giovedì 21 aprile 2022

Morire per il Donbass sì ma quanto

Può darsi che per più di trent'anni in Europa ci siamo assopiti. Ci siamo convinti che uno dei più grandi (ancorché effimeri) imperi sulla terra si fosse dissolto all'improvviso, in pace, senza nemmeno un sanguinoso colpo di coda. Si è trattato certo di un errore ma mi domando se oltre Atlantico non abbiano covato un'illusione peggiore. Hanno visto un regime avverso crollare, se ne sono attribuiti il merito (in fin dei conti sono protestanti: qualsiasi accadimento è una prova che Dio è dalla loro). E soprattutto hanno iniziato a pensare che fosse facile, che fosse riproducibile. Il che, per carità, sarebbe bellissimo; davvero io non ho obiezioni di natura ideologica a questa pratica del regime change. Mi sembra una alternativa interessante alla guerra guerreggiata (anche se non è un'alternativa del tutto incruenta). Voglio dire che se bastassero le sanzioni, a fare le rivoluzioni, io non solo mi abbasserei riscaldamento e condizionamento, ma regalerei pure l'oro alla pat... alla Nato. A fregarmi, ancora e sempre, è quell'antica abitudine a valutare, di ogni azione, il risultato e non l'intenzione: e io risultati dopo il 1992 non ne ho visti.



Dopo questa cosa immensa e improvvisa che fu la caduta dell'Unione Sovietica, la fine di buona parte del comunismo reale, io a episodi di regime change eterodiretti dalla Nato non credo di avere assistito, e ho grossi dubbi che la caduta dell'URSS rientri comunque nella casistica di questi regime change. Ma insomma vogliamo parlare di Cuba, che è sotto sanzioni da 60 anni ormai? Dell'Iran? Non sono un esperto, ma non mi sembra che questa cosa abbia funzionato mai. Non solo non è mai cambiato (in meglio) un regime, ma in molti casi non si sono evitate nemmeno le guerre, e a tal proposito ricordo che l'espressione regime change nasce proprio per giustificarne una in Iraq, dove magari il regime è persino cambiato un po'. Forse. In realtà dopo l'invasione non è più interessato molto a nessuno, di che regime si trattasse.  

Anche in Ucraina la guerra c'è, e dopo un paio di mesi bisogna anche accettare che è una guerra alla quale stiamo partecipando: non con truppe di terra e di cielo, ma è sempre più un dettaglio. La simpatia che è inevitabile provare per una nazione giovane che tiene testa a un invasore non può impedirci di vedere che a questo punto di questa giovane nazione non resterebbe molto, senza i cospicui aiuti occidentali (che gli americani versano molto più volentieri, poniamo, dei tedeschi). È una proxy war ormai, non credo che accettarlo ci renda più o meno antiamericani o putiniani: l'Ucraina è stata per secoli la frontiera sudoccidentale della Russia, ora è per buona parte la frontiera orientale della Nato, al di là del fatto che le sia consentito di entrare ufficialmente nel club o no. Anche quando i combattimenti cesseranno – non ne vedo l'ora – la frontiera resterà e continueremo ad armarla, ormai l'impegno lo abbiamo preso nei fatti prima ancora che nelle parole. A meno che, appunto, lo scacco militare non produca un regime change: e in effetti qualche precedente c'è. In fondo questa somiglia (su una scala più grande) a quelle guerre in cui vanno a sbattere i dittatori quando sentono di avere i mesi contati: i colonnelli greci che s'impelagano a Cipro, la giunta argentina alle Falkland, patetici tentativi di ribaltare il tavolo della Storia. Putin potrebbe avere commesso un errore simile, soltanto moltiplicato per mille. Può darsi ma a questo punto la questione diventa spinosa e quantitativa, ovvero: fino a che punto siamo disposti a sborsare per vedere se è un bluff? Posto che l'Ucraina non si difende con le nostre belle parole (altrimenti sarebbe ormai invincibile), né con le nostre bandierine al corteo del 25 aprile e tutte le altre risse televisive e social che continuiamo a organizzare per dare l'impressione di fare qualcosa. Abbiamo convenuto che vale la pena soffrire per il Donbass; ora la domanda è: soffrire quanto? E per quanto tempo? Sempre tenendo conto che dall'altra parte c'è un tiranno in fase senile, con i bottoni necessari a far saltare in aria il mondo: il che significa che il tempo non gioca necessariamente dalla nostra parte. Quanti mesi possiamo aspettare ancora per verificare se il regime cambia o se il tizio sbrocca? Quante città rase al suolo, quanti eccidi di civili ci possiamo permettere – e in generale quanto siamo disposti a spendere? Sinceramente mi sembra l'unica domanda interessante. 

