Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

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martedì 8 maggio 2007

salvare le api, fottersi dei panda

Achtung Knut

Voi popolo della pausa-pranzo v’immaginate che la Star assoluta del Tg2 delle Tredici sia, boh, Annamaria Franzoni? Il Principe William? Schifani? Macché. Chiedete a noi casalinghi cosa succede a premere il centro del telecomando all’una e venti: più forte del gossip, più forte della cronaca nera, più persistente dei portavoce di Montecitorio, c’è solo lui: Knut, l’orsetto bianco dello Zoo di Berlino.

(Lo so che voi gente còlta pensate subito al film di droga e poi agli U2: ma ci sono anche gli animali, allo Zoo di Berlino).

Altroché se ce n’è. A centinaia: ma adesso tutti vengono a guardare Knut. È bianco, morbido, tanto carino. Le nascite di orsi bianchi in cattività sono piuttosto rare. Knut in effetti è raro, ma non è unico: aveva un fratello gemello. Il punto è che la madre, dopo il parto, scelse di salvarne soltanto uno e scelse l’altro, che poi morì. E Knut? Sarebbe morto anche lui. È la natura, dicono. Natura? Che natura, è lo Zoo di Berlino. Dal momento che accetti di mettere in gabbia un animale, dal momento in cui scegli che un animale in gabbia è uno spettacolo, è inutile che ti poni il problema se l’animale si comporti in modo “naturale” o no. È lo stesso disagio del reality: metti in gabbia un tale e poi gli chiedi d’essere spontaneo. Perché le bestie dovrebbero essere spontanee? Naturali?

Insomma: che lo abbia fatto perché la Natura, matrigna, glielo ha ordinato, o perché l’Umanità, matrigna al quadrato, l’ha incattivita in una gabbia, fatto sta che l’Orsa Maggiore lo aveva ignorato, il povero Knut. Tanta malvagità materna è stata la sua fortuna, perché così il personale dello Zoo ha potuto adottarlo. E già dalle prime foto col piccolo Knut al biberon, si poteva intuire che era nata una stella. Bianca.
Ultimamente l’affare s’è ingrossato. Mentre il Principe William, per andare sul tg2, ha bisogno come minimo di ballare in pubblico con una sbarba, a Knut basta negarsi per occupare una striscia di tre minuti: il giorno che non si è fatto vedere, il tg2 ci ha fatto un servizio con tanto di riprese dei bambini che facevano la fila per non vederlo. È a causa del caldo, ha detto il giornalista. Perché anche il tg2 si preoccupa del riscaldamento globale.
Ma voi avete idea di che fonte di notizie sia un orsetto bianco? Pensate alla questione etica: è giusto salvare un orsetto che non si potrà re-inserire nella natura? Sì, no, mah. Minacce di morte a Knut dice il Bild: i soliti ecoterroristi? "Knut sarà morto a mezzogiorno". Macché, Knut è vivo e ingrassa. Anzi, rischia la bulimia. E così via, all’infinito.

Non saprei dire quand’è iniziata esattamente la conversione animalista del Tg2 delle Tredici. A un certo punto ricordo che Costume e Società si stava allargando ben oltre il primo stacco pubblicitario. Poi, lentalmente, gradualmente, gli animali si sono scavati una nicchia tra il nuovo imperdibile film della “sempre affascinante” Sharon Stone e la collezione Primavera-Estate (il grimaldello forse è stato Bruno, l’orso “naturale” che sconfinando in Germania e s’è fatto ammazzare. Non era affatto carino, lui: sgozzava il bestiame e causava incidenti stradali). Di questa svolta nessuno, che io sappia, si è lamentato: del resto non è che levando un po’ di gossip e mettendo due coccodrilli ed un ourang-outang tu ledi il servizio pubblico.

Inoltre gli animali piacciono, sono sempre piaciuti. Puoi mostrarli mentre si ammazzano, e nessuno griderà allo snuff. Puoi farli vedere mentre ci danno dentro, e nessuno griderà al porno. Non c’è nulla di più estremo di un documentario, e puoi mostrarlo anche ai bambini. Il tg2 in effetti si è specializzato negli animali pacioccosi, come i panda. Quest’anno torno presto a casa, e mentre apparecchio mi ascolto il tg2 e mi faccio una cultura sui panda. Voi avete mai pensato seriamente a cos’è un panda?
Un panda è un orsetto che si nutre esclusivamente di un tipo di germoglio di un esclusivo tipo di bacca, che naturalmente sta scomparendo. Un’altra caratteristica dei panda è che sono un po’ refrattari all’accoppiamento: non solo in cattività, dove cercano di invogliarli proiettando filmini di altri panda che si accoppiano (con risultati scarsi), ma anche au nature; perché, evidentemente, ai panda il sesso non piace.

