Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi. Noi no. Donate all'UNRWA.

giovedì 30 agosto 2001

Come talor ne la stagione estiva,
se dal ciel pioggia desiata scende…


Sta per piovere, e tra poche ore comincia la festa dell’unità. Irrompe così, bruscamente, la fine dell’Estate
E io sono contento. Ancora ieri notte mi sono svegliato nel sudore, erano le quattro e non un refe di vento. Ma tra pochi minuti pioggia. Non l’ho mai desiderata tanto.

Ci sono due tipi di feste dell’unità: quelle afose e quelle fangose. Quest’anno tifo fango.
Tifo anche Berlinguer, è chiaro…

Fa’ qualcosa d’indecente
.

Si parlava qualche giorno fa della pubblicità come lapsus. Io voglio convincerti a comprare un prodotto. Per farlo sono disposto a dirti qualche menzogna. E invece succede che, nella mia foga persuasiva, ti dica qualcosa d’importante su di me. Qualcosa che non avrei voluto dirti. Qualcosa che forse non ho coraggio nemmeno di dire a me stesso.

E veniamo al cartello della Festa di Modena. Qual è il suo messaggio? Vieni alla festa dell'unità, ricco modenese. Vienci con una delle tre vetture che possiedi insieme ai tuoi famigliari, una media pro-capite superiore a quella degli States (dati del Comune). Ma sì, anche col coupé, non vergognarti. Abbiamo i parcheggi custoditi, cosa credi. Vieni, vieni, non aver paura. Non ti mangiamo. Non mangiamo neanche il tuo bambino, portalo…

No, credo che voglia dire molto meno.
Qualcosa di questo genere: Io sì che sono un bravo advertiser. E adesso gli faccio vedere io a questi comunisti come si fa una campagna. Se li scordano quei giochini di parole idioti, tipo “Comun I care”, che bisogna conoscere tre lingue e non fa ridere lo stesso… no, adesso li sistemo io… un’immagine potente, un bel macchinone, che tutti si fermano a vederlo… uno stop acceso, la gente quando vede uno stop acceso si ferma, è un riflesso condizionato… però niente rosso, il rosso spaventa, molto meglio virare tutto in azzurro… e al centro questa luce gialla incandescente, anche il semaforo vuole giallo… sìiii, ma vedrai che poi rovineranno tutto con un bandierone rosso in un angolo, ‘sti mangiabambini di m… vabbè, pazienza… e per il testo… boh, che ne so io? Bisogna dire qualcosa di sinistra, come quel regista lì, forte quello… ma che ne so poi io, potevano darmelo loro il testo… son loro i politici, no? Qualcosa di sinistra, qualcosa di sinistra… boh… Ah! Trovato! Ma come mi vengono certe cose a me? Che bravo adverstiser che sono!

Bravo è bravo, riconoscetelo. Ma se siete di sinistra (qualsiasi cosa pensiate che questo significhi) e vi sentite un po’ mortificati per il modo in cui qui si svende la vostra immagine, forse è meglio addentrarvi con me nel mondo delle interpretazioni subliminali. Chissà, forse il manifesto dice molte, molte più cose di quanto non voglia sembrare.
Ne parlavo qualche sera fa, a un’adunata di facinorosi

