martedì 12 novembre 2002

Senza pudori, credo che stavolta abbiamo vinto (solo una battaglia, naturalmente).
E per dimostrarlo, mi comporterò da vincente. Di quelli veri, che non sfottono l'avversario sconfitto, anzi riconoscono le sue ragioni, e i propri torti. Ora, lo so, ci vuole impegno a riconoscere delle ragioni a una Fallaci o a un Socci che accusa Agnoletto di connivenza con Pol Pot; d'altro canto, ci vuole della fantasia a biasimare il sindaco che apre la città a seicentomila pacifici dimostranti. Ma io non mi tiro indietro, come ben sa Madame.

Comincerò attestando la mia solidarietà al vecchio Scajola. Solo perché se n'è andato, ora tutti fingono che le cose siano migliorate d'un colpo. Per la verità dopo Genova ci sono state parecchie altre manifestazioni a rischio, tra le quali ricordo Roma un anno fa e Genova quest'estate. Tutte finite bene, e Scajola stava al Viminale. Non cambio idea sulle sue (ir)responsabilità, ma gli do ragione quando dice che Genova ha insegnato qualcosa a tutti. (Per esempio, l'equazione "+ divise in giro, + casini nelle strade", veramente poco intuitiva, ma ormai suffragata dai fatti).

E ammetto che se fossi stato al posto del sindaco di Firenze, non so se avrei avuto altrettanta fiducia nelle sorti della manifestazione. Perché è vero, c'era stata Roma in novembre e poi Genova in luglio, ma il Forum Europeo era un'altra cosa. Oltre i confini (che Schengen non ha affatto cancellato) il Movimento è molto diverso, ma noi italiani siamo forse troppo attaccati alle nostre locali grettezze per accorgercene. È più corpuscolare, più marginale, naturalmente più radicale: non a caso ha eletto l'Italia sua patria d'adozione, malgrado le Diaz e Bolzaneto. Sa di poter contare, in Italia, su amministrazioni amiche, masse critiche in corteo e, se le cose si mettono male, infermieri e avvocati gratis. Ci vorrà ancora un po' di tempo prima di vedere una marea di seicentomila dimostranti invadere pacificamente le strade di Parigi o Berlino per il corteo di un Forum.
Agnoletto e Casarini, nel bene e nel male, sono ormai diventati comparse nel teatrino tv italiano; ma il movimento europeo è un terreno per lo più sconosciuto. Le varie sigle straniere suonano sempre minacciose (curioso come "Resistance" faccia molta più paura di "Resistenza"). Chi garantisce per tutta questa gente? Come si fa a separare gli anarcoinsurrezionalisti dagli anarcoragionevoli? Le famose informative dei servizi dovrebbero servire a questo; purtroppo dai tempi degli aeroplanini e del sangue infetto sono destituite di qualsiasi credibilità e non hanno altra utilità che quella di fornire spunti per i titoli di Libero e Giornale, o all'on. Frattini, che martedì 29 ottobre riferiva al parlamento (segnalato sulle news di repubblica):

C'è gente dei movimenti anarchici, ci sono gli attac tedeschi ed i globalize che abbiamo visto all'opera a Genova nel 2001. Il governo - rileva Frattini - non poteva non informare il Parlamento.

Voglio sperare in un crampo dello stenografo di Repubblica, perché queste sono parole troppo goffe e imprecise per appartenere davvero al ministro per la Funzione pubblica con delega ai servizi segreti. I "Globalize" magari saranno quelli di "Globalize Resistance" (che a Genova non hanno combinato un bel niente, tra l'altro); quanto ad Attac Deutschland, potrebbe persino sporgere querela contro il ministro del CDC…CDD… DCU… non mi ricordo il nome del partito… d'altro canto perché mai un tizio che ha un blog dovrebbe essere più preciso di un Ministro della Repubblica?

La vera notizia non è che i soliti noglobbal italiani si siano comportati bene. Questo, anzi, succede ormai con una certa stucchevole regolarità. Ma che i manifestanti europei abbiano, spero definitivamente, rinunciato a certe tattiche che si erano rivelate controproducenti, che abbiano insomma sepolto la spranga: questa è la novità importante. Fino a pochi mesi fa l'argomento di molti casseur europei era il seguente: un bancomat rotto fa più rumore di cento botteghe equo-solidali aperte. (E infatti, per fare un esempio, Ferrara avrebbe dato qualcosa per poter mettere un bancomat rotto in prima pagina lunedì, ma fino a l'altro ieri non conosceva il concetto di commercio equo e solidale). È un argomento diabolico, perché convincente, ma del tutto integrato alla società dello spettacolo e dell'auditel. Sono felice che sia stato superato dalla stragrande maggioranza degli attivisti europei – ma fino a sabato non ne potevo essere sicuro. Complimenti al sindaco, per la sua fiducia. Ma se fosse stata malriposta?

E soprattutto, devo ringraziare chi ha permesso al Forum di attirare l'attenzione della grande maggioranza degli italiani, e guardate che non era facile. A gente come Socci, Zeffirelli, ma soprattutto alla Fallaci. Dobbiamo avere l'onestà intellettuale di ammetterlo: senza di lei gran parte dei reporter e dei commentatori starebbe ancora in Molise a spremere lacrime e sangue da quella povera gente. Di questi tempi, con tutte le manifestazioni che si fanno, il Forum sarebbe scivolato fin troppo liscio nel rumore di fondo. È stata lei a creare l'evento, più di qualsiasi teppista o casseur. Credo che molta gente abbia preso il biglietto per Firenze dopo aver letto il suo pezzo – del resto lo stesso Agnoletto, con la sua faccia da medico della mutua, accostato a Pol Pot assume una statura epica.

Bene così? Sono risultato abbastanza vincente? Abbastanza convincente? Lo so, faccio quel che posso. Avrei ancora qualche cosa da dire ma… un'altra volta. Segnalo un ultimo blog, Mim*mina, che ha fatto un'ottima cronaca delle giornate di Firenze. Grazie per l'attenzione – che non sempre mi merito – e alla prossima.

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