A questo punto a me viene da fare due più due. A voi non viene? I simpatici orsetti (1) non mangiano e (2) non si riproducono. E rischiano l'estinzione? Io direi che la stanno cercando con tutte le forze; che sono disposti a qualsiasi sacrificio pur di ottenerla; e chissà, può anche darsi che abbiano ragione loro. La sopravvivenza dei panda non è un problema dei panda, ma degli uomini. Se riuscissimo a capire quello che ci dicono coi loro occhioni, probabilmente li sentiremmo grugnare: “Piantala di salvarmi: non hai letto Charles Darwin? Sono un perdente, perché non mi uccidi? Perché vuoi fare sopravvivere la mia specie in un mondo che evidentemente non m’interessa?
“Perché sei tanto, tanto cariiiiino”.
Questo è un problema tuo, non mio. Io non mi sento carino, è la selezione naturale che ha premiato quelli che avevano un manto un po’ bianco e un po’ nero, così. La stessa selezione naturale però mi sta facendo fuori, e vuoi sapere una cosa? A me sta bene. Per favore. Ci sono tante bestie importanti da salvare. I passeri. Le api. Se muoiono le api, muore tutto. Cambia il logo di quel cazzo di wwf, togli la mia faccia e metti le api”.
“Le api non sono carine. Tu sei tanto cariiiiiino! Fatti abbracciare!”
T’ammazzo. Se t’avvicini t’ammazzo. Giuro. Stupido uomo”.

Ci estingueremo anche noi, non per mancanza di risorse, ma probabilmente per un problema di priorità. Abbiamo le risorse per salvare l’orsetto dello zoo di Berlino, ma non per salvare le api e gli esseri umani. Ma se invece in qualche modo sopravvivessimo altri cento, mille anni, in che natura vivremmo?

Io la natura non so cosa sia. Quand’ero bambino un giorno sentii dire da mio padre “noi di campagna”, e rimasi interdetto. Fino a otto anni non mi ero conto di vivere in campagna. Vedevo canali dritti come fusi, e boschi di pioppi ordinati come denti di spazzola. Tutto era umanizzato, ma risaliva a un tempo in cui l’umanità era un po’ rigida, efficientista, cartesiana.

Tempi finiti. Se l’uomo sarà vivo tra mille anni, probabilmente vivrà in un mondo di animali super-pacioccosi, con occhioni graaandi e pellicce foooolte. Che c’è successo? Siccome siamo intelligenti, a modo nostro, abbiamo abolito la selezione naturale e l’abbiamo sostituita con la selezione dell’animale più pacioccoso. Il futuro è di Knut, tutto bello bianco, un amoooore. E dei panda. E dei koala. E delle lontre che si tengono per mano.

Gli ultimi uomini vivranno in accampamenti fortificati dispersi in prati verde smeraldo, con fiori sgargianti tutto l’anno che non danno mai pollini sgradevoli, e passeranno il tempo a difendersi con spade e lance aguzze dagli assalti di enormi peluche che chiedono coccole, coccole, coccole in continuazione. I figli di Knut. E voi Figli dell’uomo, attenti. Andateci piano, con l'affetto.

(i pezzi su Uccelli e api sono stati segnalati da Cragno; le lontre da Wittgenstein)

giovedì 3 maggio 2007

buh!

Roma è in preda al Terrore

Solo una brevissima per dire che anch'io, nel mio piccolo, non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby, mentre li ha concessi a Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. Anche se in effetti assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma due ladroni.

Ecco, l'ho scritto. E se questo fa di me uno stupido, pazienza, con tanta intelligenza che c'è in giro uno stupido in più non guasterà.
Se poi questo fa di me un terrorista, o beh, ci ho un po' fatto un callo. Se mi fossi fatto esplodere ogni volta che mi davano del terrorista, qui intorno sarebbe tutto buche e collinette. E' anche vero che la lingua ferisce, ma la mia in sei anni al massimo avrà spezzato un paio d'unghie. Comunque ok, sarò pure un terrorista.

