venerdì 4 settembre 2020

Questo referendum è imbarazzante

Questo referendum è imbarazzante. Imbarazzante è l'idea che gli italiani possano essere disturbati un fine settimana, a rischio di contrarre un virus tutt'altro che debellato; e che le scuole appena aperte debbano essere subito temporaneamente richiuse, semplicemente perché qualche anno fa un comico si mise a dire nelle piazze che i politici erano i nostri dipendenti e quindi bastava licenziarne un po' per ottenere una politica migliore; e la gente invece che riderci sopra ci fece un programma politico (cosa che credo stupì lui per primo). Questa idea, mi dispiace molto per chi la difende, è ottusa da tutti i punti di vista: da sinistra, da destra, di sopra, di sotto; non è neanche una questione ideologica, facciamo finta che invece di un parlamento di legislatori stessimo parlando di una fabbrica di gelato. Non sappiamo come funziona, ma sappiamo che ha 945 dipendenti. Quante possibilità ci sono che licenziando 345 dipendenti a caso il gelato migliori? Chi suggerisce un taglio del genere, di solito, non ha a cuore la qualità del gelato e non sta nemmeno pensando al risparmio. Vuole semplicemente trovare un sistema spiccio per mandare la fabbrica alla malora, forse è stato inviato dalla concorrenza. 

Quando qualche esperto cercherà di convincervi del contrario, cercate di capire di cosa esattamente è esperto, e se non è stato inviato da qualche tipo di concorrenza della democrazia parlamentare. Sgombriamo subito il campo dall'argomento più scemo: che il taglio di 300 rappresentanti comporti un risparmio. Anche volendo ipotizzare una produttività uguale a zero, ovvero ammettendo (e non concedendo) che i parlamentari durante il loro mandato non facciano niente, questo risparmio per le tasche dei contribuenti sarebbe irrisorio: più o meno un euro all'anno per ogni cittadino. Ma siccome qualcosa questi legislatori lo fanno, e persino i più ottusi tra i grillini se ne sono accorti, dobbiamo pensare che questo euro ci costerà un peggioramento della qualità della nostra legislazione. Non solo, ma una riduzione di un terzo del parlamento porterà necessariamente le attuali forze politiche a ridiscutere sulla legge elettorale e sull'assetto costituzionale, laddove le attuali forze politiche hanno già dimostrato in materia un'incompetenza che raggiunge e talvolta sorpassa la soglia dell'analfabetismo. Io non sono mai stato un feticista della "Costituzione più bella del mondo", ma lo sto diventando. Non sarà così bella ma mi ha salvato da Berlusconi al Quirinale, da Salvini a Palazzo Chigi e da qualche altro scenario da incubo. Abbiate pazienza se me la tengo ben stretta (continua).

22 commenti:

  1. E allora perché,seguendo la tua linea teorica(o meglio teoretica che più si attaglia al pensiero del cazzeggiatore)nn aumentarli?
    Chissa che gelato ne uscirebbe!
    Solo al pensiero mi sto...sciogliendo...

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    1. Abbi pazienza, ma questa risposta non è logica: si parte dalla situazione attuale - un migliaio di "operai" che fanno le leggi - e si pretende di fare un taglio netto. Dove si può immaginare un miglioramento nella "produttività"? Dire che, in base al ragionamento, il numero potrebbe essere anche aumentato non significa nulla. Nell'articolo, che dice a mio avviso cose molto giuste, manca per ora (ma si conclude con un "continua") il richiamo alla perdita di rappresentatività che il taglio comporterebbe: sempre meno soggetti politici (partiti) supererebbero la soglia implicita di sbarramento - i "posti" totali sarebbero meno - e, all'interno dei "grandi" partiti, aumenterebbero i catapultati dalle gerarchie. Per correggere queste storture, servirebbe una modifica proporzionalista della legge elettorale, cui nel post qui sopra si fa riferimento, ritenendo l'attuale parlamento non adeguato. Adeguatezza o meno, il taglio, se vincesse il sì al referendum, sarebbe confermato di sicuro, mentre la nuova legge elettorale non è affatto una certezza.

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    2. Abbi pazienza ma ciò che Orlo fa notare non essere logico (ma direi più sensato) è il paragone tra il parlamento e la fabbrica di gelati.

