mercoledì 13 novembre 2019

Il problema coi boomer: Mattia Feltri

Internet è così: sono bastati pochi giorni perché il tormentone "ok boomer" diventasse fastidioso. E allo stesso tempo è un meme che ha un senso e racconta davvero qualcosa di diffuso: l'insofferenza per una generazione che continua imperterrita a spiegare ai giovani un mondo che non esiste più, quel mondo che studiava a scuola e ammirava al Carosello. Facciamo un esempio? I quotidiani italiani, indovinate, sono pieni di esempi. Mattia Feltri, oggi:

A Bedonia, in provincia di Parma, gli studenti delle elementari e delle medie hanno ricevuto un’offerta allettante da Amazon: uno sconto su prodotti di cancelleria, zaini, strumenti musicali. Il sindaco non l’ha presa benissimo. Ha mandato una lettera ai ragazzi e, non potendo rilanciare sul prezzo, s’è giocato l’orgoglio di campanile: voi siete il futuro di Bedonia, comprate nei negozi del paese e lo salverete dalla multinazionale che, dietro la favola del progresso, sfrutta i nuovi schiavi (il succo è questo, la lettera è molto più garbata). 

State visualizzando la situazione? Bedonia, paesino della Val di Cento, a un'ora e mezza di strada da Parma o da La Spezia. Tremila abitanti. È lecito immaginare che esista una sola cartoleria, e che se l'indotto degli studenti venisse a cessare, chiuderebbe. Arriva Amazon e fa quello per cui è nata Amazon, ovvero dumping. Per portare zaini e cancelleria in Val di Cento, la cartoleria locale ha dei costi, Amazon li abbatte. Amazon è un prodotto della fase terminale del capitalismo: sradica i piccoli esercenti come erbacce. In attesa che la grande politica a Roma o a Bruxelles decida come tassarlo, la piccola politica è impotente. Il sindaco può solo fare un bel discorso autarchico, o come si dice oggi, sovranista.

Per carità, qui di Bismarck non se ne vedono, figuriamoci nella deliziosa Bedonia, ma era difficile mettere insieme un discorso più scalcinato e suicida. 

Un bel discorso che al giornalista boomer non piace, del resto egli è un professionista dei discorsi. Sentiamo quello che avrebbe prodotto lui.

Agli scolari, seduti ai banchi per edificare un domani da cui non siano travolti, toccherebbe invece dire: è in corso la quarta rivoluzione industriale, quella del digitale, dopo quelle del vapore, dell’elettricità e dell’informatica; le rivoluzioni destano spavento e provocano disoccupazione, e questa, più veloce, fa ancora più paura e genera ancora più diseguaglianze, ma dalle rivoluzioni si è sempre usciti con più ricchezza e più diritti... 

Ok Mattia Feltri, dunque, da dove cominciare.

Diamo per scontato che tu abbia frequentato le migliori scuole nel miglior momento della storia del mondo: sul serio ne hai portato a casa la nozione che "dalle rivoluzioni si è sempre usciti con più ricchezza e più diritti"? Ecco, vedi, questo è essere boomer. Pensare che la Storia sia solo un insieme di storie a lieto fine, dove il lieto fine era appunto la tua felicità. Più ricchezza per tutti, più diritti per tutti, Mattia Feltri, ma sei sicuro che per dire, Maria Antonietta fosse d'accordo? Più ricchezza per tutti, salvo che per i Borbone che ci hanno perso un po' di teste.

E i latifondisti?
E i vandeani?
E i Romanov?
E i kulaki?

Allora, vedi, tendenzialmente una rivoluzione è una cosa violenta, che fa sì che una classe sociale prima esclusa dalla distribuzione della ricchezza, irrompa improvvisamente in scena e si prenda quello che le spetta, e a volta anche qualcosa in più. E in ogni rivoluzione, davvero, in ogni rivoluzione ci sono vincitori e vinti. Questa cosa a scuola ti è sfuggita e in parte è comprensibile, perché la storia di ogni rivoluzione la scrivono i vincitori, mentre le tesi dei vinti tendono a scomparire (a volte scompaiono anche i vinti, letteralmente). Questo tra l'altro è il motivo per cui lo studio della Storia è una pratica tutt'altro che banale: si tratta quasi sempre di demistificare chi la racconta. Lo abbiamo sempre fatto, in realtà, ma in alcuni periodi si è rivelato più difficile.

