martedì 22 giugno 2010

Il Centro di Modena ha un problema

Portici affumicati e strade strette
storte, piene di buche e di letame,
un'aria sempre torbida ed infame,
un continuo votar di canalette...

(Anonimo ex modenese)

Cari commercianti del Centro di Modena,
vi scrive un ex modenese, un po' preoccupato. Da quel che si leggeva in questi giorni sui vostri giornali, sembra che in città ci sia stato un vero e proprio assedio. Sei ore di combattimenti, anarchici dappertutto, cioè insomma, dappertutto, diciamo in via Emilia. Hanno rotto una videocamera a circuito chiuso. Hanno “preso di mira” le vetrine (scrivono tutti così: preso di mira. Neanche fosse un bersaglio mobile, una vetrina). Hanno lordato i muri con le bombolette spray. Hanno trasformato la città “in un teatro da guerriglia urbana”, ha detto l'onorevole Bertolini, che colgo l'occasione di salutare: buongiorno onorevole Bertolini, è da tanto che non sentivo più parlare di lei, cominciavo a preoccuparmi. Ma soprattutto, cari commercianti, tutti quegli anarchici vi hanno rovinato il sabato pomeriggio: quella mezza giornata che “le famiglie tradizionalmente dedicano allo shopping”. Un bel guaio, in tempo di crisi.

Cari commercianti, miei ex concittadini: credetemi se vi dico che mentre leggevo trepidante le testimonianze della battaglia, il mio cuore è tornato a dieci anni fa, quando anch'io passavo a Modena i miei sabati pomeriggio. Insomma la nostalgia si è impadronita di me, e ho ripensato ai miei sabati in via Emilia. Quanti ricordi, che folle, che calche... no, aspetta. Di solito nel ricordo tutto s'ingrandisce un po'. Nel mio caso questo non succede. Ovvero, io tutta questa gente al sabato pomeriggio non riesco a ricordarmela. Qualche crocchio sì, ma nulla di paragonabile a... a... qualsiasi altra città in cui io abbia passato un sabato pomeriggio. In Italia, in Europa, ovunque, ormai sono uno che ha viaggiato. Vivo da qualche anno in una città più piccola, non vi dirò quale perché non mi prendereste più sul serio, e rammento che i primi sabati che mi capitava di mettere il naso fuori mi chiedevo sempre cosa stesse succedendo: concerti gratis? Bancomat impazziti erogavano banconote? Orge in piazza? No, niente, era solo la normale folla del sabato pomeriggio. Normale? Non c'ero abituato. Eppure venivo da una città più grande, da Modena. Cari commercianti, da uomo che un po' ha viaggiato io prima o poi vorrei dirvelo: Modena ha un problema. Il centro di Modena ha un grosso problema. E non sono gli anarchici.

Quelli sappiamo benissimo cosa fanno: arrivano, girano tre isolati, sporcano un po', e poi levano le tende. Considerato che erano in seicento, il corteo non doveva superare i sessanta metri. Un corteo così avrebbe dovuto spaventare le famiglie? Rifletteteci bene. Una famiglia che sta prendendo il gelato al K2 non lo sente nemmeno, il corteo alla Ghirlandina. Magari s'incrociano al portico del Collegio, e se la famiglia si spaventa un po' prende per via Farini (dove ci sono comunque tanti esercizi interessanti), fine del disagio. Ma il vero problema è che la famiglia quel sabato non ci va nemmeno in centro, e perché? Coraggio, ditemelo, perché? Chi è che ha detto alla Famiglia Modenese: State lontani dal centro, arrivano migliaia di anarchici cattivissimi? Sono stati i vostri giornali. Quelli che continuano a pomparsi e pomparvi con questa storia della guerriglia urbana. Ma voi avete presente cos'è una guerriglia urbana?

