegnare - anzi 95 perché gli altri li nomina il Presidente della Repubblica, e due li devi dare a tutti, comprese alle regioni che non arrivano all'1% della popolazione, come Val d'Aosta e Molise, e le province di Trento e Bolzano... che senso ha parlare di "proporzione"? Sarà una proporzione completamente falsata. Eccola qui (rubo i dati da http://politics.ildavid.com/23)

RegioneabitantiPercentuale sulla popolazionesenatoriAbitanti per ogni senatore
Valle d’Aosta1268060,11%263403
Molise3136600,53%2156830
Prov. Bolzano5046430,85%2252322
Prov. Trento5248320,88%2262416
Basilicata5780360,97%2289018
Umbria8842681,49%2442134
Sardegna16393622,76%3546454
Friuli-VG12189852,05%2609493
Piemonte43639167,34%7623417
Campania57668109,70%9640757
Calabria19590503,30%3653017
Abruzzo13073092,20%2653655
Puglia40525666,82%6675428
Lazio55028869,26%8687861
Lombardia970415116,33%14693154
Veneto48572108,17%7693887
Sicilia50029048,42%7714701
Emilia-Rom43421357,31%6723689
Toscana36722026,18%5734440
Marche15413192,59%2770660
Liguria15706942,64%2785347

Il prossimo senato sarà talmente proporzionato che un senatore valdostano rappresenterà 63mila concittadini - gli abitanti di una piccola cittadina; un senatore ligure ne rappresenterà quasi 800mila. Avranno entrambi un voto al Senato. Se vi sembra equo, proporzionale, sensato, votate pure Sì a questa riforma, che posso dirvi.

Vedi tu a volte un confine che può fare: se nasci a San Severo di Puglia hai diritto a un senatore ogni 670mila abitanti; se nasci 30 km più a nord, in Molise, puoi godere di un senatore ogni 150mila abitanti. Perché? Non c'è un perché, o almeno non c'è un perché che sia decente spiegare. Volevano il senato leggero e ci hanno messo cento sedie; però gli altoatesini - meno dell'1% della popolazione - volevano almeno due posti, e chi era Renzi per privare gli altoatesini delle loro due seggioline? La minoranza linguistica, sai. Ma a quel punto però bisogna darle anche ai trentini, a cui sin dai tempi di De Gasperi spetta tutto ciò che spetta agli altoatesini - è il trauma di essere stati austriaci fino al 1918, che non passa e a questo punto non passerà mai - ed ecco che quattro posti già sono riempiti. Ma a quel punto vuoi non darne un numero eguale anche ai valdostani, ai lucani? E i friulani-giuliani che sono, i figli delle serve? Con tanti saluti al principio di proporzionalità.

Michele Ainis ritiene che l'articolo 39 possa rendere gli Statuti speciali delle regioni autonome "più garantiti della Costituzione medesima" (creando di fatto cinque Stati nello Stato, con un'autonomia a prova di revisione parlamentare). Mettiamo che si sbagli. Possiamo comunque accettare che i privilegi di trentini, altoatesini, valdostani, ecc., non saranno ritoccati mai più: anzi, la riforma va in senso contrario, assicurando a quei due milioni scarsi di cittadini che il loro status di italiani di serie A è riconosciuto da una quota blindata di seggi nel Senato; e i liguri, con tutti i loro problemi di dissesto idrogeologico che renderanno nei prossimi anni necessari interventi emergenziali col benestare dell'Unione Europea, se ne possono pure sprofondare nell'omonimo mare, o votare il demagogo locale che comunque difficilmente potrà rifare il Senato da capo.

Nel caso ci provasse, però, io sarò con lui. Le autonomie che avevano un senso e una necessità nel 1945, andavano ridiscusse già trent'anni fa; se passa questa riforma le consegneremo ai posteri che un paio di domande se le faranno, e si daranno anche un paio di risposte. Mi sembra un altro valido motivo per votare No al referendum. 

7. Nel nuovo Senato alcune Regioni saranno super-rappresentate, ai danni di altre).

27 commenti:

  1. Questa critica non ha senso. Se il Senato vuole rappresentare i territori ha senso che le regioni meno popolose siano sovra-rappresentate. Saranno sotto-rappresentate (rispesto alle altre regioni) alla camera.
    Inoltre proprio dalla tabella che riporti si vede che ci sono 5 regioni sovra-rappresentate e solo 2 di queste lo sono fortemente. Gli altri hanno un senatore ogni 500-700 mila abitanti. Il paragone con gli USA non regge, la ottengono 2 senatori stati grossi come 2 Molise e stati popolosi quanto mezza l'Italia.

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    1. Rappresentare i territori vuol dire un po' tutto e un po' niente. Perché il territorio del Molise dovrebbe essere più rappresentato di quello ligure? È più prezioso? più a rischio? Strategicamente necessario a spezzare le reni all'Albania?

      Alla camera non sono sotto-rappresentate: sono rappresentate nel modo più proporzionale possibile. Se ci abitano poche persone, avranno meno delegati.

