Se Bruxelles non vale una Messa
C'è un gruppo di parlamentari del PD (di area cattolica, ma non tutti i cattolici sono così) che non può, non vuole assolutamente confluire nel Partito Socialista Europeo. Neanche se il Partito Socialista Europeo cambiasse il nome apposta per loro e diventasse, che so, Partito Socialista Europeo e degli Amici della Madonna di Loreto. Loro semplicemente non possono. La loro coscienza glielo impedisce, e io li capisco.
Sì, ho detto che li capisco.
Con tutto quello che è successo negli ultimi trent'anni, uno che nasce democristiano può avere una comprensibile vergogna di morire socialista – non siamo mica tutti salmoni, con l'istinto a risalire la corrente.
Quello che non capisco, è che mandino a parlare Francesco Rutelli. L'uomo che le correnti le ha seguite, le ha risalite, a volte è riuscito a tenere una sola pinna in due correnti che andavano una di qua, l'altra di là. Uno che è nato radicale e adesso prende il tè con la Binetti, scusate, ma con che faccia può andare davanti alla telecamera e dire “Nel PSE no”? Sei stato Radicale, Antiproibizionista, Verde Arcobaleno, Sindaco Tuttocittà, Democratico, Popolare, e adesso cos'è, hai paura di una rosa?
Non c'è niente di male ad avere una coscienza, basta non metterci sopra la faccia di Rutelli. Uno che, fra l'altro, ha perso tutte le elezioni che era umanamente possibile perdere, e la cui persistenza in Parlamento ha più a che vedere coi difetti del nostro sistema elettorale che con la presenza, in Italia, anche solo di una manciata di cittadini che lo trovi ancora simpatico. Ed è un peccato che la vostra coscienza – così pronta a scattare al primo timido accenno di socialismo, non sia sensibile a questo. Cioè, un peccato, dipende. È semplicemente peggio per voi.
Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi
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domenica 7 dicembre 2008
venerdì 5 dicembre 2008
Mi è sembrato di vedere un Sepolcro
Il Ponte sul fiume IpocrisiaQuando il mese scorso scoppiò la polemica sulla proposta della Lega di istituire classi ponte (classi differenziali per stranieri analfabeti), il PD prese una posizione chiara: siamo contro. Io non ci riuscii.
Non riuscivo a capire (e faccio tuttora un po' fatica) quel che succede nella scuola dell'obbligo. Entri in una classe e ti trovi davanti dieci facce di colore diverso, e l'appello suona come la lista dei nomi dell'equipaggio di Star Trek. È bello, ma anche molto caotico. Poi entri nella classe di fianco e sono tutti bianchi. Tutti. Non c'è un giorno che io non mi stupisca di questa cosa.
E alcuni giorni mi arrabbio anche. Che senso ha tuonare contro le classi ponte, quando le si lascia esistere nella realtà? Ma proprio quando ne stavo scrivendo con più foga, mi capitò di ascoltare le parole assennate di Maria Pia Garavaglia, Ministro Ombra dell'Istruzione del PD, che mi spiegò i miei errori, con la franca chiarezza dei puri di cuore.
Se si separano i bambini di diversa estrazione rispetto ai nostri, i nostri bambini cresceranno credendo che cio' che e' diverso vada separato. Il dato pedagogico e' che non si puo' iniziare da piccoli a fare apartheid. In termini educativi, poi, i bambini imparano in fretta la lingua attraverso la mimica, attraverso le frequentazioni, e con cio' diventa subito lingua madre; se invece la apprendono in classi diverse la considerano una seconda lingua.
In quel momento vidi la luce, e capii che mi sbagliavo: separare i bambini di diversa estrazione è diseducativo. Bisogna sempre tenere unito ciò che rischia di dividersi, e poi i bambini imparano in fretta, no? Attraverso la mimica. Per dire, devi insegnar loro l'Infinito di Leopardi? Ti basta mimarlo e il gioco è fatto.
