Nell'estate italiana in cui i 40 centigradi diventano una temperatura accettabile, la benzina oltrepassa serenamente i due euro al litro, la difterite ricomincia a uccidere i bambini, no scusate, riformulo: la fobia dei vaccini uccide i bambini, il governo apre crisi diplomatiche a casaccio, il fronte orientale dà preoccupanti segni di cedimento e un nostro alleato sta conducendo un genocidio alla luce del sole... in questa estate italiana, chi avesse voglia di dare un'occhiata ai giornali, scoprirebbe che l'argomento più dibattuto è il "woke", anzi la fine del "woke". Una cosa di cui la maggior parte degli italiani non ha mai sentito parlare – e giustamente, visto che alla maggior parte degli italiani il woke non ha fatto nulla: li ha passati da parte a parte come una tempesta di irrilevantissimi neutrini. Chi poi i giornali li leggerà per questioni di studio, tra decenni e secoli, si immaginerà che il woke fosse davvero qualcosa che ci appassionava e ci divideva, come la questione trinitaria faceva incazzare i fornai e gli straccivendoli ai tempi di Gregorio di Nissa; ed è ormai a questo tipo di lettori rari e postumi che mi rivolgo: non perdete tempo. "Woke", nel 2026 in una delle regioni più dinamiche d'Italia, era ancora una parola che non usava nessuno. E i giornali? Appunto, anche quelli ormai non li leggeva nessuno. Quelli importanti, quelli nazionali, quelli che ancora si ponevano il problema di costruire consenso intorno a una proposta politica. Galleggiavano nel vuoto, in una bolla oserei dire, ma le bolle sono trasparenti; il che non si può dire delle crisalidi di sciocchezze che essi si sono fabbricati intorno, secernendo disinformazione e luoghi comuni. E soprattutto: le bolle scoppiano al primo insistere del vento, loro no: loro andranno avanti ancora per parecchio senza vedere né da dove vengono né da dove vanno. Chi li guarda dal basso almeno si fa un'idea di dove tiri la corrente.
Il vento porta verso un ridimensionamento della destra – lo dico sottovoce, perché magari è un anticiclone superpasseggero, che già a settembre si infrangerà contro perturbazioni più serie. Però a fine agosto le nuvole vanno da quella parte. In coscienza, non credo che nessun elettore di Trump o daa Meloni con un briciolo di buon senso possa dirsi contento di come stanno andando le cose, e questa osservazione (che forse sopravvaluta il buon senso) ha già stimolato delle reazioni percepibili. In Italia, per esempio, è stato già lanciata l'alternativa ancora più estrema: Vannacci, il paracadutista in parapensione. Di fronte a una mossa quasi obbligata (coprirsi a destra), la squadra avversaria si è lanciata nella solita manovra: occupare il centro. Funzionerà? Non funziona quasi mai, chiedete ad Annibale. Ma insomma è una cosa istintiva, non bisogna pensare a un regista, anzi all'esatto contrario: è proprio la solita manovra che succede quando lasci la cavalleria libera di fare un po' quello che vuole: vedono un buco al centro e lo occupano; alè alè, se è una trappola ci penseremo poi. Negli USA, durante questo riposizionamento la Ocasio-Cortez si è lasciata sfuggire in tv che "Woke One was crazy", dove per "Woke One" si intendevano richieste estremiste che in Italia non si sono mai sentite (definanziare la polizia...) "Woke One" era già un meme prima che lo impugnasse la Ocasio-Cortez, e se ci pensate presume l'esistenza di almeno un Woke Two, per cui tradurlo in italiano come "il Woke era una follia" è una forzatura. Che comunque serve a uno scopo.
In Italia il "Woke" è il nemico immaginario identificato dalla retorica superdestrorsa di Vannacci, un orco transessuale determinato a distruggere la civiltà italiana a colpi di schwa e bagni unisex. Chi rincorre Vannacci al centro ha facile gioco nel rispondere: è vero, il "woke" ha fatto dei danni (ma quali?), bisogna superarlo, morte al "woke". Si credono probabilmente molto astuti, nel cantare la canzone del nemico: credono di disattivarlo. La canta Giuseppe Conte, uno che col "woke" ha avuto pochissimo a che fare; e subito accorre in suo aiuto Matteo Renzi, inconsapevole di essere stato il governante più woke che l'Italia abbia avuto (l'unico che ha davvero puntato sui diritti civili mentre ignorava quelli sociali). Ma insomma alla fine la questione è tutta qui: una manovrina a tenaglia per provare a contendere a Elly Schlein il ruolo di leader dello schieramento di centrosinistra. Chi parla di "woke" in questi giorni sta collaborando (la Schlein se ne guarda bene). A qualche figura del demimonde mediatico non sarà sembrato vero approfittarne; la confessione di aver trascorso una fase "woke" estrema, e di essersi ravvedutә, può essere scambiata con qualche buono omaggio di visibilità che i giornali stampano ancora, anche se non te li accettano in nessun supermercato. Non vale nemmeno la pena di fare nomi e cognomi, salvo forse il più buffo: Anna Paola Concia, una politica che senza il "woke" avrebbe dovuto trovarsi un mestiere.
