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martedì 25 settembre 2012

Mica è colpa di Voltaire

Ogni volta che si ripropone la farsa delle vignette maomettane va a finire che ne scrivo troppo, senza comunque riuscire a convincere nessuno, e quindi dovrei probabilmente smettere. D'altro canto qui lo spazio è illimitato, e uno sfogo in più uno in meno non cambia nulla. Qui di seguito alcuni appunti da uno psicodramma tutto occidentale. Perché alla fine io di questa cosa discuto soltanto con compagni di occidente, senza riuscire a capirli né a farmi capire.

1. *Oggi la faccia di Maometto, domani il mondo!*
Sembra che la prima reazione dell'occidentale medio, quando scopre su facebook o in tv che c'è da qualche parte un tabù (ad es., la raffigurazione di un profeta), sia calpestarlo, o inneggiare a chi lo calpesta. Perché? Perché è pericoloso. Perché una civiltà che ha un tabù è una civiltà minacciosa. Perché se rispettiamo il loro tabù, domani loro ci impediranno di guardare i film in televisione con i polpacci delle donne! Tutto questo ripetuto da centinaia di interlocutori tutti originali, tutti in buona fede convinti che coi musulmani funziona così: se li rispetti appena un poco, loro ti entrano in casa, ti bruciano i porno e instaurano la sharia su tua sorella. Non ci sono margini. Non c'è spazio. O noi calpestiamo i loro simboli, o loro calpesteranno i nostri, per cui bisogna darci dentro coi calcagni, presto! Ne va dell'occidente. Ne risulta un conflitto di due sharie speculari: loro, i cattivi con le barbe, vogliono costringerti a non vedere niente, tu invece ti costringi a vedere tutto, a ridere di tutto, anche quando tanto ridere non fa: pure di un tizio con la barba di cui mai ti è fregato nulla, finché non ti hanno spiegato che c'è una cultura in cui non sopportano che sia raffigurato. Se ti raccontassero domani che la stessa cultura ha il culto del membro virile, tu te lo strapperesti per dar loro un dispiacere.
Passi l'ignoranza coltivata di gente che confonde un miliardo di musulmani con qualche centimigliaio di talebani; ma l'idea che non si possa cedere neanche un millimetro, non si possa concedere neanche un po' di rispetto, altrimenti prima o poi quelli ci prendono tutto nasconde una fobia del nemico che a quasi dieci anni dalla guerra in Iraq regge insospettabilmente bene. Hai voglia a rammentare che gli invasori siamo noi, e che nessuno sta chiedendo la sharia sulle tv occidentali. No, ci sono manifestazioni con migliaia, pensate, migliaia di musulmani dall'altra parte del mare, e questa è evidentemente una minaccia. Non passeranno! Altre vignette sul barbuto, presto.

2. *Ma le vignette su Cristo si possono fare!*
La grande illusione della tolleranza: la reciprocità. Certo che tolleriamo i musulmani: gli facciamo costruire una moschea... appena loro fanno una chiesa. Dove si capisce che la nostra idea di Islam è un cristianesimo con un'insegna diversa appiccicata all'ultimo momento. Noi abbiamo le chiese, loro le moschee. Stessa cosa, no? Noi abbiamo Cristo, e ci facciamo le vignette, e quindi le vignette si possono fare anche su Maometto. Stop. Sembra L'Orlando Furioso, i Mori identici ai cristiani, cambiano solo i nomi e non sono nemmeno nomi moreschi. Dove la tolleranza consiste nel consentire a qualsiasi diverso di diventare uguale a noi. Noi raffiguriamo Cristo, dal medioevo: la sua raffigurazione in forma umana è alla radice del realismo occidentale. Voi no? Voi avevate una religione iconoclasta e avete sviluppato un'arte astratta e calligrafica? Sì, beh, non ce ne frega niente. Siamo noi che tolleriamo voi, nella misura in cui le vostre radici iconoclaste vanno rapidamente in discarica e voi vi mettete a ridere delle caricature del vostro profeta, anche alla svelta.

3. *Si deve mostrare tutto!*
Pur di dare addosso ai musulmani c'è gente disposta a giurare che in occidente si possa mostrare tutto, ridere di tutto. A me vengono milioni di esempi di cose che invece no, non si possono mostrare: che sono tabù riconosciuti, codificati, elevati a legge, difesi da sanzioni penali. Lasciamo stare il fatto che in Italia la blasfemia sia ancora reato (in Francia no); ma io non posso nemmeno fare una foto ai miei studenti: qualche anno fa potevo, adesso no. Non posso esporla da qualche parte. Men che meno metterla su internet. In televisione c'è un sacco di facce pixelate, ci avete fatto caso? Tutti i minorenni, e anche i maggiorenni se non acconsentono. Poi c'è un sacco di pornografia che in chiaro non è accessibile: perlomeno a me risulta, a voi no? Qualche sottospecie di snuff su youtube gira, ma appena se ne accorgono lo levano. Insomma ci sono delle censure e delle autocensure: esistono, ci viviamo dentro, molte non le riconosciamo tali perché non ci poniamo nemmeno il problema. Altre le applichiamo perché a partire da un certo momento in poi le consideriamo giuste (il divieto di fotografare minorenni a scuola). A questo elenco sterminato di cose non raffigurabili si potrebbe - per rispetto alla seconda religione in Italia, e nel mondo - aggiungere giusto la faccia barbuta di un profeta, ma questo no: è inammissibile. Sarebbe la fine dell'Occidente, e a Lepanto allora cosa abbiamo combattuto a fare? Bisogna mostrare tutto! Volti, chiappe, peli! Purché del profeta. I peli nostri in realtà non interessano a nessuno.

