giovedì 11 novembre 2004

Ecco, direi ora di passare la parola a Tizio, che affronterà un tema scottante: ma è vero che Bush ha vinto le elezioni contro i gay?

(Brusio)

Separati in casa

3. La sinistra è ancora troppo omofoba
4. La sinistra è gay.


"Beh, io la vedo in questo modo: al mondo ci sono milioni di gay e miliardi di omofobi. Non ho dati precisi, l'ultimo sondaggio l'ho fatto molti anni fa in uno spogliatoio durante un'ora di Ed Fisica, ma mi basta pensare che le tre principali religioni monoteiste sono omofobe. Più il Partito Comunista Cinese, che è la quarta. Insomma, mi sembra un dato di fatto.

Poi c'è, da qualche parte c'è chi ha pensato di giocare la carta del referendum sul matrimonio gay durante la campagna elettorale. Mentre da diversi anni, ormai, si sente parlare di risveglio del fondamentalismo cristiano nel Midwest. No, ma veramente. Immaginatevi, in alcuni Stati, una scheda elettorale più o meno così: "Volete Presidente Bush o Kerry? E, a proposito, vi sta bene che i gay si sposino e abbiano bambini?" Allora, io non ho nulla contro i gay, molti dei migliori amici eccetera: però, ci ha combinato un guaio del genere si merita il catrame e le piume. Gay o etero che siano, non lo so e non lo voglio sapere: catrame e piume, punto.

(Rumori).

E non si tratta, guardate, di un semplice errore strategico: qui c'è tutta una concezione della democrazia, del vivere insieme, che va buttata a mare. A me la parola Repubblica piace leggerla così: "Cosa Comune". Una cosa che gestiamo assieme, come in una grande famiglia. In un certo senso, siamo tutti sposati, in una Repubblica. Con tutte le difficoltà e gli sbattimenti che il vivere insieme comporta.

Passa invece questa idea per cui la Repubblica è un semplice condominio dove ognuno si fa i fatti suoi, purché partecipi alle spese condominiali. Un enorme condominio con cinquanta appartamenti. C'è un attico con vista sulla West Coast, dove i gay potrebbero essere liberi di unirsi civilmente, e tre piani sotto un piccolo appartamento con vista sul cortile interno, dove i cristiani born again sarebbero liberi di credere nel Secondo Avvento, nella collaborazione fattiva tra Saddam Hussein e Bin Laden, eccetera eccetera. Ma secondo voi può funzionare?

Tecnicamente sì, può funzionare, perché sulla carta gli USA sono davvero un condominio, una confederazione. In pratica, no. Il cristiano born again che vive al secondo piano si sente minacciato dal gay coniugato che sta tre piani più sopra. Lo concepisce come uno scandalo, un abominio sotto gli occhi di Dio (tanto più che sta nell'attico, dove Dio lo vede sicuramente).
E il gay nell'attico, si rende conto che anche il cristiano born again del secondo piano è uno scandalo, un abominio sociale, qualcosa da combattere? Che non ci sono ghetti, né attici in cui nascondersi? Che finché ci saranno cristiani rozzamente omofobi in giro per la Repubblica, non ci sarà veramente libertà e giustizia per tutti?"

"Cioè, in pratica tu dici: prima combattiamo l'omofobia in senso globale, poi…"
"Poi ci sarà il tempo per sposarsi e avere bambini".
"Ma ci vorranno dei secoli, scusa".
"Ci vorrà il tempo che ci vorrà, mi dispiace, ma secondo me è l'unico modo. Altrimenti ci scaviamo la fossa da soli. Crediamo che libertà si conquisti un appartamento alla volta e lasciamo che nell'appartamento di fianco al nostro cresca il nostro Grande Inquisitore. Pensiamo che sia un fenomeno di provincia. Una moda passeggera. Può anche darsi che lo sia: però si è già conquistata otto anni di Casa bianca. Se non è un campanello d'allarme questo, cosa?"

"Va bene, allora combattiamo l'omofobia in senso globale. In che modo?"
"Nel solito modo: difendendo la cultura laica. Combattendo il creazionismo, tagliando i fondi alle scuole di ispirazione religiosa, eccetera. Tutte cose che dovremmo cercare di fare anche nel nostro piccolo condominio mediterraneo.
È una lotta sul piano culturale, prima che sul piano politico. Anche perché sul piano politico saremo ancora per qualche anno in ritirata ".

"Tu stai dicendo che ancora per molti anni tra gay non ci si potrà sposare".
"Sto dicendo che è in gioco qualcosa di più importante dell'unione civile tra gay: la civiltà laica".
"Sì, ma ancora per molti anni…"
"Forse ci ha rovinato una certa cultura del tutto-e-subito. Forse dovremmo recuperare la dimensione della speranza, che avevano i nostri vecchi, quando parlavano di Sol dell'avvenire. Non lottavano solo per i loro diritti, ma anche e soprattutto per i nostri. Forse i nostri figli…"
"Ma come faccio ad avere dei figli se non mi sposso sposare né adottarli, idiota!"
"Ehm, il mio tempo a disposizione è terminato".

Continua

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