Comunque: non ci siamo già passati? Non abbiamo studiato il '68 su antologie di testi che irridevano, sfottevano, prendevano le distanze dagli eccessi del '68? Epperò nel '68 la società stava cambiando davvero, anche in provincia. Il "woke" italiano è un fantasma ricorrente nei sogni a occhi aperti di gente di destra; per lo più coincide con la sua parodia, salvo che è la parodia di qualcosa che quasi nessuno ha visto. Avete mai litigato con una persona per i suoi pronomi? Lo schwa su un documento vi ha creato dei problemi? Vostra figlia non è riuscita a qualificarsi alle semifinali di judo a causa di un transessuale nerboruto? Un'università ha desessuato i bagni, intendo un'università che si concedeva il lusso di averceli sessuati (la mia non li aveva)? Siete vittima del fuoco amico dei bot di destra, staccatevi un po' dal telefono. Se dare addosso a un nemico immaginario vi aiuterà a spostare qualche equilibrio, buon per voi: dopodiché dopodomani saremo ancora qui. Le donne continueranno a chiedere maggiore visibilità e più sicurezza; il loro ruolo nella società è sempre più importante e non sarà la scaramuccia estiva a cambiare le cose. Al prossimo femminicidio, si ricomincerà a parlare di femminicidio, e sono proprio curioso di vedere chi si opporrà perché ormai il "woke" è passato di moda. Le minoranze continueranno a chiedere più rappresentanza e più rispetto, all'accademia come al cinema – e il cinema continuerà a reagire con più prontezza dell'accademia, perché le minoranze comunque hanno soldi da spendere, e due minuti di Elena di Troia nera ti assicurano comunque polemiche e visibilità – se funzionava fino al mese scorso, non si vede perché non debba continuare. Nessuno è andato in piazza per lo schwà, l'unico danneggiamento causato in Italia dal metoo è che per qualche ora una statua di un giornalista in un parco è stata coperta di vernice lavabile, fanno molti più danni gli ultras di una squadra di serie C in trasferta. In piazza in questi anni la gente ci è andata per l'ambiente, coi Fridays for Future; per la Palestina, contro la guerra; contro determinati provvedimenti di un governo reazionario. E domani in piazza ci tornerà per la benzina a due euro e mezzo; per la siccità; contro le guerre che non vogliamo combattere e contro le guerre che qualcuno non vuole guardare. Contro un fascismo che procede impettito verso il vuoto, inventandosi obiettivi militari e annunciandone pomposo la sconfitta. Finché la realtà non presenterà il suo conto, che credo sarà terribile per tutti.


Il woke non ti dà fastidio perché viene dalla tua parte politica. Fai un esperimento: immagina che tutta quella roba (la campagna culturale permanente, le modifiche al linguaggio imposte dall'alto ecc.) venga dai cattolici, oppure dai nazionalisti. Entri all'università e all'improvviso, da un giorno all'altro, tutti si mettono a parlare in nome di Dio, finiscono ogni frase con 'sia lodato Gesù Cristo'. Vai in una biblioteca e trovi uno scaffale con il cartello 'Scrittori che amano l'Italia' e dentro ci trovi i libri di Marcello Veneziani, Evola, Dante e Machiavelli. Al cinema tutti i film si allineano ideologicamente: Partria e famiglia, che sia un western o una commedia o una guerra spaziale. Ti spaventi, no? Anche se nella tua vita materiale non è cambiato nulla.
RispondiEliminaFai un altro esperimento: prendi la frase 'le donne continueranno a chiedere più sicurezza e al prossimo femminicidio si parlerà di femminicidio' e trasformala così 'gli italiani continueranno a chiedere più sicurezza e la prossima volta che un immigrato commette un reato si parlerà di immigrazione'. Dovrebbe essere la stessa cosa, giusto? Ma guarda caso la prima è educazione civica e la seconda è sciacallaggio.
