No, non sono George Soros. Neanche sul suo libro paga, fammi controllare – no.
Durante gli ultimi vertici internazionali non hai avuto anche tu la sensazione che l'Italia fosse rappresentato da un prestanome imbarazzato che si tinge i capelli e mette a curriculum anche le visite alla fidanzata? No, sul serio, chi ce l'ha messo a Palazzo Chigi un tizio così? Indovina: sono stato io. E così via. Di' un solo guaio successo negli ultimi due mesi: l'ho fatto succedere io. Proprio io.
Che non ho votato il Pd.
Eppure lo sapevo. Me l'aveva pur spiegato un sacco di gente, con ottimi argomenti. Le scorse elezioni non erano elezioni qualsiasi: stavolta era in gioco molto di più. La nostra permanenza in Europa, l'Europa stessa, la democrazia – la nostra umanità. Ricordo molto bene tutti questi discorsi, rivolti a quel bacino di elettori che in passato aveva votato Pd e che questa volta si sarebbe rivolto ad altre creature: principalmente il M5S, ma non solo. Si tratta di discorsi ai quali sono stato sensibile tante altre volte: benché abbia sempre odiato l'espressione "turarsi il naso" o "votare col mal di pancia", più o meno è quello che mi è capitato sempre di fare, salvo stavolta: e proprio stavolta, guarda che casino ho combinato.
Adesso ogni giorno c'è qualcuno in tv o sull'internet che mi suggerisce di fare autocritica. L'altro giorno Virzì, intervistato dal Foglio, mi ha spiegato che i 5stelle sono fascisti, e che avrei dovuto arrivarci prima – no, non ho votato 5Stelle; ma ho comunque fatto perdere il Pd: avrei pur dovuto capirlo che se perdeva il Pd i 5Stelle avrebbero rivelato il loro fascismo latente alleandosi con la Lega. Queste cose si sapevano già. È un lungo discorso che si può mirabilmente riassumere in una vignetta di Staino, nata apocrifa ma poi confermata dall'autore stesso: "Fascisti, razzisti, incompetenti. Com'è stato possibile tutto questo?" "Sai, mi stava sulle balle Renzi". Insomma tutto questo – la catastrofe umanitaria, lo spread, le figuracce internazionali – è successo perché sono antirenziano.
Magari è davvero così.
Faccio parte di un cospicuo insieme di elettori che non si trovava a suo agio, per usare un eufemismo, con molte delle proposte di Renzi. Appena ci fu l'occasione di farglielo capire (il referendum del 2016), ne approfittai. A quel punto Renzi sembrò fare un passo indietro, ma il Pd a quel punto continuò a sembrarmi un oggetto distante. In particolare la dottrina Minniti mi sembrava indifendibile, e così quando si è tornati a votare non ho votato il Pd. Per molti osservatori avrei comunque dovuto scegliere il meno peggio, il voto utile – è un discorso che capisco, ma a quel punto davvero un voto al Pd non mi sembrava più utile: al contrario, mi sembrava un voto perso... (continua su TheVision).
Ero abbastanza convinto che il Pd sarebbe stato punito dalle elezioni, come succede di solito ai partiti di centrosinistra dell’Europa occidentale dopo una legislatura al governo; è un fenomeno ricorrente, confermato dai sondaggi (che in Italia sbagliano quasi sempre, ma su questa cosa no). Ero altrettanto persuaso che anche i dirigenti del Pd ne fossero convinti, e che si stessero già preparando a un governo con Forza Italia, una Grosse Koalition all’amatriciana, magari anche con Salvini, che sui migranti ha una posizione non così lontana da quella di Minniti. Se Minniti minacciava di chiudere i porti, Salvini ha provato a chiuderli davvero, anche se poi ha dovuto riaprirli subito. Più che votare contro Renzi, credo di aver votato contro questo scenario: la fusione di Pd e Forza Italia in un grande contenitore centrista. Forse l’ho salvato, Renzi, da un destino di presentatore Mediaset.