BUH!
Paura, eh?
Dai Bagnasco, non sbiancare. T'han pure rafforzato la scorta, su.

Allora, questo è il tandem Ratzinger-Bagnasco. E dire che due anni fa, quando lo Spirito Santo nominò Ratzinger, io ero un po' contrariato. Temevo il passaggio da una Chiesa monolitica ma vagamente ecumenica a una Chiesa arcigna, arroccata sui suoi articoli teologici. Beh, ma son stupido davvero, mi sbagliavo.
Quella di Ratzinger-Bagnasco è una Chiesa un po' arroccata, sì, ma soprattutto capricciosa, petulante. Sa tutto lei, ti cita a memoria i discorsi di Alessio Comneno, ma al primo fischio trema tutta e chiama i carabinieri. D'altronde, come diceva un vostro rappresentante di categoria: uno il coraggio non se lo può dare.

E vabbè. Abbiamo sopravvissuto ai preti tutti d'un pezzo, sopravviveremo anche ai preti di gelatina. Del resto è da duemila anni che sopravviviamo ai preti, noi cristiani. Se non è una prova questa, che c'è Dio.

lunedì 30 aprile 2007

io-non-so-nulla

Caro amico Barbaro

Forse è l’Italia la terra dei mille piccoli pasolini. Prima si sono ammazzati l’originale, e poi: “presto, su, mangiatene tutti”. Il risultato sono trenta milioni di opinionisti da bar e qualche migliaia di commentatori sui blog, tutti con quel ritornello pronto: “Io so. Anche senza le prove, so”.
Come no. Hai sentito due chiacchiere, hai visto due foto, scorso i titoli, e sai. Sai anche la formazione della nazionale, se te la chiedono. Ma è chiaro che i pedofili di Rignano stamattina hanno un valore aggiunto.

Di quelli di Brescia invece nessuno parla più – eh, come? C’è stato un caso di pedofilia in una scuola materna a Brescia? Un prete, un bidello, sei maestre? Tutti assolti? Ne sai qualcosa? Niente. Quando l’inchiesta cominciò, quando ci furono i titoloni e i servizi in tv, tu sapevi tutto. Mi avevi anche spiegato cosa avresti fatto al bidello o alla maestra “se li avessi avuti tra le mani”. Adesso invece non sai niente. Ed è curioso, non trovi? La tua conoscenza dei fatti è inversamente proporzionale ai gradi di giudizio. Cioè: man mano che le sentenze diventano definitive, tu cominci a non saper nulla, a dimenticarti proprio. Eh? Un caso a Brescia? Dove? Come? Quando?

Io e te abbiamo una cosa in comune: non sappiamo niente. Non per maleducazione o negligenza. La nostra è un’ignoranza tecnica: le poche cose che abbiamo imparato, le sappiamo da servizi giornalistici confezionati non troppo professionalmente.
Siccome io non so niente, come te, non ho molto da dire su Rignano. Mi sembra tutto pazzesco. Ma non avendo ancora accennato all’idea di strozzare le maestrine a mani nude, probabilmente passerò come un innocentista. In realtà no: non sono innocentista: sono uno che non sa niente. Ma non ha importanza: per uno come te, che “sa”, quelli che non sanno sono ultra-garantisti, piagnoni intellettuali, checche, e non checche qualsiasi, ma checche passivamente complici di reati di pedofilia, per cui domattina dovrai cambiare bar e spiegare a qualcun altro cosa faresti “se mi avessi tra le mani”.

Se posso in qualche modo venirti incontro, credo che una certezza ci sia, ed è la peggiore: quei bambini sono stati molestati. Che sia stata una squadra di maestre con un autore televisivo e il primo benzinaio di pelle scura recuperato nei dintorni, o che sia stato un pool di psicologi, assistenti sociali e genitori un po’ allarmisti, qualcuno ha fatto grossi danni a quei bambini. Cosa preferisco pensare? Che le graduatorie degli insegnanti siano infestate da satanisti pedofili o che psicologi e genitori in Italia siano psicologicamente predisposti a una caccia alle streghe? La seconda opzione sembra meno terribile, ma è comunque terribile.