4. Voltaire! Gramsci! Altri nomi a caso!
Un tizio su facebook mi ha scritto che se Gramsci fosse vivo pubblicherebbe una vignetta antiislamica al giorno, perché era Gramsci, lo sanno tutti che Gramsci era così, no? Rimango sempre un po' perplesso dalla leggerezza con cui gente come Voltaire - un tizio abbastanza formale, almeno stando alle incisioni, sempre con la sua bella parrucca in ordine - viene arruolata per difendere qualsiasi disegnino o recita filodrammatica. Tutti a dare per scontato che lui, e quelli come lui, avrebbero applaudito qualsiasi scemenza, perché è satira, e la satira è giusta, non deve insegnare niente, non deve combattere nulla, la satira si fa per il gusto di farla: forse che ci si può togliere il diritto di scoreggiare su delle icone? Voltaire sarebbe morto per difendere la libera espressione del nostro meteorismo. E se non l'avesse fatto, fanculo anche Voltaire, fanculo Gramsci, ci resta il Bagaglino. Ah no cacchio l'hanno chiuso. E allora lo vedi che la nostra libertà occidentale ha i giorni contati?

60 commenti:

  1. Bah, mettiamo che io voglia fare una vignetta per sottolineare come gli attentati suicidi con gli uomini-bomba ultimamemnte siano diventati uno dei piatti forti di casa Islam.

    Giusto o sbagliato che sia - al momento del tutto sbagliato non è; ma ovviamente ciò non rileva - perchè mai dovrei andare ad erudirmi di iconoclastie ed arti calligrafiche?, non sarebbe assolutamente inutile ai fini del messaggio (peraltro verosimilmente rivolto a persone altrettanto a digiuno di iconoclastie ed arti calligrafiche) che si vorrebbe mandare?, e se sì, che senso ha chiedere a qualcuno di fare qualcosa di inutile? [e se volessi dire che la cosmogonia raccontata in Genesi è una puerile sciocchezza antropocentrica?, dovrei andare a studiarmi 2000 anni di teolobubbole?, cioè per fare il vignettista devo diventare prima un uomo-enciclopedia?, ci portiamo avanti col lavoro per quando i pompieri bruceranno i libri?]

    PS: io ricordo un paio cristi sbarbati in qualche mosaico bizantino in zona esarcato; sbaglio?

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  2. Scusa ma davvero stai paragonando il divieto di diffondere foto di persone in carne e ossa con il divieto di raffigurare Maometto?
    Il primo divieto serve a tutelare la privacy ed a volte l'integrità psico fisica di persone VERE, il secondo divieto serve....non lo so a cosa serve, ma Maometto è un personaggio storico e ne posso fare quello che mi pare.
    O forse credi davvero che non si possa ridere di Dio?
    Sturk

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    1. vabe', non piangere, te la diamo vinta. cosa proponi, visto che l'autocensura non funziona? un comitato di censura preventiva formato da filosofi, bloggers tolleranti di formazione religiosa e buone letture, e storici dell'arte calligrafica? il buon vecchio vilipendio alla religione, sovranazionale, tribunale all'aja e caschi blu? e... varrebbe anche per scientology, o per il pastafarianesimo? e per totti (la roma, se sa, è 'na fede...)?

      (se non ti spiace, sigh lo dico io...)

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    2. Ma sigh cosa, Leonardo?
      Cosa? Cosa non ti entra in testa? La nostra libertà è e deve essere totale, perché le corciate le abbiamo già avute, siamo passati dall'oscurantismo della Chiesa Cattolica della Controriforma, abbiamo avuto i roghi in piazza, gli editti di Nantes, le notti dei lunghi coltelli ecc. L'intolleranza l'abbiamo già sperimentata e sappiamo a cosa porta, quindi se per colpa di un trailer, stupido e ridicolo, (neanche di un film! un trailer) che nemmeno è la cosa più offensiva e blasfema che si possa trovare su Youtube qualche migliaio di trogloditi si scannano fra di loro, bene che facciano pure.
      Cazzi loro.
      Sturk

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    3. "La nostra libertà è e deve essere totale"

      Doppia stronzata.

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    4. Sturk, secondo me tu a Nantes eri un po' distratto eh.

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    5. Hai raghione, scusa, intendevo l'Editto di Fontainebleau.

      Tu però devi ancora spiegarmi perché dovremmo essere noi a non prendere per il culo una cosa idiota come il fondamentalismo religioso e la religione in generale, islamica o cattolica che sia, e non loro a smettere di ammazzare gente per motivi futili.

      Sturk

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  3. @atlantropa: Mettiamo che io, del tutto a digiuno di calcio e non sapendo nulla sulle tifoserie italiane, voglia andare nella curva della Roma, durante il derby, e gridare "Forza Lazio", con tutte le bandiere e i colori del caso.
    Probabilmente mi pesterebbero (non ne sono sicuro, io sono VERAMENTE a digiuno di tutto quello che è il calcio, nè mai sono stato ad uno stadio), ma sicuramente ci sono stati scontri fra tifoserie, penso per motivi altrettanto futili. Però noi non diciamo che tutti gli italiani sono delle bestie incivili, oppure che è la cultura italiana ad essere retrograda e medioevale, perchè capitano queste cose.
    Cosa fareste voi se uno vi dicesse di voler fare una cosa simile? Non gli direste forse che è una provocazione inutile, che probabilmente verrebbe pestato e che magari farebbe meglio ad evitare?
    E se uno facesse effettivamente così, provocando liti, risse e feriti, non lo giudichereste un imbecille? Per carità, in buona compagnia, insieme a tutti quelli che alla rissa hanno partecipato, ma pur sempre un idiota.

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    1. Guarda, al terzo post mi hai convinto. Bisogna fare qualcosa. Questi toni eccessivi sono assolutamente controproducenti, alla fin fine dannosi. Vado immediatamente a abbonarmi a Charlie Hebdo.

      Non so perché il blog non visualizza la finestra dei commenti e sono costretta a parassitare i "rispondi" ai commenti altrui :-/.

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    2. Beh, non mi sembra che questo benedetto film - se esiste - siano andati a proiettarlo o a girarlo in una moschea, giusto? O che lo abbiano imposto a colazione nelle scuole coraniche o a chi non avesse voglia di vederlo, no? E in ogni caso la reazione di picchiare non sarebbe giustificata in alcun modo, direi... persino i reali d'Inghilterra al giorno d'oggi non mandano più sicari ma avvocati. Capisco che per qualcuno questa eleganza di recente acquisizione sia un segno di decadenza ma si sa, il mondo degenera fino all'apocalisse. Comunque se non un film non ti piace, perché non ne realizzi uno per raccontare che so, la tua versione dei fatti e non lo piazzi su internet? A me sembra che queste proteste siano forse più strumentali del fantomatico film e che sia nel migliore dei casi un'idiozia cadere in una simile provocazione (o nel giustificazionismo di chi lo fa). Ma la fede si sa obnubila, per il pallone o crocefisso che sia e sì, vuole vedere nemici ad ogni costo.

