martedì 14 aprile 2015

Il poliziotto che pestava ragazzi disarmati con vigore cameratesco

Sarebbe più interessante se fossero i poliziotti a raccontare cosa fu Genova per loro, mi dicevo. Lunedì ho letto di Gianpaolo Trevisi, che era là fuori a mettere la faccia davanti ad Agnoletto, e per l’occasione ha proiettato Diaz ai suoi allievi, invitandoli a riflettere sul fatto che “nella maggior parte dei film o delle serie televisive, grazie alle quali molti amano la Polizia, è quasi tutto inventato e nell'unico, forse, unico film che ci distrugge è tutto drammaticamente vero, in quanto basato su fatti processualmente verificati”.

Vedi che qualcosa è cambiato, mi sono detto. Ma proprio allora inciampo in un altro poliziotto che ci informa che lui quella notte c’era, e che lo rifarebbe mille volte: altri mille denti cavati a mille studenti disarmati? Finalmente, tra gli insulti a chi è abbastanza morto da non poter replicare, scopriamo perché bisognava assolutamente pestare a sangue gente in sacco a pelo:

“Quello che volevamo era contrapporci con forza, con giovane vigoria, con entusiasmo cameratesco a chi aveva, impunemente, dichiarato guerra all'Italia, il mio paese".

Caro poliziotto, mi spiace se ora finirai nei guai soltanto perché hai voluto essere sincero su facebook. Mentre quando spaccavi ossa nessuno ti ha fatto niente. Il punto è che tu pensavi di contrapporti con forza e giovanile vigoria, ma quel che è successo è che hai bastonato degli indifesi disarmati. Non ti sei coperto di gloria, ma di un’altra cosa. Tu e lo Stato che magari da stasera non rappresenti più.

5 commenti:

  1. "Tu e lo Stato che magari da stasera non rappresenti più.". Magari. Davvero. Ma temo che oggi come allora rimarrà il sangue che non abbiamo voluto lavare, ma nessun colpevole.

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  2. Non resisto e vi ricordo questa scena di gran cinema: https://www.youtube.com/watch?v=KdNOYYAdyTs

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  3. Già scusa ma che cosa ti aspettavi dicesse un poliziotto che era alla Diaz nel 2001?Magari adesso vota PD, ma all'epoca voleva solo picchiare, che c'è di strano?Cioè hai chiesto per molto tempo il parere dei poliziotti, eccolo, ti stupisci?Capisco che non sia una bella immagine, però a me pare chiaro dal 2001, quel che pensavano i poliziotti.
    Certo sarebbe bello sapere chi li ha indottrinati così, chi gli ha fatto credere che certe cose sian giuste, ora Renzi pare averli convinti a votare PD, oppure sono così idioti da penasare che dichiarare di votare PD sia una scusante, non ho idea.

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  4. Reduce da Genova, e dopo 14 anni, ancora abbastanza schoccato per ciò che ho visto, per analizzare quanto è successo e farmene un senso ho dovuto giocoforza regredire io stesso a concetti e finalità antropologicamente primordiali, e cioè: quanto è successo non è stato frutto di un disegno preventivamente criminale, di un progetto di massacro sulla carta; è stato sì tutto criminale, ma in una misura difettiva, non positiva. Chi era al comando ha lasciato che i singoli, gli elementi dei reparti fossero se stessi. Anche chi era al comando si è lasciato essere se stesso. E cioè delle personalità vili e deboli che abbaiano al diverso, laddove per diverso è sufficiente un acconciatura imprevista, una combinazione di colori, uno sguardo alto. Perché sono giunto alla convinzione che chi decide di fare il poliziotto in Italia (forse ovunque, ma non lo so) muove da una serie di caratteri primari della propria personalità che sa che verranno premiati. E quei caratteri sono semplicemente andati a briglia sciolta, con il benestare dei comandi. E' dura ammetterlo, ma salutare, se non altro per il concetto che si mette in gioco, ormai troppo marcio e in balia del marketing - la libertà - ma è stato un esercizio di libertà degli istinti.

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