Ad esempio nel periodo in cui crescevi tu c'era questa idea, che il benessere perlomeno in Occidente fosse ormai un diritto acquisito e inalienabile; e che il progresso fosse inarrestabile. Le cose andavano bene, e quindi sarebbero andate sempre meglio: non solo, ma a quel punto leggendo i libri di Storia vi siete convinti che anche in passato funzionasse così, che anche il passato non fosse che un'inarrestabile sequenza di vittorie, excelsior! no, sul serio, i positivisti di fine Ottocento vi facevano un baffo. Se c'era una rivoluzione su un libro di Storia, di sicuro i vincitori eravamo noi. Avevamo vinto con Cromwell, con Washington, con Robespierre (ma anche con Napoleone), e anche tutte le rivoluzioni industriali comunque le avevamo vinte noi in quanto aspiranti imprenditori, o al limite consumatori. Solo la rivoluzione russa meritava un discorso a parte, perché i russi non facevano parte della trionfante Storia Occidentale. Ok, Mattia Feltri, e magari ne sei ancora convinto.

Ma pensi che un giovane di oggi possa lasciarsi convincere da te?

Allora ti spiego, qualsiasi leghista con la terza media – no, non c'è bisogno della Bestia di Salvini, non c'è bisogno dei social network e dei fondi russi – qualsiasi leghista poco acculturato, magari uno di quelli pittoreschi che andava a Pontida con le capigliature da pellerossa: qualsiasi leghista del genere ha capito il problema di Bedonia meglio di te. Magari non ha fatto le tue buone scuole, ma in scuole peggiori ha comunque capito che ogni rivoluzione ha vincitori e vinti, e noi non siamo sempre i primi.

Non siamo sempre i giacobini. A volte siamo i vandeani, magari non avremmo voluto, ma le Rivoluzioni non sono un gioco in cui puoi scegliere all'inizio da che parte stai. La rivoluzione americana non l'hanno vinta tutti. Gli inglesi per esempio l'hanno persa, e i pellerossa nel medio termine ancor di più. Se vivi a Bedonia, e la rivoluzione è Amazon, il pellerossa sei tu, e questa cosa l'aveva capita persino Umberto Bossi – anche lui un boomer, tecnicamente. Perché ce n'è anche di svegli.

Tu invece, caro Mattia Feltri, ai pellerosse della Val di Cento, cosa vorresti raccontare? Fammi indovinare: che resistere è inutile, un'illusione, e si salveranno soltanto scappando in città? Ma non mi dire.

...e resistere al mondo che cambia è un’illusione nella quale l’uomo si è spesso malamente impantanato; la politica dovrà fare il suo, ma voi studiate perché nei Paesi più tecnologicamente avanzati di disoccupazione ce n’è meno; studiate qui e poi andate in un’università a studiare l’interazione tra uomo e macchina, l’intelligenza artificiale, la robotica, il management, l’ingegneria, prendetevelo questo mondo, non scappate, prendetelo per il bavero e rendetelo migliore.

Studiate intelligenza artificiale, studiate robotica, e vincerete. Tutti? C'è posto per tutti nelle facoltà di ingegneria e robotica? Il senso stesso della robotica non è ridurre i compiti degli esseri umani? Il boomer sa benissimo che la sua ricetta, la "ricerca della felicità", è un sentiero stretto che lascia indietro la maggior parte dei concorrenti. Ma non ha importanza: importa soltanto che chi arriva alla fine del talent show possa raccontare a tutti che ha vinto, e se ha vinto lui tutti possono seguirlo. I ragazzi se ne vadano tutti a studiare lontano: uno su cento ce la farà, gli altri falliranno ma non avranno spazio per lamentarsene sui giornali, qualcuno tornerà al paesino tra i monti e lo troverà disabitato, o occupato da immigrati più poveri, o nel caso migliore (migliore?) trasformato nel museo delle cere di sé stesso mediante Airbnb. Cosa dire.

Davvero, cosa dire a Mattia Feltri ancora convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili. Qualche argomento potrebbe fargli cambiare idea? In fondo per lui è stato davvero il migliore dei mondi: non cambierà idea. E non si sposterà da dov'è, e continuerà a spiegarci che per vincere basta impegnarsi. Ok.

