Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi

Il governo italiano ha sospeso gli aiuti ai palestinesi. Noi no. Donate all'UNRWA.

giovedì 9 dicembre 2004

(esempio di post-bar, #1): Ricevo (sul forum) e volentieri copio e incollo:

Ma porca miseria, Leonardo.
Una volta leggere i tuoi post era davvero un imperdibile appuntamento giornaliero.
Adesso... mamma mia, ma davvero qualcuno si legge i pipponi che scrivi fino in fondo?
Secondo me fai apposta, come Muti cha alla prima della Scala mette un'opera semisconosciuta così quelli che vanno per farsi vedere si annoiano a morte.
Però io non ci casco: ultimamente i tuoi pipponi li salto a piè pari.
Con tutta la stima, Leo: che palle.
Poi scrivi quello che vuoi, che il blog è tuo.


Non ci avevo pensato, ma in effetti è così, io propugno l'annoiamento programmatico (ed essere paragonati al Sublime Maestro è sempre una gran soddisfazione).
(Esempio di post-massa, #2):


Pensavo che sarebbe stato facile - ci sono riusciti anche sul tiggì - e invece no. Accostare una foto del volto del candidato arancione alla presidenza ucraina Yushenko prima e dopo la campagna elettorale. Se non è avvelenamento, si fa molta fatica a capire cos'è.

Qui poi ci siamo messi in due a cercare di ricordare da quand'è che in Europa occidentale non si avvelenano più i leader politici rivali, e oltre i Borgia non siamo andati. Ma sul serio, vi vengono in mente casi più recenti?

mercoledì 8 dicembre 2004

lunedì 6 dicembre 2004

…I blog-persona

(Riassunto delle noiose puntate precedenti: ci sono i blog-massa che fanno politica, ma più spesso vanno al bar; poi ci sono i blog-evidenziatori che fanno rassegna stampa, i blog-proconsoli in missione nel mondo per conto nostro, e i blog-addentro che spiano nei corridoi importanti. E tante altre categorie di blog politici che potrei inventarmi da qui a Natale, se non fate i bravi. In effetti, ci sono molte più categorie che blog).

Finalmente, dite voi, una vera Persona. Già, ma sapete benissimo che in latino "persona" è anche il mascherone che usavano gli attori nel teatro greco. La persona comica aveva la bocca piegata all'insù, quella tragica all'ingiù (ma che, vi devo spiegare 'ste cose?). Oltre a schermare il volto dell'individuo (a trasformarlo in un personaggio, appunto), la persona era fatta in modo da amplificare la sua voce. Il Blog-persona ne ha bisogno, perché è solo, in mezzo a una folla che si aspetta molto da lui. Dialoghi brillanti, suspance, monologhi intensi, ma anche duelli all'ultimo sangue, e almeno un massacro prima del sipario.

La materia non manca mai: ogni giorno evidenziatori e proconsoli raccolgono spunti da buttare sull'arena. Morti, morti ammazzati; metodi di contare i morti ammazzati; dibattiti sull'opportunità di mostrare in tv i morti ammazzati; torture, dibattiti su cosa è tortura: idranti in faccia? Mangiare hamburger? musica a massimo volume nelle orecchie? Dipenderà anche dal menù, dalla playlist. Barre di uranio, opere d'arte distrutte che poi si rivelano soltanto inutili cocci di terracotta assirobabilonese. Dossier. Dossier su chi ha scritto il dossier. Attendibilità di chi ha redatto il dossier contro il dossier. Sondaggi: punta sul nero, punta sul rosso, ho vinto io, tu hai perso. Tutto questo è informazione, senza dubbio, ed è anche politica, ma soprattutto è teatro, e il Blog-persona ne è il protagonista. Così che alla fine, anche se parliamo di Guantanamo o Abu Ghraib, di Falluja o di Madrid, di Bush o Kerry, di tortura o non tortura, in realtà stiamo parlando soprattutto di un'altra cosa: del blog-persona, di quanto sia antipatico o simpatico, attendibile o no. Di un mascherone, alla fin fine.

