mercoledì 26 febbraio 2020

Il coronavirus possiamo gestirlo, il burionismo forse no


  • Com'è sempre imprevedibile la vita. Pensavamo che la fine sarebbe giunta dai no-vax, pensavamo che alla prima pandemia la loro sfiducia nella scienza ci avrebbe perduto, e invece eccoci qua con l'economia in recessione perché tecnici ed esperti alla Burioni hanno ritenuto prudente, dopo una manciata di casi, stravolgere la vita degli abitanti di cinque regioni tra le più popolose e produttive. Dove si vede come alla fine governare sia una questione di priorità: per ora il coronavirus è sostanzialmente innocuo a bambini e preadolescenti, mentre rappresenta un rischio per gli anziani settantenni. Indovina in quale nazione il governo stima necessario chiudere le scuole onde scongiurare il più possibile che i giovinetti contraggano il virus e poi lo trasmettano ai pensionati. Sarà, non casualmente, la nazione con più pensionati e meno lauree. Tutto questo forse otterrà il risultato di arginare un paio di focolai infettivi, e poi? Nel frattempo il virus gira per il mondo, lunedì il coprifuoco sarà tolto e saremo di nuovo punto di partenza, arrivo e transito per migliaia di cittadini del mondo, infettivi e non. In quel momento forse rimpiangeremo di aver bruciato in dispositivi di controllo un po' di risorse che si potevano destinare a potenziare i reparti di terapia intensiva. Questa più o meno è l'opinione di diversi esperti: col coronavirus bisognerà convivere, pensare di poterlo fermare ai confini è come credere di poter spalare l'acqua col forcone. Eppure ci sono motivi contingenti e non banali per cui il governo non ha dato retta a loro, per cui ha dato retta a chi proponeva quarantene e tamponi a tappeto, per cui ha dato retta a Burioni.
  • Ogni organismo è la risposta della vita a un determinato ambiente: Burioni è una creatura di Twitter. È in quell'habitat che si è evoluto, dimostrando notevoli capacità di adattamento. Il pesce palla sopravvive gonfiandosi, Burioni non reagisce in modo diversissimo: si tratta di ostentare aggressività. Senza i blastaggi, Burioni sarebbe rimasto uno tra i tanti cattedratici che twittano battutine a studenti e assistenti costretti a trovarle divertenti. Blastando è diventato un comunicatore e un influencer e non ha molto senso immaginare che smetta proprio ora. L'unico vero motivo per cui vince la sua linea, invece di quella di un'Ilaria Capua, è che Burioni morde (o per meglio dire mostra i denti: la violenza verbale dell'internet essendo più teatrale che pratica). Non si tratta di un approccio puramente istintivo, o meglio negli ultimi anni Burioni ha tentato in qualche modo di intellettualizzarlo, arrivando a citare uno o più studi che a suo avviso avrebbero dimostrato quanto l'approccio aggressivo risultasse efficace contro no-vax e in generale erogatori di fake news. D'altronde non dev'essere molto difficile trovare almeno un paper che giustifichi qualsiasi nostro atteggiamento sociale, e insomma Burioni si è almeno preoccupato di trovarne uno che spiegasse quel suo bullismo che tanti ammiratori e gregari gli ha procurato su Twitter (uso "gregario" nel senso che ha nella pedagogia dell'età evolutiva: l'aiutante/mandante del bullo). E così come a un certo punto il DDT è diventato più pericoloso dei parassiti che uccideva, oggi il burionismo sta iniziando a rivelare costi sociali forse non più sopportabili nel medio-lungo termine.
  • Oltre al Burioni comunicatore, esiste il Burioni epidemiologo. Sul piano professionale, Burioni è essenzialmente un tecnico con una visione estremamente settoriale, profonda ma limitata. C'è un problema, Burioni conosce la soluzione. Il fatto che questa soluzione possa costare alla collettività più del problema è già cosa che non gli compete, e anzi lo innervosisce (ed è un nervosismo apparentemente simile a quello di un altro competentissimo tecnico, Bagnai, ben disposto a mandarci in malora per dimostrare le sue tesi). Non ha nessun senso aspettarsi da tecnici settoriali una riflessione più ampia sui costi sociali di una settimana di quarantena. Non ci devono pensare loro: ci dovrebbe pensare una classe dirigente colta e competente. Non l'abbiamo.  
  • Non l'abbiamo. Il governo è debole, sotto lo scacco di un'opposizione che ritiene di avere il diritto di pompare qualsiasi allarmismo senza limiti di buon senso, decenza e logica: e siccome nessuno glielo contesta davvero, questo diritto, in pratica Salvini e compagnia ce l'hanno davvero. Possono lanciare giorno e notte le più criminali bugie, ma ehi, libertà di opinione. In parte è un gioco delle parti: l'opposizione dovrebbe alzare l'allarmismo, le forze di governo dovrebbero schiacciarlo energicamente dando prova di serenità e competenza. Ma, ecco, sta funzionando? Continuiamo a vedere in tv e sui social personaggi che sono più pericolosi del coronavirus: persone che dicono il falso per il solo scopo di impaurire e disorientare il prossimo, e pensiamo che abbiano tutto il diritto a stare lì e intascare stipendi e gettoni di presenza. Sono passati due anni da quando in qualche ufficietto o redazione qualcuno si inventò la bufala degli africani che avevano ucciso una ragazza tossicodipendente per mangiarla: chi ha inventato quella cosa (che fece vincere le elezioni a Salvini), chi l'ha scritta è ancora al suo posto e ci sta già dicendo che il virus è uscito dal laboratorio, o che ce lo porteranno i cinesi o gli africani. 
  • Aggiungi che il resto della stampa è in crisi terminale, e cavalca l'allarmismo come l'ultimo cavallo sopravvissuto alla battaglia: per cui qualche coda nei supermercati diventa, inevitabilmente, l'assalto ai forni. Il nostro sistema mediatico sembra davvero gestito dal pilota automatico di Airplane 2, quello che scandisce "Ok panic" mentre il pilota tenta di calmare i passeggeri. Tutto questo nel medio-lungo termine ci farà più danni del coronavirus, così come durante una scossa di terremoto il panico può danneggiare i fuggitivi molto più delle vibrazioni delle strutture.

