martedì 25 maggio 2004

Sono schizzato (e non mi piaccio così)

Docteur Jekyll un jour a compris
Que c’était Mister Hyde que l’on amait en lui
Mr, Hyde, ce salaud…


In effetti, la pubblicità al Blogrodeo avrei dovuto farla prima, non dopo.
Qui volevo semplicemente salutare tutti quelli che non ho fatto in tempo, o non mi sono accorto che c’erano: chiedo scusa, in queste occasioni io arrivo sempre un poco imbarazzato.
E non è colpa di nessuno – o è colpa mia – ma mi sembra di non essere quello che dovrei: quando qualcuno mi chiede: “ma sei tu quello lì”, vorrei tanto rispondere: “no, mi sono lasciato a casa”, perché in effetti è così.

Io, non so se si è notato, scrivo troppo (don’t try this at home).
Col tempo tutta questa scrittura che mi esce, principalmente di notte, ha cominciato a sviluppare una personalità tutta sua, e ormai dice apertamente cose che non direi, e ragiona in modi in cui non ragiono. Dovete pensare a una specie di Mr Hyde – anzi, dovete pensare a un finale della storia dove Mr Hyde e il Dr Jekyll decidono che possono venirsi incontro e condurre una pacifica convivenza. E così Dr Jekyll sgobba tutto il santo giorno, e verso il tramonto Mr. Hyde sale in soffitta e si mette a lavorare al pezzo. Voi di solito leggete Hyde, ma alle feste vi beccate Jekyll, che secondo me non rende bene.

“Allora, mi raccomando, ricordati di salutarmi questo e quello, e non dimenticarti di quest’altro”.
“Ma se c’è qualcuno che mi odia?”
“Ma no, fidati, sono tutti carini, vedrai. Tranquillo”.
“Ma se si accorgono che io non ho letto il loro ultimissimo pezzo?”
“Ma non è grave… tu comunque ti sei un po’ preparato, no?”
“…”
“Non hai letto niente? Da quand’è che non vai su Internet?”
“…”
“Cioè, tu non leggi i blog? Ma dove vivi, scusa? mi spieghi cosa fai tutto il santo giorno?”
“Il succo d’arancia”.
“Eh?”
“Ti piace quello che ho preso?”
“Sì, non male”.
“L’ho pagato io”.
“Ah sì?”
“E ti piace la nuova sistemazione? Ti trovi bene?”
“Mah, ti dirò, un po’ sacrificata, ma pittoresca, le tegole fanno molto Arkangel (ah, mi raccomando, salutamela)”.
“La pago io, tegole e tutto”.
Tu?”
“Non c’è niente da ridere”.
“Tu ti guadagni da vivere?”
“Sì”.
“Con… con quello che fai di giorno?”
“Sì”.
“Ma scusa, come fai a lavorare di giorno se di notte io…”
“Ecco, di questo infatti dovremmo parlare”.
“Sì, sì, adesso però va, si è fatto tardi. Mi raccomando, casual ma non troppo. Non ostentare. Non strafare. Sorridi a tutti Non dirne troppe delle tue… Ma quindi, insomma, tu lavori”.
"Sì".
"Ma non lavori tanto, dai".
"Dipende dai periodi. In questo periodo sì, lavoro tanto".
“Dev’essere molto interessante… chissà quante storie che sai. Una volta bisogna che me ne racconti”.
“Signor Hyde?”
“Sì?”
“Cortesemente, fatti dare in …”.
“Ma come ti permetti! Io sono un blog stimato, sai! Sai quanto faccio di accessi!”
“A blog stimato, mi bevi un litro e mezzo di succo d’arancia a notte, ti sei mai chiesto da dove viene? E soprattutto…”
“Sì?”
“Ti sei mai chiesto dove va a finire?”
“Non capisco. Senti, adesso scusa, sto cercando l’ispirazione, è un momento molto delicato, per cui se vuoi scusarmi…”
“Sì: tu hai il momento delicato, io vado in bagno. Spero solo che non fai tardi come l’ultima volta”.
“No, vedrai, questa è un’idea semplice semplice. Tremila battute massimo”.
“Sicuro?”
“Un’oretta, non di più”.
“Le conosco, le tue orette”.
“Giuro”.
“Di cosa parli?”
“Non te lo posso dire, scusa”.

Gli venisse qualcosa, aveva un pezzo su D’Alema. Quando addenta D’Alema non lo molla, è più forte di lui. E io ci avevo la sveglia alle sei, ci avevo.

Mr Hyde, ce salaud
a fait la peau
la peau
de Docteur Jekyll

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