Da quel momento divenni un fan segreto di Maria Pia Garavaglia; non osavo confessarlo perché so che razza di lettori mi trovo, ma la sera nel mio lettino fantasticavo di me e di lei nottetempo intenti a bruciare le scuole che fanno concretamente apartheid, separando i bambini bianchi dai bambini scuri. Queste scuole esistono in tutte le città: si chiamano scuole cattoliche. Prendono persino soldi dallo Stato, in palese violazione della Costituzione(*), anche se con queste vacche magre Tremonti stava cominciando a riavvitare il rubinetto.
Oggi però la CEI ha fatto la voce grossa, pure il Papa ha detto qualcosa, e Tremonti si è rimangiato tutto (che è poi la cosa che meglio gli riesce). Tutto abbondantemente previsto, ma c'è un dettaglio che m'ha spezzato il cuore.
Quando ogni cosa sembrava tornata al suo posto, e le scuole cattoliche coi bambini bianchi hanno riottenuto i loro fondi grazie ai quali tutti i bambini scuri non cattolici si concentreranno nelle altre scuole-ghetto (coi fondi tagliati), finalmente Maria Pia Garavaglia ha parlato.
Ma non ha parlato di apartheid stavolta, no.
Ha chiesto ancora più soldi per la scuola dei bianchi.
(*) Art. 33: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".
mercoledì 3 dicembre 2008
Slightly Out Of Focus
Io non credo che un blog sia il luogo adatto per un dibattito sul PD. Non il mio, almeno. Il mio è più piccolo e semplice, e i dibattiti grandi e complessi non riuscirebbe a contenerli. Al limite lo posso caricare con uno slogan forte e chiaro, e lo slogan dell'autunno '08 è il seguente: piantiamola di dire che non esiste un'alternativa a Veltroni, perché è solo la classica profezia che si autoavvera. L'alternativa ci sarà quando tutti cominceremo a ritenerla inevitabile. Questo blog la ritiene inevitabile, e continuerà a trattare Veltroni come uno che se ne deve andare il prima possibile. Il mio piccolo contributo è tutto qui.Detto questo, faccio il possibile per non trasformarmi nella parodia di me stesso. Per esempio, mai due pezzi antiveltroni di fila. Certo, sarebbe più facile se Veltroni mi desse una mano, evitando di scadere lui per primo nella parodia di sé stesso.
In realtà facciamo tutti e due quel che possiamo. Un esempio è il caso Sky. Il blog antiveltroniano duro-e-puro avrebbe chiuso la questione già l'altro ieri: con tutti i problemi che abbiamo, che razza di leader è uno che s'impunta su un aumento che la stessa Sky prevede di un euro e venti centesimi a famiglia?
Non ci sono proprio altri argomenti? Altroché se ce ne sono: la cancellazione degli eco-incentivi, ad esempio, come hanno fatto presente parecchi blog (e allora alla fine vedi che a qualcosa servono). I cittadini che lo Stato aveva convinto a investire in tecnologie ecosostenibili hanno rischiato di trovarsi si troveranno migliaia di euro sul groppone. E perché invece di parlare di questo (e compattare ecologisti e semplici persone ragionevoli) il segretario del PD s'impunta su Sky?
Forse perché davvero, la questione Sky sembra perfidamente ritagliata su misura per Walter, anzi, per Wally, e per la sua idea di cittadino come spettatore. Levagli pure gli ecoincentivi, le ore di malattia, gli asili e gli aeroporti, ma non interrompergli un'emozione! Al punto che cominci a sospettare un'intelligenza là dove mai più te la saresti aspettata: in Tremonti e Berlusconi, che perfidamente, tra tutte le aliquote, scelgono proprio quella che attirerà il frescone nella trappola. Giusto per poi dire, vedete: noi distribuiamo tessere alimentari alla povera gente, e lui si lamenta perché gli tolgono il film coi sottotitoli...
Ecco, vedete? Dei pezzi così si scrivono da soli. E piacciono, si fanno leggere, si fanno lincare. E lasciano il tempo che trovano.
