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giovedì 18 maggio 2023

Siamo tutti Salvini (e sprofondiamo)


Che Salvini troppo spesso twitti prima di pensare non lo scopriamo oggi – certo, un ministro che riesce a mettere insieme il Milan e una calamità naturale nello stesso messaggino segna comunque un record, qualcosa che vale la pena appuntarsi, anche solo per evitare che i posteri liquidino l'episodio come una leggenda: no, Maria Antonietta non disse mai quella cosa delle brioches ma sì, Salvini disse quella cosa del Milan. 

E potremmo andare avanti ancora un poco a prendercela con lui. Certo, potrebbe essere interpretato come un espediente per distogliere l'attenzione dalle responsabilità di una classe dirigente locale e sul suo ormai ottantennale modello di sviluppo, che in soldoni consisteva nel cementificare una palude sperando che andasse tutto bene. Non andrà tutto bene. Facile dirlo oggi – ma si poteva dire con una certa sicurezza vent'anni fa, e c'è invece ancora chi non vuole ammetterlo. Del resto in Emilia-Romagna lo sappiamo, sensibilità green e speculazione sui lotti edificabili vanno a braccetto, e Salvini non c'entra un granché: parliamo dell'avvoltoio che viene a vedere se nella catastrofe c'è qualcosa da guadagnarci, non dell'istrice che la catastrofe l'ha pazientemente scavata. 

Siccome comunque Salvini la gogna se la merita (non fosse altro perché dopo una settimana di alluvioni il governo non ha ancora varato lo stato di emergenza), propongo di farne almeno una figura sacrificale; di riconoscere nella sua colpa quella di tutti noi. Siamo tutti Salvini – certo, nessuno è Salvini quanto lui, ma siamo tutti un po' Salvini, ogni volta che commentiamo il disastro del giorno con una botta di benpensantismo e un colpetto di benaltrismo. Siamo tutti Salvini, sempre alla ricerca del primo facile colpevole, anche se non ci crediamo neanche noi: ma abbiamo un profilo pubblico, insomma non possiamo mica far finta di niente anche se non abbiamo niente da dire; vogliamo semplicemente far notare che ci siamo, ci preoccupiamo, invece di pensare ai fatti nostri o al Milan.  

Siamo tutti Salvini, nel senso che l'apocalisse ci troverà in mutande sul divano e contrariati perché insomma, certo, il settimo sigillo e i quattro cavalieri e tutto il resto, ma noi volevamo sapere chi vinceva la Champions. Siamo spettatori, da che siamo nati; da quando c'è internet siamo pure commentatori; di qualsiasi cosa succeda ci piacerebbe trovare un colpevole alla svelta, che sia un istrice o uno speculatore edilizio; così possiamo cambiare canale rapidamente e trovare un'altra cosa più interessante, le alluvioni non sono così interessanti. Siamo tutti Salvini perché, in definitiva, non tolleriamo che il mondo cambi. Benché il mondo cambi da sempre, e molti di noi vivano e lavorino da sempre immersi nelle correnti di questo movimento: lo stesso Salvini, in epoche più stabili si sarebbe ritrovato commesso viaggiatore. Proprio perché tutto cambia, in modi che per lo più non ci piacciono, S. si è ritrovato bello pronto il suo prodotto da smerciare, il suo malcontento quotidiano da assecondare. 

Siamo tutti Salvini ogni volta che ci guardiamo indietro come se indietro ci fosse un equilibrio che pensiamo di aver perso, un'età dell'oro che non tornerà mai, probabilmente a causa di un complotto di persone malvagie che ce l'hanno esattamente con noi. Siamo tutti Salvini, pronti a puntare il dito, verso chi? Non è così importante: l'essenziale è puntare, catalizzare l'attenzione e spostarla in un punto X che può cambiare a piacere – Putin può diventare in pochi mesi da alfiere dei valori tradizionali a orco assassino nemico dell'occidente. L'importante è puntare, magari non essere i primi a estrarre il dito perché poi tocca a te scegliere l'obiettivo e se non trovi il più adatto al momento rischi una brutta figura. Ma se calcoli bene i tempi, se sfoderi l'indice né troppo svelto né troppo tardi, qualche altro intorno a te ti avrà già suggerito una direzione, un obiettivo: a questo punto basta imitarlo, qualcun altro lo sta già imitando, e se in tanti puntano verso lo stesso obiettivo un motivo ci sarà: fino a quella volta, che prima o poi ci capita, quella volta in cui ti accorgi che tocca te, è su di te che stiamo tutti puntando. 

