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domenica 30 novembre 2025

Il santo sulla X

30 novembre – Sant'Andrea, apostolo e martire (I secolo). 

In effetti è molto più stabile così, cioè non si capisce perché crocefiggerli in altri modi.
Un ingegnere non avrebbe dubbi

La Costantinopoli del IV secolo è una città appena nata e già smisurata, una capitale in cerca di identità. Rifondata nel 330 da Costantino il Grande che l'aveva chiamata "Nuova Roma", non poteva vantare come le altre metropoli il passaggio di apostoli e martiri, tanto che le chiese più importanti finiscono per essere dedicate a concetti personificati e di sesso femminile: la "Santa Pace" (Sant'Irene) e soprattutto la Sapienza di Dio: Santa Sofia. Il sospetto che presso il popolo alligni ancora la devozione per la dea lunare Artemide/Cibele è accreditato dall'importanza che assume subito in città il culto per "la Madre di Dio", che è sì Maria di Nazareth, ma soprattutto la donna dell'Apocalisse che compare su una falce di luna: quella falce di luna che passerà negli stemmi della città e poi sulla bandiera dei turchi, quando Costantinopoli diventerà Istanbul. 

Forse per contrastare tutte queste presenze femminili Costanzo II, figlio e successore di Costantino, decide di portare nella città fondata dal padre i resti di Sant'Andrea, fino a quel momento custoditi a Patrasso, dove si raccontava che il martire fosse stato crocefisso. Perché, di tutti gli apostoli, Costanzo sceglie proprio Andrea? Forse per il nome, che in greco significa "virile", ma più probabilmente perché gli apostoli più importanti sono già stati presi dalle sedi vescovili più prestigiose. Non si può escludere che Costanzo avesse potuto conoscere gli Acta Andreae, un testo che potrebbe risalire al secondo secolo (se non al primo), ma che pochi anni prima Eusebio di Cesarea aveva definitivamente bollato come eretici, assurdi ed empi. L'Andrea degli Acta in effetti è un supereroe che risolve tutti i problemi con miracoli a raffica, alcuni dei quali un po' scabrosi: una matrona rimane incinta illegittimamente? Andrea la fa abortire: possiamo capire che Eusebio disapprovasse. Negli Acta però Andrea viene fatto passare, nelle sue peregrinazioni tra la Grecia e l'Asia, anche da Bisanzio. Da qui nascerebbe la tradizione che ritiene l'apostolo il fondatore della diocesi, che fino al 330 era una sede vescovile come tante, ma col trasferimento della corte imperiale sarebbe diventata uno dei cinque patriarcati più importanti. Gli Acta non lo dicevano espressamente – e anche se lo avessero detto, non erano considerati una fonte credibile nemmeno a quei tempi (c'era un'appendice divertentissima il cui titolo dice un po' tutto, Avventure di Andrea e Mattia nel paese dei cannibali), ma in mancanza di meglio, Costanzo portò in città Sant'Andrea. 

C'è da aggiungere che per quanto in nei Vangeli sia una figura di secondo piano, Andrea è pur sempre il fratello di Simon Pietro; rivendicare il suo patronato significava quindi rimarcare il rapporto di fratellanza tra la Roma antica, sede della cattedra di Pietro, e la Nuova. Il fatto che Simone (nome ebraico) figlio di Giona (nome ebraico) avesse un fratello chiamato Andrea (nome greco) può lasciare perplessi ma non è del tutto impossibile; greco e aramaico si stavano lentamente amalgamando, dando luogo a composti come Bar-tolomeo.  

