giovedì 17 gennaio 2008

testimone, Passare il


Da Buoni Presagi:
Non ho il tempo per fare un post organizzato logicamente sulla faccenda del Papa e della Sapienza [.......] ps: probabilmente, tra un po' uscirà un post di Leonardo in cui ci sarà scritto tutto quello che avrei voluto dire sull'argomento, ma infinitamente meglio di come io saprò mai dirlo. As usual.
Ecco, invece no. Stavolta vi arrangiate. Sul caso non ho nulla di originale da dire, e non vedo l'ora di linkare le vostre intelligentissime riflessioni.

Scusate l'attimo di stanchezza, eh, ma l'archivio qui a fianco dice sette.
Sette anni di pensierini intelligenti e originali. Sette anni che servo pappa pronta gratis a chi ne vuole. Qui è necessario che cominciate a darvi da fare da soli, sennò la scena blog italiana non arriva agli anni Dieci, ve lo dico subito. Io di certo non ce la posso fare. Quand'è che si fa viva la next generation? Sarebbe anche ora.

E se da qui in poi cominciassi a scrivere solo battutine acide, più intonate alla mia età? Per esempio: avete notato che i ciellini imbavagliati sembrano più intelligenti?

E il Papa, il Papa, ma non avete capito che se l'è semplicemente fatta sotto, come Bagnasco ai tempi delle brutte scritte? L'idea di prendere due fischi sotto le videocamere lo ha terrorizzato.

Per dire il potere della Chiesa di oggi, l'enorme autorevolezza del Papa: lo inviti all'inaugurazione di un anno accademico e lui non ha altri impegni, raccogli un po' di firme per protestare, e lui si dà. Morale? Mi è venuta un'idea per svaticanizzarci: prendiamo quei cento che manifestavano oggi alla Sapienza, li trucchiamo da fedeli e li liberiamo in piazza San Pietro una domenica qualunque. Quando il piccione tedesco mette fuori il muso, gli facciamo tirare fuori i fischietti, e vedrete se si fa mai più vedere. Magari in mondovisione da Buenos Aires. Dove c'è l'aria buona, appunto.

13 commenti:

  1. No, Leo, non puoi esimerti dal tuo compito. Sette anni sono tanti? Pensa ad Emilio Fede, o a Giuliano Ferrara, o anche solo a Enrico Mentana; poi mettiti una mano sulla coscienza e l'altra sulla tastiera, e illuminaci.

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  2. ma smettila... non hai niente da dire... di' piuttosto che non riusciresti a piacere come vorresti se scrivessi veramente quello che pensi su quello che è successo alla sapienza. un abbraccio.

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  3. Alla Sapienza non è successo niente...

    Io però Leo ce lo vedo bene come Josef-supplente (caspita, è un Beppe anche lui!)

    In effetti, anche nel caso di Ratzinger: quand'è che arrivano le domande cattive?

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  4. Non puoi passare il testimone. Peccato! Tocca che continui a dire la tua come sai fare, ma solo quando ne hai voglia, naturalmente.

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  5. ehi, non vale, non puoi mollare ora, io ti leggo solo da un mese!

    Sul papa, sei uno dei pochi con la mia stessa opinione: se l'è fatta sotto (vedi mio post). Ci vuole il fisico per fare il papa, i cappellini alla moda non bastano! Al suo posto, io credo ad esempio che Wojtyla sarebbe andato.

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  6. Ma... Bruegel non sarà mica un'autocritica?

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  7. Sì, però non vale che prima dici che non lo fai e poi snoccioli battute come quella dei ciellini imbavagliati (o l'ultimo paragrafo) che confermano la mia previsione.
    :-)

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  8. In effetti sette anni sono tanti, troppi, internet a volte mi fa paura. mi vedo invecchiare davanti allo schermo e penso alla barzelletta anni 60 di Walter Chiari, quella che a furia di bottoni ci sarebbe rimasto solo un dito attaccato alla spalla...;)

    prenditi una vacanza. stacca tutto per un po'.

    nel frattempo sul pastore tedesco, i papa boys e i no papa boys, almeno diciamo che:

    in effetti LA SAPIENZA qualcosa deve storicamente anche ai papi.

    in effetti si può contestare disertando (fa molto più rumore) e comunque di norma è meglio prima lasciar parlare.

    in effetti il papa è andato in posti peggiori (o migliori dipende dai punti di vista), questa per lui è stata un rifiuto tattico vincente.

    in effetti ce ne possiamo fregare se non viene o se va.