      Se volessimo davvero "rappresentare i territori" potremmo decidere di eleggere i delegati in numero proporzionale ai km quadrati: sarebbe buffo ma almeno avrebbe un senso. Così non ha senso. Certo, gli USA anche meno, ma sono una confederazione con una costituzione settecentesca che cercano (comprensibilmente) di modificare il meno possibile. Noi stiamo rifacendo il meccanismo daccapo: perché rifarlo male?

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. È un compromesso ovviamente. Buona parte della popolazione e di quei(questi) territori ritiene di dover essere rappresentata in un senato di questo tipo proprio per poter difendere l'autonomia. Metti in discussione le autonomie? Bene, perderai istantaneamente i voti dell'80% di chi vive in queste zone. Tenendo conto della limitatezza di poteri che avrà il nuovo senato e deo fatto che la grossa sproporzione in voti riguardi una manciata di senatori, non ne farei una tragedia.

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    4. l'art. 1 prevede la sovranità del popolo, non del territorio. La rappresentanza deve essere delle teste, non delle terre.

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  2. 'Che è come scrivere, in un comma: "il prossimo senato sarà tondo", e nel comma precendente: "il prossimo senato deve avere almeno tre angoli"'
    I tondi (circonferenze) hanno infiniti angoli (e` una questione di limiti).

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  3. Questa critica non ha senso neanche paragonata alla situazione in Germania. Anche lì i Länder che hanno la rappresentanza minima nel Bundesrat (Brema, Amburgo, ecc.) sono fortemente sovrarappresentati rispetto a quelli che hanno la rappresentanza più grande (Baviera e altri). Per dire: Brema ha 670.000 abitanti e 3 rappresentanti, il Nordreno-Vestfalia ha giusto il doppio, cioè 6 rappresentanti ma ha 17 MILIONI di abitanti! Verrebbe da commentare: è il bicameralismo imperfetto, bellezza. Devo dire che questi ultimi post di Leonardo - che apprezzo e stimo e che faccio fatica a riconoscere in queste righe - mi fanno sempre di più l'effetto di una pubblicità involontaria (!?) per il sì.

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    1. La Germania è uno stato federale; l'Italia no: o se lo diventa almeno avvertiteci (ma la riforma va nella direzione opposta). È un po' come il presidenzialismo: non siate timidi, dite che vi piace e volete introdurlo.

      Il bicameralismo imperfetto non dovrebbe essere imperfetto a causa dell'algoritmo che si usa a disegnare una delle due camere. E diciamo anche che se i tedeschi non credono nella proporzionalità sarà anche un problema loro: io ci credo. Cioè non capisco proprio perché un ligure dovrebbe essere meno rappresentato di me e un bolzanino di più. In Germania è così? Stikatsaen.

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    2. Ecco, continuo a fare fatica a riconoscere Leonardo, ancora di più in una risposta (un po' sguaiata, se posso sommessamente permettermi) come questa. C'è qualcosa in questo furor che mi sfugge, ma sarà un limite mio. Aggiungo solo che non mi merito il voi: sono un semplice sostenitore del Forse.

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    3. Furore? Al massimo uno si riscalda un po' (e comunque non mi sembra questa gran cosa), quando forse sarebbe umano arrabbiarsi ben di più di fronte a persone che ti accusano di pregiudizio, partito preso, livore, mentre ti stai solo chiedendo com'è che tanta gente non veda quanto questa riforma sia fatta con le unghie dei piedi. Per una legge ordinaria l'approssimazione può essere una strategia accettabile (anche se sarebbe meglio scriverla bene da subito). Nella Costituzione questi sbraghi chi li aggiusta più?

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  4. Per forza di cose un minimo di senatori ci deve essere, la situazione attuale non è differente.
    Prendo da wikipedia:
    [...] prevedendo che alla Valle d'Aosta spetti 1 senatore, al Molise 2, e a ciascuna delle restanti regioni un numero non inferiore a 7. Per la Circoscrizione Estero [...] sono riservati 6 seggi.

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    1. Sintetizzo la risposta di Atlantropa. Scrivi "la situazione attuale non è differente"?!? Ti prego, dimmi che quando ti danno il resto del caffè i conti li fai meglio.

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    2. Intendo concettualmente, ovviamente sono molto più sovrarappresentate ora alcune regioni. Il mio è un commento al discorso di Tondelli. Visto che 0.1 senatori non si possono eleggere, un minimo deve esserci.

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  5. Mi chiedo se rileggendo le obiezioni che un tempo muovevo (piuttosto frequentemente) a Leo le troverei "scarsine" come quelle che leggo qui sopra.
    Eppure è scritto chiaramente: imporre un minimo di 2 senatori per regione (ed i 2 per ciascuna provincia del Trentino-Alto Adige), in un contesto in cui il Senato ha un centinajo di poltrone e le regioni sono una ventina, contraddice di fatto (e di brutto) il dettame della proporzionalità.
    Che altre camere, di altri stati (magari con un ordinamento completamente diverso dal nostro) e con altre funzioni, non siano proporzionali sarebbe rilevante solo se le rispettive Carte parlassero anch'esse di proporzionalità. Altrimenti la critica non è neppure scalfita.