Anche se non ho risposte. Del resto non me ne intendo. Dipendesse da me, senz'altro fino al nove maggio aspetterei. E la settimana dopo verificherei, per quanto possibile, se a Mosca non si stiano aprendo crepe intellegibili. Più oltre non andrei, vista la posta in gioco. Ma non me ne intendo. 

51 commenti:



  1. S

    Il problema è che qualunque cosa uno faccia, i posteri la giudicheranno errata.
    Sono nata nel 1995 e durante la mia adolescenza ho visto il Medio Oriente in gran subbuglio; tutte le volte che cercavo di risalire al bandolo della matassa, saltava sempre fuori che il ginepraio era esploso quando l'Occidente aveva scatenato una guerra per impossessarsi del petrolio con la scusa di andare a liberare le donne.
    Però esistevano guerre già concluse, tipo i conflitti balcanici, dei quali era facile chiedere informazioni.
    "Vedi, piccola Nadia, in Jugoslavia siamo stati per anni alla finestra, permettendo che accadessero i peggio orrori: stupri etnici, l'assedio di Sarajevo, la strage di Srebrenica... soprattutto Srebrenica è la nostra più grave macchia, permessa dall'inazione dei Caschi Blu nederlandesi che consegnarono le vittime ai carnefici"
    "Quindi quando c'è aria di massacro, occorre intervenire?"
    "Sempre, altrimenti si fa come la conferenza di Monaco, che dette il via libera a Hitler"
    "Questo fatto di ridurre tutto a Hitler non è che mi piaccia molto, ma ho capito il concetto. Dunque quando io stavo imparando a non fare la pipì a letto, bene fece la NATO a bombardare Belgrado per difendere i kosovari"
    "Ehm... no: lì abbiamo fatto sì che i belgradesi odiassero l'occidente. La NATO fu molto imperialista"
    "???"
    Trascorrono gli anni e sull'onda di tali insegnamenti, nel 2016 Nadia decide di andare ad aiutare concretamente i profughi fra Ungheria e Serbia.
    "Ma sei pazza? Una ragazza ventenne, perdipiù bionda e di corporatura minuta? I profughi ti violenteranno, ti deruberanno, ti faranno a pezzi!"
    Sono sopravvissuta ed i problemi devo dire sono arrivati dalla polizia magiara più che dai pastori afghani.
    E adesso siamo nel 2022, abbiamo di nuovo un conflitto dietro casa... che facciamo?
    Se ci voltiamo dall'altra parte, saremo giudicati come i caschi blu di Srebrenica; se invece aiutiamo gli ucraini, saremo giudicati come chi ha bombardato Belgrado.

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    1. All'epoca facevo l'universita' ed era veramente insostenibile assitere quotidianamente e spesso in diretta ai massacri di civili che arrivavano dalla ex-jugoslavia. Per tale motivo quando a fronte di un'Europa immobile ed impotente la Nato decise di bombardare la Belgrado di Milosevich e il governo D'alema mando' i nostri caccia, pensai che fosse la cosa giusta da fare per interrompere una situazione che non vedeva soluzione. La cosa sembro' abbastanza risolutiva, per il fatto che il conflitto cesso' in tempi brevi. Alla storia l'ardua sentenza ma tutto, allora, sembrava meglio dell'informato e complice immobilismo....

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  2. Abbiamo convenuto di soffrire per il Donbass per un'opportuna ridefinizione di noi, e di Donbass. Stando ad Ipsos, i favorevoli alla guerra per procura sono il 32% dei sondati. In Parlamento saranno come minimo il 120%. A un occhio poco allenato potrebbe sembrare poco rappresentativo, financo poco democratico.