“Però è strana questa cosa… il semaforo è giallo… significa che ormai fare qualcosa di sinistra è vietato?”
“Forse semplicemente vuol dire che è troppo tardi!”
“E poi, non notate qualcosa di strano? Al volante sembra che non ci sia nessuno”.
“Certo! Il segretario si è dimesso”.
“Ma allora chi è che parla? Chi è che dice Fai qualcosa di sinistra?”
“Osservate meglio: dove punta il fumetto?”
“Punta al… fanale. È il fanale che parla!”
“Ma no, sciocchino. È il baule”.
“Il baule? E perché proprio il baule?”.
“Non il baule, ma qualcuno nascosto nel baule! Un infiltrato!”
“No, non un infiltrato. Un prigioniero. Un sequestrato. Un ostaggio”.
“Ceerto! Ecco perché il macchinone è azzurro! Il macchinone è l’Italia berlusconiana, e noi siamo prigionieri nel baule!”
“E imploriamo inutilmente di svoltare a sinistra…”
“Mica tanto inutilmente, se la macchina ha messo la freccia”.
“No, non capite. È molto più sottile. La macchina rappresenta i DS dalemizzati. Anzi, secondo me è proprio la macchina di D’Alema quella lì. Nel baule ci sono i militanti, che chiedono una svolta a sinistra. Anche se il semaforo è giallo, forse è troppo tardi…”
“Non so… ma avete fatto caso a una cosa? La macchina va verso il tramonto”.
“La decadenza, nubi dense all’orizzonte…”
“Ma no, vuol dire che va verso occidente, verso la Nato, l’America…”
“Però se svolta veramente a sinistra andrà a sud, verso il terzo mondo!”
“E poi dicono che un’immagine vale mille parole…”
“…qui siamo già a 1434!”
“Ma allora il palazzone a destra rappresenta il nord”.
“Lo sviluppo, il terziario avanzato, la globalizzazione… non vedi che è tutto grigio, uniforme…”
“Tutto in vetro… vien quasi voglia di sprang…”
“Zitto tu. E l’est dov’è?”
“L’est è da dove viene la macchina… Le utopie del nostro passato… dalle quali ci allontaniamo a gran velocità… meglio così”.
“Che altro c’è? La targa, per esempio, cosa dice la targa?”
“La targa è europea, già questo è un segno molto esplicito”.
“C’è scritto… vediamo… BH217DJ”
“DJ è di sicuro una strizzatina d’occhio ai ggiovani”.
“E BH è boh, l’incertezza di noi ggiovani”.
“Sì, ma 217 non vuol dire proprio niente”.
“Ma allora sei un coglione!?! 21/7 è il ventun luglio, sabato! La manifestazione pacifica di 200.000 e più persone, repressa ferocemente dalla polizia!”
“Maah, sei sicuro?”
“Mentre all’orizzonte si staglia l’antenna, il simbolo del regime berlusconiano. Ora più che mai è necessario cambiare rotta”.
“Mettere la freccia!”
““Compagni, io credo che questo sia il più grande manifesto politico mai disegnato”.
"Hai ragione! C’è in sintesi tutta la gravità del momento storico, e una proposta concreta per il futuro!”
“Però c’è una cosa che non ho capito. Non si capisce se Fai qualcosa è imperativo o indicativo”.
“Eeeh?”
“Se fosse scritto “Fa’” si capirebbe che è imperativo. Un ordine. O anche una proposta, una preghiera… ma così non si capisce. Forse è soltanto una constatazione: stai facendo qualcosa di sinistra. Che ti piaccia o no. Non è chiaro…”
“Sei tu che non sei chiaro…”
“Ma senti da che pulpito!”
“Però sto macchinone… che rappresenta la sinistra… fosse stata una renò 4, avrei anche capito…”
“Sìììì, rossa magari…”
“Io le macchine così quando le vedo mi viene una voglia di spr…”
“Zitto tu, ma chi t’ha invitato?”
“Il coupé significa che potrebbe pioverci in testa da un momento all’altro”.
"È una mercedes o una lancia? Non si capisce, hanno tolto il marchio”.
No logo!”
“Io ci avrei messo una bella Citroën d’annata, una DS!”
“Ha ha ha”.
“Hi hi hi”.
“Sul design della DS Roland Barthes ha scritto un saggio molto interessante”.
“Guarda, tu e le tue letture astruse non impressionate più nessuno”.
“Non è astruso, Miti d’oggi è un libro divertente e più attuale che mai. Semiotica quotidiana. Semiotica in trincea! L’unica che valga la pena di fare oggigiorno”.
“Ma sentilo questo qui, ma chi si crede?”
“Io quasi quasi lo spr…”
“E zitto tu".

Fuori tuona e scroscia. Hai avuto il tuo Successo, Estate, ora vattene.

cosí gridando, la cadente piova
che la destra del Ciel pietosa versa,
lieti salutan questi; a ciascun giova
la chioma averne non che il manto aspersa:
chi bee ne' vetri e chi ne gli elmi a prova,
chi tien la man ne la fresca onda immersa,
chi se ne spruzza il volto e chi le tempie,
chi scaltro a miglior uso i vasi n'empie.

martedì 28 agosto 2001

C'è vita su Leonardo?
Per prima cosa devo ringraziare Martina. "Leggendo weblog", dice lei, "scoprirete persone che vivono, non esistono soltanto".
Quindi è vita, la mia. Bisogna che me lo ripeta ogni tanto (sono giorni di bassa pressione, cattiva digestione, impropria ingestione, pessima gestione).