    Certo fanno ridere gli adoratori del polacchetto di una volta che detestano il nuovo germanico.

    Soprattutto continuo a sospettare che gli italiani litighino dividendosi come sempre fra coppi e bartali, senza alcun riferimento autentico.

    Di quello che dicono i papi ce ne sbattiamo da secoli. Figuriamoci poi quanti si sono fatti un'idea su chi fosse tale Galileo (un programma?).

    Ma che bello litigare tipo tifosi.

    Intanto il Paese cade a pezzi. E qualcuno continua a fare e disfare a suo comodo. Compresa la Chiesa.

    Buone Vacanze!

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  9. Il mancato discorso del Papa alla Sapienza, ha sollevato un polverone. Come la penso in merito l'ho già espresso in un post, quindi non torno su quell'argomento.
    La laicità è importante, ma chiariamo bene cosa sia la laicità. La laicità è il contrario dell'integralismo, è apertura, dibattito, democrazia, rispetto per gli altri, rispetto per se stessi. Come ho detto, quella dell'altro giorno a mio avviso è stata una sconfitta per la laicità; si poteva fare parlare il Papa e poi discutere, una volta tanto non parlava dal suo Balcone di San Pietro, ma da una sede laica. Sarebbe stata una bella occasione per dialogare, anche se non con lui direttamente, ma si poteva ribattere alle sue parole, magari in altra sede.
    Passo oltre. La laicità è importante, il rispetto per le religioni deve essere massimo, ma non dobbiamo farci imporre precetti religiosi. Questo vale per tutte le religioni. Tempo fa ci fu la discussione sul velo nei luoghi pubblici: il velo che copre anche il viso deve essere vietato, punto! E' vietato in un paese islamico come la Turchia, le nostre leggi non prevedono di potere girare a volto coperto. Il velo può coprire i capelli ma, in Italia, non deve coprire il viso. Queste sono le nostre leggi.
    Quando poi leggo di maestri che hanno vietato ai bambini di fare il presepe, ritengo di potere dire che queste sono amenità pazzesche. Il presepe, più che un fatto religioso, è un fatto culturale, esiste praticamente da sempre nei nostri luoghi ed è una gioia per i bambini. Inoltre ricordo che Cristo è un messia anche per gli islamici, quindi non vedo quale disturbo possa dare la realizzazione di un presepe, ai bambini non crisitani.
    L'Italia ha una sua cultura, che mischia indubbiamente una tradizione crisitana a una laica. Non possiamo rinunciare alla nostra cultura, chi lo vuole fare, è perché non ha cultura.
    Ci vuole rispetto, per tutti, ma non possiamo rinunciare a ciò che siamo e ciò che abbiamo. Dobbiamo permettere agli stranieri di integrarsi nel nostro paese, favorire la loro integrazione, ma non dobbiamo chinare il capo e rinunciare alle nostre conquiste di libertà e laicità. Noi abbiamo uno Stato che ha certe regole, le dobbiamo rispettare e fare rispettare, altrimenti rischiamo di passare da un ramo all'altro, dalla laicità a nuovi modelli di integralismi religiosi.
    Io non rinuncerò mai alla mia cultura. Difendere la laicità dello Stato, deve andare in tal senso: tollerare tutti i credi, ma porre dei paletti comuni e, soprattutto, non rinunciare a ciò che i nostri avi hanno costruito negli anni, solo per un buonismo radical-chik da salotto.
    La laicità deve valere nei confronti di tutte le religioni: Cristiani, Islamici, Buddisti, Induisti, ecc.
    Laicità per tutti e nei confronti di tutti.
    La nostra cultura deve permettere agli altri di integrarsi, ma non deve rinunciare a se stessa, come a volte è successo e sta succedendo.