È probabile che io abbia sopravvalutato, come molti, la tenuta ultraventennale di Berlusconi. In ogni caso è andata così, inutile recriminare. Oppure sì, recriminiamo tutti insieme: in fondo è il senso della democrazia, le scelte dipendono dal voto di tutti, e per un’infima frazione anche dal mio. Se avessi fatto un calcolo diverso, una scommessa diversa, adesso magari avremmo di nuovo Minniti agli Interni, e forse i trafficanti libici continuerebbero a gestire la tratta dei neri con più discrezione. Lo spread avrebbe ballato un po’ meno, anche se in ogni caso il Quantitative Easing finirà a dicembre, e da lì in poi si vedrà. In realtà sono convinto che la situazione sia peggiorata dalle elezioni in poi, e che questo governo sia inferiore al precedente sotto tutti gli aspetti (chi aveva dubbi può dare un’occhiata ai sottosegretari).Non ho scuse: mi assumo la responsabilità di non avere votato il Pd. Se almeno un milione di elettori non avesse fatto come me; se avessimo riconosciuto nel Pd di Renzi l’unico vero Meno Peggio, il Pd avrebbe recuperato qualche punto, superato la Lega di Salvini e…
No, aspetta. Il Pd ha superato la Lega di Salvini. Ha preso mezzo milione di voti in più. Certo, in Parlamento ha ottenuto molti seggi in meno, grazie a una legge elettorale ridicola, che regala più seggi alle coalizioni che vincono, anche se possono spezzarsi subito dopo. Però, il Pd i suoi sei milioni di voti li ha presi, e avrebbe potuto anche provare a farli pesare. Se davvero il governo Lega-M5S è il Peggio del Peggio, il vestibolo del caos, l’anticamera del disastro umanitario, l’inizio della fine dell’euro, i dirigenti del Pd avrebbero potuto anche cercare di evitarlo, magari accordandosi con quel M5S che di governare aveva talmente voglia che l’avrebbe fatto con chiunque, Hitler, Gengis Khan, Salvini. Almeno un tentativo di abboccamento tra Martina e Di Maio ci fu, subito stoppato da un certo Matteo Renzi che, in teoria, si era già dimesso da tutto. Probabilmente un governo Pd-M5s sarebbe stato assurdo, ma se l’alternativa è il caos e l’inferno gialloverde, la logica del Meno Peggio parla chiaro: i dirigenti Pd avrebbero dovuto provarci, almeno quanto io avrei dovuto votare per loro.
A meno che la logica del Meno Peggio non valga solo per me, piccolo elettore che ha messo un po’ di sabbia nell’ingranaggio che doveva portare finalmente Renzi in braccio a Berlusconi (si capisce che al Foglio siano molto stizziti). E solo fino al 4 marzo: dal giorno dopo la logica che ho sentito dappertutto era Tanto Peggio Tanto Meglio. Il Pd doveva stare all’opposizione perché lo volevano gli elettori: eppure Salvini governa con due milioni di voti in meno. Gli elettori in realtà hanno solo un paio di crocette per esprimersi; se il 32% sceglie M5S e il 17% sceglie Lega, nessuno ha lasciato per iscritto che chiedeva proprio un governo M5S+Lega. Il proporzionale non funziona così; la democrazia parlamentare non funziona così. C’è spazio per i negoziati, per il compromesso – fin troppo spazio, in 90 giorni. A questi negoziati il Pd non ha voluto partecipare: affari suoi, io non l’ho votato, me ne prendo la mia minuscola responsabilità. Ma credo che ne abbia una, meno minuscola, anche chi ha impedito al Pd di giocare almeno una carta, di fatto rendendo possibile questo governo.
Forse tra un po’ smetteremo di beccarci tra noi e cominceremo a tenerci stretti, come quando si cola a picco – se non ci ammazzeremo per un posto in zattera.

Tutto giusto e condivido, ma vorrei precisare che la teoria dei giochi è una branca fondamentale dell'economia e della matematica. Un tema serio, a dispetto del suo nome: l'unico premio Nobel per l'economia dell'URSS è andato ad uno dei massimi teorici dei giochi del ventesimo secolo, per esempio.
RispondiEliminaPosso chiederti cosa ti persuase che ci sarebbe stata dietro l'angolo una grosse koalition all'amatriciana magari anche con Salvini? Perchè io seguo abbastanza il dibattito politico, ma non ricordo che quella eventualità sia mai andata oltre qualche retrosceniscmo giornalistico (pre e post elettorale) di dubbia fondatezza o basato su vaghe dichiarazioni di qualche singolo esponente perlopiù di secondo piano e per persuadere una persona come te (per come ti conosco da cìò che scrivi) servono normalmente argomenti più validi di questi.
RispondiEliminaEra la direzione verso cui puntavano i sondaggi – ovviamente nessun rappresentante dei partiti ne parlava in campagna elettorale, dal momento che Forza Italia si presentava con la Lega e FI è l'avversario tradizionale del Pd. Ma il vero dato che ha squassato tutto è stato il sorpasso di Salvini su Berlusconi.