gnaaammmm! Slurrrp! Questa è vita, ragazzi. Altro che BolzanetoPer seconda cosa mi auguro che Simone Baldelli sia stato contattato e contrattato da coca cola e macdonald: non è possibile mettersi a fare pubblicità gratis così, per il puro gusto di farlo. Il fatto è che Baldelli ha già un'ottima professione: è il coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani (è anche consigliere regionale in Lazio). Come tale si è sentito in dovere di fondare le "tute azzurre", le tute dei giovani che "non hanno né il tempo, né la voglia, né l’abitudine di andare in giro a spaccar vetrine per far conoscere la propria idea". Invece hanno voglia di mettersi in posa per un po' di pubblicità occulta. (Occulta, insomma...)

Abbiamo voglia di far sentire le ragioni di chi crede nella spinta virtuosa che la globalizzazione può dare alla cultura, al mercato, alla solidarietà; di chi teme che troppo spesso dietro la lotta alla globalizzazione si nasconda l’antica battaglia contro quello che, negli ambienti neomarxisti, ancora oggi chiamano ‘l’imperialismo’ americano; di chi vede in un Mc Donald’s, non un logo nemico dell’umanità, ma un luogo capace di sfamare a basso costo centinaia di milioni di uomini e donne, creando posti di lavoro nei paesi dove è presente...

Nella sua autopresentazione, Baldelli si autodefinisce "appassionato collezionista di bollette e multe". Collezionare multe è un hobby molto liberal chic. Mi immagino che sacrificio sia per uno così, che tra gettoni di presenza in regione e la paga da coordinatore ha di che permettersi la frequentazione dei meglio ristoranti d'Italia, doversi invece recare in un fast food qualunque e ordinare un bigmac. Cosa non si farebbe pur di... creare nuovi posti di lavoro. Poi per ripicca magari lascia il BMW in divieto di sosta.

Per terza cosa: date un'occhiata a che razza di notizie circolano in giro: 1 e 2.
Saluti dallo spazio depresso.

lunedì 27 agosto 2001

e salutate la capolista...Finestre chiuse
Chi mi conosce pensa che odio il Manifesto, ma in fondo è vero il contrario. Quel quotidiano è la delizia dei pignoli, che non hanno di meglio da fare che dare alla caccia agli errorini, denunciarli e sentirsi superiori…

Per una volta voglio citare un articolo del M. che mi è piaciuto, senza badare ai punti e virgola: Se il pallone non infrange la finestra di Pippo Russo. Parla con cognizione di causa delle vertenze economiche e giudiziarie di Stream e Tele+, i due canali pay per view che si spartiscono le dirette televisive del campionato. Un mercato dalle enormi potenzialità, – sono anni ormai che ce lo sentiamo dire – ma che non decolla mai. Perché? Non si sa il perché. E perché non è decollata la web tv, il wap, il minidisc? (E l’umts, decollerà? Non si sa). La stessa internet, non doveva essere una miniera di soldi? E invece no.

Di chi è la colpa? Forse di questa generazione di manager, che vede affari dove non ce ne sono? Possibile? No, dev’essere colpa nostra. Noi, nati e cresciuti all’apice della società del consumo: è normale immaginarci pronti a sbavare davanti a qualsiasi novità colorata e luccicante ci venga proposta in vetrina o in tv. E invece no. Perché? Cos’è che non funziona? Perché non ci divertiamo? Perché invece di ammirare le vetrine ci mettiamo a spaccarle?

Lo sappiamo o no che il futuro dell’economia (del mondo, cioè) dipende da noi? Dai nostri consumi voluttuari? No. Non lo abbiamo ancora capito. Bush sì, e infatti sta mandando in casa a ogni consumatore americano un assegno da 300-600 $. Nella speranza che lo consumi in qualche cosa. Purtroppo i consumatori medi americani hanno altri problemi: agli abitanti rurali, ad esempio, nessuno vuole più pagare l’assicurazione sanitaria.

Ma torniamo al pay per view. Doveva portare il campionato nel salotto degli italiani. Per ora si è limitato ad arrivare ai bar. Nessuno sa bene il perché quello che doveva essere il serbatoio delle spese pazze dei grandi club di serie A sia ancora più o meno vuoto. Neanche Russo lo sa, ma il suo articolo brilla per un’intuizione. Russo ha notato una singolare coincidenza nei due spot di Stream e Tele+; entrambi puntano su un luogo comune all’infanzia di tutti noi: il pallone che infrange il vetro di una casa.