Io però non avrei voluto nemmeno parlare, di quell’orribile caso: perché non ne so niente, davvero, e le chiacchiere non rimediano l’ignoranza dei fatti. Io volevo parlare di te, perché ti conosco bene: e non mi piaci.
Finché è un bar, pazienza: ci si viene per altri motivi, e le chiacchiere sono inconcludenti per definizione. Ma quando vai su un blog (come questo o questo), tu non cerchi generi di conforto. No. Tu ci vai esattamente per scrivere i commenti che scrivi: se li avessi tra le mani li strozzerei, li impalerei, non so cosa farei (finalmente una cosa che non sai: quale costume da boia ti calzi a pennello) E la presunzione d’innocenza? Ma “ci sono tante cose che qualcosa per forza dev’esser vero”. Come no.
Tu non mi piaci perché in questa società, in questa civiltà, ci stai da ospite. Avremmo dovuto essere un po’ selettivi alle frontiere: non solo a Lampedusa, ma anche all’esame di maturità. Forse servirebbe una specie di giuramento sulla Costituzione. Non lo so. So solo che tu sei un barbaro, che approfitti di tutti i comfort di uno Stato di diritto ma pensi allo stesso tempo di poter venire in un bar o su un blog a parlare di Legge del Taglione e diritto alla Faida. Vienmi poi a parlare di Civiltà occidentale. Civiltà? E imparare un alfabeto?
Non solo sei un barbaro, ma un barbaro pre-cristiano: Teodorico l’ostrogoto ti sopravanza in civiltà di diverse spanne. Guarda che il cristianesimo lo hanno fondato anche un po’ per te, per toglierti quell’ansia primordiale di strozzare i colpevoli. Se tu fossi un buon cristiano, ti rilasseresti: Dio vede tutto e chi ha fatto male i piccoli brucerà in un fuoco eterno. Strozzarli oggi non aggiunge nulla al castigo.

Ma se uno la fede non ce l’ha, mica se la può inventare… e va bene. Per quelli come te c’è lo Stato laico. Ma ha le sue regole. La giustizia laica è tutt’un’altra cosa rispetto a quella che tu pensi. per certi versi è stata inventata proprio per difendere i colpevoli dai barbari come te… e per difendere i barbari come te da sé stessi.
E non ti voglio dire, con Beccaria, che la pena dovrebbe essere educativa: e chi ci crede più in Beccaria? Mi basterebbe che tu capissi che lo Stato non è un’istituzione preposta alle vendette corporali. Punire i colpevoli è importante, ma è molto più importante evitare che altri reati siano commessi. E a tale scopo questo tuo insanabile prurito alle mani è dannoso, te ne rendi conto? Quando esterni la tua voglia di strozzare, dai quasi l’impressione di voler occultare delle prove. Se quanto denunciato a Rignano fosse vero, i servitori dello Stato dovrebbero per prima cosa far luce su una rete di complicità ramificata e spaventosa. Altro che strozzare i colpevoli, allora: bisognerebbe farli parlare, con ogni mezzo. Magari con la tortura (il carcere duro italiano è tortura) ma persino con delle concessioni, se fosse necessario. Perché la priorità non è strozzare un colpevole: la priorità è prevenire gli abusi sui bambini.
E qui arriviamo alle accuse gravi. No, non contro i pedofili, contro di te.

Ogni volta che ti sento parlare, o che ti leggo, caro amico Barbaro, mi domando: qual è la tua priorità? Prevenire altri casi di abuso sui minori o strozzare qualcuno? Qualcuno che sicuramente, forse, chissà, è colpevole?
Questo tuo gettarti con le mani avanti, ogni volta che i giornali ti servono il mostro pronto, è molto sospetto. Non appena nasce un caso, tu vuoi strozzare i colpevoli. Il che significa che tu desideri che ci siano colpevoli. Come a dire che desideri che il caso non scoppi come una bolla di sapone. Se poi si scoprisse che i bambini non sono stati toccati, tu rischieresti persino di mostrarti deluso.
Io non so se Rignano sia una bolla di sapone, ma so che in passato ce ne sono state. Negli anni Ottanta negli Usa ci fu una vera e propria epidemia di casi di questo tipo nelle scuole dell’infanzia (via Macchia). Molti furono arrestati. Quasi tutti poi assolti.
Questo tipo di bolle nascono precisamente per colpa tua. Sono i barbari come te che comprano i mostri pronti in prima pagina. Sono quelli come te che si attaccano al tg più urlato e colpevolista che può offrirti il mercato. Questa tua ansia di strozzare qualcuno crea il mostro, lo capisci? Quattrocento anni fa era l’untore, oggi è il pedofilo, con qualche variante.