Sul serio, che altro dirgli – ok boomer.

11 commenti:

  1. Caro Leonardo quando si tratta di "vita pratica",nn riesco a sintonizzarmi sulla tua stazione.
    Il Feltri invece interpreta meglio una visione progressista in cui è l'ottimismo della ragione che prevale,a mio parere s'intende.
    La tua visione è la stessa che ha portato l'ilva a essere un problema,invece che una grossa opportunità.
    Per dire,l'ilva è passata ai Riva dopo essere stata un baraccone pubblico e cos'hanno fatto i politici della regione Puglia?
    Ci hanno fatto quattro risate "vendoliane" frapponendo,per decenni si noti,la "problematica occupazionale" alla materia della salubrità pubblica.
    I 5s sono soltanto la ciliegina sulla torta di codesto malaffare tutto incentrato su,presumo io altrimenti nn mi spiegherei come sia potuto avvenire tale scempio,una corruzione politica-economica a cui i "tuoi" sindacati nn hanno fatto mai mancare l'appoggio.
    Oggi prendi l'esempio di una,dispiace dirlo,vetusta riminescenza di un piccolo mondo antico qual'é una cartoleria che sopravvive per via delle piccole spese di riparazione(oppure credi che i bedoniesi comprino il kit scolastico integrale nella tal rivendita?)degli strumenti di lavoro rottosi durante l'anno. Perché se così fosse nn ne capisco nemmeno la sua attuale sussistenza su un territorio che,tu,descrivi demandato verso l'oblio.
    Sei un boomer,caro Leonardo!
    Ti allego ciò che in Bedonia ha il suo centro di leadership globale nel suo settore.
    Bedonia nn credo possa essere felice della tua difesa di retroguardia.
    Esso nn merita il degrado a cui l'appelli da cultore del libro cuore.
    Esso vive!!!😄😄😄

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  2. Sono fuso!!!
    Allego



    https://www.google.com/amp/s/www.gazzettadiparma.it/archivio/2016/02/09/news/cff_filiberti_il_premier_maltese_niente_soldi_problemi_con_i_lavori_-179048/amp/

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  3. https://www.esvaso.it/1457/20-idee-per-bedonia-e-le-sue-frazioni/


    Come vedi il piccolo comune ha al suo interno delle persone VIVE,orientate al futuro del loro territorio.
    Altro che "ok boomer!" distribuiti con fare populista.

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  4. La cartoleria...da piccino quanti soldi(senza scontrino ovviamente) diedi alla sua scorbutica gestrice la quale nutriva interesse per il solo vil danaro!
    Altro che "baluardo del territorio".

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  5. Questa volta mi sembra che hai volontariamente cercato a tutti i costi le fallacie logiche.
    "Pensare che la Storia sia solo un insieme di storie a lieto fine, dove il lieto fine era appunto la tua felicità". E' risaputo anche dai sassi che la Storia la scrivono i vincitori. Punto.
    "in ogni rivoluzione ci sono vincitori e vinti." Anche nello status quo ci sono vincitori e vinti. Mi sembra ovvio...
    "Il boomer sa benissimo che la sua ricetta, la "ricerca della felicità", è un sentiero stretto che lascia indietro la maggior parte dei concorrenti." Quale altra ricetta conosci che possa far meglio? Sarei davvero di conoscerla....
    "cosa dire a Mattia Feltri ancora convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili". Cosa dire a chi ERA convinto che l'Urss fosse il paradiso dei lavoratori, che in Cina il potere era del popolo, che nella Germania dell'Est ci fosse la democrazia? Una cosa semplice: oggi, nel mondo, nelle società "capitaliste" si vive MEGLIO che in qualunque altra ATTUALE società. Il migliore dei mondi possibile, OGGI. Certamente non il migliore in assoluto ma.....

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Quando ce lo scrivi un post su come diavolo sia possibile, che tu non scrivi regolarmente editoriali su un quotidiano nazionale con uno stipendio da 10mila euro netti al mese?

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  8. Mattia Feltri non e' un boomer. E' nato nel 1969: generazione X.

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  9. sarà un boomer ritardato (chi dà i nomi alle generazioni ha più o meno la stessa autorevolezza di chi dà i nomi alle perturbazioni sui siti di meteo)

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