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venerdì 27 luglio 2018

Hai il diritto di fare il razzista, io di fartelo notare

[Questo pezzo è uscito ieri su TheVision]. Capita un paio di sere ogni estate. Mentre cerco di parcheggiare sotto casa, trovo una camionetta della polizia. Lì per lì non ci faccio caso. Poi verso le dieci di sera, invece dei soliti echi di pianobar, comincio a udire cazzate alla finestra. Ce l'hanno coi musulmani, con l'Europa, ancora loro? Sono arrivati i tizi di Forza Nuova, più puntuali e molesti di un circo Togni. Sono sempre una ventina, probabilmente nel pulmino non ce ne stanno di più. Non fanno numeri di giocoleria, sanno solo sventolare tricolori, uno per braccio, forse nel tentativo di sembrare il doppio. Non mangiano spade, non sputano fuoco, al massimo sempre quelle tre cazzate, l'Europa è Cristiana Non Musulmana e così via. La gente transita un po' perplessa: il mio piazzale è equidistante tra un kebab e la gelateria. Ma in fondo che male c'è. Hanno diritto di dire quello che vogliono, no? In Italia c'è libertà di parola, e quindi perché non occupare un parcheggio con venti ragazzotti, quaranta bandieroni e un megafono e scandire per due ore "L'Europa è Cristiana, non Musulmana"?

E se io scendessi ad avvertire che hanno rotto i coglioni: non sarebbe libertà di parola anch'essa?
È una domanda retorica. Chi ci ha provato le ha prese un po' da loro, un po' dalla polizia: poi è stato denunciato e condannato a pagare multe da 2000 euro. Sembra insomma che la libertà di parola dei forzanovisti sia molto preziosa. Dev'essere il motivo per cui, ogni volta che me li ritrovo nel piazzale, tutto intorno è silenzio: il sindaco fa bloccare il traffico. Il sindaco in effetti non sembra mai molto entusiasta di trovarseli tra i piedi, ma in questura pare che ci tengano molto al diritto di parola dei forzanuovisti. Ci tengono talmente che di solito mandano almeno due camionette, più di una quarantina di agenti bardati di tutto punto, sicché i ragazzotti di Forza Nuova che vengono dal Veneto a sgolarsi sul concetto dell'Europa Cristiana non hanno solo due bandieroni a testa, ma anche due o tre o quattro agenti di pubblica sicurezza che vegliano sulla loro incolumità e sulla loro libertà di espressione. Così la mamma è contenta, dev'essere una tizia assai apprensiva, tesoro, dove vai? Vado in Emilia Romagna a difendere la civiltà cristiana. Tesoro, ma sei sicuro? Tranquilla mamma, ci assegnano quattro agenti a testa, e li paghi tu con le tue tasse, sei contenta?

Se vuoi protestare contro il tour estivo di Forza Nuova devi trovarti in una piazza ad almeno 500 metri di distanza, e accomodarti dietro la transenna, dove ci sono i poliziotti più simpatici che spiegano ai cittadini che non ci possono fare niente, anche loro sono antifascisti, siamo tutti antifascisti, però ehi, la libertà di parola dei forzanuovisti è tutelata dalla Costituzione e quindi dietro la transenna e muti. Ché tra un po' il siparietto finisce, i ragazzotti tornano a casa in pulmino e i poliziotti si pigliano auspicabilmente una serata di straordinario in busta, win win e buonanotte. Vien da pensare che il senso sia tutto qui: questi sbandieratori da noi non se li fila nessuno, e dire che di razzisti anche qui sarebbe pieno, ma più che razzisti sembrano la caricatura. Non ce l'hanno un po' d'orgoglio anche loro, non si vergognano di essere trattati dalle forze dell'ordine come una specie protetta? Anche a Brescia, ho letto che la polizia li scorta mentre fanno le ronde, perché da soli non si azzarderebbero ad andare in giro nei quartieri difficili. Dunque, se ho capito bene: nei quartieri difficili di Brescia si sente la mancanza delle forze dell'ordine; da questa mancanza scaturisce la necessità di una ronda di Forza Nuova, e a questo punto la polizia ci va per scortare i ragazzotti di Forza Nuova che da soli in effetti potrebbero farsi male. Qualcosa non mi torna.