La volontà di sapere, l'ansia di strozzare. Per colpa della tua curiosità malata, e del tuo mal sublimato prurito alle mani, innocenti vanno in galera e bambini si auto-convincono di cose orribili. E tu nel frattempo te ne vai in giro per i bar o per i blog, a dire quanto ami i bambini. È possibile che tu, da piccolo, abbia effettivamente preso qualche ceffone di troppo. Ma qui da noi non è una scusa. Forse non commetti nessun reato, ma sei un ospite della civiltà, e alla lunga gli ospiti puzzano. Tornatene nella tua grotta, vuoi?

giovedì 26 aprile 2007

ogni allarme è ingiustificato

La versione di P.P.

Chi sia il furbo, chi sia il fesso, ancora oggi non lo so.

Quando ti parlavo di Effetto Serra, tu mi prendevi per matto: non c’è nessun Effetto Serra, non c’è nemmeno la prova che il pianeta si sia riscaldando, usiamo un po’ il buonsenso, perdìo.

Poi è arrivato un uragano, e tu hai detto che un uragano non fa statistica.

Allora è arrivato un altro uragano, e tu hai detto che statisticamente è già successo, nel dodicesimo secolo, che ci fossero due uragani, embè? Ma usiamo un po’ il buonsenso.

Poi c’è stato lo Tsunami, che col clima c’entra nulla, e tu mi hai detto: Visto? L’Effetto Serra non c’entra nulla. La gente ai tropici muori anche senza. Lo vedi, PP? Tutto questo allarmismo è ingiustificato.

Poi ci sono stati altri uragani, e alla fine lo hai ammesso: il pianeta è un po’ più caldo. Ma chi ha detto che sia colpa dell’uomo? Eh? Ci sono studi seri che lo provano?

Poi sono usciti gli studi seri che lo provavano. E va bene, hai detto. Sarà anche a causa dell’uomo che fa un po’ più caldo – ma chi ha detto che sia un male? Basta con il vecchio buonsenso, perdìo.
Pensiamola diversamente. Non nascondiamo la testa sotto la sabbia! Proviamo a considerare il riscaldamento globale una risorsa. Pensa a quante isole nuove, a quante mete turistiche da scoprire. Pensa al Passaggio a Nordovest, a Nordest. Pensa al turismo antartico. E tutto questo è merito dell’uomo! Non ti fa sentire quasi un Dio?

Io ci pensavo un po’ e poi dicevo: mah. Può darsi che a qualcuno il riscaldamento globale porti fortuna, ma per la maggior parte dell’umanità sarà una disgrazia. La fascia maggiormente sconvolta sarà quella subtropicale, dove abita più gente e la più povera. Se si alza il livello del mare non potranno rifugiarsi in Groenlandia. Se il suolo si desertifica, non potranno acquistare cereali dalla Russia. Insomma, Martin, il bilancio resterà in passivo. E tu: sciocchezze, PP. La verità è che tu, questa catastrofe, te la sogni di notte. È da tanto tempo che la immagini che ne hai fatto una malattia, come lo scudetto dell’Inter. Faresti carte false pur di aver ragione. È diventata una questione tra te e il mondo! Senza una carestia o un diluvio, non sei contento. Sei proprio convinto di avere a cuore l’interesse dell’umanità? Non è che ne hai abbastanza, di questa umanità, non è che preferiresti annegarla tutta e ricominciare da capo? Ma chi sei, Noè?
Io ci sono rimasto un po’ male, perché in fondo chissà, può anche darsi che tu avessi ragione. È un po’ un’ossessione, la mia. La gente di buon senso non pensa sempre alle catastrofi. Non si fascia la testa a ogni cattiva notizia. La gente di buon senso.

Poi si è seccato il Po, il comune ha iniziato a razionare l’acqua corrente, quella minerale è aumentata del 5000%, e io sarei stato curioso di sentire il tuo parere. Ma tu te n’eri già andato nella tua nuova villetta in Canada, comprata con la liquidazione del negozio di articoli da sci alpino.
Da quel che so ti sei fatto un giardino con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà, e le ragazze si fermano ai cancelli ad ammirarla.