Se poi vogliamo parlare di Camillo (che non è il solo blog-persona, attenti), va bene, parliamone, però premetto una cosa. Trovo abbastanza significativo, e triste, che dopo le ultime notizie da Guantanamo il primo istinto di parecchi sia stato andare a sfottere Camillo. Non che Camillo si meriti gli sfottò, per tanti motivi che possiamo anche enumerare. Ma perché in gioco c'era qualcosa di molto più grave del mascherone Camillo: stiamo parlando di torture. Altre volte abbiamo parlato di morti. Non del gioco a chi ha ragione o a chi azzecca la previsione.
Anche perché alla fine il problema è sempre più vasto. Sin dalle prime polemiche su Guantanamo, mentre Amnesty gridava alla tortura, la Croce Rossa aveva assunto una posizione più sfumata. Se solo adesso la Croce Rossa decide che Guantanamo è tortura, la colpa non è di Camillo: il problema è la Croce Rossa, che per molti mesi ha permesso a mascheroni come Camillo di minimizzare Guantanamo.

Lui, in fondo, non ha fatto che il suo mestiere. Che non è più tanto quello di divulgatore, quanto di personalizzatore. Non si va da Camillo per tenersi informati, ma per saggiare la sua reazione personale, valutare le reazioni: se incassa bene, se fa il finto tonto, se reagisce scomposto, se intona un ritornello nuovo. Non smette di essere istruttivo, perché (per esempio), se per spiegare una sentenza ci mette un paragrafo, tu capisci che è in difficoltà. Se si mette a incollare frasi intere in inglese, capisci che è in grosse difficoltà. E se per una settimana o un mese si mette a spergiurare che non c'è un'emergenza del cristianesimo integralista negli USA, tu finisci per convincerti del contrario. Non è più questione di contenuti, insomma, ma di mimica.

Lo stesso autore di Camillo lo sa bene, e cerca, per quanto può, di nascondersi dietro una maschera di antipatia, saccenza e petulanza, che è assolutamente deliberata. Perché - dando per scontato che siamo tutti maggiorenni e responsabili - esiste un momento in cui ognuno di noi può decidere se passare il Rubicone, alzare il livello dello scontro, giocarsi la faccia, indossare una maschera (non solo, ma si può anche tornare indietro). Tutte le volte che è stato accusato di dire piccole e grandi bugie, Camillo ha avuto la possibilità di spiegarsi meglio, cambiare versione, magari riconoscere qualche imprudenza sua. Di solito ha preferito far baccano, intorbare le acque, insultare, chiedere i cognomi, dando per scontato di avere di fronte dei mascheroni e di essere, lui stesso, mascherone. È il ruolo che si è scelto, e forse è la cosa che gli riesce meglio, ma perché?
Perché si diventa blog-persona? E possiamo ancora parlare di politica, quando tutto viene preso in modo così 'personale'?

Io credo che sia un problema di cattivi maestri. Persone non prive di intelligenza e di mestiere che, preso atto della crisi delle ideologie, si sono offerte di sorreggere l'impianto del dibattito politico con la pura forza della propria personalità. Berlusconi è il caso più cheap, ma prendiamo ad esempio Ferrara. Qualcuno è in grado di capire a cosa crede veramente Ferrara? È una domanda così peregrina?
Di sicuro non è mai stato un berlusconiano praticante. È improbabile che ora si stia convertendo a un qualche cristianesimo a mo' di baluardo d'occidente. È anche abbastanza improbabile che una persona con una certa cultura ed esperienza possa fare affidamento a tutto il baldacchino ideologico dello scontro di civiltà. E allora in cosa crede? In sé stesso, essenzialmente. La sua ideologia coincide con la sua storia personale e con le sue simpatie e antipatie personali. Come Berlusconi, Ferrara occupa l'arena politica da 'persona'. Come Berlusconi, Ferrara gioca molto sulla sua fisicità: Berlusconi ride a 48 denti, Ferrara gigioneggia proponendosi come il grande Zio a una generazione di intellettuali di centro-destra cui è mancato un vero papà. In un periodo in cui è tanto difficile capire cosa è "sinistra" e così "destra", ecco che lui ci propone una soluzione economica: essere pro o contro Giuliano Ferrara. Il suo organo di stampa è la verbalizzazione delle sue antipatie e simpatie personali, perduranti o momentanee. Come diceva una volta Pfaall, mi pare, il Foglio è una specie grande blog cartaceo. Un blog politico. Ma soprattutto, un blog personale.