Non è nemmeno chiaro se Andrea fosse il minore dei due fratelli; d'altro canto lo stesso Gesù dimostrava di non dare molta importanza ai rapporti di parentela. Andrea poteva inoltre essere definito Protocleto, ovvero "chiamato per primo": sia nel vangelo di Marco sia in quello di Matteo, Andrea è sulla barca con Pietro quando Gesù, passando dal molo, propone a entrambi di seguirlo e diventare "pescatori di uomini". I fratelli obbediscono senza chiedere oltre; sono i primi apostoli a essere nominati. Luca non lo nomina espressamente, forse per concentrarsi sulla figura di Pietro; quanto a Giovanni, in lui leggiamo una storia molto diversa. Il suo Andrea, prima ancora di diventare apostolo di Gesù, era già discepolo di Giovanni Battista; quando quest'ultimo vede passare Gesù e lo saluta come "Agnello di Dio", Andrea e un altro seguace, che Giovanni non nomina, decidono di seguire l'Agnello. In questo caso il compagno di Andrea non può essere il fratello Pietro, che viene informato dal primo solo due versetti più tardi ("Abbiamo trovato il Messia"). Tradizionalmente, quando Giovanni evangelista non nomina un apostolo, si assume che si tratti di lui stesso. Ma insomma tre vangeli su quattro danno Andrea come protocleto, anche se sempre pari merito con qualcun altro. A ben vedere anche tre vangeli danno Pietro (i sinottici), ma il quarto lo nega espressamente, per cui Andrea sembra il protocleto più credibile. A parte questo, non è che i vangeli ne parlino molto. I tre apostoli più menzionati dai sinottici sono Pietro e i due figli di Zebedeo, Giovanni e Giacomo Maggiore; solo in un'occasione Marco aggiunge ai tre anche il fratello di Pietro, quando in quattro domandano a Gesù delucidazioni sulla profezia della distruzione del Tempio. Giovanni lo adopera nell'episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci ("C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?"); Luca continua a snobbarlo anche negli Atti degli Apostoli, nominandolo soltanto per necessità nel primo capitolo e poi perdendolo di vista completamente. La tradizione orale, dopo la depurazione degli aspetti più fantastici operata da Eusebio, lo voleva missionario in Grecia, Asia Minore e Scizia (Scythia), quel territorio a nord del mar Nero costellato da città di lingua greca, ma che si estendeva fino Novogorod; il che ha consentito sia ai russi sia ai rumeni di reclamarlo come santo patrono delle loro nazioni. Anche se per noi lì oggi c'è soprattutto l'Ucraina, i cui cattolici gli preferiscono Giosafat Kuncewycz.

Andrea è anche il patrono della Scozia, per motivi non così chiari. La leggenda del monaco San Regolo, che avrebbe trafugato le reliquie da Patrasso prima che esse fossero traslate a Costantinopoli, non sembra molto antica, e tradisce un punto di vista già bassomedievale (per quale motivo una traslazione a Costantinopoli avrebbe dovuto essere evitata in quanto blasfema? Solo dopo il 1054 i cristiani costantinopolitani cominciano a essere considerati scismatici). È insomma quel tipo di leggenda che serve a spiegare un fenomeno che esiste già, a qualcuno che non riesce più a spiegarselo. È pur vero che il vescovo Acca di Hexham aveva portato nel 733 qualche reliquia nella cittadina che proprio da lì in poi avrebbe preso il nome di Saint Andrews, ma c'è un altra ipotesi che non mi sento di escludere: l'errore ortografico. Scythia è così simile a Scotia... La venerazione per il santo avrebbe poi portato gli scozzesi ad adottare in suo onore la bandiera con la croce decussata – forse la più antica a essere adottata, tra quelle che sventolano ancora. C'è anche in questo caso una leggenda che la giustifica, purtroppo non molto originale: nell'832 il re dei Pitti, Angus II, muovendo guerra agli Anglosassoni insieme coi suoi alleati Scoti, si sarebbe ritrovato accerchiato. Dopo avere molto pregato per i Pitti e per gli Scoti, sarebbe stato consolato in sogno da Sant'Andrea e avrebbe visto, nel terso cielo del mattino, le nuvole comporre una croce decussata, ovvero a forma di X! Tutto chiaro, in hoc signo vinces, salvo che prima del Mille nessun testo, nessuna icona, associa ad Andrea l'immagine di una croce decussata: un simbolo in seguito così legato al suo nome che ancora quando facevo scuola guida le croci dei passaggi a livello venivano chiamate "di Sant'Andrea". Anzi gli Acta specificavano che Andrea era morto su una croce simile a quella di Gesù; anche in ambito orientale, Andrea non viene associato alla X. Insomma può darsi che sia stato lo stemma scozzese a modificare l'iconografia occidentale del martirio di Andrea, e non viceversa.

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