26 commenti:

  1. https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/35734962/elly-schlein-bonaccini-55-milioni-fondi-anti-alluvione-restituiti-governo.html

    Ma è poi vera questa cosa?

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    1. Minchia Bechis che cane da tartufo.
      Tutto quello che ha trovato sono 50 milioni restituiti. Neanche fregati per progetti ridicoli, come fanno tutti gli amministratorie probabilmente anche Bonacini. No, hanno trovato solo i soldi che hanno restituito. Grazie libero, mi hai convinto, voterò PD, non l'ho mai fatto ma se proprio insisti

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    2. Se è vero, dimostra tanta onestà quanta incapacità. Ci possiamo permettere politici incapaci?

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    3. Io spero che ti paghino per spammare libero, perché se lo fai gratis è proprio una vita triste, capisci.

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    4. Tu sei pagato per scrivere queste scempiaggini?
      D'accordo sul pezzo di Leonardo. Facciamo però un passo avanti.

      Con quali motivazioni sono stati restituiti quei soldi?

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    5. Non credo articolo di Bechis sia veritiero. Altrimenti avrebbero già dato le dimissioni...

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    6. Chissà forse coi bacini di laminazione funzionanti avremmo salvato qualche vita...

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    7. In effetti cercare di spingere un contenutino di Libero mentre il territorio porta il conto di ottant'anni di cementificazione è una cosa un po' squallida.
      È pur vero che Capone lo arrestarono per evasione fiscale, ma sostenere che il problema del Pd in Romagna è che non ha speso una tranche di finanziamenti è un po' grossa, chi è in buona fede dovrebbe capirlo.

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    8. Chi ha governato Emilia Romagna in questi ultimi 80 anni?

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    9. Ma che cosa bizzarra: le casse di laminazione esistevano!

      https://www.romagnaoccidentale.it/progettazione-ed-esecuzione-lavori/

      Solo che una volta riempite, è arrivata altra acqua :(

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    10. Le casse di espansione del Sillaro sono state realizzate vent'anni fa: chi ha detto che non esistono?
      https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/suolo-bacino/sezioni/pianificazione/autorita-bacino-reno/psai/tavole-di-piano-sillaro/3ProgINT_Sillaro_sintesi.pdf

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    11. Dai ma state a rispondere allo spammaro di libero

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    12. Guarda nemmeno io leggo libero, ma non credo sia determinante chi ha scritto, ma se è vero quello che ha scritto, e se ci sono delle responsabilità. E se si potevano evitare dei morti.

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    13. Chi ha scritto è uno sciacallo con un'agenda politica; quel che ha scritto è il pelo dell'uovo mentre l'uovo è marcio e la gallina appestata. Chiaro così? Poi dai, il tuo dovere l'hai fatto, ritira la nocciolina.

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    14. Certo, certo...è colpa del twit..

      Ora puoi andare anche tu a ritirare la tua nocciolina

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    15. Lasciamo stare uova
      galline e noccioline, e facciamo in modo Cerchiamo di fare in modo che discussione

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    16. sia costruttiva.

      Chi ha governato in Emilia Romagna negli ultimi 80 anni?
      Sono in funzione i bacini? È stata fatta pulizia dei fiumi?

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    17. Chi non ha lavorato bene, che sia di destra o di sinistra, è giusto che si prenda proprie responsabilità

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    18. Cioè fare discussione è continuare a rispondere la stessa cosa all'infinito? perché non era una cosa originale nemmeno all'inizio.
      Vuoi accusare il Pd? almeno preparati, cerca di capire che il problema è la cementificazione, non un po' di soldi non spesi e restituiti. Certo, poi tocca concedere che anche i partiti sostenuti da Libero avrebbero ugualmente cementificato (se non di più), e che al limite sarebbero stati più lesti a intascare.
      La "pulizia dei fiumi", poi, cos'è? Sta un po' alle alluvioni come l'aspirina alle epidemie.
      È una discussione inutile, condotta con argomenti sciocchi da interlocutori in malafede. Per un po' tolgo l'anonimato ai commenti.