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    3. Insomma che buttandola li,sul ridere insomma,visto l'argomento che doveva essere già cassato a fine marzo senza troppi sussulti,mi devo trovare ad acconciarmi in abiti seriosi?!
      Ma stiamo parlando del parlamento italiano,covo di peones eterodiretti dai capigruppo mica di un parlamento eletto su l'uninominale secco!
      Insomma la riformuccia è blanda.
      Uno sciroppo per la tosse contro il covid,per dire. Ma se dovesse passare il NO nn si avrebbe nemmeno la parvenza di una ristrutturazione delle istituzioni.
      Sui regolamenti parlamentari si potrebbero impalcare cambiamenti sostanziali se si volesse.
      Con la vittoria dei SI qualcosa lo si può sperare,anche se una legge proporzionale terrebbe in piedi l'eterodirezione e con essa il "peonismo".
      Se si dovesse guardare al mero interesse del tantissimo citato Paese che,come il defunto sotto un metro di terra viene sempre ricordato con le luci di studio della Carmelita D'urso,avrebbe bisogno di una legge elettorale uninominale come la si voglia,ma uninominale.
      Alla francese con doppio turno sarebbe,a mio parere,la migliore.
      Insomma io voto SI per tenere accesa la luce.

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    4. Orlo, non volevo rischiare il contagio e inoltre non mi sentivo abbastanza competente, ma di fronte alle tue argomentazioni ora mi sento obbligato ad andare a votare sì, anche solo per controbilanciare il tuo voto.

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    5. Allora dovresti votare NO.
      Io voto SI.

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  2. caro leonardo, in effetti il referendum è imbarazzante: è stato indetto dagli stessi personaggini che hanno votato a favore della riforma (14 NO alla camera, se non ricordo male) quando toccava a loro, e ora sperano di essere salvati dai sudditi-pescerosso.

    non so come finirà (dal referendum sulla scala mobile non mi sorprendo più di nulla) ma di queste schiene dritte io ne taglierei anche altre due o trecento.

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    1. Con la stessa logica tagliamole tutte. Se sono dei fancazzisti inutili, che ci sta il Parlmento a fare?
      È proprio questo tipo di ragionamento che mi convince a votare "no". Se tutto quello dei promotori del taglio riescono a tirar fuori è un "mandiamoli a casa", mi viene da pensare a mio nonno, che per avere questo parlamento ha dovuto farsi una vacanza premio a Dachau. L'alternativa, senza un'alternativa ragionata, è quella.

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    2. oh, bene: ad_hitlerum è caduto alla prima scaramuccia, adesso possiamo discurere serenamente.

      per favore, spiegami con parole semplici:
      1. CHI, se non i nostri inestimabili (per quanto numerosi) parlamentari, ha votato questa riforma. e perché.

      2. perché adesso dovrei correggerla proprio io. come faccio a sapere che si sono sbagliati quando hanno votato, e non quando hanno firmato la richiesta di referendum confermativo?

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  3. l'altro giorno sentivo Enrico Letta, uno che un po' il parlamento l'ha frequentato, dire che che 945 sono senz'altro troppi e funzionerebbe meglio con meno. Poi ha aggiunto che il motivo per cui sono così tanti è da ricercarsi nel tacito patto che si fece nella c.d. prima repubblica per cui tutti i leader e i massimi esponenti di partito dovevano pur avere uno stipendio, pur frequentando pochissimo il parlamento perchè in altre faccende affaccendati. Infine ha aggiunto che rispetto a quando è stato fissato il numero dei parlamentari molte funzioni sono state spostate alle regioni e molto di più fa il governo, quindi una parte della produzione di gelato è stata già spostata altrove

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  4. Caro Leonardo, le tue parole andrebbero scolpite nella pietra. Hai senz'altro ragione a livello logico-giuridico. Poi però guardo la realtà e vedo che, di fatto, il Parlamento non legifera più. Si va avanti a colpi di DDL e DL con la scusa della "necessità e urgenza". Con l'ulteriore beffa che quando poi la necessità e l'urgenza arrivano davvero si avanza a colpi di DPCM!
    Insomma, in linea di diritto è come dici tu, senza se e senza ma. Nella nostra piccola e misera realtà tricolore penso che in fin dei conti sia una riformuccia innocua, che non cambierebbe più di tanto le cose. Né in meglio, né in peggio. Io voterò ovviamente No, ma dando per scontato vincerà il Si, non mi straccerò le vesti insomma.