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    3. Guarda, che quelli che hanno manifestato in maniera violenta, che hanno ucciso l'ambasciatore e le guardie in Libia, ecc... siano dei barbari e dei trogloditi non lo metto in dubbio.
      Non condivido l'estensione di tale definizione all'Islam, ai mussulmani o al mondo arabo in generale.
      Il mio punto è che episodi simili avvengono anche qua, solo che noi, avendo una scala di valori diversa, ci scandalizziamo se la gente si ammazza per certe cose e non (o meno) per altre: anche se non giustifichiamo in nessun modo tali scontri, non ci sogneremmo mai di condannare tutta la cultura occidentale per gli scontri tra le tifoserie; con la cultura islamica mi pare succeda questo, invece.

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    4. Emilio, ripeto: io, vignettista italiano e non musulmano, dunque non soggetto ad alcun divieto di rappresentare il profeta, voglio esprimere la mia idea che gli attentati suicidi con la bomba nel turbante siano una prerogativa dell'Islam; per farlo non mi viene in mente niente di meglio di mettere la bomba in un turbante sopra la faccia del profeta dell'Islam; lo so, magari non ho una grande fantasia... ma il punto è: che me frega dell'iconoclastia?, che c'entra con quello che voglio dire?, dovrei forse mettere il turbante-bomba sopra una mezzaluna?
      Spiegami questo.

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    5. Se fai una cosa del genere, a mio parere sei un irresponsabile (mi riferisco all'ipotetico vignettista). Sai perfettamente che in questo modo provocherai scontri, feriti e forse morti (parentesi cinica: probabilmente è quello che speri, fra l'altro, di modo da aumentare le vendite e da avere publicità).
      Sono in torto a protestare così violentemente? Certo.
      Puoi tu impedirgli di farlo, però? Non hai alcun controllo su di loro, però puoi evitare di pubblicare una cosa di cui puoi facilmente prevedere gli effetti.
      Non sei obbligato a farlo, per carità: non c'è nessuna legge che te lo vieta. Così come non c'è nessuna legge che vieta di essere imbecilli (entro certi limiti).
      Fra l'altro, tu scrivi "che c'entra con quello che volgio dire?". Ecco, il punto è: cosa vorresti dire? Per quale motivo pubblichi queste vignette, sapendone le conseguenza?
      Se il discorso fosse "certi passi, che pure provocheranno violente reazioni, sono necessari perchè contribuiscono a portare ad una emarginazione degli estremisti e ad un Islam più moderato" potrei capirlo; magari saremmo ancora in disaccordo sui metodi (potrei pensare che non è la strada più efficace, per esempio, oppure potrei essere d'accordo), ma ne condividerei lo scopo. Nel caso delle vignette però non vedo altro fine se non quello di dire "Maometto cacca". E questo lo giudico da imbecilli.

      Il discorso sull'Islam rischia però di essere confuso da considerazioni sociali, politiche, ecc..., proprio perchè è l'infuriarsi per un offesa alla religione è ormai lontano dal nostro sentire.
      Fammi continuare la metafora calcistica. Supponi di pubblicare su youtube un video dove insulti pesantemente una squadra di calcio random. Supponiamo anche che tu sia un personaggio mediamente in vista nel campo (tipo, capo degli ultrà avversari) e che sia poco prima di un derby, di modo che ci sia anche la necessaria copertura mediatica.
      Infine, assumiamo che gli ultrà (com'è plausibile, penso) reagiscano alla provocazioni, e che ci siano scontri, feriti, ecc... Chi ha lanciato la provocazione, sapendo perfettamente a cosa andava incontro, è un idiota oppure no?
      Era perfettamente in suo diritto, però questo non cambia le consequenze del suo gesto.

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    6. La tua metafora calcistica si presta a obiezioni sin troppo facili - minigonna? - ma in ogni caso non leggere tra le righe, io non sto parlando in favore della possibilità di pubblicare la vignetta, sto semplicemente chiedendo - a Leo, a te, a chiunque voglia rispondermi - in che punto della mia attività di vignettista dovrei avvertire una inadeguatezza e conseguentemente iscrivermi ad un corso di studi in arti calligrafiche, ovvero il punto 2 dell'OP.

      Maometto è un personaggio storico, come Colombo o Marco Polo; è anche il fondatore dell'Islam; perchè disegnare in quel modo la mia vignetta non va bene? Io vorrei sapere solo questo.

      PS: a margine forse ti interesserà sapere che le famigerate vignette danesi, accanto eventualmente all'intenzione (che tu dai per certa) di creare oltraggio e scompiglio, e naturalmente di aumentare le vendite, "intendevano evidenziare come nessun artista volesse illustrare senza rimanere anonimo un libro per bambini sulla vita di Maometto, scritto dall'autore danese Kåre Bluitgen".

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    7. Alla tua domanda mi pare di aver risposto: è una cosa nota e arcinota che la raffigurazione di Maometto è tabù: basta guardare la televisione; penso che siano poche le persone che ignorano che vignette di quel tipo (sotto determinate circostanze, tipo notevole clamore mediatico intorno ad esse, ecc....) potrebbero creare violente proteste.
      E una persona che faccia questo pecca, secondo me, di scarsa responsabilità (poi, se uno lo fa inconsapevolmente è un altro discorso, nel senso che magari pecca di ignoranza visto che è una cosa stranota, ma non mi sembra sia il caso).
      Per la cronaca, io non davo per scontato il calcolo dietro la pubblicazione delle vignette; penso solo che in molti casi calcoli di questo genere siano comuni (es: si faceva lo stesso discorso parlando di Sallusti, dicendo che molti giornali corrono il rischio di effere citati per diffamazione facendo il conto "quanto guadagno come copie vendute"-"quanto pago di risarcimento").
      Nel caso specifico non conosco abbastanza nè il giornale nè la sua liena editoriale per esprimere un giudizio (in altri casi in cui tali vignette sono state usate, tipo Calderoli, il fine mi pare evidente).