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    1. Da ciò che scrivi appare chiaro che l'attuale gestione della crisi da parte dell'Italia e degli altri paesi europei non ti soddisfa per niente; tu avresti preso misure assai diverse.

      Bene, è tempo dunque di entrare nel concreto. Supponi di essere parlamentare e di sedere in commissione esteri. Cosa proponi, di preciso? Qual è la "Mozione Atlantropa in merito alla crisi ucraina ed i rapporti fra Italia, Unione Europea, Federazione Russa e Ucraina" ?

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    2. Se leggi bene, ho detto solo che non è una nostra decisione. Non mia, non tua, non di Leo, e nemmeno del Parlamento; ma, per quanto del cazzo, spero almeno sia la decisione di un draghi o d'un qualche altro capo ersatz-democratico.

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    3. Va bene, ma questa decisione ti piace oppure no?
      E se non ti piace (cosa legittimissima, visto che la definisci "per quanto del cazzo"), cosa proporresti di alternativo?

      I bambini dicono "non ne ho voglia", gli adulti fanno controproposte.
      Fanne, dunque, poiché ne sei perfettamente in grado, oppure dì che sei d'accordo e finiamola qui ;)

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    4. Guardiamo come sta reagendo il mondo; tutto il pianeta, però, non twitter, non Formigli e Vespa, non gli USA e i suoi cani da riporto. La condanna per l'invasione è arrivata, certo; ma è una risoluzione dell'AG come mille altre, passata con numeri tutt'altro che clamorosi, e solo dopo che i toni sono stati ammorbiditi. Non è strano?, stando ai "principi di Norimberga" la guerra di aggressione è il crimine più grave in assoluto; sembra quasi che questo comportamento criminale sia stato "normalizzato"…

      Non so quale sia la percezione che del conflitto attuale in Argentina o in Mozambico; personalmente leggo una volta al giorno SCMP, ma capire cosa pensino gli altri bimbi è sempre molto arduo, specie da quell'angolo di mondo che crede di essere tutto il mondo, e si ripete ossessivamente la propria stessa opinione, come un mantra ipnotico. Tirando un po' a indovinare, questa idea di straordinarietà, di evento senza precedenti, di lotta del bene contro il male, che qui da noi è ubiquo, ha tutta l'aria di essere solo cosa nostra. Il mio cent è che per miliardi di persone si tratti di un evento come mille, e meno importante di mille altri, che non abbisogna di sanzioni, nè di invio di "aiuto letale", nè di indignæsibizione. E del resto non vedo motivi per cui l'umanità dovrebbe pittarsi la lagrima sulla guancia per la guerra "nel cuore dell'europa", così come per l'attacco "al cuore dell'america" del 2001.

      Dopodiche: Rocco può proporre a Nadia qualcosa che sia nelle possibilità di Nadia e Rocco, da prendersi un gelato a prendersi a schiaffi. Risolvere la questione ucraina non è tra queste. Tantopiù che la risoluzione, qui, è stata già individuata in sfasciare la Russia quanto più possibile, meglio se definitivamente. Se ti va posso provare ad articolare, ma non facciamo finta che quel che pensiamo noi abbia influenza su queste decisioni, anche solo a livello di battito d'ali della farfalla.

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    5. Quindi la tua posizione è "A parte i media occidentali, il resto del mondo se ne frega"
      Ho capito bene? Oppure no?

      Alcuni ritengono che Putin sia una minaccia per l'Italia e l'Europa è chiedono di intervenire.
      Altri ritengono che Putin non sia una minaccia per noi e chiedono di non fare nulla.

      Tu ritieni che Putin non sia una minaccia per il Mozambico, mentre per quanto riguarda la sua pericolosità per l'Italia preferisci non prendere posizione.

      Va bene, legittimo.

      Atlantropa: non sa/ non risponde.