E insomma, chi è il furbo, chi è il fesso, non lo so. La notte – quando non sono di turno alla pompa dei nuovi argini - sogno di venirti a trovare, e a incendiare la tua casetta bella. Ah, sì, lo so che laggiù hai tutto lo spazio che vuoi per costruirne un’altra. Ho sentito che ogni anno si libera dai ghiacci più terra di quella che si è impaludata in un mese qui, in valpadana.

Terra verde, terra fresca, terra vergine.
Goditela, Martin, finché puoi. Sto arrivando.
Tuo,
Pinco Panco.

(Non nascondetevi sotto la sabbia! Studiatevi le opportunità di un sano riscaldamento globale! via Wittgenstein)

martedì 24 aprile 2007

continua da sempre

Il congresso interiore

Mozione #424
Ma voi rammentate di quell’uomo barbuto che qualche anno fa, invitato a salire su un palco, stupendo sé stesso e gli altri disse: Con questi qui non vinceremo mai? E dietro di lui c’era Rutelli, c’era Fassino, D’Alema, uomini d’apparato lividi e grigi. Ma l’uomo con la barba che fine ha poi fatto? Fa il regista, no? Fa i film?
Li facesse belli, almeno. Invece l’altro ieri c’era il congresso di Rutelli, il congresso di Fassino, tutti a dire quanto siamo bravi noi dell’apparato, che adesso smontiamo l’apparato. Eh, ma infatti. Dove lo trovi un apparato che ha il coraggio di smontarsi da solo?
E insomma concludendo, compagni dopolavoristi della politica, io credo che questa tornata di congressi abbia sancito la fine dei girotondi, degli scalfarini e degli scalfarotti, e di chiunque si provi a tuffare nella politica per hobby quando ha già un altro mestiere. Non siamo mica più negli anni Settanta, che potevi lasciare il lavoro per un paio d’anni e riprenderlo con calma. Qui devi attaccarti a tutto, o perdi il pubblico, perdi il contratto, perdi la famiglia. E l’apparato vince. L’apparato si smonta, si riprogetta e si rimonta a piacimento. L’apparato si stipendia e si gratifica. L’unica cosa che l’apparato non riesce a fare è prepensionarsi, e infatti il punto è, compagni: quanto dobbiamo pagarli perché si levino dai coglioni? Ho terminato, grazie, scusate.

Mozione #425
Compagni, sono molto stupito di me stesso. E insomma io sono prodiano dentro, prodiano di ferro, prodiano nel dna, e il Partito Democratico è la summa di tutto quello in cui ho creduto sin da quando ero un bambinetto sveglio. E allo stesso tempo l’attuale Partito Democratico è il consesso di tutti i personaggi che mi sono stancato di votare. Mi guardo allo specchio e vedo mio padre quando gli toccava votare per il partito di Forlani e Andreotti. Davvero siamo arrivati a questo? Alla balena rosa?
E vota Mussi, direte voi. Ma compagni, se Mussi riuscirà a vendermi Boselli, ha sbagliato mestiere, doveva battere le province coi flaconi d’acqua miracolosa. E se invece andrà con Bertinotti, sarà l’ennesimo partito di gente di cui non mi fido. E se andasse con Diliberto. O con Pannella. E insomma, la sinistra è libera di aggregarsi e disgregarsi e riaggregarsi di nuovo, purché non tenti di piacermi. E perde anche per questo motivo! (Applausi)

Mozione #426
…Dici bene, compagno: ma poi si andrà a votare, il nemico sarà ancora Berlusconi, e tu sarai pronto a far la croce su qualsiasi stemmino, anche uncinato. Siete fatti così! voi prodiani siete fatti così. Stalinisti di ritorno, avete fatto ore di fila alle primarie del 2005 per eleggere il candidato dell’apparato. E allora di che vi lamentate? Preparatevi a eleggere il vostro amato leader. Chi è? Ve lo stanno per dire, ancora alcuni mesi e scoprirete di averlo sempre amato.