La finestra infranta, con l'irruzione violenta del pallone in casa, dice probabilmente molto più di quanto fosse nelle intenzioni degli advertiser e degli stessi committenti. Comunicando l'idea che il pallone possa entrare anche nelle case più ostili, vincendo ogni possibile resistenza, gli spot hanno finito col veicolare un messaggio collaterale involontario, che contiene il nucleo stesso delle paure che attanagliano proprietà e management della pay-tv italiana. L'elemento della finestra infranta trasmette infatti l'idea di un panorama composto da finestre chiuse, sostanzialmente indifferenti al calcio televisivo come bene di mercato.

Io vado pazzo per questo tipo di cose: quando la réclame, ingannatrice per definizione, contiene un elemento di verità sfuggito agli stessi pubblicitari. La pubblicità come lapsus.

La pubblicità come lapsus. C’è più di un esempio che mi viene in mente. Per esempio… beh, nei prossimi giorni dovrò lavorarci su, ma…



Ci siamo capiti.

venerdì 24 agosto 2001

Io non c'entro niente! E' stato Ric.
(Coool, però, con Frosinone non c'è proprio lotta).


Milingo 2.0
C'è un lodevole articolo di approfondimento sul caso Milingo nel Manifesto di oggi. Con un'imprecisione:

Il vescovo cattolico originario dello Zambia, dopo un periodo di rapporti difficili con il Vaticano e i vescovi italiani, nel maggio scorso si era allontanato dalla Chiesa cattolica per aderire proprio alla chiesa fondata da Moon, partecipando a uno dei suoi matrimoni di massa..

Milingo non ha mai aderito alla "chiesa fondata da Moon". Siffatta Chiesa - visto che dobbiamo sempre citare Introvigne, almeno citiamolo bene - è stata sciolta nel 1994. Al suo posto è nata la Family Federation for World Peace and Unification , un'associazione dèdita ai matrimoni di massa. Ma per sposarsi con la Family federation non è necessario abiurare nessuna religione: Milingo lo sapeva (sapeva anche che il suo matrimonio non sarebbe stato legale né riconoscibile dalla Santa Romana Chiesa, e che quindi non ci sarebbe stato bisogno di scomodare sacra rota o altri tribunali terreni in caso di ripudio), Moon lo sapeva, Giovanni Paolo II non c'è cosa che non sappia.

Infine la mia fonte al vaticano mi ricorda che, dopotutto, qui si tratta di soldi. Di bei soldi. Milingo è un fenomeno difficile da capire per noi laici, già pronti a fare ironia sugli sceneggiati di Padre Pio prossimi venturi (La 7 ne ha un altro in cantiere, pare). Ma Milingo è un guaritore. Guarisce gratis, s'intende, ma poi la gente dona. La gente è generosa. I soldi sono impiegati in iniziative caritatevoli in terra d'Africa. Ma ecco che arriva Moon, personaggio dall'avidità e dall'opportunismo leggendari. Offre a Milingo la possibilità di una famiglia e di un figlio. In cambio di cosa? Di niente, si capisce. Però da oggi in poi la Family Federation può aprire sottoscrizioni a nome Milingo. Tutto qui. La gente dona. La gente è generosa. Ed è anche ingenua. più è ingenua, più è generosa. Ecc..

martedì 21 agosto 2001

Moonlight Shadow

Non è che in agosto non succeda nulla, anzi. Certi fatti diversi danno l’impressione di verificarsi soprattutto in estate, quando l’irrazionale ha più gioco: delitti e tradimenti (sesso e violenza).
Succedono molte cose in estate, ma la maggior parte dei giornalisti è in ferie. La miglior parte. Restano in pianta stabile solo gli addetti al gossip: col risultato che, qualsiasi cosa accada, te la raccontano con un vago retrogusto di telenovela.

Compreso (e poteva essere altrimenti?) il matrimonio di Milingo. E il relativo ripudio. Hanno rubato tutta la scena al dramma Briatore-Campbell. Senz’altro è consolante scoprire che c’interessa più la sorte di una tracagnotta coreana di mezza età che quella di una modella strapagata. Ma insomma, qui c’è il materiale per qualcosa di ben più serio di un tormentone estivo.