Inutile poi biasimare chi finisce per ricostruire, all'ombra del Grande Zio, le stesse dinamiche, con qualche sfumatura puerile in più (se accetti di avere il Grande Zio, accetti anche di restare un grande nipotino). Il problema starebbe a monte, nella personalizzazione della politica.
Poi ti viene in mente: in fondo i blog non sono proprio questo, la micro-personalizzazione della politica? E ti viene il dubbio se ti va veramente, di continuare a micropersonalizzare i problemi del mondo in questo modo. Un anno fa, in un post natalizio, Satana tentava i bloggatori con una domanda semplice semplice: vuoi cambiare il mondo, o vuoi solo avere ragione in una discussione? Bella domanda, andrebbe scritta a margine del pulsante "publish".

(Non ne potete più, vero?)

giovedì 2 dicembre 2004

Continua da martedì:

... un Blog-addentro.

Finora abbiamo fatto passi avanti nell’evoluzione: il blog-massa sa quel che tutti sanno; il blog-evidenziatore sa quello che tutti potrebbero sapere, se fossero in grado di guardarsi in giro; il blog-proconsole sa quel che tutti potrebbero sapere, se avessero molto tempo a disposizione per guardarsi in giro.
Il Blog-addentro è il primo passo falso. È un blog che sa cose che gli altri non potrebbero sapere, mai, neanche se avessero tempo, curiosità e denaro. Perché per sapere certe cose non basta avere tempo e cervello: occorre essere ‘addentro’. Girare nei corridoi giusti, prendere il caffè alla macchinetta degli Dei. Un privilegio che il blog-addentro sa di aver pagato in moneta sonante, tradendo gli ideali della gioventù ribelle, eccetera. In controluce c’è sempre una storia di ingenui entusiasmi traditi. Più banalmente, a un certo punto il ribelle ha venduto sua madre per un mutuo, come capita a tutti, ma pensa di essere più furbo di tutti perché di nascosto ha aperto un blog-addentro, un piccolo gabinetto privato da cui pisciare sul Sistema.

Per questi motivi il Blog-addentro non può che avere un’identità segreta. Anche gli altri blog, spesso, hanno uno pseudonimo, ma solo per darsi un certo tono, tanto, chi li conosce? Ma quello del Blog-addentro non è un semplice nick, è una seconda personalità. E il motivo per cui la porta, è lo stesso di Peter Parker o Clark Kent: perché altrimenti ti aspettano sotto casa, ti rigano la macchina e ti rapiscono la partner.

Le analogie coi supereroi in calzamaglia, purtroppo, si fermano qui. Loro vegliano sulla giustizia della città, il Blog-addentro gironzola nei corridoi alla ricerca del minimo rumour da rivendere sul blog. Il contestatore ’70 si è (d)evoluto in un pettegolo ’50: “oh, lo sapete che il giornalista P.Q. si è messo con Y.Z.?” No, maddai.