      Buona serata:)

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    6. Visto che il dio del con noi o contro di noi pretende il suo tributo, ti dirò che per me la NATO è un'organizzazione terroristica; una delle più possenti della storia, questo va riconosciuto; vista all'opera per la prima volta proprio in quei due o tre mesi di bombardamenti "poco discriminati" del '99, il cui unico effetto fu di portare gli sfollati, tra quelli che si proclamava di voler proteggere, da qualche migliaio a su per giù un milione, si è sempre riconfermata tale. Puoi immaginare quanto possa sentir mia la causa di un popolo che questua l'ingresso in quel club allo scopo di risolvere magicamente tutti i suoi problemi.

      Recitata la mia filastrocca, le mie perplessità qui sono essenzialmente (a) come può gente che ha provocato milioni di morti e decine di milioni di profughi (e tuttora continua a lavorare stolidamente nello stesso modo) pensare di sanzionare, squalificare, escludere e addirittura fare la morale a chicchessia; (b) che senso ha essere contro la guerra di Putin e allo stesso tempo non-contro tutte le altre: per me è come essere contro il singolo furto, il singolo omicidio, il singolo stupro. Dopo di che credo che questi dubbi ce li abbiano anche altrove, magari declinati in altro modo, ma poi che ne so.

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    7. Hai preso posizione... che parto, però! Quando si tratta di criticare gli altri ci metti un picosecondo, ma quando devi proporre soluzioni concrete è un travaglio lunghissimo :D

      Quindi per te Putin non costituisce un pericolo, quindi la tua proposta concreta è di non fare nulla, tanto anche se Kyev cade a noi cosa interessa?
      La nostra vita continuerà a scorrere come prima: ricca, indisturbata, inattaccabile nella nostra fortezza di diamante.

      Ovviamente non sono d'accordo, ma in fondo se vi sono persone che sono andate a costruire le proprie case dentro ad un vulcano attivo senza avvertire il pericolo, non si vede perché tu ti debba sentire minacciato da Putin.
      Magari, a differenza mia, sei pure eterosessuale ;)

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    8. Questa conversazione si fa sempre più complicata. Comunque è Kiev se sei cattivo, Kyiv se sei buono; ma occhio alla pronuncia, se lo pronunci alla russa poi cade.

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    9. Anche Andreotti cercava di spostare l'argomento del discorso facendo battutine.

      Tu ritieni che Putin non costituisca una minaccia per la tua comoda vita, io lo ritengo pericoloso.

      Punti di vista diversi. Non vi è molto altro da aggiungere.

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    10. Non è una battuta. A me l'hanno spiegata così: la scrittura ucraina è Київ, quella russa è Киев; le traslitterazioni Kyev, in inglese, e Kiev, in italiano, seguono dalla seconda. Dopo €maidan sono iniziate delle vere e proprie crociate contro tutto ciò che è russo (e sovietico, spesso senza gran discernimento tra le due cose); in particolare si è insistito per la traslitterazione da Київ; il mio amico diceva che è un po' come se litigassimo coi francesi e convertissimo i vari Francesco in Italo, ma che ne potrà sapere lui con la sua comoda vita, Fatto sta che ora non è più tempo per i dubbi, alla breccia, Kiev e Kyev stanno con l'oppressore.

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    11. Vedi? Ti concentri sul problema se si debba dire Bolzano o Bozen, Derry o Londonderry, ma non ci dici come mai non ritieni Putin pericoloso per l'Europa.
      Se vuoi ti compro la Settimana Enigmistica.

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    12. Ma soprattutto... Squipetari o albanesi? Ungheresi o magiari?
      Queste sono le vere domande! :P