Almeno un piccolo dossier sul reverendo Moon e i suoi seguaci! In Italia se ne parla sempre poco, e con toni da agenzia matrimoniale internazionale. E invece varrebbe la pena di saperne un po’ di più, su questa setta che non è più una setta (ufficialmente si è sciolta qualche anno fa), che era un impero finanziario e ora forse è in bancarotta, che era anticomunista e ora forse fa affari con la Corea del Nord. A proposito, l’anno scorso era in trattativa anche con Agnelli: l’ha poi concluso, l’affare? Non se ne sa niente.

L’unico tentativo di analisi seria che ho trovato è firmata Marco D’Eramo (no surprise): secondo lui la remissività dimostrata in questo caso dalla Chiesa romana è un segno di debolezza.

La clemenza, la mite remissività con cui il Vaticano tratta le uscite di Milingo fa ancor più riflettere se la si paragona con la ferrea rigidità esercitata 13 estati fa su monsignor Marcel Lefebvre. Nei confronti di quei quattro gatti di tradizionalisti, la severità fu draconiana: il 13 luglio 1988, Lefebvre fu scomunicato e dichiarato scismatico. […] L'ex arcivescovo di Dakar voleva continuare a recitare la messa in latino invece che nelle varie lingue nazionali, come deciso dal Concilio vaticano II. Una quisquilia di fronte al pubblico concubinaggio e all'apostasia di un pastore di anime: eppure si è passati dall'anatema alla pacca sulle spalle.

Io -– per quel che valgo -– non sono del tutto d’accordo. La clemenza è la virtù dei forti. Mettere in discussione le direttive conciliari non è esattamente una quisiquilia, e poi Lefebvre non si è mai pentito in vita sua. Milingo invece ha giocato alla perfezione la parte della pecorella smarrita.

A D’Eramo interessa soprattutto la Chiesa cattolica. Ma Moon? In mancanza di altro non resta che segnalare l’ultimo articolo interessante che mi è capitato di leggere sul moonismo in Italia – un anno e mezzo fa! Come molte articoli interessanti, l’avevo trovato su Diario. Come molte cose ben scritte sul web, era di Gabriele Romagnoli.

(Però Romagnoli si fa prendere la mano, quando annuncia: “via alle trattative col rosso Kim Il Sung”… Con buona pace dei nordcoreani, che a quanto pare l’hanno dichiarato presidente per l’eternità, Kim Il Sung è morto nel ’94! Certo, Moon ultimamente era in trattative anche coi defunti Stalin e Hitler: ma si trattava di benedire le loro anime, non di fare affari. Di quelli probabilmente si occupa il successore di Sung: suo figlio, Kim Jong Il.

Sì, lo so, sono un pedante: ma se un giornalista coreano confondesse Berlusconi con Bertinotti, o un Berlinguer con l’altro, come reagireste?)

Romagnoli cita Introvigne, “massimo esperto mondiale di sette e culti”. E io vi linco al Cesnur, il Centro Studi da lui diretto; alla sezione dedicata a Moon e allo Speciale Milingo. Che per ora è poco più di una rassegna stampa (forse anche Introvigne è in ferie).
Però a Introvigne l’espressione “sette” non piace. Lui preferisce parlare di “Nuove religioni”, ed è scettico sulle tante voci di lavaggio del cervello.
Molto più critico nei confronti di Moon e seguaci è Steve Hassan, americano di origine ebraica, già moonista in gioventù, che oggi si dichiara (anche lui) massimo esperto mondiale, ma in “destructive cults”.
La sua vita sembra quella di San Paolo riavvolta al contrario: prima zelante animatore dei giovani moonisti, disposto a seguire ciecamente il reverendo, a vivere di stenti, a versare il conto corrente, a sedurre e a mentire per lui. Poi la caduta sulla via di Damasco – un incidente in macchina. Oggi si professa il più acerrimo nemico di Moon e delle sue tecniche di brainwashing. Il suo dossier sulla "Moon Organization" è impressionante. Si parla anche dei legami con Bush (Bush sr è un simpatizzante). Ma di Milingo niente. Tutti questi massimi esperti mondiali in ferie.

In ferie dovrebbe andarci anche Busi. Fatica a farsi capire. Zucconi c’è andato e si sente.

Per finire: voi cosa fareste se il vostro sito ufficiale si rivoltasse contro di voi? Il sito italiano di Milingo si è dissociato da Milingo in occasione del matrimonio. Il sito inglese invece è caduto in mano ai moonisti: pubblica i comunicati di “Mrs. Milingo” e una ricco repertorio fotografico sul matrimonio. Il bello è che i due siti sono lincati! E i webmaster del Vaticano cosa aspettano? La stagione delle piogge?

giovedì 16 agosto 2001

Cosa ci fate qui a Ferragosto, vecchi porci?