Puoi fare un esperimento anche su te stesso: cos'è cambiato nella tua vita con il governo Meloni? Nulla (del resto è un governo blandamente conservatore che ha appunto il merito di non fare nulla). Ma tu parli di fascismo e di reazionari e non vedi l'ora che se ne vadano, perché sono i tuoi nemici e ti danno fastidio. Ecco, ad alcune persone dà fastidio il woke.
– Il woke non viene dalla mia "parte politica": è per lo più un fantasma messo in giro dalla parte opposta, per irridere e falsificare le istanze della mia parte politica.
RispondiElimina– Ad esempio: cosa intendi per "modifiche al linguaggio imposte dall'alto"? Nessuno le ha nemmeno proposte. Anche chi si occupa di linguaggio inclusivo non si è stancato di ribadire che le modifiche non si impongono dall'alto (un "alto" che peraltro nessuno ha mai raggiunto). L'unica che dall'alto ci ha provato è Giorgia Meloni che insiste a farsi chiamare il Presidente. Se sei convinto che in "alto" ci fosse un comitato di salute pubblica che ti avrebbe mozzato la lingua se non articolavi lo schwa, sei vittima dei bot di destra, stacca il telefono.
– Sei entrato all'università e tutti terminavano le lezioni con un mantra woke? Ma sei sicuro?
– Tutti i film si sono "allineati ideologicamente"? Sei sicuro? E com'è stato possibile? L'unica spiegazione è che la maggior parte del pubblico voglia film più inclusivi e respinga ideologie razziste. Se pensi a come è composto il pubblico mondiale, non è una grossa sorpresa. Oppure Disney, Universal e Warner hanno tutte un'agenda dettata da qualche grande vecchio, certo, puoi consolarti pensando a questa cosa.
"Fai un altro esperimento: prendi la frase 'le donne continueranno a chiedere più sicurezza e al prossimo femminicidio si parlerà di femminicidio' e trasformala così 'gli italiani continueranno a chiedere più sicurezza e la prossima volta che un immigrato commette un reato si parlerà di immigrazione'. Dovrebbe essere la stessa cosa, giusto?"
– Eh? Non so nemmeno da che parte iniziare.
a) non è un esperimento mentale, è quel che succede più o meno una volta alla settimana, e se andassi in giro a sostenere che chi fa così deve smetterla perché è fuori moda, perché il razzismo è finito, racism one was crazy... ti sembrerei un deficiente.
b) comunque è proprio sbagliata la forma della trasposizione, cioè al massimo "al prossimo reato la gente parlerà del reato".
c) la maggior parte delle violenze sulle donne sono commesse da uomini; la maggior parte dei "reati" non sono commessi da immigrati. Dunque una proposizione ha un senso; l'altra è propaganda e forse ne sei vittima, staccati da quel telefono.
– "cos'è cambiato nella tua vita con il governo Meloni"
Sei serio?
Cioè se c'è un governo che è entrato nella mia quotidianità è proprio questo... per dirti una sciocchezza: tutti i settembri percepivo un buono scuola di 500 euro. Il governo Meloni me lo ha corrisposto a MARZO ed era pure calato. Il casino che hanno fatto con le Indicazioni Nazionali, sposta i Promessi Sposi in quarta no rispostalo in seconda perché sai, le radici. Devo pagare più tasse e ottenere meno servizi perché la tipa se cala le accise deve trovarsi un lavoro e non ha mai fatto altro nella vita che raccontare cazzate a grulli che forse hanno raggiunto il punto di saturazione. "Io" parlo di fascismo e di reazionari? "Io" parlo di quello che vedo intorno a me, e vedo molto più fascismo e reazione che tizi cotonati di arcobaleno impallati sui pronomi, anzi quelli non li ho visti nemmeno al gaypride.
Non ti dà fastidio il woke, ti dà fastidio la realtà. Comunque, se ritieni che il politically correct sia superato, consentimi di dire che trovo le tue obiezioni straordinariamente stupide indegne di un'entità senziente.
Mi stavo dimenticando: non posso più usare il monopattino perché l'assicurazione costa troppo. Cioè trovami un altro governo che mi ha impedito di usare un mezzo di locomozione (il più comodo, il più adatto alle mie esigenze, quello che toglie traffico e inquinamento a chi mi circola intorno). Ho una macchina elettrica ma devo lo stesso pagare le tasse per tenere basso il prezzo del gasolio, e tu vieni a dirmi che la Meloni non mi ha cambiato la vita, ma considerati vaffanculato.
EliminaIn effetti il politically correct non mi piace: credo che la buona educazione sia sufficiente.