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    13. Data l'ossessione del mondo occidentale per Putin, probabilmente non mi crederai, ma avrò perso, boh, mezz'ora?, della mia vita a pensare a Putin, non di più. La "docuintervista" di Oliver Stone è interessante quanto una partita di lacrosse; in quella della Kelly (che a suo tempo avevo il lusso di considerare giornalisticamente imbarazzante; ora è extra-mainstream, una dissidente, pensa un po') mi sembrava un allupato; in entrambi i casi avrò cambiato canale dopo trenta secondi. Inespressivo, tono della voce fastidioso, davvero non capisco come una figura del genere possa essere un prototipo dell'uomo forte. Questo pezzo, invece, è molto interessante (ma poi chissà chi l'ha scritto). Fin qui mi è sempre parso uno dei pochi politici pazienti e razionali (chissà se per merito suo, dei suoi consiglieri o del fato). Questa invasione, almeno sulle prime, mi ha dato di mossa della disperazione, uno degli scenari possibili è la disintegrazione della Russia.
      Ciò detto, altre premesse. Qui una delle questioni è minaccia vs percezione della minaccia; ognuno considera la minaccia a suo danno come oggettiva e inaccettabile, quella a danno della controparte come risibile e paranoide. Poi non credo molto a questa cosa del singolo individuo che controlla centinaia di milioni di persone, dalla politica estera alla scelta dei capoclasse delle primine. Capisco perfettamente che Putin sia un nemico per un polacco o per un lituano, ma una buona metà di questa inimicizia è pregiudizio, razzismo, quindi non voglio averci nulla a che fare. Nè ragiono in termini di "minaccia all'Europa"; l'Unione Europea è un baraccone molto molto meno democratico dei suoi stati membri (in cui la democrazia non è che se la passi alla stragrande), così com'è, è parte del problema, ed ha un'inerzia mastodontica, non roba che rivolti come un calzino.
      Ciò premesso, come stimo se Tizio è un pericolo per l'umanità?, dal codazzo di morti che si trascina dietro. Quello di Putin, se gli metti in conto la Cecenia, sarà di qualche decina di migliaia di tizi su un arco di 23 anni; non male, ma i vari Bush, Obama e Clinton hanno messo su numeri molto migliori in molto meno tempo; la storia ci insegna che anche le rimonte più clamorose sono possibili, per cui un giorno Putin magari scavalcherà i vari mr president agguantando la vetta della classifica. Ad ora, è nolto staccato. Fammi aggiungere, che su quest'ultimo punto sono in buona compagnia (almeno apparentemente), negli ultimi vent'anni i vari sondaggi su chi costituisca la principale minaccia alla pace nel mondo, condotti a livello mondiale dai vari istituti demoscopici occidentali, sono stati tutti stravinti dagli sceriffi.
      Se manco questa risposta ti va bene, boh, pace, io ci ho provato.

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    14. La risposta mi piace poiché è articolata.
      L'uso dell'antificio retorico dell'argomento spaventapasseri è astuto, così come l'uso di fonti selezionate con cura.
      Per dire: contro la guerra di Bush vi furono manifestazioni oceaniche e molti stati occidentali (esempio: la Francia di Chirac) si smarcarono.
      Ma la cosa più interessante di tutte è ciò che già altri avevano fatto notare: siccome ieri ci son state le guerre Puniche che hanno fatto morti a bizzeffe, possiamo fregarcene dei conflitti di oggi.
      Carina anche la logica di mancata prevenzione: il fiume potrebbe straripare, ma lo giudico pericoloso solo dopo che ha straripato, quindi non innalzo nessun argine e aspetto che esondi per vedere se era davvero pericoloso.

      Direi che ci siamo chiariti le idee e ti ringrazio di esserti finalmente aperto.
      La tua linea politica per il futuro è dunque quella di uscire dalla NATO il prima possibile, in modo da metterci in salvo dalla loro minaccia.
      Buona serata e grazie per avere espresso il tuo pensiero. Ai posteri l'ardua sentenza.

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    15. atlantropa: tra i morti di putin devi considerare la siria. Un 400 000 o giù di lì. Meno di bush, ma più di obama e trump (e biden.. ma a biden dagli tempo).

      Ah bisogna vedere come considerare i morti dello yemen, ma diciamo che non contano perché a ucciderli direttamente è soprattutto l'arabia saudita (capiranno)

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    16. Per citare quello lì, not even wrong.

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  4. I massacri in Ucraina (siamo d'accordo che in guerra la gran parte di morti e feriti siano civili, sì? Siamo d'accordo che questa guerra l'ha scatenata la Russia, sì).
    Qui penso abbia ragione Nadia da Lucca: come vogliamo essere ricordati (noi nel senso di popoli-paesi occidentali)?
    Quelli che hanno detto so' cazzi loro o quelli che hanno scelto di rispondere (in parte) alle richieste d'aiuto?
    Si possono fare cose giuste in modo sbagliato o cose sbagliate (gli Stati Uniti hanno fatto entrambe le cose).
    C'è solo una cosa che non capisco: ai tempi del boicottaggio e dell'isolamento internazionale del Sud Africa io mica li leggevo tutti questi contrari alle sanzioni e all'isolamento (anche nello sport), o forse mi ricordo male...

