domenica 30 dicembre 2018

L'annosa questione del razzismo di Tolkien

Make Middlearth Great Again
Sauron non è il Signore Oscuro di cui avete senz'altro sentito parlare, ma un sovrano illuminato che sostiene il progresso industriale. Il perfido Gandalf il Bianco, tiranno feudale (re Aragorn non è che il suo burattino) mira a impossessarsi delle ricche miniere di Mordor – certo, occorrerà sterminarne la popolazione, ma non ha nessuna importanza: la storia la fanno i vincitori, e i vincitori dipingeranno nelle saghe le vittime dello sterminio come mostri subumani, gli "Orchi". È la trama di The Last Ringbearer, la più politica delle parodie del Signore degli Anelli, scritta qualche anno fa da un biologo russo, Kiril Eskov. In Russia fu un caso editoriale, in Italia e nei Paesi anglosassoni è ancora inedito. Eskov ha immaginato che il Signore degli Anelli fosse un'opera di propaganda, e l'ha smontata in quanto tale. Ma l'operazione non avrebbe funzionato così bene se lo stesso Signore degli Anelli non fosse un'opera che si presta, proprio per la sua architettura semplice, ma maestosa, a essere smontata e ricomposta. È una delle qualità dei classici, e Il Signore degli Anelli evidentemente lo è diventato. Malgrado il suo razzismo? Perché ogni tanto l'accusa salta fuori, e c'è sempre qualcuno che si stupisce, come se fosse la prima volta. Ma per qualcuno è sempre la prima volta.

Mappa non autorizzata, anzi proibita, anzi l'ho ritrovata in un sito russo, spero non sia contagiosa.
Quando non hai niente di nuovo da dire, ma vuoi fare notizia comunque, puoi sempre dare a Tolkien del razzista. Funziona: vuoi perché il razzismo è sempre d'attualità, e Tolkien non passa mai di moda; vuoi perché trattandosi di un autore che va per la maggiore tra i giovanissimi, puoi ripescare lo stesso dibattito ogni cinque-dieci anni e troverai sempre qualche giovane lettore che ci rimane male, Tolkien razzista? Non l'aveva mai sentita. E poi c'è un'altra ragione, ovvero che Tolkien, per i nostri standard, è davvero un po' razzista. Veramente poco, per un inglese dell'ultima generazione coloniale; ma quanto basta per far scattare gli allarmi più sensibili, tarati sugli standard di multiculturalità del 2018; quanto basta per riavviare ogni tanto la polemica. Anche a causa dei suoi difensori, esperti e affezionatissimi, e non disposti a lasciar cadere l'argomento senza citare una volta in più le durissime parole di Tolkien sulle derive nazionaliste e antisemite che negli anni Trenta osservava sgomento manifestarsi sul Continente. E tuttavia Tolkien è anche lo scrittore che, dovendo procurarsi migliaia di comparse per le schiere del Male nelle scene di battaglia, decide di reclutarle tra i Popoli dell'Est e del Sud. Una classica commistione tra esotismo e pericolo che i lettori inglesi dovevano percepire come assolutamente naturale nel 1954, l'anno della pubblicazione in Gran Bretagna, e che nel 2018 facciamo molta più fatica a mandar giù.

Nel frattempo la Terra di Mezzo è diventata un universo cinematico, e i volti dei suoi protagonisti sono stati fissati nella coscienza di almeno una generazione dalle scelte di casting di Peter Jackson, filologicamente inappuntabili, ma proprio per questo un po' troppo nordiche per i gusti di uno spettatore globalizzato, assuefatto a prodotti hollywoodiani dove le percentuali di comprimari bianchi, neri e asiatici sono calcolate al millimetro. Jackson non ha neanche voluto evitare di attribuire agli Orchi e agli Orchetti una carnagione scura, ed era destino che prima o poi qualcuno decidesse che la cosa lo offendeva. L'ultimo in ordine di apparizione è Andy Duncan, scrittore fantasy che in un'intervista a Wired ha ammesso di non poter passare sopra alla concezione tolkeniana per cui "alcune razze sono semplicemente peggiori di altre, e che alcuni popoli sono semplicemente peggiori di altri". L'affermazione in sé non ha nulla di clamoroso, ma il Times l'ha ripresa e nel giro di poche ore aveva fatto il giro del mondo, o almeno quella porzione non piccola di mondo che va dal Times al Secolo d'Italia (continua su TheVision)

Ma se lo tagliano, sanguina? Apriamo il dibattito.

3 commenti:

  1. Premesso che io non sono di destra (anzi, sono proprio comunista), amo "Il signore degli anelli", libro e film.
    Non so se Tolkien fosse razzista o meno, ma io mica devo giudicare l'uomo, bensì la sua opera.
    Piuttosto, quello su cui secondo me c'è da discutere è se possa esistere nella realtà un essere totalmente negativo come Sauron, "il Male al 100%" direi. Uno spuntino (nel senso di piccolo spunto) di bene potrà esserci anche in lui. Già me lo sento quando l'anello si fonde nelle fiamme del monte Fato: "Mannaggia a voi e a chi..."

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  2. Il razzismo fondamentalmente è ignoranza. E' una semplificazione operata dal cervello, che deve semplificare per poter ragionare. Se tu metti la mano nel fuoco e ti scotti, al massimo lo rifarai una seconda volta, dopodichè memorizzi che il fuoco scotta e non lo fai più. Del resto, mica può lavorare sempre caso per caso come un computer.
    Il problema è che con gli altri uomini non funziona come con gli oggetti, e se, al decimo marocchino che vedi ti hanno rotto i coglioni tutti e dieci, non è detto che lo farà anche l'undicesimo.
    Voler impedire alla gente di essere razzista è come voler debellare l'ignoranza, se sai da dove iniziare mostrami la via, ed io ti seguirò fino in capo al mondo.
    Inoltre, essere razzisti sarà spiacevole ma, vivaddio, ancora non è illegale, a meno di non voler stabilire per legge che cosa si debba pensare. Un conto è finchè si parla di istituzioni, lì certo che si devono prendere tutte le precauzioni possibili per evitare discriminazioni, ma nella mia testa io penso come mi pare. E' un po' quello che avviene col garantismo: finchè si parla di istituzioni è sacrosanto, ma io ho tutto il diritto di non esserlo intimamente e di trattare uno che penso sia un delinquente come tale anche senza aspettare per forza il terzo grado di giudizio.
    Quindi, se ti stanno sul cazzo i negri, il problema è solo tuo e delle tue limitate facoltà mentali, avrai sicuramente delle buone ragioni dal tuo punto di vista, e, fintantochè non commetti reati, è un atteggiamento perfettamente legittimo.
    Tolkien era un razzista? E se anche fosse, un bel chissenefrega? Walt Disney era un antisemita, vogliamo distruggere Topolino come faceva Baffone quando bruciava i libri?

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  3. faccio una fatica a leggere in inglese, oggidì.

    oh, ma visto che di copernico non se ne parla proprio più perché non lo traduci in italiano...?

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