Mozione #428
Io credo che siamo tutti schizzati, qui, tutti interiormente divorziati. Un divorzio tra Io teorico e Io pratico. Cerco di spiegarmi (brontolii).
Abbiamo tutti un Io teorico, che si concede teorie sperimentali e critiche forti all’apparato. Questo Io teorico coglie la società postcapitalista in tutte le sue contraddizioni più o meno scoppiate o in via di scoppiamento. Intanto l’Io pratico va a lavorare, paga le imposte, e desidererebbe migliorare la sua vita secondo il pattern vetero-borghese: migliori servizi, anche però meno tasse, sicurezza nelle strade, no all’inquinamento ma con moderazione, ecc. ecc.
Se potessero votare in cabine separate, probabilmente l’Io teorico si disperderebbe in qualche listina di sinistra, mentre l’Io pratico aspira al grande Partito Democratico. Quindi a un certo livello si direbbe (paradossalmente) che l’Io Pratico è più intelligente: sa che l’attrito con la realtà è ruvido ma necessario.
Nel frattempo il pianeta muore di caldo, come un bambino in una macchina lasciata nel parcheggio da un Io pratico troppo pratico e troppo indaffarato, e l’Io teorico lo sapeva! Lo sapeva da vent’anni! E allora chi è il vero furbo, alla fine?
Nessuno dei due. Bisognerebbe ricomporre la schizofrenia. Farla finita con una certa falsa coscienza moderata che ci ha portati con moderazione e giudizio alla secca del Po nel mese d’aprile. Basta. Non è più tempo di pace sociale, siamo alla catastrofe ambientale e sociale! Compagni! Dobbiamo rimettere in campo il nostro Io teorico! Sperimentare teorie nuove, smontare tutto quanto! O saremo invasi dalle cavallette (lo portano via)

Mozione #429
...Allora sono andato a dare un'occhiata al mio pantheon, e ci ho trovato poco di utile, forse solo questa frasetta di Italo Calvino.
“Credo giusto avere una coscienza estremista della gravità della situazione, e che proprio questa gravità richieda spirito analitico, senso della realtà, responsabilità delle conseguenze di ogni azione parola pensiero, doti insomma non estremiste per definizione”.

È un’intervista a Nuovi Argomenti. Onestamente non so dirvi quale fosse la grave situazione del 1973, perché dal mio seggiolone tutto mi sembrava interessante piacevole e colorato. È di oggi che quelle parole mi parlano: oggi che ogni cosa è grave, io da elettore moderato reclamo il diritto ad una coscienza estremista. Forse la mia è la stessa schizofrenia di cui parlava il compagno qui sopra.
E insomma, il fatto che siamo persone di buonsenso e ragionevoli, non significa che non dobbiamo avere analisi chiare e trancianti.
Compagni non dico che non dobbiamo andare a caccia di consensi, e che questo terreno di caccia non debba essere il Centro, come sempre. Dico un’altra cosa: per quanto gentili e moderati, noi dobbiamo sapere che abbiamo ragione, e loro torto (Grida di forte disapprovazione).

Mozione #430
La conquista del Centro. Sono 15 anni che i DS guardano al Centro. Poteva avere un senso quando al centro c’erano solo schegge di democristiani e socialisti. Ma poi è nata la Margherita: che senso aveva fare la concorrenza alla Margherita? Forse che il Gruppo Fiat si fa concorrenza da solo negli stessi segmenti, l’Alfa contro la Lancia? Lo fa? Oh, beh, non vuol dire.
Ma adesso che dopo infiniti corteggiamenti se la sono mangiata, questa Margherita, lo capiranno che è ora di andare a caccia di consensi a sinistra? Che è là che c’è il vero movimento? Che è solo là che ci sono le idee?
Perché al centro non ci sono idee. C’è solo tanto, tanto buon senso. Quello che sta soffocando il mondo, come ha detto il compagno poco fa.

Mozione #431

Voi dite tanto, eppure io credo che l’intelligenza sia sopravalutata. Sì, sì, fischiate, sì. Leggevo giusto l’altro ieri un’intervista a un politologo francese. Un’analisi raffinatissima delle elezioni francesi che si concludeva con “…purtroppo vincerà Sarkozy”. E lei per chi vota, gli chiede l’intervistatore? E lui spara uno di quei candidatini d’estrema sinistra.
Per dire che se fossero tutti intelligenti e raffinati come lui, in Francia, al ballottaggio ci mandavano di nuovo Le Pen. E invece si sono fatti un po’ più stupidi: complimenti.

(Continua fino all’esaurimento della civiltà occidentale, portate un po' di pazienza)

venerdì 20 aprile 2007

limbo lower 2

Tutti fuori

Per molti secoli, il Cristianesimo ha riguardato soprattutto la Morte.
Intendo dire che era una religione che faceva il possibile per aiutare i suoi fedeli a convivere con l’idea, terribile e familiare, della morte. Questo mistero che ci portiamo con noi tutti i giorni: perché siamo al mondo se non è per sempre? Quando moriremo? Nessuno lo sa.

