lunedì 24 luglio 2017

Ultimo treno per il '96


T2: Trainspotting (Danny Boyle, 2017).

Se stai leggendo questo, è perché circa 20 anni fa hai scelto la vita, dopotutto. Hai scelto un lavoro. Una carriera. La famiglia. Il televisore full hd 42 pollici. Hai scelto la lavatrice, la macchina, lo smartphone e l'apriscatole elettrico. La buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita. Hai scelto il mutuo a interessi fissi. La prima casa. Gli amici. Già, gli amici.

Magari quando hai sentito che usciva il seguito di Trainspotting ti è venuto voglia di risentirli, gli amici (a parte quello che sta in galera, certo). (E quello che non ti perdona un pacco da vent'anni). (Poi c'è quello che sta morendo, quello che si è trovato la fidanzata bulgara ed è il destino più pericoloso di tutti - a questo punto forse ti era passata la voglia di andare a vedere il seguito di Trainspotting 2).

Anch'io d'altronde punterei tutto su Anjela Nedyalkova

Se stai leggendo questo, forse hai anche tu una cameretta dove non torni dagli anni Novanta. Un disco che non oseresti mettere sul piatto - hai paura che ne moriresti. E un po' di voglia di drogarti, ma hai perso tutti i contatti - i cosiddetti amici. E poi lo sai anche tu, che più che voglia di drogarsi è... nostalgia. Quella che ti prende alle spalle, certe volte, davanti a uno scorcio di città o a due foto ingiallite.

Cosa ha riportato insieme Ewan McGregor, Danny Boyle (che per anni non si sono parlati), con lo sceneggiatore John Hodge e l'autore Irvin Welsh (che non ha scritto niente ma fa un cameo)? A parte i soldi, intendo. Anche se i soldi, in effetti, non sono mai stati irrilevanti. Cioè parliamoci chiaro, Trainspotting non era Amici Miei. Le bravate consistevano nel rompere la testa a una ragazza con un bicchiere senza un motivo, il cameratismo serviva a dividere la siringa e si fermava davanti al primo vero mucchio di soldi da dividere. Quindi cosa c'era da rimpiangere? Trainspotting era un film sull'eroina. I personaggi erano esili, intercambiabili, il film non pretendeva di farteli piacere e infatti non ti erano piaciuti; T2 vent'anni dopo li rianima, ma al posto dell'eroina pretende di ravvivarli con la nostalgia. Ma certo.


Chi non ha nostalgia per il 1996? (Continua su +eventi!)

3 commenti:

  1. Al cinema no ché la vita è troppo breve, ma appena lo danno in tivvù lo vedo di sicuro.
    pensa che ho regalato la graphic novel a mio figlio e l'ho impacchettato senza averlo letto, quindi la curiosità è intonsa ma non troppo forte, quindi aspetterò...

    RispondiElimina
  2. uhm, non è vero che non ci erano piaciuti vent'anni fa. Ci erano piaciuti tantissimo (al netto dei neonati morti e delle overdosi rischiate). Ci erano piaciuti perchè allora erano strani e splendidi, e un po' anche noi; ci erano piaciuti perchè volevano stare sempre fattissimi, e un po' anche noi; ci erano piaciuti perchè erano coooosì tanto anglosassoni, e noi NO, "sempre molto italiani"(cit. 10 anni dopo).
    Ora sono invecchiati, imbruttiti, patetici, qualunque. E forse un po' anche noi. Ma cmq sei ingeneroso con "coloro/ch'ebbe compagni dell'età più bella".
    (però abbiamo sempre "voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete invecchiati e imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne" - ariconsolamose co' l'ajetto)

    RispondiElimina
  3. "I personaggi erano esili"? Recensione ingenerosa stavolta. E non parlo di quella di T2 ma di quella di Trainspotting, che pare essere il vero fulcro di di questo post. T2 non l'ho visto e nemmeno ci tengo, ma i personaggi del primo film erano tutt'altro che esili ed intercambiabili. La verità è che sono diventati dei topoi tanto quanto Guidobaldo Maria Riccardelli o il Conte Mascetti, altroche'. Con in più l'ubiqua virtù della distribuzione internazionale. Rispetto e, sì, nostalgia

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).