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  2. https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/23_maggio_18/maltempo-in-emilia-romagna-il-veneto-salvato-dai-bacini-di-laminazione-ma-in-emilia-romagna-uno-su-due-non-funziona-2bd4714a-5fbe-4c8a-98f3-752b874d9xlk.shtml

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  3. L'evoluzione dei reazionari nel corso dei decenni è qualcosa di fenomenale.
    1963: a causa di lavori di costruzione fatti da arruffoni che non avevano tenuto conto delle perizie geologiche, crollò una parte del monte Toc, generando la tragedia del Vajont. A coloro che cercarono di porre l'accento sulle responsabilità della SADE e dei governi conniventi, si rispose di portare rispetto per i morti e di stare zitti.
    Anni 90-00: varie alluvioni, frane di fango, altri eventi disastrosi generati dalla cementificazione del territorio. A chi accusò l'incuria, venne risposto che si trattava di eventi eccezionali ed imprevedibili.
    Anni 10 e 20: periodi di siccità si alternano a fortissime precipitazioni che concentrano in poche ore la pioggia che normalmente cadrebbe in 3 mesi. A chi dice che forse sarebbe il caso di svegliarsi ed affrontare il cambiamento climatico da noi stessi generato, viene risposto che il cambiamento climatico non esiste ed è tutta colpa dell'incuria.
    E' bello mettere a tacere la gente con una giustificazione vecchia di vent'anni: serve per evitare di cambiare le cose e questo ai reazionari piace tantissimo.

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    1. Non so a chi tu ti riferisca. Mia idea è che chi non fa quello che deve fare (pulizia fiumi, assicurarsi vasche funzionino ecc.) e fa quello che non deve fare (cementificazione selvaggia, vicino ai fiumi..) si deve ritenere responsabile di quanto poi accade. Per me può essere di destra, di centro e di sinistra.

      Nascondere le proprie responsabilità è da quaquaraqua

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    2. Può essere "di centro, di destra e di sinistra", ma guarda caso ti attacchi solo quando succede in una regione governata da un centrosinistra (per la verità molto blando).
      Che ne dici di un bel processo agli amministratori che hanno trascinato la Lombardia nel focolaio di pandemia più grave del secolo, che di morti ne ha causati migliaia? Non nascondiamo le loro responsabilità, coraggio.

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    3. Le opere di contenimento ci sono, solo che sono state pensate per le piogge del XX secolo, tanto è vero che si sono riempite molto rapidamente. Purtroppo negli ultimi giorni sull'Appennino Romagnolo è venuta giù la stessa quantità di pioggia che di solito cade in 3 mesi.
      Quindi o gli italiani aprono finalmente gli occhi e si rendono conto che il cambiamento climatico esiste, traendone le necessarie conseguenze, oppure tutte le loro opere verranno spazzate via come rametti dal prossimo evento catastrofico.
      Oggi è toccato alla Romagna... chi è il prossimo?

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    4. Ma mi rendo conto di non aver risposto nel merito a Guido.
      Se non fai quello che devi fare: è stato fatto tutto quanto, te lo dice una che sul territorio alluvionato imolese ci vive.
      Se fai quello che non devi fare: a Spazzate Sassatelli non ci sono cementificazioni selvagge, nemmeno al Passo del Cavallo o in altri posti.

      La verità è che quelli come voi si attaccano a qualunque scusa pur di non cambiare le proprie cavolo di abitudini, continuando a pretendere di inquinare come selvaggi e nonostante siano 30 anni che è stato dato l'allarme che un tale stile di vita avrebbe portato alle attuali conseguenze.
      Vatti a rivedere quella famosa trasmissione con Piero Angela sui mutamenti climatici del 1988: i grafici mostrati mostrano pari pari quello che poi si è verificato a causa della gente che non ha voluto cambiare le proprie grasse ed inquinanti abitudini.

      Continua dunque ad inventarti balle sul fatto che non ci sarebbero cose che in realtà ci sono e a negare l'evidenza dei cambiamenti climatici, ma non ti meravigliare poi se la gente si infuria con quelli come te: ci state uccidendo tutti!

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  4. Per Eleonora: sante parole.
    Per Anonimo e Guido: come in molti altri casi, il problema delle colpe o responsabilità di un'intera parte politica è che non possiamo sapere cosa avrebbe fatto di diverso la parte opposta (se non in situazioni che sono diverse per tempi, territori, risorse, ecc).
    Per Leonardo: togli quell'apostrofo nell'ultima frase che non si può vedere :-)

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