Ho letto un'intervista al questore. Ha difeso la scelta di fare il corteo in Via Emilia: dice che in questo modo si sono limitati i danni. Dice che non è stata infranta una sola vetrina. Ecco perché i giornali scrivono che le vetrine sono state 'prese di mira': non possono scrivere che sono state rotte... Insomma 'sti anarchici devono avere una mira scadentissima: prendono di mira, prendono di mira, ma niente da fare. Oppure hanno capito, e non da oggi, che una vetrina rotta non serve a niente. Purtroppo continuano a usare bombolette e uova marce, ma anche qui, ha senso prendersela col Comune? Ha ripulito tutto in 24 ore, come al solito. Secondo voi avrebbero dovuto fare il corteo da un'altra parte. È il solito discorso. Perché la gente non manifesta a casa sua, magari con le tapparelle giù, e a basso volume? Ahimè no, il senso di una manifestazione è proprio l'azione di disturbo: la possibilità di fare arrivare il messaggio anche alla famosa famiglia che va a prendersi il gelato in centro. È una cosa che non si può impedire, neanche il questore ci prova. Cosa vorreste fare esattamente, transennare il centro storico? Far entrare soltanto quelli che hanno la faccia da shopping?

Ma non capite che il problema è l'opposto, e cioè che in centro a Modena non entra comunque nessuno? Praticamente nessuno. Una cittadina di cinquantamila abitanti ha dei sabati pomeriggio mediamente più interessanti dei vostri. E voi ve la prendete con gli anarchici. Dovreste festeggiarli, gli anarchici: sono gli unici che nel Centro di Modena ci credono ancora. Quando capiranno di quanto poco sia importante il Centro per gli stessi modenesi, non verranno più. Andranno a manifestare nel parcheggio del Grandemilia, o del nuovo multisala. E voi finalmente sarete liberi di esporre i vostri diamanti per i quattro turchi e i tre filippini che passano, perplessi. Il centro di Modena ha effettivamente un problema.

Può darsi che siano gli spazi. Strade troppo strette, e i portici non sono accoglienti come in altre città. Poi è vero che i centri storici sono luoghi schizofrenici. Negozi di lusso ed extracomunitari in subaffitto, non ha senso. Ma anche qui: è colpa del Comune?
Non sarà anche un po' colpa vostra? Se fosse per voi, la Pomposa sarebbe ancora la piazza dei cinesi. Invece hanno fatto aprire un po' di locali e adesso è piena di giovani. Non ce li avete mica portati voi, lì, diciamolo. Comunque adesso ci sono, e potreste profittarne per vender loro qualcosa. No, niente. È già tanto se non aderite a qualche raccolta di firme per far chiudere i locali. Sarà che ai giovani non si riesce a vender niente, hanno orari balordi, e poi non si sa cosa gli piace, sarà. Voi vorreste vendere alle famiglie. Ma le famiglie cosa dovrebbero venire a fare in centro, esattamente?

A proposito, voi dov'eravate quando hanno chiuso cinque cinema? Il Cavour. Il Metropol. Lo Splendor. L'Embassy. L'Olimpia, vabbè, diciamo che non era proprio in centro. E poi l'Arena che è diventato un porno. Tutto bene, secondo voi? D'altro canto, si sa, il cinema è un'invenzione senza futuro. Le famiglie non ci vanno più. Tranne per Avatar in 3d, eh, sì. Quante famiglie sono andate a vederlo, quest'inverno. Di sicuro non sono passate per il Centro.
A meno che non l'abbiano dato all'Astra. L'Astra resiste! È uno dei pochi motivi per cui mi capita ancora di trovarmi a Modena, di sabato, diciamo verso le diciannove. E magari mentre aspetto che cominci un film entro anche in un negozio. Ci trovo un'esercente scocciata che mi fa fretta perché non vede l'ora di chiudere. Il sabato alle diciannove. Io credo che Modena abbia un grosso problema.

Vogliamo raccontarci che siano gli anarchici? A proposito, ma con chi ce l'avevano? Con quel centro di Identificazione e di Espulsione che invece di identificare ed espellere gli immigrati li rinchiude per mesi e mesi. Quello gestito dalla Misericordia di Giovanardi, che prende soldi dallo Stato e non fa nemmeno funzionare le docce. Pensate che in un mondo appena appena un po' passabile quella gente non marcirebbe là dentro. Sarebbero in giro a darsi da fare. Qualcuno magari anche a Modena. E magari al sabato pomeriggio gli avanzerebbe un po' di tempo per farsi un gelato al K2. Ma poi lo fareste entrare nei vostri negozi?

No, eh?