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    1. Mi dici una sola cosa, di quelle che starebbero facendo i russi, che non è stata fatta anche da "noi" negli ultimi vent'anni di "guerra al terrore"?, anche più di una, se ne rimedi.

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  5. Non so chi siamo "noi".
    Ribadisco la domanda: visto che Italia ci sono molti femminicidi potrò essere scusato se ammazzo mia moglie?
    Che c@&%# c'entra l'Ucraina con l'invasione dell'Irak o dell'Afghanistan?
    Mentre noi stiamo qui a disquisire la gente muore: soprattutto civili ucraini.
    Ma immagino sui vostri blog ci stiate aggiornando sui civili ammazzati in Yemen o in Siria... immagino.
    Spero che nessuno in Svizzera tratti male gli italiani del Canton Ticino, sennò ce toccherà invade la Svizzera!

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    1. "Noi" significa gli invasori di quelle invasioni, che includono (con le solite geometrie variabili) pure gli italiani; spero di non farti torto a supporre che sei italiano.

      E dunque, che c'è di unico in queste guerra da farti preoccupare maggiormente "della gente che muore, soprattutto civili ucraini"?, per l'Iraq un'autorevolissima rivista occidentale, se non erro Lancet, parlò di 700 mila morti in due o tre anni di conflitto; tutti soldatini?

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  6. Le opinioni di Atlantropa sarebbero le uniche accettate nella "democrazia russa".
    Quelle di Nadia le servirebbero per farsi 15 anni nelle confortevoli galere della madre Russia.
    Nulla vieterebbe di trasferirsi in Russia(o in Bielorussia, come il tale americano tra i fautori del mancato colpo di stato in USA)per chi crede si starebbe meglio che in Stati "soggiogati" alla Nato o all'autocrazia della UE.
    Credo che un bel trasferimento di "sinceri democratici" nell'illuminata Russia putiniana nn possa che essere di gradimento,sia a Putin che a tutti coloro che piace vivere sotto i talloni di alleanze atlantiche o di sovrastrutture statuarie che ne tarpano le libertà.

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    1. Una contro-curiosità: ho notato che gli anti-russi tendono a ripetere l'epressione "madre Russia" (a volte preceduta da "grande") in maniera più o meno randomica, o, se mi è consentito il francesismo, alla cazzo; l'idea sarebbe di capire a quale scopo. Quindi nel tuo caso: perchè invece di scrivere "galere della Russia" ti sei preso la briga di aggiungere quelle cinque lettere e uno spazio?

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    2. Penso si tratti di ironia.
      "Madre Russia" è un'espressione standardizzata al pari di "Bella Italia" o "Mama Africa".
      Però è bello notare come la Settimana Enigmistica colpisca ancora: attaccarsi a dettagli linguistici per sviare la discussione.

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    3. Ma anche Bella Italia è 'na cazzata.
      Mama Africa mai sentito, Mama Afrika è Miriam Makeba.

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  7. Pochi giorni fa leggevo un articolo su Al Jazeera, dove si faceva un'interessante proposta.
    Da una parte ci sono non so quanti fantastiliardi di dollari di fondi russi congelati in banche estere, dall'altra l'Ucraina ha bisogno di una carriolata di spaventiliardi di dollari per la ricostruzione.
    L'articolista di Al Jazeera proponeva un simpatico bypass: avendo la Russia scatenato la guerra, è dunque giusto requisire i fondi russi congelati per pagare la ricostruzione.
    Sì, lo so: adesso arriverà Atlantropa a dirci che Al Jazeera è una testata occidentale asservita alla NATO e in realtà dell'Ucraina non gliene frega nulla a nessuno.
    Malpancismi di Atlantropa a parte, mi sembrava una proposta da non sottovalutare, sebbene occorra valutarne bene gli aspetti legali.