      Sempre per la cronaca: su Wipedia inglese mi pare ci sia una versione diversa: si riporta la spiegazione che il "culture editor" (responsabile culturale?) dà delle vignette, dicendo che sono state pubblicate perchè i mussulmani pretendono una considerazione speciale dei loro sentimenti religiosi, ecc..; l'articolo su Kåre Bluitgen era di diversi giorni prima (era quello che aveva innescato il dibattito).
      In ogni caso vorrei sottolineare che questa spiegazione non esclude, a priori, il calcolo economico che citavo.

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    8. Ma che vuol dire tabù?, a chi è fatto divieto rappresentare il profeta ed in base a che cosa?, ma soprattutto: in che senso si vuol sostenere che una data cosa non può/deve esser fatta?, nel senso che è illegale all'interno di un certo sistema di leggi?, che è peccaminosa all'interno di un quadro di precetti religiosi?, un misto delle due?, che non conviene farlo perchè sennò chissà che succede?, che è ingiusto/immorale secondo una data scala di valori/morale?, che è antipatico?, che non debbo farlo perchè non vorrei fosse fatto a me/al mio profeta?, etc.
      Il taglio che decidi di dare al tuo niet fa tutta la differenza del mondo.

      A me personalmente non interessa spendermi in una battaglia affinchè si possano pubblicare vignette raffiguranti Maometto; non finchè gli Irving verranno messi in galera, o si potrà essere sbattuti in cella in perpetuum per ""associazione sovversiva"", o il tiggì mi racconterà quotidianamente di decine di migliaia di morti in Libia quando in realtà sono cento.
      Però davvero non capisco: posso fare un disegnino del profeta con la bomba nel turbante su un bigliettino che leggo solo io?, se sì, posso passare il bigliettino al mio compagno di banco?, se sì, e vedo che il mio compagno ride come un bimbo, posso pensare di pubblicarlo sul giornalino di classe?, etc.
      Magari dimmi dove si dovrebbe arrestare la catena; e magari magari anche perchè.

      In ogni caso, in questa sede volevo limitarmi a criticare la storia delle arti calligrafiche e dell'iconoclastia; per fare una vignetta con il profeta con la bomba nel turbante non è sufficiente ch'io pensi/osservi che la quasi totalità degli attentatori suicidi con bombe nel turbante sono islamici?, in che punto starei trattando Maometto come Cristo?, in che punto - ed in che senso - mi sarebbe richiesto di andarmi a studiare la storia degli usi e costumi dell'Islam?

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    9. Per "tabù" indicavo (con un leggero abuso di notazione, ma pensavo fosse chiaro dal contesto) un azione che provoca reazioni violente da parte di una fascia di estremisti.
      Sottolineo, visto che spesso questo punto è ignorato, un azione GRATUITA, ossia senza uno scopo utile o una motivazione ragionevole.

      Secondo me la catena andrebbe arrestata quando la pubblicazione crea scontri, violenze ed eventualmente morti (INUTILMENTE, lo ripeto, quindi senza uno scopo o un ragionevole progetto di fondo, ma solo per fare casino).

      Poi caso per caso se ne può discutere: per esempio, possiamo considerare i casi estremali (chiedo venia, è il mio imprinting scientifico che parla):
      - Bigliettino che vedi solo tu: Non fa danni
      - Film satirico su Maometto con trailer su youtube: Fa danni

      Se poi la vignetta la vuoi pubblicare sul giornalino di classe, e magari fra i tuoi compagni c'è un mussulmano che si sente offeso da essa magari ti giudicherei comunque uno stronzo (senza offesa, è un discorso teorico), anche se magari non c'è stata nessuna reazione violenta, hai solo offeso i suoi sentimenti. Il discorso è invariante per cambio di religione, ma solitamente vale in maniera riduttiva: quindi
      -evitare di offendere non pubblicando bestemmie o simili: BENE
      -mettere il crocefisso altrimenti i cristiani si sentono offesi dalla sua mancanza: MALE
      In pratica, non estremizzare l'argomento, ci sono tutte le appropriate sfumature).

      Infine, per quanto riguarda la vignetta con la bomba, il titolo "Mohammed" poteva dare l'idea che si trattava di Maometto (forse anche l'arabesco nella bomba, potrebbe essere un simbolo sacro, ma non ne sono sicuro)...

      E non c'è bisogno di studiare la storia dell'Islam per sapere che è un offesa gravissima per loro riprodurre l'immagine di Maometto, è un fatto abbastanza noto. Nel caso delle vignette, per esempio, i disegnatori lo sapvevano benissimo (era quello il motivo delle vignette).
      Io non conosco nessun caso clamoroso di offesa accidentale che ha generato tale violenza, per questo reputo l'obiezione abbastanza fuori luogo; poi se vuoi si può discutere se un vignettista ignaro sia altrettanto irresponsabile, ma mi sembra un po' un discorso di lana caprina (non è il caso di cui si sta parlando)

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    10. Emilio, a me sta benissimo l'imprinting scientifico - benchè quelli mi sembrino casi estremi, piuttosto che estremali... - però applicalo un po' al tuo ragionamento: è tabù (ossia, da quel che capisco, non si fa) ciò che può provocare reazioni violente da parte di una fascia di estremisti.
      Così, se solo avessimo una fascia di estremisti - peraltro secondo alcuni già ce li abbiamo - della causa della libertà di espressione senza se e senza ma - e senza mah - non potremmo nè permettere di disegnare le vignette, nè impedirlo.
      Sta a te, ora, proporre un'alternativa al principio del terzo escluso.

      Peraltro il problema è anche pratico; ad esempio Greenwald [un ottimo giornalista, pure americano, consiglio a tutti di seguire la sua rubrica, si imparano un sacco di cose e... no, non si diventa per forza come me], argomentando proprio a proposito dell'idea che la libertà di parola dovrebbe fermarsi quando intesa a ispirare o provocare violenza, faceva notare come negli USA una sentenza della corte suprema conceda financo la possibilità di incitare pubblicamente alla violenza [1972, NAACP v Claiborne]. Se ciò che dice Greenwald è corretto - e nel 90% dei casi lo è - qualunque americano ha il diritto costituzionalmente garantito di pubblicare vignette ""tabù"" o trailer ""tabù"", e dunque di provocare l'ira degli estremisti; ora, supponiamo che il nostro amico americano non condivida il tuo/vostro discorso sulle responsabilità, o comunque decida di non ""autocensurarsi"": che famo?