Anche perché, siamo onesti: fino a che punto Veltroni si è impuntato sul caso Sky? Lui ha fatto una dichiarazione, stop. Se l'andiamo a rileggere, non ci troviamo nemmeno tutta questa foga: ha fatto presente che c'è un conflitto di interessi (e il conflitto c'è) e che l'aliquota inciderà sulle famiglie (vero; meno di ordinare una pizza, ma è vero). Era un breve intervento nel mezzo di un'intervista estemporanea, dove magari aveva toccato tantissimi altri temi interessanti, chi lo sa. Fatto sta che il resto dell'intervista è caduta nel dimenticatoio, mentre le tre parole su Sky da un paio di giorni stanno rimbalzando nei media. Anche oggi Repubblica ci ha fatto la prima pagina, e dire che siamo in emergenza terrorismo. È Veltroni che ha deciso di parlare solo di Sky, o sono i media?
Per me è la seconda. Se la questione Sky ha forato il video è soprattutto grazie all'autoreferenzialità dei media, che parlano più volentieri di sé stessi che degli ecocentivi. E se uno cerca la dichiarazione di Veltroni sugli ecoincentivi, la trova: un po' in ritardo (è di oggi pomeriggio), ma ieri ce n'era una simile di un altro esponente PD. Però queste dichiarazioni non hanno forato.
Non è la prima volta che si assiste al fenomeno: anche quando ha le idee giuste nel momento giusto, Veltroni resta vittima dell'impaginazione. Le cose che più gli premono non sono necessariamente quelle che le redazioni metteranno in risalto. Senz'altro pesa il fatto che metà di queste redazioni siano controllate da Berlusconi o consociati. Ma è proprio in una situazione del genere che un leader deve dimostrare di essere Più-Che-Bravo, e Veltroni semplicemente non lo è.
Si dice: smettiamola di parlare di nomi, parliamo di idee. Ma non sono necessariamente le idee il problema. Io continuo a pensare che ci sia anche un problema di comunicazione. Nel momento in cui ogni giornalista che ti mette il microfono davanti è in grado d'importi le sue priorità, un leader dovrebbe reagire, riuscire a imporsi, e Veltroni non lo fa. Nella fattispecie, avrebbe dovuto avere la prontezza di spirito per avvertire, già lunedì, che la questione Sky era penosa ma secondaria e che quelle importanti erano altre. È quello che chiediamo a lui: parare ogni affondo insidioso, murare le schiacciate. È una missione quasi impossibile, ma noi avevamo scelto lui appunto perché credevamo che fosse il più bravo.
Rivedendolo adesso con calma, ci rendiamo conto che tanto bravo non è. Magari ci vengono in mente altri che nella stessa emergenza si sarebbero comportati meglio: benissimo, cominciamo a ragionare sulla necessità di cambiarlo. Forse non è proprio il momento più adatto per farlo, ma è senz'altro il momento migliore per cominciare a parlarne: in futuro avremo ancora più fretta e più pressione.
martedì 2 dicembre 2008
Opera di misericordia 7bis
Chiose apocrife a Matteo 25A sentire il primo evangelista, quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, pare che gli toccherà effettivamente separarci gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri: e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
A quelli che stanno alla sua destra dirà: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi".
I giusti si guarderanno l'un l'altro un po' sbigottiti e gli risponderanno: "Signore, con rispetto, ma quando mai? Quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere, forestiero e ti abbiamo ospitato, ecc. ecc.? E quando soprattutto ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?"
Il re dirà loro: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". E loro: Aaaah, ecco qual era il trucco. Beh, meno male.
Fin qui tutto liscio; poi verrà il turno di quelli alla sinistra.
A loro il re dirà: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".
Ovviamente anche loro risponderanno sbigottiti: "Signore, quando mai? Non ti abbiamo mai visto affamato, o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere, altrimenti ti avremmo allestito al più presto un sontuoso comitato di ricevimento".
Ma egli risponderà: "Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l`avete fatto a me".