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  10. Con l'avvertenza che nessuno ha esplicitamente proibito al Papa di andare alla Sapienza: bisogna per forza parlare di sconfitta della laicità se lui non ha avuto il coraggio di presentarsi? Se ha preferito lagnarsi all'Angelus, è sempre la laicità che perde? Comoda, però.

    "le nostre leggi non prevedono di potere girare a volto coperto".

    Se esiste una legge di questo tipo, prima che arrivassero gli islamici io non le conoscevo. Nessuno mi ha mai proibito di andare in giro in passamontagna o di bardarmi con sciarpa e cappuccio. Se vogliamo vietare il volto coperto da qui in poi, facciamolo: ma non inventiamoci che si tratta di un principio laico. Si tratta di paura, semplicemente.

    "Inoltre ricordo che Cristo è un messia anche per gli islamici"

    Ricordati meglio: Gesù Cristo per gli islamici non è un Messia, ma un profeta. O meglio ancora: per gli islamici Gesù non è Cristo, perché Cristo significa "Messia" in greco.

    "Io non rinuncerò mai alla mia cultura."

    Beato te: io non sono nemmeno sicuro che ne abbiamo una. Quando poi andiamo a vedere di cosa si tratta, inciampiamo sempre in oggetti molto simpatici, come il presepe, che non compare nemmeno nei programmi scolastici. Se qualche scuola ha deciso di non farlo più, non mi pare il caso di farci una crociata.

    La mia sensazione è che la cultura ce la inventiamo ogni giorno, ed è quello che fai tu: hai deciso che nel 2008 il presepe fa parte della tua cultura, e i volti fasciati no (e chic si scrive con la cappa, e la virgola sta tra soggetto e verbo). Tutto questo fa parte della tua cultura, ma non è chiaro perché la tua cultura dovrebbe essere più importante di quella di altri che abitano e lavorano qui.

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  11. Credo che quest'uomo abbia espresso egregiamente quanto accaduto:

    Non escludo, come dicono alcuni giornali, che ci siano gruppi satanici tra questi studenti… come gruppi di atei che hanno come slogan “Odia la Chiesa”, Ammazziamo Cristo” o cose di questo genere, sono gruppi al limite del satanismo… tra l’altro. Comunque, non facciamoci illusioni. Satana è ovunque, anche nelle Università, non mi meraviglia che ci siano dei professori cornuti, con tanto di tridente e coda. Sotto, sotto c’è sempre l’odio contro dio, l’odio contro Cristo, l’odio contro la chiesa. Dietro questi personaggi c’è sempre il maligno. State tranquilli che è così, non mi posso sbagliare su certe cose… perché non si spiega… se tu vai lì e li spruzzi di acqua santa esce fuori il fuoco, fumano… se gli spruzzi di acqua santa fumano, come avviene negli esorcismi più tremendi.”

    http://fainotizia.radioradicale.it/2008/01/16/radio-maria-i-docenti-e-gli-studenti-universitari-sono-satanisti-cornuti

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  12. nessuno ha impedito al papa di parlare. il papa si è sentito persona non gradita ed ha deciso in autonomia di tenersi lontano dalla sapienza di roma. io penso sia stato un errore invitarlo ma che una volta invitato è proprio quello il luogo dove affrontare i dissidi tra scienza e fede. ma è lui che ha deciso di non presentarsi.
    fortunatamente le gerarchie ecclesiastiche non hanno grande interesse per le periferie, dove si dimenticano di alcuni posti, di oratori che fanno l'integrazione sociale tra bambini di religioni diverse semplicemente non imponendo loro niente che abbia a che fare con la religione cattolica, perché non c'è modo migliore di tenere insieme le diversità che la diversità stessa. ci sono asili che aboliscono qualsiasi simbolo o riferimento religioso per rispetto dei bambini, ce ne sono altri che invece accettano tutti i simboli religiosi e festeggiano tutte le festività religiose secondo le richieste di bambini e genitori. l'integrazione viene meglio dal basso e io voglio il pane e le rose.

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  13. Radicalchik: come Paperinik ma con gli stivaletti a molla della Tod's...

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