      PS: comunque la faccenda dell'"arabesco nella bomba" sarebbe più o meno quello di cui provavo a chiedere ragioni sin dall'inizio...

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  4. ...ma questi ti vogliono picchiare anche se tu "forza lazio" lo dici a tuo cognato in un sms. come la mettiamo?

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    1. Ok, questo è forse portare il paragone un po' troppo in là...

      Le proteste ci sono state perchè perchè le vignette\film sono state rese publiche (youtube) e (penso) perchè c'è stata una forte copertura mediatica sulla cosa (quindi, non è proprio l'SMS privato al cognato). Altrimenti è la storia dell'albero che cade nella foresta (o, se preferite, se viene disegnata una vignetta su Maometto ma nessuno la vede, crea quella vignetta dei morti?).

      Per la cronaca, io rimango dell'idea che se qualcuno insultasse pesantemente e in maniera pubblica una squadra di calcio (e se la cosa avesse molto risalto sui media), gli ultrà non la prenderebbero bene. Vorrei tanto portare esempi a sostegno della mia tesi, ma veramente non ne so abbastanza a riguardo per documentare la cosa. Qualcuno si ricorda episodi del genere?

      In un altro post portavo anche l'esempio degli anti-abortisti: in America ci sono stati numerosi casi di violenze, compresi omicidi e bombe, a causa di fanatici anti-aborto; sono una minoranza, per carità, ma anche gli esagitati che protestano lo sono.

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    2. Ha ragione Ciuffoli: il giornale satirico della mia città ai tempi della rivoluzione iraniana uscì nelle locandine col titolo:
      "Ci fa una sega a noi Khomeini"
      e non ci fu alcuna sollevazione da nessuna parte, come è logico, non avendo quel giornale risonanza mondiale.
      Ma, come dice Leonardo, è molto più facile e appagante dividere in bianco o nero, tutto o niente, estremizzare anzichè usare il buon senso e la misura.
      Nautilus

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    3. Bene, con le idee di Ciuffoli potremmo censurare i 9/10 della letteratura mondiale, della scienza e dell'arte e delle idee politiche e anche religiose. In parole povere guai a turbare l'ordine esistente, eliminiamo qualsiasi evoluzione, contestazione, opinione, perché se a me oggi in occidente venisse in mente che chi porta la barba m'insulta, sarei giustificatissimo se saltassi addosso a qualsiasi musulmano che passa perché magari in qualche paese di tale fede qualcuno ha commentato che siamo degli idioti. O anche peggio. Ma lo dicessero pure!
      O la barba non importa (siamo tanto tolleranti) ma Maometto sì? E la questione è sotto sotto il fastidio benpensante o più semplicemente clericale che alcuni da noi provano all'idea che anche la religione - non importa quale - non sia intoccabile, ma possa essere oggetto di critica e contestazione come qualsiasi altra cosa?

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    4. A parte che, volendo essere pignoli, si tratterebbe di autocensura, non di censura: ho detto che reputo degli imbecilli chi ha pubblicato ha fatto il film\pubblicato vignette sapendo perfettamente le conseguenze; purtroppo però questo (essere imbecilli) non è contro la legge, nè mi sognerei di renderlo illegale.
      In ogni caso, come ho scritto sopra, reputare tale comportamento da imbecilli non vuol dire condannare ogni pubblicazione che va contro le convinzioni di estremisti (straw man argoument: esempio, Darwin); come ho detto sopra, se ci fosse uno scopo nella pubblicazione (tipo: "certi passi, che pure provocheranno violente reazioni, sono necessari perchè contribuiscono a portare ad una emarginazione degli estremisti ecc...") sarei anche essere d'accordo; il contrario vorrebbe dire rendersi ostaggio di estremisti, di fatto. Il problema è che nel caso specifico non ci vedo nessun disegno particolare: il film era una pura e semplice cazzata, gratuitamente offensiva; nel caso delle vignette, fra l'altro, lo scopo dichiarato era protestare contro i mussulmani che, a detta del curatore, pretendono una considerazione particolare nei confronti dei loro sentimenti religiosi (http://en.wikipedia.org/wiki/Jyllands-Posten_Muhammad_cartoons_controversy). Ora, io non trovo che questo sistema abbia una qualche speranza di isolare gli estremisti e di portare ad un islam più moderato, ergo il giudizio di imbecillità. Potrei essere in torto, per carità, però devi dimostramelo.

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  5. Guarda, al terzo post mi hai convinto. Bisogna fare qualcosa. Questi toni eccessivi sono assolutamente controproducenti, alla fin fine dannosi. Vado immediatamente a abbonarmi a Charlie Hebdo.


    Dopo aver inviato mi è misteriosamente comparsa la finestra, così inserisco il commento al suo posto.

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  6. Che problema c'è?
    Se sono tanto contrari ai tabu, perché non disegnano e pubblicano vignette che prendono pesantemente per i fondelli i gay, gli ebrei, i disabili?
    Su, una bella vignetta che umilia i disabili! Così imparano, quegli sciocchi che poi si scandalizzano! Abbiamo diritto di perculare chiunque, qui siamo in democrazia!

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    1. Mi hai ricordato un episodio di cui ho sentito parlare anni e anni fa; pare che i surrealisti facessero a gara a chi faceva la cosa più surrealista - o surreale, non saprei - ed un bel giorno Dalì raccontò di aver picchiato un cieco - uno qualunque, incontrato casualmente per strada.

      Ecco, quello forse è voler infrangere un tabù, o, come direbbe un Bonito Oliva, dire mediante il trasgredire.

      Però pretendere di poter disegnare il volto di un personaggio storico - benchè ci sia chi lo veneri e magari lo senta di sua proprietà - mi pare tutt'altra questione...