Cari commercianti, io credo che il centro di Modena abbia un grossissimo problema.
Guardate, ve lo dico senza alcun pregiudizio, da vecchio appassionato di Centri storici. Anche adesso vivo in un Centro, oddio, diciamo in un Centrino. Sapete cosa c'è di fantastico? Che posso andare a lavorare in bicicletta. E compro il pane e la verdura sotto casa. E qualsiasi cosa. In effetti, sono sempre in bicicletta. A Modena la bicicletta mi è marcita in cantina. E dire che vivevo dietro il teatro. Perché non la usavo mai?

Forse perché in tutto il centro non c'era nemmeno un supermercato decente? Neanche uno. Pelliccerie, gioiellerie, e più scarpe che stelle nel cielo. Ma per fare una semplice spesa dovevo prender la macchina e andare all'iper. Avete capito qual è il problema?

Siete voi.
Perché non mollate l'osso? Vendete tutto e via. Coi soldi ricavati comprate un lotto di terreno, sloggiate l'anarchico che ci coltivava le patate bio e ci costruite un enorme centro commerciale pressurizzato. Lo fate a forma di Centro di Modena, però con l'aria condizionata e Pavarotti in filodiffusione. E soprattutto un immenso parcheggio davanti. Non verrà più pacchiano di un qualsiasi outlet, ma del resto ci siete mai stati in un outlet? Se avete visto il Fidenza Village, o Mantova Sud, dovete ammetterlo: quelli sì che sono centri storici come dio comanda. Si potrebbe fare anche un'autopista tutt'intorno, chiedete in giro, c'è richiesta per questo tipo di cose.

E il centro vero lasciatelo a chi lo abita. Ai giovinastri, agli extra, ai vecchietti, ai bambini, agli anarchici, a tutta questa gente inadeguata alle vostre vetrine. Vediamo come se lo gestiscono. Mal che vada diventerà un ghetto putrescente – quel che è stato per centinaia d'anni. Sopravvivrà.

19 commenti:

  1. Sì, sì, sì.
    C'è questa idea dei centri storici come un resort di lusso... non attecchisce dappertutto, però dove diventa evidente è indice di una certa mentalità.
    Tanto per capirci e per capire, gli aquilani che fanno tutto 'sto casino per il loro centro storico, effettivamente, il centro, se lo vivevano: c'era di tutto, dai locali per sfattoni alle boutique, magari i vecchietti si lamentavano degli schiamazzi degli studenti a tarda notte, ma perdio se era vivo!
    Effettivamente il sospetto che vogliano trasformare il centro de L'Aquila in un mall in stile medievale un po' sto cominciando ad averlo...

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  2. questo pezzo è perfetto lo condivido dalla prima all'ultima lettera! Sabato pomeriggio in via Emilia i negozianti guardavano spaventati in attesa di un corteo che non ho visto, ne sentito,ma i negozianti ci hanno riportato notizie spaventose sulle previsioni...
    Il centro di Modena, però - sabato scorso a parte- ha qualche piccolissimo guizzo di "novità", anticonformista e di sguardo nuovo si chiamano "Oro nero" oppure "Bensone", sono giovani ma secondo me interessanti e pieni di energia. e soprattutto tentano di togliere lo sguardo all'"omologazione" il cui simbolo è "Benetton" e "Sisley".
    Questi piccoli guizzi sono ancorapiù interessanti perchè tentano di mettere in vetrina la "modena sconosciuta". Ti va di fare un giro per una modena diversa? Forse non giovanissima ma interessante? Io ti farei da guida volentieri.
    grazie per questa ironica ma impida occhiata sulla "cartolina di Modena 2000" che è triste, tristissima.
    Rita Tonelli

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  3. Che tristezza... Sono anch'io di modena, ma non ci vivo da un bel po'. Comunque tutto vero, ogni volta che ritorno me ne rendo conto. Mi dispiace soprattutto per i cinema...

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  4. Hai dimenticato di dire, però, che quando gli anarchici non sono in centro a lanciare uova sono nel centro commerciale a fare spese (comprano cose anarchicamente costose). Mentre muoiono le vecchie librerie, come quelle di una volta, vengono nelle librerie del centro commerciale, dove c'è il commesso sfigato e stanco. Sono assai maleducati, non salutano, mi trattano male a volte (sono il commesso sfigato e stanco io).

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  5. guarda, basterebbe cambiare "Modena" con "Reggio" e avrei un articolo sulla mia citta` che descrive perfettamente la situazione...