RispondiEliminaBeh però i sondaggi da soli presentano solo dei numeri, sta poi alle forze politiche eventualmente fare le somme e puntare da qualche parte. E ammetterai che un alleanza tra il Pd e la Lega e Fratelli d'Italia era impensabile allora come ora.
EliminaCapisco di sembrare tignoso su questa questione, ma buona parte del tuo ragionamento per non aver votato il Pd ruota attorno a questo punto che ammetterai è un po' traballante.
Detto presto e male: imo non hai votato Pd solo perchè ti stava sulle balle Renzi e cerchi delle pezze d'appoggio moralmente "alte" per giustificare una scelta basata solo su una "bassa" antipatia personale. Lo penso perchè ti capisco, perchè pure io non ho votato Leu solo perchè c'era D'alema.
In linea del tutto teorica hai ragione: il PD avrebbe potuto tentare un abboccamento con il M5S. E sarebbe stato pure auspicabile se ciò avesse significato impedire il governo M5S-Lega...
RispondiEliminaMa guardiamo le cose con un minimo di chiarezza: non c'è, né c'è mai stata alcuna possibilità di un governo PD-5stelle. Non c'è alcuna convergenza possibile tra questi due partiti. Tu commetti lo stesso errore che commise Bersani a suo tempo, di considerare il 5 stelle come una specie di costola eretica della sinistra. Non lo è. Il movimento 5 stelle è un partito antisistema, antiglobalista, sovranista. Il movimento 5 stelle è il prodotto della stessa onda di reflusso che ha spinto prima Nigel Farage, poi Trump, e ora Matteo Salvini; per questa ragione governano con la Lega. Sono l'esatta antitesi del Partito Democratico. Questo è l'asse politico del nostro tempo, non destra-sinistra. Su questo i populisti hanno ragione, benché sia una balla che non esistano destra e sinistra. Succede solo che questo tipo di dialettica viene eclissata da un altra attualmente più di successo...
Per quanto riguarda le tue colpe di mancato elettore del PD, secondo me non devi farti troppi problemi di coscienza. Non è colpa tua, quel partito ha fatto di tutto per non farsi votare. La dottrina Minniti è stato un tradimento sul piano dei valori fondanti del partito ancora prima che un regalo agli avversari. La responsabilità è tutta loro
Scusa il pippone e il tono perentorio. Mi è uscito così
Sì, c'è questa esigenza ineludibile di ribadire ogni giorno che mai, mai, mai si sarebbe potuto fare un governo Pd-M5S, perché loro sono fascisti, fascisti, fascisti. Mi ricorda un po' i monoteismi, richiedono un grosso sforzo di energia che va incanalato quotidianamente in preghiere e atti di fede pubblici.
EliminaHo detto fascista? Chi ha detto fascista? Lo dici tu ma se non riesci a vedere che sono una cosa diversa non so come aiutarti
EliminaHai votato contro una riforma che avrebbe scongiurato coalizioni (tra le varie motivazioni c'era quella che non volevi che Salvini andasse al governo spadroneggiando). Poi hai votato contro il PD perché temevi che avrebbe fatto una coalizione. Alla fine il PD non ha fatto le coalizioni, e Salvini è al governo spadroneggiando.
RispondiEliminaOh mamma mia che disastro che sono, non fosse stato per me che bel governo avremmo adesso.
EliminaIo sono per la repubblica parlamentare e la rappresentanza proporzionale: quella proposta tra italicum e riforma costituzionale era in sostanza un presidenzialismo e non credo ci avrebbe fatto bene, chiunque avesse vinto (Salvini o Di Maio, al ballottaggio avremmo scelto uno dei due).
Non ho votato "contro il Pd", ho votato LeU perché era a sinistra del Pd nella speranza che potesse entrare in una coalizione e riequilibrarla a sinistra. Non è successo, ok.
Salvini spadroneggia? almeno dipende ancora mediaticamente dalla Mediaset e i 5stelle possono farlo cadere, se vogliono e gli conviene. È una situazione un po' meno statica di quella che sarebbe se Renzi avesse vinto il referendum.
E poi bisogna proprio che vi rassegniate: quel referendum lì l'avete perso, e l'avete perso anche solo a inventarvelo. Chi fa politica così, pensando di poter vincere contro tutti, non capisce la politica e deve cambiar mestiere.