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  5. D'accordo che paragonare i 5 stelle ai padri costituenti fa venire il mal di pancia, ma se si vuole cambiare la costituzione con un referendum è fondamentale che il quesito sia semplice e comprensibile. Ripensando alla riforma di Renzi: se non capisco che fine fa il senato allora penso che mi vogliano fregare e quindi non la voto.
    Questa riforma non è certo l'ideale, ma confido che le leggi ordinarie che la renderanno efficace verranno fatte al più presto. Aspettare che in futuro arrivi un parlamento buono e giusto ad architettare la migliore riforma concepibile mi sembra una pia illusione.
    Votare Sì mi sembra l'unica maniera possibile per ottenere un qualche cambiamento: il taglio dei parlamentari in sé non sfascerà l'assetto democratico nemmeno nel peggiore dei casi, ma nel migliore dei casi darà l'avvio al compimento di altre riforme istituzionali un pezzetto alla volta.

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    1. curioso il modo in cui facevi lo specioso diffidente per l'altro referendum mentre qua dai carta bianca a scatola chiusa ad una Srl (Casaleggio & Associati) che quanto fiducia non ha certo dimostrato di meritarne di più...
      La gente ormai si vergogna a dire che appoggia i 5stelle così come accadeva con Berlusconi anni fa. Forse anche perché sono spesso le stesse persone.

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    2. Io vorrei innanzitutto una legge elettorale con le preferenze: se la propongono i 5 stelle, ben venga.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. La similitudine del gelato mi sembra abbastanza debole, così come la scelta di tirare in ballo la pandemia e le scuole. Per un referendum sulla costituzione la logistica la si può anche scomodare per un paio di giorni.

    Io voterò NO per mille ragioni, anche se ho sentito ragionevoli opinioni sul SI. I parlamentari sono oggettivamente troppi e forse non saranno pochi neanche dopo. Anche le camere sono troppe ma questo era un altro referendum...

    Per dare credibilità al trionfo del SI spero almeno che applichino lo stesso criterio a sottosegretariati vari, ministeri, amministrazioni regionali e giù giù fino ai comuni (inteso proprio come numero di comuni, assurdamente elevato in Italia).


    In ogni caso Leonardo sai fare di (molto) meglio, attendo fiducioso la continuazione

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  8. Imbarazzante? Qualche anno fa?
    “Quanto più è grande il numero dei componenti un’Assemblea,tanto più essa diventa incapace ad attendere all’opera legislativa”. Dai verbali della Costituente 1946-1947, non sono state pronunciate da un sostenitore di un regime dittatoriale o autoritario,bensì dal liberale Luigi Einaudi, il futuro Presidente della Repubblica".
    E' questo blog ad essere imbarazzante.

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  9. Il paragone con la fabbrica di gelati mi pare regga male. Se ad esempio le altre fabbriche di gelato fanno un gelato altrettanto buono e gestiscono la fabbrica in modo altrettanto efficiente con 600 dipendenti allora la fabbrica che ne ha 945 si deve adeguare oppure chiude.
    Certo chi ne vuole 600 dovrebbe dimostrare perché è meglio di 945. Però allora anche tu dovresti dimostrare perché 945 è meglio di 600! Ma non l'hai fatto. Hai detto solo "More is more" sottintendendo "better".
    Anziché usare il paragone della gelateria potremmo fare un esempio utilizzando la scuola e dire che se invece di una decina di insegnanti per classe ne mettiamo 25 è meglio!
    È meglio?

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  10. L'esempio della gelateria mi fa venire in mente, da torinese qual 'i sono e fui, l'avventura di Grom, la cui qualità e profittabilità si sono via via diluite con la moltiplicazione dei punti vendita e dei relativi addetti, fino all'inevitabile cessione del brand a Unilever per pagare i debiti.
    Ma, fuor di metafora, prima il buon senso e poi l’esperienza dicono il contrario: l’aumento del numero di persone all’interno di un team, equipaggio, stormo, squadriglia, fate voi, determina un automatico allungamento dei tempi necessari a raggiungere un obiettivo. Chiunque abbia letto l’agenda di Murphy o lavorato a un progetto in un’organizzazione complessa lo può confermare.
    Meno persone = più riconoscibilità dei ruoli, più responsabilità, più decisioni rapide.

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    1. Il motivo per cui si debbano prendere decisioni rapide in parlamento non si è mai capito. È un'assemblea legislativa, non una cabina di comando. https://leonardo.blogspot.com/2016/11/scriviamo-gia-troppe-leggi-col.html

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