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    2. se maometto fosse un personaggio storico, ovviamente a nessuno verrebbe in mente di rappresentarlo così.
      dici che è un caso, se gli insulti non piovono mai sul laido marco polo o sull'empio cristoforo colombo?

      atlantropa, dì la verità: tu ami limonare con quella gran coprofaga di tua madre.

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    3. Ho provato ad assaltare il tuo consolato ma poi mi sono ricordato che per pregiudizio religioso nego qualunque riconoscimento internazionale a tutti quelli che si chiamano don qualcosa, per cui ripiego su lascia stare mammina.

      PS: ma il problema è disegnare Maometto o disegnare Maometto con la bomba nel turbante?, quali sono le colonne d'Ercole del disegnabile?, almeno mettetevi d'accordo tra voi proponenti, sennò sembra di stare in uno di quei film... dov'è andato? di là! ehm, di là!...

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  7. Ah Leonardo, davvero bravo. E'la cosa migliore che ho letto sulla vicenda.
    E comunque,sigh...

    Nautilus

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  8. Provo a ribattere ai quattro punti

    1) *Oggi la faccia di Maometto, domani il mondo!*

    Questa "deriva" secondo la quale si avrebbe una fobia della vittoria dei valori del "nemico" è in realtà costituitiva della democrazia. Il principio fondamentale della democrazia è che ogni cittadino può partecipare al dibattito pubblico per far sentire la proprio voce sulle decisioni da prendere e quindi sulla trasformazione della situazione sociale. Se ogni cittadino ha potenzialmente una capacità di agire e di cambiare la situazione, vuol dire che egli è responsabile di quello che accadrà, delle trasformazioni che subirà la società. E con ogni evidenza, questo senso di responsabilità e di "capacità d'azione" pone gli individui in uno stato di pressione continua, dato che essi debbono costantemente difendere i loro "valori" (nel senso più generale possibile, che include anche i cosiddetti "interessi") dai potenziali avversari (siano essi musulmani che abitano a diecimila chilometri di distanza o il vicino di casa che vuole usare i fondi condominiali contro i nostri interessi). Questo stato di pressione continua è all'origine di quel senso di paura della vittoria dei valori altrui: questa "fobia" è il prezzo da pagare per avere un mondo fluido, in cui i valori non sono fissati una volta per tutte e immutabili (come nelle società tradizionali), ma in costante trasformazione.

    2) *Ma le vignette su Cristo si possono fare!*

    Non ho molto da dire su questo punto: se vogliamo ragionare per estreme generalizzazioni, si potrebbe dire che i vignettisti e chi li segue non "tollerano" il "mondo islamico", con le sue credenze e i suoi valori. Allo stesso modo, chi nel mondo islamico protesta contro i vignettisti non "tollera" il "mondo occidentale", poiché tra le credenze e i valori di quest'ultimo vi è al primo posto precisamente la tolleranza. Ma non è vero che la tolleranza è sempre cieca come tu scrivi: proprio tu, Leonardo, scrivendo questo post, stai dando vita e alimento a quel valore (occidentale?) che è la tolleranza, in questo caso verso il "mondo islamico". Il paradosso è che in nome di questa tolleranza tu, da un lato, sei tollerante verso certi intolleranti (quelli che fanno casino per una vignetta), e, da un altro lato, sei intollerante verso certi altri intolleranti (quelli che fanno le vignette). E allora viene spontaneo chiedersi perché mai non si potrebbe fare il contrario, ed essere quindi intolleranti verso quegli intolleranti, e tolleranti verso questi intolleranti.

    3) *Si deve mostrare tutto!*

    Certo, anche l'occidente ha i suoi tabù. Non si può certo ridurre i tabù dell'occidente al mero "tabù di avere un tabù", all'imperativo che ci impone di non seguire alcun imperativo (per quanto questa dimensione "parricida" sia importantissima). Non bisogna però dimenticare le differenze: i tabù occidentali sono legati sempre di più alla dimensione fisica dell'individuo. Le idee di una persona (i suoi dei e i suoi demoni) possono essere profanate, vituperate, calpestate. Il corpo vivente è invece sacro, insieme ad una minima integrità emotiva. Anche questo, ovviamente, è comprensibile solo in riferimento all'importanza delle dottrine materialistiche. Quindi no, non si potrebbe *semplicemente* aggiungere agli svariati tabù occidentali anche la raffigurazione di un profeta vissuto più di un millennio fa.

    4) Voltaire! Gramsci! Altri nomi a caso!

    Attenzione perché qui fai confusione: nessuna persona sana di mente si sogna di dire che se Voltaire fosse tra noi si metterebbe a disegnare vignette o a scrivere pamphlet assatanati contro maometto. Si fa riferimento a Voltaire o alla spirito illuministico in generale per dire che questo spirito impone la tolleranza verso le vignette, verso le scoregge sulle icone e via dicendo. Le vignette sono deprecabili (quando sono ferocemente intolleranti - e non sempre lo sono) ma forse hanno comunque diritto di esistere.

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    1. W la faccia Federico! Ci voleva. Sottoscrivo pure le virgole, ottima impostazione di risposta.

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  9. io ho visto parecchie vignette fatte per esempio in iran decisamente antisemite (è un esempio). alcune di queste vignette hanno avuto larga eco in occidente, sono riprodotte su molti giornali (anche online), sono state debitamente stigmatizzate ecc. ma nessuno ha pensato di assaltare le ambasciate della repubblica iraniana...
    il presidente fa affermazioni deliranti (per qualcuno di noi). ma nessuno assalta l'ambasciata iraniana...
    siamo fessi?
    tieni conto che alcune di quelle vignette qui sarebbero passibili di iniziative giudiziarie, ma nessuno assalta ambasciate
    siamo fessi?
    io penso che dovremmo distinguere tra una protesta e un tentato pogrom o un tentato linciaggio...

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  10. Non condivido questo post.
    Ho condiviso quest'altro, ecco il link.
    http://www.distantisaluti.com/chi-ha-sulla-coscienza-questi-morti/

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    1. ...e poi questo blog è troppo colorato, si perde la bella visione in bianco e nero caratteristica di un'illuminazione monocromatica; molto meglio quell'altro.

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  11. IMHO, in certi contesti (integralismo islamico, fondamentalismo cristiano, destra autoritaria) la violenza si presenta quasi più come fine che come mezzo.