  • Siccome non ci è concesso di rinunciare all'ottimismo, propongo di trattare tutta questa surreale vicenda come una forma di vaccino, in vista delle emergenze più serie che verranno da qui in poi. Perché anche se questo coronavirus non è la peste nera che i giornalisti temono (magari con la segreta speranza di sopravvivere a un'ecatombe di colleghi e concorrenti), non è affatto detto che lo sia il prossimo, o qualche altro antico virus o batterio riemergente dallo scioglimento dei ghiacci plurimillenari. Nel frattempo, com'è noto, stiamo finendo gli antibiotici. E in ogni caso il riscaldamento globale è una realtà con cui dovremo fare i conti nei prossimi anni. Per cui sì, l'apocalisse è rimandata, ma adesso sappiamo che dobbiamo lavarci le mani venti secondi, e non precipitarci al pronto soccorso, tossire nelle maniche ecc. ecc.. Tutto questo potrebbe risultarci molto utile domani. Ma allo stesso tempo non si può nemmeno escludere che domani la signora con la falce venga per bussare alla nostra porta e la trovi spalancata, semplicemente perché nel 2020 abbiamo sprangato scuole e uffici per una settimana e poi ci siamo resi conto di aver buttato via tanti soldi per niente. E insomma si sa che gridare al lupo troppo spesso ha le sue controindicazioni.
  • Vorrei aggiungere che, per quello spicchio limitatissmo di Italia che posso vedere, il mio Paese non è in preda al panico, e nessuna sceneggiata su instagram mi farà cambiare idea su questo. Ho visto medici, studiosi, insegnanti, persino pazienti gestire questa emergenza con professionalità e garbo, senza perdere troppo tempo a domandarsi se avesse un senso l'emergenza in sé, dato che il loro mestiere consiste nel gestire i problemi, non nel farsi le domande. Lo stesso varrebbe anche per me, ma è da tre giorni che sono a casa, abbiate pazienza, come facevo a non scrivere qualcosa. Fatevi coraggio che siete grandi, lavatevi le mani e ci vediamo.

26 commenti:

  1. Leonardo, sicuro di stare bene? Non hai messo neppure un accenno a Renzi, e sì che ne avevi l'opportunità parlando del governo...

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  2. "Sono passati due anni da quando in qualche ufficietto o redazione qualcuno si inventò la bufala degli africani che avevano ucciso una ragazza tossicodipendente per mangiarla".
    Dovresti però precisare che la bufala è che volevano mangiarla, non che l'hanno uccisa, perché quello in effetti lo hanno fatto.

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  3. In questi casi chi deve prendere decisioni sbaglia sempre. Quando trovi uno che dice che si è fatto troppo poco ("bisognava mettere in quarantena tutti quelli che arrivavano dalla Cina"), ne trovi subito un altro che dice che si è fatto troppo ("non bisognava chiudere le scuole"). La verità è che è facile parlare (o scrivere un articoletto su un blog) senza dover rispondere di alcuna responsabilità pubblica.