Intendiamoci, certi Blog-addentro sono davvero interessanti, e offrono ai lettori cose che difficilmente si potrebbero trovare altrove e altrimenti. Quel che rende il blog-addentro un modello un po’ superato, è un certo tipo di filosofia dell’accesso, che andava alla grande nel mondo dei media tradizionali, e su Internet non funziona più.
Questa idea che tutto succeda in poche città: Roma, Milano, New York, e il resto è provincia, massa indistinta, fuorifuoco. Ecco, questa è la concezione del mondo meno bloggistica possibile. I blog sono una grossa occasione soprattutto per la provincia... Questo non toglie che in queste città non accadano davvero cose importanti. Ma a volte il Blog-addentro prende piccole lucciole per enormi, abbaglianti lanterne. La sua Roma, la sua Milano, la sua NY, alla fine si riducono a grandi corridoi dove passa più o meno la stessa gente. Lo si vede bene quando gli capita di incontrare un’autentica celebrità. Può essere Michael Moore al cinema, o Veltroni al supermarket: il Blog-addentro va in brodo di giuggiole come la prima parrucchiera (massimo rispetto).
In fondo, il Blog-addentro è il vero provinciale. Ed è un incarnazione tipicamente italiana del blog, perché solo in Italia che le capitali superano la provincia in provincialismo.

Finora avevamo incontrato blog più o meno simpatici. Il Blog-Addentro è la prima categoria di blog antipatico, e guai se non lo fosse. Il disprezzo nei confronti dei Blog-Massa che lo leggono, lo lincano e sono pazzi di lui, è il suo unico tratto distintivo. Come farebbe a dimostrare di essere Addentro, visto che in realtà quasi mai può fare nomi? La via più semplice è fanculare il lettore, sistematicamente.

Per finire: il Blog-Addentro, in quanto passo falso, è un vicolo cieco. Una volta “addentro”, è impossibile uscire; una volta fanculato il mondo, è inutile contare sulla sua solidarietà. Il Blog-Addentro non può evolvere in qualcos’altro. Non può immaginare nemmeno un mondo dove nessun corridoio è più importante di un altro. Non può sapere che la macchinetta degli Dei fa da tempo lo stesso caffè che si bevono in magazzino. Nel suo gabinetto privato resiste attaccato a piccole certezze, come l’essere un uomo addentro, temuto e invidiato, un esempio per i giovani.
I giovani infatti lo leggono un po’ e concludono: la vita è difuori, ciao. E, scartata l’opzione addentro, molto più spesso tendono a diventare... [ah, ah, ah]

mercoledì 1 dicembre 2004

Oggi è il primo dicembre, laviamoci un po' la coscienza.

A piu' di 20 anni dall'inizio dell'epidemia di Aids, che ha ucciso 20 milioni di persone nel mondo, resta senza terapie piu' del 95% dei malati.

Meno male che adesso i Paesi poveri possono prodursi i farmaci senza brevetto, forse, anzi, forse no:

"Dal 1 gennaio 2005, anche i Paesi in via di sviluppo che dispongono di industrie farmaceutiche dovranno applicare gli accordi dell'Organizzazione mondiale del commercio in materia di brevetti farmaceutici, il che 'ridurra' considerevolmente l'accesso alle versioni generiche di qualita' ed economiche degli antiretrovirali, soprattutto per quanto riguarda le nuove molecole".

E "l'accordo siglato dai membri del Wto il 30 agosto 2003 per aggirare questo problema e' inapplicabile a causa della sua complessità". (Medici Senza Frontiere, da Vita).


Beh, comunque continuiamo ad aiutare i malati di Aids nel mondo con i nostri contributi... forse... anzi, aspetta, no.

«Nel 2004 l'Italia non sarà in grado di versare la sua quota annuale al Global Found per la lotta all'Aids». Lo ha confermato Giuseppe Deodato, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo (Ministero degli Affari Esteri). [...] L'impossibilità è data dal taglio per il 2004 che la Finanziaria ha previsto nell'ambito della cooperazione, taglio che ammonta esattamente a 100 milioni di euro sui 600 stanziati per il Ministero degli Esteri. (Corriere via Macchianera).

Che in fondo è naturale, l'importante è calarci le tasse.
Come sostenere la Lila (anche con un sms).

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