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna.
A quel punto, nell'enorme pascolo del giudizio resterà giusto qualche insigne prelato, con l'aria piuttosto contrariata.
Il re dirà: "Ancora qui? Non avete capito dov'è che dovete andare?"
E loro: "Signore, perdonaci, ma qui c'è qualcosa che non ci torna. Noi siamo gente di chiesa, Matteo 25 lo sapevamo a memoria. Senz'altro non siamo stati perfetti, ma molti affamati li abbiamo saziati"
"Questo è vero", dirà il re, scarabocchiando sulla sabbia.
"Per non parlare dei forestieri che abbiamo ospitato".
"In effetti".
"E dei carcerati che abbiamo visitato".
"In Guyana però non ci sei venuto, cardinale".
"Eh?"
"E' stato qualche millennio fa, ai tuoi tempi. Un fratello più piccolo di me era recluso in Guyana a causa di un certo vizietto, e non lo sei andato a trovare".
"Signore, mica potevo essere dappertutto..."
"Certo che no. Eri troppo impegnato negli stessi giorni a rifiutare per conto del Vaticano la proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità".
"Signore, però, con tutto il rispetto..."
"Sì?"
"Potevi dircelo prima, che avevi anche dei fratelli gay".
"Mi sembrava implicito".
"No, Signore, no! Non era affatto implicito".
"Avrebbe cambiato qualcosa? Vi sareste fatti musulmani? Troppo tardi, in ogni caso", sbufferà il re: e a un suo cenno gli angeli accompagneranno gli insigni prelati all'uscita di sinistra, dove già li attendono i loro colleghi attivissimi e non passivissimi.
(Vedi, fra gli altri, Malvino)
Il Cielo del vicino è sempre più verde
Io capisco il conflitto d'interessi, che è enorme, come sempre;
ma l'Italia che la settimana scorsa aveva bisogno di 40 miliardi di euro, subito, per mettere in sicurezza le scuole... è la stessa che oggi protesta come un sol uomo perché da gennaio pagherà un euro e mezzo in più per vedere le partite?
giovedì 27 novembre 2008
Meglio tardi che ancora più tardi
Che senso ha prendersela con Veltroni26 luglio 2007
Da: Candy75
A: leonardo.blogspot.com
Ciao e complimenti per il blog! Va be', scommetto che te li fanno tutti.
È già da parecchio tempo che ti leggo, in realtà, ma non avevo mai osato scriverti. Oggi però il tuo pezzo su Veltroni mi ha fatto proprio incazzare – scusa, eh, ma si è appena candidato alle primarie e già sembra lanciata la gara a chi lo critica per primo. Una poi si chiede: dove finisce l'onestà intellettuale e dove comincia il semplice snobismo? Ecco, l'ho detto, ora mi sento più leggera.
Io non mi considero una veltroniana di ferro… anzi se vuoi saperlo il tuo pezzo mi ha fatto ridere, ci ho trovato dentro cose assolutamente vere… però mi chiedo: che senso ha prendersela con Veltroni oggi? Secondo me, con tutti i suoi difetti che hai descritto benissimo, resta il leader più carismatico che abbiamo a sinistra. E ne abbiamo davvero bisogno, dopo la depressione a cui ci ha portato Prodi. Ma se cominciamo già oggi a fargli le pulci, aiuto! Certo, l'autocritica è una buona cosa, ma se Veltroni davvero sfiderà Berlusconi avrà bisogno del sostegno di noi tutti. Compreso quello dei blog arguti e criticoni come il tuo. Spero di non averti annoiato, alla prossima.
***
16 aprile 2008
Da: Candy75
A: leonardo.blogspot.com
Ciao, non so se ti ricordi di me, sono una che ogni tanto ti scrive. Di solito quando la fai incazzare, come è successo oggi con l'ennesimo tuo pezzo anti-Veltroni – ma davvero pensi che la responsabilità della sconfitta sia tutta sua? Non è che stai semplicemente riversando tutta la tua frustrazione e la tua rabbia sul capro espiatorio più comodo in circolazione?