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    1. L'invenzione del furto merita il premio nobel per l'economia.
      Anche se giusto due mesi fa Biden ha fregato 3.5 triliardi afghani; e il "presidente" Guaido sono ormai diversi anni che campa coi soldi fregati al Venezuela; insomma avere le leve del potere finanziario serve anche, se non sostanzialmente, a fare questi giochini, da sempre. Fregare i soldi russi pare presentare più problemi del solito, ma è operazione liberaldemocratica già in corso, non temere.

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    2. Ops, ovviamente miliardi insomma 9 zeri.

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  8. Però alla domanda di Atlantropa, mi dici una sola cosa, di quelle che starebbero facendo i russi, che non è stata fatta anche da "noi", non ha ancora risposto nessuno.

    Strano: eppure sono "guerre" completamente diverse, le altre erano di pace e democrazia, e noi vi partecipavamo allegramente, queste sono di terrore e morte, e l'invasore è disegnato come un orco. L'elenco dovrebbe essere banale e sterminato.

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    1. quindi la nato, gli stati uniti, caino, romolo (o remo, non ricordo) mi consentono di poter ammazzare qualcuno e poter dire: e allora?
      visto che gli stati uniti (missili a cuba, irak, afghanista, ecc) hanno combinato sfracelli sti cazzi dell'ucraina (oggi) e (domani) della moldavia, della finlandia, della svezia, delle repubbliche baltiche... dimmi tu quando fermarmi
      visto che a biden mettiamo in conto tutto, dai missili di cuba alla siria, a putin possiamo mettere in conto ungheria, cecoslovacchia, cecenia e ucraina
      quindi se ho ben capito: gli stati uniti hanno combinato disastri quindi ora la russia ne può combinare altrettanti, senza aver neanche avere noi il diritto di protestare (e si fottano i russi che protestano e finiscono in galera)...
      ah, spoiler: qualcuno di noialtri ha protestato sempre, per (quasi) tutto: a cominciare dal colpo di stato in cile (sì, ci ho 'na certa età)
      un'ultima cosa suggerirei a putin: siccome negli stati uniti i poliziotti ammazzano qualche nero ha acquisito il diritto di far ammazzare dai poliziotti qualcuno di una o più delle minoranze etniche in russia, giusto?

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    2. @marcell_o
      Un ottimo ragionamento.
      Aggiungerei che la prossima volta che cercheranno di far fuori Navalny basterà dire "E allora con Sacco e Vanzetti come la mettiamo?"

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    3. Marcello, nessuno dice che nessuna morte è ok, e nessuno nega che ad ogni guerra segua qualche forma opposizione.

      Io dico che nessuno ha mai mandato armi per ajutare gli iraqeni invasi, non c'era l'inno iraqeno a reti unificate, la banidera iraqena non sventolava sui balconi o all'ipercoop, chi resisteva a Bassora o a Fallujah (non meno tenacemente di come stanno facendo gli ucraini ad est) non era un eroe ma un terrorista, quando Ferrando dosl dire che Nassirya era un atto di resistenza fu ordinata una replica del supplizio di Damiens.
      La domanda è: questa differenza come si spiega?, c'è uno straccio di motivazione?, che cambia tra quella guerra e questa da provocare reazioni così antipodiche nelle società occidentali?

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    4. "la banidera iraqena non sventolava sui balconi o all'ipercoop"
      ...forse poiché negli anni 2000 tutti coloro che erano contro i conflitti generati dai Neocon USA in Mediooriente usavano la bandiera della pace: le città italiane erano strapiene di bandiere della pace ed imponenti manifestazioni contro la guerra riempivano le piazze, ma magari tu in quegli anni eri troppo occupato a lamentarti di qualcos'altro per accorgertene.

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    5. Eppure la differenza tra la bandiera della pace e la bandiera di una delle parti in guerra non è difficile da cogliere.

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  9. "Anche se giusto due mesi fa Biden ha fregato 3.5 triliardi afghani; e il "presidente" Guaido sono ormai diversi anni che campa coi soldi fregati al Venezuela"


    Immettere le fonti,pleise.

