mercoledì 29 aprile 2015

E fascista qua e fascista là

Questa cosa dei paragoni col fascismo magari ci sta un po’ sfuggendo di mano, come accade spesso verso la fine di aprile. Renzi è uno sbruffone, ma non è Mussolini. Vuole comandare per 5 anni senza darsi pena di ottenere la maggioranza dei suffragi, ma l’Italicum non è la legge Acerbo...

…E stavo quasi per buttar giù 1500 caratteri sul tema, quando ho sentito il ministro dell’istruzione definire “squadristi” gli insegnanti che, non apprezzando una riforma pasticciata che trasferisce tutti i poteri delle scuole a una specie di preside-prefetto, osavano contestare il suo comizio. La Giannini, che ha idee vaghe su chi siano questi dirigenti scolastici che tra pochi mesi dovrebbero governare la scuola, forse è parimenti inconsapevole del fatto che gli squadristi, di solito, non interrompevano i discorsi dei ministri, ma le manifestazioni dei lavoratori: e non facendo un po’ di chiasso, ma con bastoni e armi da fuoco.


Conviene rassegnarsi: dal ‘45 in poi l’accusa di fascismo è un’iperbole a cui attingiamo tutti troppo spesso, per comodità e scarsa fantasia. In fondo è meglio così che se ce lo fossimo dimenticato. Invece, a furia di lanciarcelo addosso, siamo costretti a ripassarlo. Ne possiamo ottenere addirittura parametri oggettivi: ad esempio, Mussolini pretese un premio di maggioranza al 25%, Renzi si accontenta del 40. Non solo possiamo dire che non è fascista, ma abbiamo anche una cifra precisa: non lo è per un 15%. È tanto, è poco? Io non mi accontenterei.

8 commenti:

  1. Del 40% se ci arriva al primo turno, altrimenti la percentuale richiesta può scendere, anche non di poco.

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  2. Brunetta che cita il fascismo con Renzi. Un twitter plastico.

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  3. A me diverte però che non si prenda minimamente in considerazione la possibilità che Renzi le elezioni le perda. In Italia le elezioni politiche la "sinistra" o i "progressisti" o come diavolo vi pare quando mai le hanno vinte? Vi ricordo che Prodi, che formalmente ha vinto due volte, in un caso ha goduto della mancata alleanza della Lega con la Casa delle Libertà (la cui somma dei voti era ampiamente maggiore), e nel secondo ha ottenuto poche migliaia di voti in più alla Camera, e mezzo milione scarso di voti in meno al Senato. Il tutto mettendo insieme alleanze in cui c'era dentro tutto e il contrario di tutto, compresa gente come Dini, che in un qualunque posto del mondo sarebbe nella destra conservatrice bigotta e Caruso, che negli stessi posti all'estero sarebbe probabilmente tenuto fuori dai parlamenti per decreto ministeriale.
    Anche Occhetto aveva vinto le Europee, il campo sembrava sgombro, e lui guidava la "gioiosa macchina da guerra" che venne spazzata via in poche settimane da un guitto parvenue che metteva le calze da donna sulle telecamere e lanciava messaggi politici che sembravano quasi la caricatura di un teleimbonitore che vende olio di serpente.
    Le possibilità che il PD prenda più del 40% al primo turno, salvo che il vento poderoso dell'economia soffi a poppa e i milioni di disoccupati trovino lavoro (evenienza nella quale me lo auguro perfino che Renzi vinca le elezioni), mi sembra piuttosto remota. I sondaggi attuali parlano di tantissimi astenuti, quasi tutti transfughi della destra, che non mi pare accorrano in massa a votare per Renzi.
    E se, come sembra probabile, si dovesse andare al ballottaggio, ci ritroveremmo in una normalissima condizione di elezione al doppio turno, dove in tutto il mondo gli sfidanti arrivano con anche meno del 35% e nessuno si scandalizza se poi governano.
    A mia memoria (quando ho tempo controllerò) nessun partito da solo ha preso mai il 40% alle politiche, solo coalizioni di partiti (in cui, per definizione, non c'e' un uomo solo al comando).

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    1. Si sta cosa che Renzi debba vincere per forza fa sorridere.

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    2. In effetti...

      Il problema non è che si dà per scontato che Renzi vinca. Il problema è che certe lobbies hanno assoluto bisogno che Renzi vinca. E queste lobbies controllano buona parte dei media e degli istituti demoscopici.

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    3. Già che li controllano potrebbero cercare di farli funzionare, visto che sbagliano sempre.

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    4. Ho controllato, la Democrazia Cristiana nel 1948 prese il 48% e nel 1958 prese il 42%. Quindi, al netto del risultato immediatamente postbellico che mi pare si possa definire un po' sui generis, una sola volta in 70 anni. In entrambi i casi l'affluenza fu massiccia, oltre il 90%.

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  4. Usiamo questi termini impropriamente, salvo poi non utilizzarli con chi fascista lo è (ancora) veramente e lo dimostra.

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