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  6. Rimane da chiarire perchè l'opinione dei commercianti abbia un qualsiasi tipo di rilievo sociale e\o politico. Qualche tempo fa avevano una voce importante anche in merito alle politiche di riduzione dell'inquinamento da polveri sottili. Temo però che dovremmo, prima o poi, mettere nero su bianco che, in un ipotetico elenco di voci da ascoltare, l'opinione degli accorati rivenditori di intimo, abbigliamento, cartoleria di lusso, gadget, gratta e vinci etc. etc. verrebbe molto dopo quella del Cardinal Sepe. Che non è proprio in vetta, diciamo.

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  7. Bello ed acuto questo post! Ma non ci avevi promesso di scrivere prima o poi un post su Bersani? O me lo sono perso? leo rotundo

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  8. Sto per trasferirmi a Modena ed ho molta paura che m'incazzerò.

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  9. Me lo aspettavo di leggere un pezzo così su questo blog, alla fine i coglioni sono i modenesi e i commercianti che si lamentano degli anarchici... Perfetto! Che poi anarchici... intanto erano in 400, alla mia festa di compleanno eravamo di più, era un party privato più che una manifestazione. Poi c'è da dire che il 90/95 percento di questi sedicenti anarchici fa quel che fa per moda, si fa crescere i dreadlock, si veste di nero perché magari l'amico di università molto figo si veste uguale, poi una volta sistemato il "look" si trova un'ideologia che si sposi bene, poi via a far casino!!! Sabato ne ho fermato uno, che dava via volantini, per chiedergli delle sue ragioni sugli argomenti per cui manifestava... NON NE SAPEVA UN CAZZO!!! Il suo pensiero era superficiale e semplice come quello di uno studente delle medie!!! Poi c'è da dire che cagate come il party di sabato fanno guadagnare alla Lega più voti di qualsiasi comizio: se c'era qualche modenese dubbioso sui CIE, ora è sicuramente a favore.

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  10. 2 anni vissuti a Modena.

    Letto il tuo post devo constatare che tre anni dopo la situazione è sempre uguale.


    Una sera passeggiando con uno dei miei fratelli acquisiti ho letto una frase in francese su un muro di fronte a un Pub, diceva:

    “Non ci sono tempi morti,

    in una città morta.”

    Allora pensai che quella definizione fosse geniale, specialmente se applicata a Parma che poco ha da offrire la sera. In seguito scoprii qualcuno che si dava da fare per non finire nel grigiore che affliggeva la città e che a quanto pare attecchiva bene sopratutto sui suoi cittadini. Poi per i motivi che voi tutti sapete sono migrato a Modena.

    Le persone che ho conosciuto in questi mesi me lo hanno detto e ridetto: “Guarda Modena è una città triste e malinconica. Non c’e’ niente da fare, sopratutto la sera.” Purtroppo mi ritrovo ad unirmi al coro. Questa città spinge inesorabilmente verso la solitudine e la tristezza, all’inizio credevo che fossi io ignorante in merito alle offerte ricreative/culturali della città. Invece sono assenti cose come Cineforum, Eventi Universitari e parauniversitari, biblioteche aperte fino a tardi… chi ha la macchina e i quattrini fugge verso Reggio o Bologna.

    Si potrebbe contestare che l’erba del vicino e’ sempre piu’ verde, ma credetemi quando vi dico che Modena ha un enorme potenziale sociale e commerciale inutilizzato. La presenza dell’ Accademia Militare e dell’ Universita’ sembrano non essere sufficienti a far fiorire un “quartiere” del divertimento. A quanto pare il monopolio è esercitato da pochi locali situati in Via Gallucci. Fin’ora ho conosciuto pochi modenesi ma anche a loro le cose paiono non star bene cosi’. Eppure niente si muove in tal senso, l’opzione oltre al cinema e al teatro sono delle grandi pinte di birra.

    Come nella maggior parte dei casi bisogna spendere per ottenere dei servizi ma questi a differenza di altre citta’ non sono concorrenziali e non garantiscono il soddisfacimento di altri interessi.

    I mezzi pubblici di sera sono scarsi, in particolare dopo le 20.

    Ora capisco perche’ questa citta’ mi sembrasse cosi’ tanto tranquilla e “a misura d’uomo” tanto da ricordarmi il mio paese….

    Perche’ e’ come il mio paese! Dalle 18:30 in strada non c’e’ piu’ nessuno!