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  4. Sinteticamente e sacrificando la precisione a vantaggio della chiarezza (spero).

    Alla luce di quello che la Scienza sa OGGI le cose stanno così:

    1. il SARS-CoV-2 non dà sintomi particolari nell'80% dei contagiati MA nel restante 20% causa seri problemi respiratori che in una buona percentuale richiedono trattamenti ospedalieri anche pesanti; nel 2-3% dei casi porta alla morte;

    2. i posti in terapia intensiva in Italia sono circa 5000;

    3. il tasso di mortalità dell'influenza "normale" è dello 0,1%/0,01% dei positivi (quasi tutti anziani o afflitti da serie patologie pregresse quindi molto difficili da diagnosticare se la morte è dovuta al virus o ad altro); la mortalità del SARS-COV2 è da 20 a 200 volte più alta (un pochino più facile da diagnosticare perché, purtroppo, porta alla morte ANCHE una % significativa bassa ma significativa di adulti e giovani;

    3. Burioni dice (giustamente, alla luce di quanto sopra) che bisogna CONTENERE il virus per TRE MOTIVI: A. Dare tempo alle case farmaceutiche o a chi per essa di sviluppare terapie antivirali specifiche, B) dare tempo di sviluppare un vaccino efficace e C) permettere alle strutture sanitarie di organizzarsi al meglio possibile.

    Infatti se nel giro di qualche settimana il numero dei contagiati esplodesse (diciamo uno o due milioni di persone) il sistema sanitario COLLASSEREBBE completamente, basta fare un po' di conti. E con essa TUTTA l'economia del paese crollerebbe con conseguenze a medio/lungo termine CATASTROFICHE.

    Tutto ciò al netto di molti altri discorsi: il virus era già in giro? Le % sono precise? L'economia viene danneggiata? Cui prodest? Ecc...


    Mi sembrano discorsi ESTREMAMENTE ragionevoli, Cosa ne pensate?

    Grazie.

    gG

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    1. Quel che penso è che lunedì all'80% le scuole riapriranno, nel frattempo si scopriranno altri focolai nei paesi vicini (Svizzera, Francia...) e saremo più o meno al punto di partenza. Una settimana è troppo poco per una quarantena o per dare tempo a medici e farmacisti. In una settimana fai solo in tempo a comunicare del panico. Burioni è esperto di virus e di epidemie, non di scienze sociali.

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    2. Non mi pare che tu abbia contestato i punti che ho proposto. E ad ogni modo le "zone rosse" stanno RALLENTANDO molto (credo) la diffusione ed è proprio questo il loro scopo. Riguardo alle scienze sociali non mi esprimo non essendone un conoscitore (ero un docente di scuola superiore) ma penso che far passare in maniera FORTE un messaggio estremamente importante possa essere l'unico modo per rendere coscienti di un problema la maggior parte della popolazione in tempi brevi. E qui si tratta di evitare il possibile collasso sanitario ed economico di una nazione.
      Grazie.
      gG

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    3. Riguardo al punto 3), bisognra ricordare che i dati sulla mortalità/letalità del covid-19 sono ancora incompleti e (biased), soprattutto. Puoi appellarti al principio di prudenza, ma non puoi bloccare un sistema-paese sulla base di dati incompleti.

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    4. A me sembra che "Il principio di precauzione" sia la base di qualunque decisione quando si parla di sicurezza "generale". Viene applicato (dalla Scienza) sempre! Mi pare che anche in questo caso, latente, emerga la sfiducia verso la logica, il metodo scientifico e verso gli scienziati. Personalmente trovo questa cosa molto pericolosa e ingenerosa.

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    5. Aggiungo che da pochissimi giorni il Ministero ha deciso che i tamponi vanno fatti SOLO ai sintomatici perché il Sistema Sanitario è in ovvia e grave difficoltà: provate a pensare se i casi fossero cento volte tanto... E sicuramente lo sarebbero stati senza l'emanazione delle misure di contenimento, come dimostra la situazione nei paesi dove queste disposizioni non ci sono.

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    6. In sostanza il Ministero sta tornando sui suoi passi, dopo una fase (burionista) in cui si pensava di poter arginare il contagio asintomatico tamponando a tutto sprono.
      E non dico neanche che non possa essere servito tamponare a tutto sprono, ma i casi che ci ha risparmiato valgono il panico che si è diffuso?