Io, te l'ho già scritto, non mi considero una veltroniana di ferro. Secondo me durante la campagna elettorale ha fatto molti errori… che poi tutto sommato sono quelli che hai scritto nel post. Però non riesco a capire che senso abbia prendersela con Veltroni oggi. Secondo me è controproducente. Le elezioni erano perse in partenza, ma almeno grazie a lui abbiamo avuto una speranza, e adesso abbiamo un nuovo partito tutto da inventare. Attaccare Veltroni in questo momento significa né più né meno abortire il PD. Che in fondo è proprio quello che desidererebbe Berlusconi, no? Scusa per lo sfogo, alla prossima.
***
24 ottobre 2008
Da: Candy75
A: leonardo.blogspot.com
Ciao, indovina un po'. Sono quella che ti scrive e si lamenta ogni volta che scaracchi su Veltroni – no, ogni volta no, del resto lo fai continuamente. E sei anche bravo a farlo, ribadisco. Questa è la cosa che mi fa più rabbia: tanta arguzia e tanto acume, così sprecati. Per di più, ormai tirare a Veltroni è diventato uno sport nazionale. Eppure continuo a chiedermi che senso abbia prendersela con lui, che rimane pur sempre l'unica figura di riferimento di questo povero PD. O tu vedi qualcuno all'orizzonte in grado di prendere il suo posto? Secondo me no, non li vedi neanche tu. Ma allora, ti sembrerò paranoica, ma questa tua fissazione morbosa per gli errori di W. mi sembra che faccia soltanto il gioco di Berlusconi.
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2 novembre 2009Da: Candy75
A: leonardo.blogspot.com
Ciao, è da un po' che non ti scrivo. Oggi ho letto la tua ennesima bordata contro Veltroni – insomma, basta! Sembra che ti abbia fregato la fidanzata. È vero, il suo intervento al Congresso è stato piatto e deludente – ma non più della media degli interventi, lo hai ammesso anche tu. E allora che senso ha prendersela sempre e solo contro di lui? è davvero colpa sua se in questi mesi non siamo riusciti a trovare candidati più credibili per la Segreteria? Per quanto possa averci deluso, almeno Veltroni è un leader; i suoi avversari no. Un leader oggi deve possedere un volto universalmente conosciuto, e un carisma mediatico: sono doti che non si improvvisano in pochi mesi. Io non mi considero una veltroniana di ferro, ma da qui a desiderare la sua sostituzione col primo sconosciuto di passaggio, beh…
***
2 febbraio 2012
Da: Candy75
A: leonardo.blogspot.com
Ciao, ti ricordi di me? Sono la veltroniana che se la prendeva sempre per i tuoi pezzi… sai, oggi sono ricapitato sul tuo blog e mi sono fatta una ghignata. Certo che Veltroni è stato proprio una catastrofe!
Eppure, scusami, credo che non abbia senso prendersela con lui oggi. È vero, ha sbagliato tutte le frittate che poteva sbagliare, ma appunto, ormai le frittate sono fatte. Avremmo dovuto mandarlo a casa subito, nel 2008, e poi aprire subito un dibattito serio. Invece ci siamo lasciati bloccare da uno stupido timore reverenziale, abbiamo continuato a ripeterci che non vedevamo nessun altro leader finché tutti i potenziali leader non si sono bruciati. Se avessimo avuto più coraggio quattro anni fa, forse avremmo avuto il tempo necessario per far crescere un vero leader, carismatico, competente e tutto il resto. Ma non l'abbiamo fatto. E se non l'abbiamo fatto quattro anni fa, che senso ha anche solo parlarne a tre mesi dalle elezioni? In fondo, non è ancora detta l'ultima parola: Veltroni potrebbe persino vincere. Ma solo col sostegno di tutti - compreso quello dei blog arguti e criticoni come il tuo. Alla prossima. (Continua all'infinito, come gli incubi peggiori).
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