    La situazione attuale, poi, è differente perchè il senatore valdostano ed i due senatori molisani vanno confrontati con un'infornata di 40-50 senatori lombardi, non coi 14 previsti dalla riforma; da questo punto di vista il costo di ciascun seggio balla per un fattore 2, non per un fattore 10.
    Storture ve n'erano anche prima, beninteso; ad esempio notoriamente, ai tempi del porcellum e del bipolarismo, votare per il Senato in Molise era una recita a soggetto: i seggi erano assegnati in partenza, uno per schieramento.

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  6. Eccomi qua, ti vengo in aiuto con la matematica.
    Quanti concorrenti per regione hanno partecipato ad Affari tuoi? Il conto e` semplice. Wikipedia dice che Affari tuoi va in onda dall'Ottobre 2003, 13 anni fa. Assumendo quindi che i concorrenti abbiano una vita media (televisiva) di 3 settimane, il numero di concorrenti e`: (settimane in un anno)*(anni di attivita` di Affari tuoi)/(vita media di un concorrente) = 52*13/3 = 226 concorrenti.
    Nel caso della Val D'Aosta, usando il dato di popolazione de te stesso riportato, corrisponde ad un concorrente ogni 562 valdostani. Nel caso della Lombardia, si tratta di un concorrente ogni 42900 abitanti.

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    1. Eh ma Affari Tuoi non c'è mica tutto l'anno.
      Bisogna detrarre la stagione estiva, e poi ci furono interi semestri in cui subentrò quel programma in cui bisognava indovinare la professione, servirebbe un calendario e non c'è neanche su wiki. Sennò figurati, ci avrei già scritto un paper.

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    2. Chiedo scusa, Leonardo. Non sapevo che Affari tuoi facesse delle pause, avrei dovuto immaginarlo, ma d'altronde non vivo piu` in Italia da 13 anni...

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  7. Uhm, mi hai fatto anche venire in mente che i quasi 5 milioni di italiani all'estero non avranno alcuna rappresentanza nel nuovo senato.

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    1. Sono 4 milioni e normalmente vota alle politiche poco più di 1/3.

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    2. 4,8 e in costante aumento. Saranno, anzi saremo, 5 milioni nel giro di 2-3 anni.
      E ha decisamente senso che quel terzo di italiani all'estero che votano alle politiche oggi voti per vedersi rappresentato anche al senato, quindi No.

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  8. Leggendo i tuoi sette "buoni" motivi per votare no mi sono convinto ancora di più per votare sì.
    Motivi: pagare meno politici a Roma, snellire i processi legislativi, superare la sfiancante lentocrazia italiana.

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    1. Non ci sarà nemmeno bisogno di ricordarti che il risparmio sarà irrisorio (avremmo speso meno a evitare il referendum) e che i "politici a Roma" possono rialzarsi lo stipendio e il rimborso spese per i viaggi quando e come vogliono.

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    2. Per quanto ne so tagliare il numero degli stipendi porta ad un risparmio di gran lunga superiore a qualsiasi rimborso spese o aumento di stipendio. Se così non fosse, le aziende in crisi diminuirebbero gli stipendi medi dei lavoratori o limiterebbero i rimborsi spese, anziché tagliare i posti. Invece, da che mondo è mondo, tagliano i posti. Prova a spiegarglielo tu, che sbagliano.

      Inoltre è strano che la spesa per istituire un referendum (supponiamo pure che sia stata enorme, per qualche motivo) superi il risparmio di tagliare stipendi per 20+ anni a venire. E' come se dicessi che non conviene riparare una gigantesca perdita di acqua in un condominio perché per decidere di farlo bisogna organizzare una costosa riunione di condominio.

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    3. Dai, sii serio.
      La spesa pubblica è dell'ordine di mille milardi di euro l'anno, qui il "risparmio", nei primi anni e se va bene, sarà dell'ordine dei cento milioni.
      Il tuo "risparmio" equivale a pagare 99.99 una cosa che costa 100 — poi magari sei uno che si chiede chisono i polli che si fanno fregare dai prezzi che terminano coi 99 centesimi.

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  9. 'Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.'

    E' più o meno lo stesso principo con cui si forma il collegio elettorale negli USA (per cui un votante del Wyoming vale circa tre volte un americano medio, e quasi quattro volte un californiano se non sbaglio).

    Non è per difendere il sistema, anzi; negli USA in molti lo criticano ma comunque può avere un senso in un contesto di federazione con larga autonomia dei singoli stati, in Italia molto di meno.

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  10. io suggerirei, per rispettare il criterio di proporzionalità, di portare a 477 il numero dei senatori, così la val d'aosta avrà la sua giusta rappresentanza
    oppure no

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