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    7. Sig. Leonardo, a mio modestissimo avviso sì. Assolutamente sì, se sono vere le cose che ho postato sopra. Se non è d'accordo mi può cortesemente indicare le parti a Suo avviso sbagliate nel merito?
      Aver contenuto la diffusione ha permesso di gestire, finora, abbastanza bene o non troppo male la situazione. Riesce ad immaginare cosa sarebbe successo se invece di 700 casi ne avessimo diverse migliaia o decine di migliaia? Grazie.

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    9. Caro gg, io non mi oppongo né alla logica né al metodo scientifico. Il corona virus non è solo una questione virologica. Il lasso di tempo intercorso tra la sua comparsa e il momento in cui le autorità cinesi hanno preso le dovute misure per contrastarne la diffusione, ha fatto sì che i buoi fossero già scappati dalla stalla. Da quel momento convid-19 è in circolazione nel mondo, e non lo fermi più, se non hai un vaccino. Giustamente bisogna rallentarne la diffusione. Come farlo, senza danneggiare l'economia, non lo so: è troppo complicato per le mie capacità. Il punto è che, sulla base di dati ancora incompleti e distorti, si voglia mettere in atto procedure draconiane pensando di non dover fare i conti con il concetto di costi-benefici, e soprattutto con il dato di fatto che le risorse non sono infinite. Le misure draconiane, anche qualora fossero efficaci (si ricordi che i buoi son già scappati via...), costano risorse, le quali si potrebbe (o si sarebbe potuto) impiegare per prepararci a fronteggiare la pandemia.
      Paradossalmente, per chi amministra, bloccare tutto è il modo più semplice per non assumersi responsabilità. Osservando i dati (che certo sono ancora incompleti), bisogna (bisognerebbe) organizzarsi per gestire le categorie di persone potenzialmente più a rischio (persone di una certa età e/o con patologie particolari e immunodepresse). Il problema è certamente grave, ma nell'affrontarlo non può pensare di agire con i paraocchi. Bisogna anche pensare che i costi della pandemia e delle misure per contrastarla comporteranno meno risorse (più problemi) nei tempi a venire, e per una platea di persone ben più ampia di quelle allo stato attuale potenzialmente minacciate dal corona virus. Perché le recessioni economiche riguardano tutti e comportano anche quelle un bel po' di sofferenza.

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    10. Un commento ragionato e sicuramente interessante.
      Ovviamente nemmeno io sono un esperto in scienze sociali o psicologia e PROPRIO PER QUESTO devo dare fiducia (fino a prova contraria) ai VERI esperti del settore. I dati, mi pare, pur parziali indicano una tendenza ben precisa che potrà essere parzialmente modificata ma (purtroppo) non rovesciata. E mi permetto di ribadire che il principio di precauzione è INDISPENSABILE quando si parla di sicurezza: ha presente l'inquinamento elettromagnetico o la lotta al tabagismo? Solo per fare due esempi.
      Se non riusciremo a RALLENTARE la diffusione del virus sarà PRIMA la sanità e POI l'economia tutta ad essere devastata in una maniera che oggi non riusciamo nemmeno ad immaginare. Legga la relazione dell'OMS (https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-mission-on-covid-19-final-report.pdf) e poi mi sappia dire...
      Grazie.

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  5. Le stesse "idee" regressiste lette in codesto articolo del nostro amato Leonardo,le leggo su tutti i blog di coloro che si sono appropiati del "brand" chiamato Sinistra.
    Sono dei sostenitori del pensiero debole,postmodernisti per cui la realtà nn esiste,ma esistono le narrazioni che se ne fa della stessa.
    Diciamo che creare una narrazione è importante per creare nelle persone un collante morale atto al perseguimento di un ideale condiviso,ma partendo da una situazione reale ben presente nella tal narrazione. Ma se il tale ideale è basato su una pregiudiziale idea astratta in cui il "brand" è tutto,allora si arriva(da ottimo insegnante di italiano)a ritenere un Burioni un povero mentecatto.

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    1. Sembri un bot.
      – Idee "regressiste": quali?
      – "Tutti i blog": che io sappia ce ne sarà una mezza dozzina in tutto, a quali ti riferisci di preciso?
      "appropiati del "brand" chiamato Sinistra". Come, dove chi? Non mi è mai capitato di rivendicare in modo identitario il brand Sinistra o quale altro brand, ma se ti ricordi che l'abbia fatto prova pure a linkare.
      – "Sono dei sostenitori del pensiero debole": mi mostri dove in vent'anni di archivio io avrei citato il "pensiero debole" e i suoi teorici? (Sai cosa si indica in filosofia con "pensiero debole"?)
      – "postmodernisti per cui la realtà nn esiste" – anche qui, dov'è che avrei scritto questa cosa?
      – "creare nelle persone un collante morale atto al perseguimento di un ideale condiviso" ovvero? la dittatura del proletariato?
      – "da ottimo insegnante di italiano" – grazie, ma non hai prove nemmeno per sostenere questa cosa. Mi conosci in ambito professionale, hai testimonianze di miei colleghi, studenti, dirigenti?
      – "ritenere un Burioni un povero mentecatto". Dove?


