giovedì 11 dicembre 2003

Sballato col 2

Vorrei parlarvi di un mio amico, che ha un problema col numero Due.
Direte: che c’è di male? Il Due è un numero normale. Sbagliato. Il Due è un numero dannato. La vita, sapete, è come giocare a sette e mezzo, con una differenza: che a sette e mezzo per sballare tutto serve un otto, invece nella vita basta un Due. (Per cui è matematicamente dimostrato che vivere è più difficile di giocare a sette e mezzo).

Ora, il problema del mio amico è che il suo mazzo di carte sembra fatto soltanto di Zero e di Due. Faccio un esempio. Una volta si sentiva solo, e gli sarebbe piaciuto avere una ragazza. Non c’è mica niente di male, in questo, no? Lo chiedo a voi: c’è qualcosa di male? Non è così che vanno le cose? E così, e vai a una festa, e vai a una riunione, e fatti sentire, e tieniti a disposizione, e dai e dai, finalmente un giorno felice trova una ragazza che gli piace, e lui a lei. Bene.
Poi il giorno dopo ne trova un’altra. E siamo a due. E non va più bene niente.

Allora si silenzia il telefono, e ci si rende irreperibili, e si cercano le scuse, e si devono fare le scelte, ma perché? Perché dopo tanti Zeri doveva uscire proprio un Due?

Faccio un altro esempio. Una volta si sentì povero, e si mise a cercare un posto (c’è qualcosa di male in questo?) Ma poi il TAR scrisse una sentenza, e chi aveva un posto rimase senza.
Allora lui si trovò un altro lavoro, ma uno solo non gli bastava. E così si trovò due lavori. Ma due sono troppi, si sa. E allora si stacca il telefono, e si bruciano i semafori, e si raccontano frottole al capo, e si cercano le scuse, e lei ti dice sei stanco, sei strano, cos’hai? (Non è che stai pensando a quell’altra?)

Per togliersi questi problemi dal dorso, un giorno volle provare un concorso. Ma per tenersi sul sicuro, ne fece un’altra delle sue: s’iscrisse a due.
“Tanto col poco tempo che ho, nemmeno uno ne vincerò”.
E invece no. Li vinse entrambi.
Ma vincerli entrambi, uno, non può! Non si può correre in due concorsi, e stare in due posti diversi nello stesso intervallo, firmare a Bologna se si è a Maranello. E allora si seppellisce il telefono, e si parcheggia in sosta vietata, e si raccontano stronzate a due capi, e lei ti guarda storto: dove sei stato?
“A Bol… a Maran… non so”.
“Con chi ti sei visto?”
“Oh, no!”

Cosa c’è che non va nel mio amico? Lo chiedo a voi. Lui non è cattivo cristiano, ma ha solo degli Zero e dei Due in mano.
E hai voglia a dirgli “scegli”: credete davvero… che ci sia scelta, tra un Due e uno Zero?

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