EliminaL'ideologia permette a vasti gruppi sociali di coordinarsi senza messaggi espliciti: il woke è un'ideologia ben rappresentata (e in alcuni casi dominante) nei gruppi sociali che occupano l'accademia, il giornalismo, l'industria cuturale ecc. e orienta il comportamento di chi vi fa parte e - a cascata (dall'alto verso il basso) - di tutti. Non c'è nessun complotto e nessuna centrale, non l'ho scritto e non lo penso.
L'università negli scorsi anni è stata invasa dal woke. Questo ha avuto delle conseguenze negative a ogni livello: qualità degli insegnamenti (le facoltà umanistiche si sono riempite di sciocchezze), selezione concorsuale e persino rapporti umani.
Sulla questione dei femminicidi (a proposito: da dove viene questa parola? ) temo tu sia un po' capzioso. Quando la destra usa casi di cronaca per fare campagna elettorale e per spingere un'agenda politica, le persone civili e informate - giustamente, a mio avviso - cercano di mantenere il discorso su un piano di realtà, citano statistiche, evitano generalizzazioni ecc. Quando c'è un femminicidio le stesse persone civili e informate si abbandonano alla faziosità.
La frase 'la maggior parte delle violenze sulle donne è commessa da uomini' è corretta, così come la frase 'gli immigrati proporzionalmente commettono più reati violenti degli italiani': io vorrei che l'una e l'altra frase non autorizzassero notti di San Bartolomeo. Ho smesso di essere di sinistra quando mi sono accorto che non era più la parte dell'umanità e della ragione.
Faccio l'insegnante anche io. I 500 euro non dovrebbero nemmeno darceli. Le indicazioni nazionali sono migliori di quelle di prima e comunque non contano nulla. Il fascismo è finito nel 1945.
Questa convinzione chi non è d'accordo con te è sicuramente un cretino manipolato dalla propaganda... Certamente ti fa vivere meglio, ma ti fa anche capire di meno il mondo e gli altri.
Sul monopattino hai ragione
Elimina"L'università negli scorsi anni è stata invasa dal woke"
EliminaAh, ecco la fonte dei problemi dell'Università italiana: mica il taglio dei fondi e delle risorse, il turn-over bloccato, il precariato dei ricercatori, le esternalizzazioni dei servizi anche di base, i concorsi truccati, il nepotismo, la scarsità di servizi, borse e alloggi per gli studenti, la mancanza di prospettive di lavoro decenti se non all'estero, l'aziendalismo verticista dei dirigenti...
Ha ragione Leonardo, siete talmente fuori dalla realtà che discutere con voi è una totale perdita di tempo.
Non ho scritto che quella è la fonte dei problemi; ho scritto che ha contribuito a peggiorare l'università, non solo qualla italiana, specialmente nelle humanities.
EliminaNon so a quale categoria tu mi accomuni: io parlo solo per me stesso. Le persone che non sono d'accordo con te restano persone, non diventano per questo astrazioni giornalistiche.
Discutere è facoltativo, nessuno ti può obbligare.
Il "voi" qui è autoesplicativo: significa semplicemente che fai parte della categoria di "coloro che sono fuori dalla realtà e sparano stronzate".
EliminaLavoro in una Università e ti posso dire con assoluta certezza che il woke non è né è mai stato il problema principale né un problema in generale, qui in Italia e nemmeno negli USA o nel resto del mondo, dove è molto più pericoloso fare affermazioni contro Israele che sbagliare un pronome: ho a che fare con molti colleghi stranieri che al massimo aggiungono un pronome alla loro firma, io e altri non lo facciamo e finita lì.
E non voglio discutere, ma mandare affanculo quelli come te (vedi sopra, e di nuovo grazie Leonardo) ogni tanto va fatto.
Fare affermazioni contro Israele è diventato pericoloso perché si è visto che la repressione del dissenso funziona e non trova ostacoli. Chi aveva a disposizone le etichette 'omofobo, misogino e razzista' per un po' di tempo ha stravinto tutte le battaglie (a cominciare dall'accademia); chi ha a disposizione l'etichetta 'antisemita' ha preso esempio. Come dicevo: il woke ha peggiorato le cose per tutti.
EliminaSono comunque lieto, mio giovane amico, di averti consentito un piccolo sfogo.
"mio giovane amico" sono ultracinquantenne, sveglione... Per il resto, stronzata+1
EliminaImpossibile: uno che ha tanta fiducia nelle parolacce non può aver compiuto trent'anni. Sei sicuro di non voler dire il tuo nome, o turpiloquente sconosciuto?
EliminaDavide, vedi il woke dappertutto e non vedi più fascismo dal 1945. Spegni il telefono, guardati in giro.
EliminaAria pura per la mente, il tuo articolo. Grazie.
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