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    1. E ci aggiungo anche certa sinistra e anarchia "insurrezionaliste a priori" e/o "rivoluzionarie ad libitum".

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    2. (LOL, avevo letto: "rivoluzionarie ad libiDum")

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  12. L'elogio del compromesso come via maestra per la convivenza mi sembra una posizione ragionevole e condivisibile. Mi chiedo pero' se tale posizione debba valere solo per i musulmani e non, per esempio, per gli ebrei
    Se ci fossero ebrei che si arrabbiano per le ingiurie che Dante rivolge a loro nella Divina Commedia (e, come e' stato recentemente ricordato, ce ne sono), dovremmo quindi censurare quei passi del poema? Giusto perche' bisogna stabilire compromessi, trovare le modalita' della convivenza nella piazza globale ecc.?
    O forse i musulmani devono avere il rispetto e la considerazione che gli ebrei non hanno?
    E in questo caso, non trovi che il tuo ragionamento sia, come dire, un poco sbilanciato?

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    1. Mi sembra che la bilancia penda tutti i giorni dall'altro piattino. Sul censurare Dante non ho grosse obiezioni.

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    2. > Mi sembra che la bilancia penda tutti i giorni dall'altro piattino.

      Favoriresti qualche esempio di questo sbilanciamento che favorisce... chi, esattamente?

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    3. che cosa curiosa, Leonardo non riesce a fornire esempi. E non spiega chi sarebbero gli avvantaggiati.

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    4. Guarda che uno potrebbe anche avere meglio da fare.
      Proprio perché mi vengono in mente soltanto esempi in cui viene offesa la religione islamica: tutti i casi in cui i simboli religiosi ebraici vengono vilipesi, in Italia, sono immediatamente sanzionati e universalmente esecrati. Non ti posso fornire un "esempio" di una cosa che secondo me non succede (gente che in pubblico si vanta di offendere la religione ebraica, in Italia?)

      Più in generale, mi sembra persino banale affermare che la comunità ebraica goda in Italia di più rispetto e considerazione che quelle islamiche. Piccoli segni: l'otto per mille, lo spazio nella tv pubblica... o il semplice fatto che, mentre in certe città ancora è problematico aprire una moschea, i luoghi di culto ebraici siano monumenti tutelati, a volte (giustamente) guardati a vista dalla pubblica sicurezza. Ci sono ovviamente motivi storici per cui è andata così, però un po' più di rispetto per gli islamici non nuocerebbe.

      Ti ho risposto come se tu fossi un interlocutore civile, spero apprezzerai.

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    5. Piccolo esercizio intellettuale, se non ti chiedo troppo: immagina se l'altro giorno in quel bar nel veronese avessero picchiato una ragazza di religione ebraica. Pensi che la notizia avrebbe avuto lo stesso risalto (scarso)? Quando dico che i piattini sono sbilanciati dall'altra parte mi riferisco a cose del genere, tutto qui.

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    6. Per tua informazione, l'otto per mille e gli spazi televisvi etc. etc. derivano dall'esistenza di concordati tra lo Stato italiano e l'Unione delle comunita' Ebraiche. Le organizzazioni musulmane non riescono a ottenere una intesa simile con lo Stato italiano (intesa che darebbe tutti i diritti, incluso quello di costruire moschee e avere scuole confessionali) principalmente perche' non riescono a mettersi d'accordo tra di loro. Non perche' gli ebrei siano previlegiati.

      Quanto alle offese alla religione e alla cultura ebraica, abbiamo docenti universitari che danno spazio ai negazionisti,gente che scrive e insegna che la Dichiarazione Balfour e' un attacco ai diritti dell'uomo, moltitudini di svastiche sui muri, striscioni negli stadi in cui parla di ebrei, forni e sapone, vignette con il nasone e, qua e la' per i siti web italiani, elenchimdi cognomi e recapiti, accuse di uccidere bambini cristiani (a Trani si festeggia ancora il miracolo dell'ostia, o meglio: da quando e' stata riaperta la sinagoga, il sindaco si fa un punto di onore di partecipare alla processione), per non parlare di come i docenti che hanno dato il loro contributo alla campagna antisemita del Regime siano rimasti in cattedra, ad ammaestrare generazioni di terzomondisti.

      Il tutto senza gran scandalo. Eccoti servito il tuo esercizio intellettuale. Ah, in certe zone d'Italia la polizia sconsiglia comunque di esibire simboli di appartenenza ebraica (la kippah, per esempio). Senza che avvenga gran clamore nei media ne' che Leonardo si preoccupi di controllare la sua bilancia.

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    7. Deve essere terribile far parte di una religione che si lascia offendere dal sindaco di Trani.

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    8. Noto che non capisci il senso dell'espressione "esercizio intellettuale".

      Grazie comunque, ovviamente non ignoravo l'esistenza di un concordato con le comunità ebraiche: il fatto che non ce ne sia uno analogo per le islamiche dipende da tante cose (compresa la mediocrità dei rappresentanti, secondo me), ma anche dal fiero anti-islamismo propagato a scopo elettorale da partiti che erano al governo fino a un anno fa (e sono ancora in maggioranza).

      Noto che mescoli religione e cultura: il negazionismo è un'offesa alla storia e agli ebrei, ma non rientra nella nozione di blasfemia, non è mica un'offesa a Dio. Oppure bisogna ridefinire la religione ebraica e decidere che la memoria della Shoah ne fa parte (così finisci per dar ragione a Cloroalclero quando diceva che è diventato un mito fondante, fa' te).

      "Accuse di uccidere bimbi cristiani"... puoi essere più preciso? Chi dove e quando avrebbe accusato recentemente gli ebrei in Italia di uccidere bimbi?

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    9. Questo e' il punto: quando si parla di razzismo, la distinzione tra cultura e religione non sta in piedi.

      La Fallaci se la prende con la religione islamica, con la cultura araba o con gli arabi che puzzano e che sporcano la sua bella Firenze? Immagina se nel bar del Veronese la ragazza avesse detto: "Non sono musulmana, sono cristiana!". Sarebbe importato qualcosa, al suo aggressore?