    Andare a Bologna sarebbe un’opzione gradevole se avessi la macchina, ma bazzicare la stazione di sera/notte non e’ il massimo ed ha dei costi non indifferenti.

    Speriamo che il progetto ESN Modena prenda piede e che magari qualcuno investa nel potenziale sociale e commerciale di questa piccola città.

    Aloha.

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  11. a risarcimento dell'oscena interferenza anarchica, sabato pomeriggio in corso duomo c'era anche il corteo del matrimonio di non so che ex-meteorina di emilio fede con un calciatore di serie c-2, romanticamente avvinti sul sagrato della cattedrale sotto la pioggia.
    a ricordare a tutti che il centro è anzitutto il Nostro Salotto Buono.
    elmyr

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  12. leonardo, nulla su pomigliano?

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  13. Tu-sei-fantastico. Ora ti lancio un'idea: hai presente Tripadvisor? Bene si fa la stessa cosa con i negozi delle citta'. A New York il sito esiste e si chiama Yelp.com. Se tu sei stato trattato male o bene o vuoi consigliare un negozio o un ristorante o lo vuoi sconsigliare lo fai su Yelp.com. Immagina in Italia quanti negozi (con gente incapace di comportarsi in maniera corretta) o ristoranti chiuderebbero domani.

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  14. Salve, io sono italiano, di pelle bianca, lombardo, bello e simpatico. Ho vissuto un anno e mezzo a Modena. Lavoro con contratto a progetto sotto-pagato, affitto che pagavo in nero a dei foggiani per una casa senza l'abitabilità (scoperto dopo mentre ho richiesto per mesi di riavere la mia caparra), ho preso tre multe ai semafori "taroccati" dal flash automatico (annullate due o tre anni dopo, ma sul momento mi son costate mezzo stipendio).
    Che dire?
    Il centro è il Nulla.
    La città è morta.
    Chi ha i soldi si barrica in auto di lusso ed in posti protetti alla brasiliana, chi non li ha passa il tempo libero tra urla, droghe, alcool... Ci si droga, si va a puttane costose del sudamerica o ucraine che fanno tutto. I muratori son quasi tutti dei paesi ex-jugoslavia o romania, pagati in nero e se si rompono un braccio gli danno 500 € e chi si è visto si è visto: tornano a casa, si lavano, all'ospedale devono dichiarare di essere caduti altrimenti altri immigrati assoldati dalle imprese verranno a cercarli per menarli.
    Nelle aziende attorno alla città si costruiscono parti di missili, parti anche di mine e bombe a grappolo. Questo lo sanno in pochi, ma la fortuna attuale della città, comparto industriale, è uno strano traffico di strani pezzi meccanici per questa o quell'arma. Ovviamente gli operai non sanno dove finirà quel determinato pezzo, ma ogni tanto c'è chi ha lavorato per la componentistica militare e riconosce subito che quel che stai fabbricando, a un paio di km dalla tangenziale di Modena, non è una innocente parte metallica di chissà quale impianto ma un pezzo di una cluster bomb.

    E' stato il periodo più brutto della mia vita.
    E' una città che campa sulla morte propria ed altrui. Come troppe città italiane, forse come le città in genere?
    Boh.

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  15. (trovo proprio ora che hanno beccato una di queste ditte fabbricanti di strane cose e che hanno montagne di denaro da evasione fiscale : ...agi.it/bologna/notizie/201006241125-...-rt10098-modena_multinazionale_raggira_fisco_43_mln_non_dichiarati)

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  16. Potrebbe essere Brescia, solo che qui l'ulteriore colpo di genio è che i commercianti per aumentare l'afflusso di gente al centro chiedono di eliminare o ridurre le zone pedonali. E ci stanno riuscendo.
    Ma l'unico afflusso che è aumentato è quello dei Suv e delle polveri sottili.

    Roberta

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  17. Scusate se mi intrometto. Insieme ad alcuni amici sto facendo una ciclofficina a Carpi (lo so, è un centrino ma ...) e stiamo lavorando ad una a Modena. Conoscete qualcuno interessato (soprattutto per Carpi [il locale è già pronto])?

    Io purtroppo son di Mo e non conosco nessuno li.

    Nel caso: paolo.cremaschi@ugualmentedisabile.net o rimessainmovimento.blogspot.com (c'è anche un link di FB ma mi sa che basti e avanzi il puntocom).

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