D'altro canto devono pur potersi esprimere: libertà di parola! Quel che non sopportano è che gli altri si esprimano su di loro. Alla vigilia della finale della Coppa del Mondo di calcio un giornalista sportivo molto vicino a Casa Pound scrive un tweet dove saluta la nazionale croata "completamente autoctona, un popolo di 4 milioni di abitanti, identitario, fiero e sovranista", contro il melting pot della selezione francese. Nessuno lo picchia per quel tweet, nessuno lo minaccia; qualcuno ridacchia perché ha scritto "melting pop" che come refuso è abbastanza geniale; molti lo prendono in giro, ma ehi, non si può piacere a tutti, no? Specie se manifesti insofferenza con tutti quelli che non sono "autoctoni", cioè più o meno chiunque. E sicuramente un po' di polverone aveva messo in conto di sollevarlo; non è un ragazzino. Però succede che prenda le distanze la Mediaset, nientemeno: e questo forse non l'aveva calcolato Il tizio in questione infatti non scrive solo su "Il Primato Nazionale / Quotidiano Sovranista": è anche un riconoscibilissimo dipendente dell'azienda, e Mediaset tra l'altro è in una fase delicata. L'approccio allarmista adottato in campagna elettorale nei confronti dei migranti si è molto stemperato, ormai è normalissimo ascoltare opinionisti in prima serata su Rete4 che spiegano che l'Italia ha bisogno di badanti, quindi di migranti – regolari, s'intende – che Salvini dovrebbe pensare a farne entrare di più di regolari, invece di prendersela con quei poveretti sui barconi. Insomma Mediaset sta correggendo il tiro, e così le redazioni giornalistiche e sportive approfittano del tweet del suo dipendente per prendere le distanze dal "contenuto razzista" del tweet. Apriti cielo. Come puoi parlare di "razzismo" per un tweet che difende il sovranismo degli autoctoni? Pare che non sia ammissibile (continua su TheVision).




Paolo Bargiggia ha annunciato denunce: non vuole essere chiamato razzista. Subito dopo ha fatto notare che comunque di razze si parla anche nella Costituzione. Già, peccato che se ne parli unicamente per respingere ogni tipo di discriminazione, e quindi anche quelle su base razziale (il dibattito in Assemblea Costituente parla chiaro). In ogni caso, la Costituzione riconosce anche la libertà di parola, quindi lui dice quel che vuole. Anche se, in effetti, quello che sta dicendo è che gli piace che i popoli restino autoctoni, cioè non si mescolino con gli altri, ma allo stesso tempo non vuole essere chiamato razzista per questo – anche se la Costituzione comunque parla di razze e quindi ne parla anche lui. Posso anche accettarlo, in fondo anche Bargiggia ha il diritto di dire quello che pensa, di contraddirsi e di ridicolizzare le sue stesse idee. Ma perché qualcun altro non può dirgli che è un razzista? Perché l’azienda per cui lavora non si può permettere di far notare che la sua uscita era fuori luogo?

È un vecchio discorso. Nessuna libertà è illimitata: di solito finisce dove comincia quella del tuo vicino. Se lo offendi, se lo disturbi cianciando di Europa cristiana alla finestra, lui dovrebbe avere il diritto di fartelo notare. Hai il diritto di parlare di razze, anche se per la scienza si tratta di un concetto desueto, da un punto di vista storico stai esplicitamente rifacendoti a ideologie genocide e da quello umano stai solo dando fastidio al prossimo. Sul serio: ne hai il diritto. Prova invece a bestemmiare in pubblico, e scoprirai che la bestemmia è tuttora sanzionata. E se istighi all’odio razziale e alla discriminazione? Il reato esiste. Certo, i tuoi stessi avversari potrebbero decidere di lasciartelo fare perché far decidere a un giudice se questo o quel discorso costituisca o meno un incitamento all’odio non sembra quasi mai una buona idea.

Ma qui siamo oltre. Non solo non dobbiamo permetterci di accusarti di incitare all’odio, ma non possiamo nemmeno chiamare i tuoi deliri con il loro nome. Se credi che esistano le razze – e per di più che esistano razze “autoctone” in quel crocevia di popoli che è stata per 2mila anni la penisola balcanica – se pensi che sia meglio evitare che si incrocino, confondendo forse la storia dell’umanità con la pollicultura, perché non vuoi essere chiamato razzista? Di cosa ti vergogni? I fascisti negli anni Trenta di certo non si vergognavano. Va’ pure in giro a spiegare che disprezzi la maggioranza delle persone e poi accettane le conseguenze.

E invece no. La maggioranza non si deve permettere. La legge vi deve tutelare. La polizia deve mobilitarsi per difendere ogni esaltato che va in giro a sbandierare il suo odio per il prossimo. E se qualcuno fischia, sarà senz’altro un emissario del malvagio “pensiero unico” che, se posso articolare, credo sia questo: avete rotto i coglioni. Vi piace essere autoctoni? Bravi, fate gli autoctoni a casa vostra, non disturbatevi a venire fin sotto casa mia.

4 commenti:

  1. Poi mi chiedo se i fascisti che plaudono alla Croazia autoctona sono gli stessi che rivendicano Istria, Fiume e Dalmazia italiane e, se sì, se hanno mai guardato una cartina geografica.

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    1. Non so dove tu viva ma io sto a Bergamo e nella lingua locale (il padano) croato si dice proprio “zingaro”. Non so, forse fanno solo confusione.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Oh, per favore... io plaudo alla Croazia autoctona - convincitemi che roma (ed i suoi marciapieri) sono meglio, scusatemi!....

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