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    1. Triliardi -> miliardi, parte di me è rimasta alla conversione in lire. Dopo di che, non capisco perchè ti sorprenda, il furto è un classico ferro del mestiere della liberaldemocrazia, uno dei più antichi ed importanti. Cerca pure con glùglù, la prima notizia ha avuto un bel risalto sui papersera occidentali, guardati pure la faccenda dei camionisti in Canada.

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    2. Esercizio svolto: vuoi fonti sul furto USA dei soldi afghani congelati di febbrajo?, basta scrivere (pensa un po') US seize frozen Afghanistan o variazioni sul tema; poi al posto di Afghanistan metti un altro nome, Venezuela, Iran, Cuba, e ci si diverte; cambi US con UK e scaturisce nuovo divertimento; aggiungi il nome del tuo papersera di fiducia, e hai il papello ritagliato sartorialmente sui tuoi valori.
      Su Guaido ho questo pezzo salvato nei segnalibri.

      Esercizio: sempre a febbrajo per sopprimere la manifestazione del "Freedom Convoy", il Canada ha (inter alia) bloccato i conti in banca dei camionisti; riesci a trovare da solo la notizia?

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  10. https://foreignpolicy.com/2022/02/18/afghanistan-frozen-reserves-biden-executive-order-humanitarian-aid/

    Semplicemente pressioni politiche,come volere i rubli come pagamento.

    Sul Venezuela ho trovato questo,a mio parere,interessante articolo dove le azioni giudiziarie e nn le ricostruzioni,hanno svelato una parte del potere chavista "dessinistra". Tra l'altro tratto dalla rivista di Orsini. Come puoi vedere nn mi affido ai "papersera ritagliati sulle mie esigenze" come invece tu appari ricorrere a piene mani(che siti frequenti!😳🤓).

    https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2022/01/25/venezuela-guaido-avverte-lofferta-usa-di-alleggerire-le-sanzioni-non-e-illimitata/

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    1. https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/04/28/miami-sequestrati-450-milioni-dollari-impresari-legati-maduro/


      Era questo l'articolo che avrei dovuto postare,ma anche quello sopra è interessante.
      Buona giornata!😘

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    2. Non mi è chiaro se stai negando che Biden ha fregato i soldi all'Afghanistan, il team liberaldemocratico al Venezuela, o cos'altro.

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    3. Si. Nego che Biden stia rubando denaro afgano.
      Sul "team liberaldemocratico" del Venezuela,anche!
      Cara/o(dacci il tuo genere)quello che vedi nella propaganda che a te aggrada, è un compendio che anche l'altra parte utilizza.
      Uscire dal loop propagandistico è un effetto della civilizzazione.
      Restarci è lecito,ma privo di senso.
      Se tu credi nella rivoluzione chavista dovresti accedere di persona alla bella vita proposta. Se reputi l'autocrazia un bene per l'umanità,nn hai che la scelta di dove domiciliarti.
      Io credo che,in Italia,ci sia ampio spazio "divergente" in cui nuotano tanti sgamati capitalisti.
      Se tu credi di vivere col fiato sul collo,qui in Italia o Occidente,trova la tua libertà dove la vedi esistente.

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    4. Ma che senso ha negare un fatto?
      Biden ha fregato metà dei soldi afghani per darli alle vittime del'11 settembre e Guaido si è pagato spese personali coi soldi del Venezuela.

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  11. Credo che certe cose vadano combattute fino all'estremo prezzo. Per me si puo' andare alla guerra termonucleare globale. Amen.

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    1. Ma così moriamo tutti senza avere aiutato chi volevamo aiutare!

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    2. Abbiamo un bullo che, forte della minaccia atomica, ritiene di poter fare ciò che gli aggrada. Gli amici del bullo stanno a guardare e intanto si armano con le atomiche. Questa guerra andava evitata a tutti i costi (e forse si poteva evitare) ma ormai, tant'e'.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Intanto l'es di Arbusto, capocoro dell'invasione dell'Iraq, confermava la sensatezza delle perplessità del sottoscritto.

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Puoi scrivere quello che vuoi. Se è una sciocchezza posso cancellarla.

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