      Se quindi questi sono episodi di razzismo (e imho lo sono, Fallaci inclusa) allora lo sono anche gli attacchi alla cultura ebraica e alla memoria della Shoah, come pure la calunnia nei confronti di Israele. Che vanno, come sto provando a spiegarti, del tutto impuniti.

      Noto che non parli della impunita' che circonda gli striscioni negli stadi, le svastiche sui muri, i siti web con elenchi di nomi e le vignette con il nasone.

      Pero' ti preoccupi di difendere manifestazioni di religiosita' (cattolica) popolare come il culto del miracolo di Trani. Con la domandina sul "recentemente".

      Perche'? Visto che la solennita', che si tiene oggi, riguarda qualcosa del passato (e di falso), non sarebbe una offesa agli ebrei di oggi? Mi sembra una logica bacata.

      Prima che qualcuno strepiti sugli ebrei che attentano alla pieta' popolare, fammi aggiungere che, per come la vedo io, gli abitanti cattolici di Trani hanno tutto il diritto di tenere la loro processione truculenta, e di credere al miracolo dell'ostia e di festeggiare con devozione l'anniversario di un pogrom.

      Ma finche' questo succede, credo sia difficile sostenere che in Italia gli ebrei godono di straordinari previlegi e protezione quando si parla di loro e della loro religione.

      Sono (siamo) solo molto meno dei musulmani, sono (siamo) in Italia da prima che l'Italia fosse inventata, hanno (abbiamo) partecipato al Risorgimento in maniera piu' decisa dei cattolici e tutto questo lascia il segno nella legislazione (vedi alla voce Intesa, o Concordato).

      E anche, questa e' statistica, siamo praticamente assenti dalle patrie galere, dove pero' ci sono molti musulmani. Il che accade, certo, solo per via della islamofobia eh.

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    10. A nome della popolazione cattolica di Trani, desidero ringraziare Zanardo che ci riconosce il diritto di far festa. E tuttavia molti di noi hanno lontani progenitori egiziani, e questa cosa che Zanardo festeggi coi suoi amici il fatto che i nostri parenti persero i primogeniti, e le rane, e le cavallette, e il Mar Rosso, insomma, è una cosa un po' dura da mandar giù.
      Non è che vogliamo dire che Zanardo debba smettere di gioire per le nostre disgrazie, al massimo continuiamo a piagnucolare su qualche sito finché non si sentirà in colpa.

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    11. - Il fatto che tu non sia in grado di distinguere tra cultura e religione è un tuo limite, che dovresti accettare: tante altre persone sono capacissime. Comunque stai dando ragione a Cloroalclero.

      - La legislazione sull'antisemitismo (strisioni, scritte, ecc.) è piuttosto netta. Non così con l'anti-islamismo. Non provare a sostenere il contrario, hic spaeculum, hic rampica. Perché non vai a protestare per queste cose nei siti dei neonazisti? Tra l'altro troveresti un sacco di gente che in fondo la pensa come te.

      - Mi sono perso il pezzo in cui "difendo" il miracolo di Trani, dev'essere da qualche parte nella tua testa.

      - Anche il momento in cui si è parlato di "straordinari privilegi e protezione" (???)

      - Non hai partecipato al Risorgimento, fattene una ragione. Lo so, l'ebraismo doveva servirti per attribuirti meriti altrui. Non funziona così nel mondo vero, con le persone vere.

      - Nelle patrie galere ci sono tantissimi giocatori di briscola, mentre praticamente nessuno pratica il lacrosse. È ovvio che la briscola induce la gente a delinquere (questa fattela spiegare perché è un po' difficile).

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    12. E si vede che anche il leghista, incapace di distinguere tra cultura e religione, la pensa come Cloroalcoso. E idem per la Fallaci.

      Io rimango convinto che lo "sbilanciamento" tra Ebraismo e Islam, a favore degli ebrei, sia una roba che sta solo nelle fantasie. Le fantasie di quelli che hanno qualche problema con gli ebrei.

      Se pero' vuoi avviare una raccolta di firme per introdurre il reato di "vilipendio della religione islamica" in Italia (sempre che non esista gia'), auguri. La firmo anche io, eh.

      Ma non diminuira' di una virgola i discorsi razzisti. Ne' convincera' gli islamisti che gli europei sono buoni e bravi, ed i laicisti non ce la hanno con loro.

      Prova pure a condurre qualche "esperimento" in proposito.

      "Avete visto? In Italia adesso e' proibito offendere il Profeta!!!"
      "Yallah, ole', da adesso in poi permetto a mia sorella di levarsi lo chador quando va a far la spesa. Ma solo il mercoledi'"
      "Giusto, se poi anche l'Unione Europea approva una legge simile, io permettero' a quel frocio di mio cugino di vivere con il suo fidanzato ed anzi andro' al loro matrimonio, e inshallah mi radero' pure la barba!"
      "E se gli americani introducono quel reato nella loro legislazione... Ehm
      Noi, ... io..., ecco: io riconoscero' Israele"
      "Ehi, attento, cosi' esageri, ricordati che quelli sono sionisti")

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    13. Se tu, un leghista e la Fallaci pensate la stessa cosa, c'è anche la possibilità che siate cretini tutti e tre.

      E' la prima che viene in mente, in effetti

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    14. > Immagina se nel bar del Veronese la ragazza avesse detto:
      > "Non sono musulmana, sono cristiana!". Sarebbe importato
      > qualcosa, al suo aggressore?

      Eh, direi.
      Ma l'hai letta la notizia? Ah già scusa dimenticavo.

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  13. Ecco un altro eroe della libertà di espressione: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/28-settembre-2012/insulti-bar-contro-maometto-donna-si-ribella-pestata-2112010709889.shtml

    C.

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    1. "Per il veronese, che ha nella fedina penale un solo precedente *per incendio*"...

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  14. Come Borghezio! Allora senza dubbio è un difensore della civiltà occidentale.

    C.

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  15. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  16. Tutti i discorsi sulla reciprocità sono discorsi ottusi, di gente ottusa. Noi non dobbiamo essere tolleranti per obbligare gli altri a diventarlo (non funziona): dobbiamo essere tolleranti perché è meglio per noi e per chi vive in mezzo a noi.

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