I cristiani arrivano dopo millenni di angoscia a proporci una serie di misure difensive. Non sono stati i primi, ma bisogna ammettere che sono stati più bravi di altri. La morte non è che l’inizio, dice il cristiano: prova a immaginartela come un cancello espugnato da Cristo, afferma più o meno San Paolo. Considera la tua povera vita come un investimento. Gesù aveva già accennato con gli apostoli a un Regno dei Cieli, a un Giudizio Universale: i buoni da una parte, i cattivi dall’altra. Se sei buono – o pensi di esserlo – di morire a questo punto ti vien quasi voglia.

E se non sei buono, puoi sempre rimediare con una nobile morte. Da qui il martirio – che esisteva già nel mondo degli eroi, ma col Cristianesimo diventa una manifestazione religiosa. Da qui, inoltre, una serie di manifestazioni esteriori un po’ luttuose (i crocifissi, i teschi, i monaci che ammoniscono: “ricordati che devi morire”) che ultimamente abbiamo un poco accantonato. Perché? Perché questa enfasi sulla morte è passata di moda. Anche tra i cristiani.

Dalla metà del Novecento, in effetti, il Cristianesimo ha iniziato a preoccuparsi soprattutto della Vita. Non di quella eterna, come ci si potrebbe aspettare: no, proprio delle nostre vite effimere ed imperfette. Verrebbe da chiedersi il perché: qualcuno si chiede il perché? Voglio dire, come si spiega che la religione dell’Estrema Unzione è diventata la religione antiabortista per eccellenza?

Qualunque sia il motivo, il Limbo è rimasto fregato nel mezzo. Nel medioevo, in piena ansia per la vita dopo la Morte, il Limbo era stato escogitato per spiegare un’apparente ingiustizia del Sommo Giudice: se solo chi ha ricevuto la Buona Novella è degno di entrare nel Regno dei Cieli, come la mettiamo con le persone oneste e pie che la Buona Novella non l’hanno ricevuta perché sono vissuti prima di Gesù, o in un’altra parte del mondo, o sono morti troppo presto? Come può essere così ingiusto Dio da dare tanta importanza al luogo e al tempo in cui abbiamo vissuto una vita che è solo una percentuale infinitesima dell’Eternità dopo la morte?
Qualche oscuro architetto dell’oltretomba suggerì che doveva esserci nell’inferno una zona dove, pur in assenza di Dio, si stava bene; qualche alto prelato ne parlò, Dante lo sistemò nel suo poema, e da allora il Limbo si è imposto nell’immaginario collettivo – ma da parte dei Pontefici, nessuna dichiarazione definitiva.

E meno male, perché il problema che angustiava Ratzinger fino ad oggi è di segno opposto: se nulla è più sacro della Vita, come si spiega che la vita degli embrioni, in sede di Giudizio Universale, sia considerata robetta da serie B? Perché i preti dovrebbero spendersi tanto per creature comunque destinate al Limbo? Insomma, questo rimasuglio della struttura medievale finiva per accreditare la sensazione (suggerita anche da un certo borghese buon senso) che un esserino concepito da pochi giorni non sia cosa da mandare né in Cielo, né all’inferno, né altrove: qualche laico prima o poi lo avrebbe interpretato in questo senso. Meglio rimuovere. Del resto si sa, le chiavi del cielo le ha lui. A chi scioglie in terra, sarà sciolto in eterno, no?

E quindi il Limbo è chiuso. Tutti fuori. Come si diceva qualche tempo fa, preparatevi a un paradiso asiatico, perché la maggior parte degli aborti clandestini si pratica in Cina e India; e presupporre che solo gli embrioni di radici cristiane vadano in cielo sarebbe vagamente nazista (e io non vorrei nemmeno scriverle nello stesso pezzo, le parole “nazista” e “Ratzinger”).

Per farla breve: la sorte toccata al Limbo è un segno di come cambia nei secoli questo Cristianesimo che crediamo monolitico: nel Medioevo lo inventano perché sono ossessionati dalla sistemazione del mondo dopo la Morte; nel Duemila lo tolgono perché sono altrettanto ossessionati dalla sistemazione della Vita. E domani? Chi lo sa. Anche il Regno dei Cieli si aggiorna: questa è comunque una buona notizia.

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