      Per favore, se proprio devi commentare i miei pezzi, mi faresti la cortesia di leggerli? Perché sembra che peschi frasi sconnesse da un sacchetto. Si capisce che all'inizio avevano un senso, ma chissà a chi erano rivolte e che narrazione dovevano creare e che collante morale le teneva assieme.

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    2. comunque io ho uno degli altri cinque blog e per esempio non parlo di Burioni per scelta, e non ho parlato di cosa penso della campagna di paura lanciata a inizio settimana e che ora stanno cercando di arginare (lo farò tra qualche giorno)

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  6. Caro Leonardo,nn sono un bot e credo tu sia un ottimo insegnante di italiano perché dai tuoi scritti apolitici e sulla realtà giovanile che ti circonda hai il giusto polso.
    Per quello che riguarda le situazioni politiche invece mi appari legato a suggestioni eterodirette in cui il tuo spirito critico mi appare alterato al punto di remare contro ogni tua convinzione anche lavorativa.
    Il tuo articolo su invalsi ne è una dimostrazione di codesto tuo "sdoppiamento". Detto senza offesa.
    Il Blog del Gilioli è un esempio che potrebbe calzare nella definizione di un "brand" in cui ti riconosco appieno quando tocchi tematiche politiche e nel caso del Burioni sei in piena sintonia con il vicedirettore de L'espresso e il vostro metro di riferimento è sempre il relativo a cui credete di più che all'esperienza pluriventennale di un esperto di fama mondiale.
    Il pensiero debole ti è intrinsecamente avvolto intorno e tiene insieme i tuoi risvolti socio-culturali con la tua vita reale,a mio parere,e questo avviene perché ti reputi reinterpretabile.

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  7. quanti commenti, che profumo di primi anni dieci!

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    1. Infatti, magari il Corona implica una rinascita dei Blog

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  8. "eccoci qua con l'economia in recessione perché tecnici ed esperti alla Burioni hanno ritenuto prudente, dopo una manciata di casi, stravolgere la vita degli abitanti di cinque regioni tra le più popolose e produttive"
    Non ho capito, hanno fatto scattare l'allarme troppo presto? Dovevano aspettare che i casi fossero 100? Credo abbiano cercato di contenere la cosa appena scoppiata, poi avranno fallito, ma accusarli di averlo fatto troppo presto fa ridere...

    "per ora il coronavirus è sostanzialmente innocuo a bambini e preadolescenti, mentre rappresenta un rischio per gli anziani settantenni. Indovina in quale nazione il governo stima necessario chiudere le scuole onde scongiurare il più possibile che i giovinetti contraggano il virus e poi lo trasmettano ai pensionati. "
    Messa così mi pare molto ingiusta: tu fai la distinzione anziani e giovani come ci fosse una guerra fra le generazioni...

    "Sono passati due anni da quando in qualche ufficietto o redazione qualcuno si inventò la bufala degli africani che avevano ucciso una ragazza tossicodipendente per mangiarla: chi ha inventato quella cosa (che fece vincere le elezioni a Salvini)"
    Salvini vinse per quella notizia? Forse ti piace pensarlo...

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  9. "lavarci le mani venti secondi"!! Per Diocleziano: 60s!!!!! :-)

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  10. non entro nel merito perché non aggiungerei niente di nuovo e di utile (alla discussione e all'entropia generale), però cavolo! Come ai vecchi tempi!
    Quando si argomentava e si dibatteva usando frasi intere e non slogan, ah che nostalgia...

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  11. Ho visto molti tuoi pezzi invecchiare molto meglio.
    Purtroppo, o per fortuna, la realtà ha sempre la meglio sulle narrazioni che tentano di aggirarla.
    Il commento 'burioniano', basato su semplici numeri e non su sociologia psico-sociale, cui non hai risposto, aveva centrato la differenza.
    E adesso ci troviamo esattamente coi numeri alla gola.

    Non vuole essere una critica, apprezzo molto di quel che scrivi, ma leggere questo tuo post oggi (perché lo avevo lasciato da parte per motivi di tempo) fa riflettere.
    Tutto qui.

    m.

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