Un giochino per l'estate.
Andate su Google, il meglio motore di ricerca. Ma sì, l'avete usato un sacco di volte. È lo stesso motore di yahoo. Chissà quante strane richieste gli avrete fatto, sporcaccioni. Fategliene una in più (magari chiudete la porta se c'è la mamma in casa).
Chiedete… qualcosa d'insolito… ecco:
"video porno con Letizia Casta e Luciano Pavarotti".
Letteralmente. Chiedete, chiedete senza vergogna.
Avete chiesto?
E adesso fatemi i complimenti.

Il mio sito in agosto è come il resto di Modena, non c'è nessuno. Le poche facce che incontri sono ghigni assatanati. È l'afa che ci lascia soli con le nostre pulsioni primarie. Sesso e violenza. Come la signora del pianoterra, che ogni agosto s'inventa storie truculente sugli inquilini del quarto piano: cocaina, prostitute, galeotti, perquisizioni nel cuore della notte. Il bello è che ci casco sempre.

"Ma non li ha sentiti questa notte? È venuta la polizia e non volevano aprire. Ma lo sa che sono al confino, quelli lì?"
"Al confino?"

A riprova che bisogna aver fatto qualcosa di male per trovarsi qui in agosto.
L'anno scorso al loro posto c'era un sardo che aveva anche ucciso qualcuno, secondo lei. È vero che era un tipetto irruento. È vero che la sua ragazza tornava alle tre quasi tutte le mattine. Come me, del resto.

("Ciao", mi diceva, "sei stato in discoteca?"
Io però a lei non chiedevo niente).

Mi capitava di raccogliere i pochi amici condannati all'agosto in città per una cena, con le finestre del soggiorno spalancate nel pozzo interno, una spaventosa cassa di risonanza. Verso l'una lui smadonnava: era ora di finire i conversari. Il giorno dopo magari mi avrebbe minacciato di uccidermi e gettarmi in una colata di cemento. Bella forza: faceva il manovale…

Sesso e violenza. On line è la stessa cosa. Ai bei tempi c'era un sacco di gente nel mio sito. Lasciavano commenti e complimenti, mi tenevano compagnia, ero felice.
Ora è il vuoto quasi totale. Ogni tanto qualcuno passa, è vero, ma ha tutta l'aria di essere arrivato qui per caso, mentre cercava tutt'altro. Sesso e violenza, naturalmente.

Violenza: tutti cercano il sito del black bloc. Io non so se esista qualcosa del genere. Di sicuro non può esserci un sito ufficiale. Ma perché dovete finire tutti da me? Io sono un piccolo sito artigianale e inoffensivo, non si vede? Parlo dei fatti miei, dei grandi successi dell'estate, di quanto fa caldo in città, e dei black ne so più o meno quanto Scajola. Oddio, beh, è vero che è impossibile saperne così poco … tutto quello che posso fare è linkarvi ancora una volta a indymedia. Che non è un network criminale, s'intende. È solo un network libero. Ecco qui: the big true story of the "black block", parte prima e seconda.
Sperando di accontentarvi una buona volta, aspiranti guerriglieri, vandali, agenti digos, chiunque voi siate.
Un'altra fonte veramente vicina ai fatti ci sarebbe… ma più di tanto non si sbottona…

Sesso: Un giorno ebbi la sconsiderata idea di scrivere la parola "porno" (Acc! L'ho fatto di nuovo). Da allora Google e compagnia insistono nel proporre il mio sito a tutti gli infoiati di passaggio.
Guardate che sono un uomo anch'io e certe esigenze le capisco. D'estate specialmente. Però, signori, questa mania delle celebrità nude è veramente ridicola. Come si fa a chiedere a un motore di ricerca cose tipo: foto porno di letizia castà? Scritto così, come si pronuncia? E google ti trova 14 siti, compreso il mio. Il tale, magari un po' analfabeta, ma testardo, se li deve essere aperti tutti: io sto al nono posto… e magari si è persino sciroppato la digressione sulle pubblicità razziste di articoli sportivi… povero figliolo, se non ti ammoscio io, chi può farlo?

(Ma le hai poi trovate le foto por… ahem… della nota modella?
Ti va di fare cambio?)

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